domenica 18 novembre 2018

MOBBING DEL FARAONE : UN AMICO,O UN NEMICO DELL'EGO ?


La Bibbia , come tutti i testi cosidetti sacri anche di altre religioni , presenta una antologia di personaggi / archetipi che popolano il Pantheon personale di ogni essere uomo o donna che sia ; infatti in essi (archetipi) , nelle loro storie , nelle loro vicende e' possibile rintracciare le storie , i vissuti esistenziali di ognuno di noi , con i loro drammi , le loro ansie , le loro angosce e contestualmente la loro risoluzione come un po' avviene nelle rappresentazioni teatrali delle tragedie greche , uno psicodramma collettivo in cui lo spettatore veniva coinvolto al fine di innescare una "catarsi" , una purificazione , un cambiamento delle modalita' psichiche di comportamento individuale , insomma una vera e propria psicoterapia catartica , transazionale che permette di toccare il "nucleo" divino , o piu' laicamente e Junghianamente, il :

                             VERO SE'

 Il libro biblico dello :

                               ESODO

narra le vicende e le peripezie esistenziali del popolo ebraico , Israele, schiavo del Faraone e costretto a lavorare , sfruttato , per lui , che cercava di risparmiare il piu' possibile sul costo/lavoro e sui materiali con il deliberato fine di impinguare le sue tasche  . Sembra una storia antica , ma in fondo , mutatis mutandis , e' la storia di sempre e proprio per questo una storia archetipica , con gli sfruttatori da una parte  e gli sfruttati dall'altra . Il faraone si era assicurato una forza/lavoro , come diremmo oggi :

                             LOW COAST

servendosi di  :

                            IMMIGRATI

Infatti gli ebrei si trovavano li perche' costretti dalla carestia scoppiata nelle sue terre di origine a emigrare in Egitto; una storia dunque rapportabile ai nostri giorni che vedono masse enormi di popolazioni spostarsi dai loro luoghi natii a causa di poverta' , guerre , scontri razziali , ecc...ecc....

Da un lato quindi il tiranno dal "cuore indurito" , il faraone , cosi' lo descrive la Bibbia ; dall'altro un popolo assoggettato e assuefatto , quello ebreo .
Fino al giorno che sulla ribalta della loro storia non compare un "Liberatore" , che passera' alla storia con il nome di Mose' .

Il racconto esodale si snodera' nella contrapposizione di questi due personaggi e cioe' :

                      Il Faraone e Mose'

Il primo (faraone) dominato da sete di potere , di possesso , di manipolazione mediatica , e  il secondo (Mose') mosso dalla sete di liberta' per se e per il suo popolo . I due si affronteranno nel corso di ripetuti incontri/scontri fino alla decisione maturata nell'animo di Mose' di lasciare quella terra di schiavitu' , e questa decisione si chiamera' :

                             ESODO 

una vicenda che si articolera' attraverso quaranta anni di vicissitudini drammatiche prima di giungere alla :

                           TERRA PROMESSA 

La terra della Liberta' . Un racconto dunque che ci narra la storia emblematica e paradigmatica di un popol e della sua :

                              MOKSHA 

Termine sanscrito che indica la :

                          LIBERTA' DALL'EGO

cioe' dal Faraone , che fuor di metafora, rappresenta il nostro piccolo se tirannico che vuole trattenerci nella schiavitu' psichica a lui asservita , laddove invece Mose' , rappresenta il nostro Vero Se , o IO SONO , insofferente ai suoi dettami e desideroso di spaziare in "nuovi cieli e nuove terre" .

Il Faraone e Mose' sono i rappresentanti di due forze antitetiche copresenti dentro ognuno , i due nostri lati , uno Luce (sattva) Mose' , e uno Ombra (rajo/tamas) il faraone  e il libro dell'Esodo vuole darci la strategia e la soluzione di questo conflitto , un conflitto che ritroviamo in ogni situazione di schiavitu' o dipendenza , fisica , psichica o spirituale che sia .

Compiamo un "esodo" ogni volta che decidiamo di lasciare una terra di schiavitu' , interiore e esteriore che sia .

Ma , e qui viene spontanea una considerazione e cioe' : ma siamo sicuri che questo faraoneo cattivo , tirannico, modello del che primo drammatico caso di :




                         
della storia , sia poi cosi' nemico e tirannico fino in fondo , oppure faccia parte di una geniale strategia per costringere il piccolo se egoico a cercare una soluzione , un esodo dalla sua sofferenza che lo fara' approdare a u una nuova ricchezza interiore e trovare in essa il suo Vego Se o :

                           IO SONO ? 

Quel popolo si era assuefatto a una vita stentata , a un tran tran quotidiano spento , senza luce , come Esau' in precedenza , aveva svenduto la sua vita per un :

                     PIATTO DI LENTICCHIE 

da ultimo , fuor di metafora , aveva svenduto la sua origine divina e spirituale , asservita alle necessita' temporali dell'ego sub-umano rappresentato dal faraone , assimilabile ai tanti faraoni del nostro tempo saturo di iene capitalistiche che cercano di fare business su tutto sfruttando le ricchezze dei popoli e della terra , inquinando quest'ultima con i "fumi" venefici delle sue fabbriche che hanno inquinato la terra e riscaldato il suo clima con una conseguente "desertificazione" simbolo di una desertificazione interiore ancora peggiore , rivelando ancora una volta il:

                CUORE DURO DEL FARAONE

L'IO SONO dunque vestito da Mose' ha spinto quel,popolo a uscire , a esodare da quella terra (luogo della coscienza) , ad abbandonarla , in cerca di una "nuova terra" dove scorreva :

                          LATTE E MIELE 

L' AMRITA , l' Ambrosia, il cibo divino , sicuramente piu' gustoso del misero,piatto di lenticchie del faraone .
Dunque il Mobbing del faraone e' servito a "snidare" quel popolo dalla sua :

                          ZONA DI CONFORTO 

e a farlo giungere a una :

                       NUOVA VISIONE DI VITA

La vera VITA , quella  che Dante chiama la :

                             VITA  NOVA 

Questa e' cio' che si chiama nello Yoga :

                         ILLUMINAZIONE

che non si riduce a un semplice episodio di esoterico " fotismo" , quanto a una illuminazione delle proprie "oscurita' interiori " , e una volta trasferiti nella coscienza dell'IO SONO , farci affermare come il Pinocchio collodiano al termine della sua avventurosa vicenda , ormai dotato di un corpo di carne :

      《 QUANTO ERO BUFFO QUANDO ERO UN BURATTINO

per giungere a questa considerazione egli  , nel suo percorso iniziatico ha dovuto conoscere il "mobbing" che  numerosi personaggi (cattivi) hanno operato contro di lui snidandolo dalle sue troppe e numerose zone di conforto.

Molto spesso tra le mie amicizie mi e' capitato di sentirli lamentare del mobbing del direttore o del capo ufficio, una situazione che impone solo due strategie :

                        FIGHT OR FLIGHT 

come a dire :

                    COMBATTI O FUGGI VIA

Chi e' rimasto ha escogitato qualche strategia o sime' contentato del piatto di minestra ; chi e' andato via e' approdato a una vita diversa , anche migliore della prima condizione , ma soprattutto e' maturato , cresciuto !

Morale : 

Il maestro interiore spesso si nasconde sotto le spoglie del tuo capoufficio , del tuo direttore , si veste da faraone per snidarti , per farti "uscire" , "esodare" , se comprendi questo egli diventa il tuo "alleato" !

Un edificante racconto : Un uccellino intirizzito dal freddo in mezzo alla strada , passa una mucca e vedendolo cosi' lo soccorre facendogli la cacca addosso , l'uccellino ebbe salva la vita ma ijizio' a lamentarsi per il cattivo odore ; passo' di li un lupo che prese a leccarlo togliendogli lo sterco di dosso , l'uccellino lo ringrazio' e il lupomse lo mangio' . Morale : non sempre che ti tira la cacca addosso ti vuole male , non semprevchi te la toglie ti vuole bene !













venerdì 26 ottobre 2018

SANNYASA: CRISTIANESIMO LA VIA EROICA DELLA RINUNCIA

(Dal Vangelo secondo Matteo 19,16-23)

In quel tempo, un tale si avvicinò e gli disse: «Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?». Gli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Buono è uno solo. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». Gli chiese: «Quali?». Gesù rispose: «Non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non testimonierai il falso, onora il padre e la madre e amerai il prossimo tuo come te stesso». Il giovane gli disse: «Tutte queste cose le ho osservate; che altro mi manca?». Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, va', vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!». Udita questa parola, il giovane se ne andò, triste; possedeva infatti molte ricchezze. 

In questo racconto e' possibile ravvisare il significato del :

                        SANNYASA

termine sanscrito che, nel percorso del cammino spirituale , indica :

                        RINUNCIA

a tutto i beni materiali che si possiedono al fine di poter incontrare , vedere e amare Lui , il Signore , l'ospite divino dell'anima , "liberi" (mukti) dai legami e dalle dipendenze che tutti quei beni impongono , cosi' e soltanto cosi' e' possibile realizzare il : 

                      SANNYASI

il cammino che porta all'unione (samadhi) con il divino e alla realizzazione della perfetta unita' :

        《 IO E IL PADRE SIAMO UNO

Il giovane del racconto e' gia' spiritualmente instradato secondo i canoni della sua religione di origine (ebraismo) . Frequenta il tempio , prega i salmi , ottempera alle prescrizioni di legge ; insomma e' circoscritto in una religiosita' routinaria , senza affanni , borghese , in un contesto culturale in cui le miserie della poverta' sono avvertite come una jattura ancora peggiore delle piaghe bibliche . Al Maestro che gli enuncia le leggi divine (Non rubare ,  non dire il falso ,  non uccidere , ecc...ecc) lui praticamente risponde :

                            FATTO

La sua e' l'osservanza del " NON" , non fare questo , non fare quello,ecc...ecc.. una religiosita' che oggi chiameremmo " normopatica" di prammatica , che denota tanto cristianesimo dei nostri giorni , cosi' lontano dal furore profetico e dall'ardore (tapas)  eroico di tanti suoi testimoni  , che hanno in San Francesco d'Assisi uno dei massimi esponenti   , arrivato a farsi "Sannyasi" sulla piazza della citta' , spogliandosi di ogni abito secolare e rinunciando a ogni privilegio finanziafio e titolare della sua casata . San Francesco ha fatto quello, che il giovane del racconto non ha avuto il coraggio di fare e per questo e' entrato nell'eternita' !


Questa e' la via eroica del cristianesimo che lo rende diverso da tanti altri percorsi iniziatici e religiosi. Per questo chi percorre questa via si chiama "eroe" (Virat) .Il giovane ricco del racconto rimane ancorato ai suoi primi tre chakra (muladhara, svadisthana , manipura) i chakra degli attaccamenti materiali che costituiscono il primo nodo (granthi) che si incontra nella risalita di Kundalini (coscienza cosmica) lungo Sushumna (canale psicoenergetico centrale = Nadi) .

La Kundalini cosi' bloccata non puo' raggiungere Ajina chakra (terzo occhio) e aprirsi alla vista metafisica , spirituale , mancando cosi' l'incontro con l'UNO e conoscere (Jinana) la Vita Eterna in Sahasrara chakra . Il poverino manca l'incontro con...l'Amore che pure 

Aveva fissato (tratak) il suo sguardo su di lui

Il nostro seguitera' a frequentare la sinagoga , ad ascoltare i sermoni e ad osservare i precetti della legge mosaica, ma rimarra' confinato nel recinto di una fede morta , priva di creativita' spirituale e arida , come quella di tanti , senza alcun "eroismo" !





Libero (mukti) dai legami (granthi) dell'ego come un morto , libero (mukti) di agire e muoversi  come un vivo 》 (Osho)





martedì 23 ottobre 2018

VIVEKA : VRITTI DI DIO O VRITTI....D'EGITTO ?



VIVEKA e' il termine sanscrito che tradotto letteralmente indica :

                      DISCERNIMENTO

dal latino "scernere" :

            DIS-TINGUERE ...ANALIZZARE 

Ovvero quella attivita' del pensiero consistente nell'osservare , paragonare, valutare la qualita' e la bonta' o meno dei pensieri , delle azioni ad essi correlate ; infatti la qualita' delle nostre azioni e' direttamente collegata con la qualita' dei nostri pensieri .


Un esempio : se i nostri pensieri sono "Satvici" (luminosi) , le nostre azioni ne saranno il riflesso e quindi piacevoli , luminose , gradevoli, altruistiche, ecc  ; se invece sono "Rajasici" , le nostre azioni saranno eccitate , passionali , egoistiche, ecc ; se invece saranno "Tamasiche" allora le azioni mancheranno totalmente di vitalita' , di passione , si presenteranno accidiose , inerti , pesanti come il "piombo" . 

Si tratta di praticare quello che in Yoga si chiama Viveka , una branca dello "Svadyaya" (analisi di se ) .


Cosa significa tutto cio' ? In pratica si tratta di analizzare se i nostri pensieri sono satvici (bianchi)  , rajasici (rossi)  o tamasici (neri)  e soprattutto quali sono le Vritti (modificazioni della mente , della coscienza) che essi comportano .

Notoriamente la mente egoica produce Vritti rajotamasiche , sature di passionalita' , desideri , collegate ai cakra piu' bassi collegati con i sensi corporei . Nel linguaggio biblico questi pensieri e Vritti vengono chiamati :


                      FIGLI DI EGITTO

L' Egitto simboleggia (biblicamente parlando) la " Terra della Ignoranza Spirituale" ( Avidya) e tutto cio' che nasce e si muove in quella terra appartiene alla ignoranza (spirituale) piu' crassa ; e' la terra su cui regna dispotico il Faraone , che simboleggia il nostro piccolo se egoico impadronitosi del potere e che tiene schiavi e sottomessi gli ebrei , i nostri desideri di liberta' . Ognuno ha un proprio Egitto interiore controllato dal suo ego/faraone , ma ognuno ha anche dentro di se il suo "liberatore" , il suo Mose' personale pronto a condurlo fuori dalle secche esistenziali in cui si e' arenato ; infatti Mose' rappresenta lo :


                             IO SONO

L'Essere capace di mettere a tacere il faraone procurando un vero e proprio :




                               ESODO

Esodo e' l'operazione che compiamo ogni volta che decidiamo di effettuare Viveka ponendoci nella condizione di "testimone" , di "osservatore" impersonale di noi stessi , delle nostre azioni  , per approfondire ed eventualmente "rettificare" i nostri processi cognitivi e comportamentali al fine di "trasmutare" i nostri pensieri "plumbei'' , figli di Egitto , dell'ego/faraone, in pensieri "aurei" , figli dell'Essere divino , IO SONO , figli di Dio dunque !  

L'esercizio di Viveka , quello che sant' Ignazio di Loyola chiamava :

          DISCERNIMENTO DEGLI SPIRITI

Ci offre l'opportunita' di comprendere se la nostra mente ha partorito figli delle tenebre (Kaurava) o figli di Dio (Pandava) !

I pensieri figli di Egitto procurano ansia, agitazione , depressione , pesantezza ; mentre all'opposto i pensieri figli di Dio stimolano allegria , gioia , leggerezza , ecc....cogliendo quindi le nostre sensazioni interiori fisiche e psichiche siamo in grado di stabilire se stiamo cullando e nutrendo figli di Dio o figli delle tenebre ! 

                     

lunedì 22 ottobre 2018

TEMPLI DEL CONSUMO O TEMPLI DI DIO ?



Un recente viaggio mi ha condotto in due grandi e belle citta' europee , ne tralascio la menzione che nulla aggiunge o toglie al contenuto della riflessione che sto per proporvi ; infatti le orde turistiche ormai sciamano per tutte le citta' del mondo a vocazione turistica animando le cosi dette :

                            MOVIDE

fiumane , folle di individui che si snodano come un sinuoso pitone per strade , vicoli , viuzze di antichi e moderni sobborghi ingurgitando panini di Mcdonald's , lattine di birra a go go , coni gelato megagalattici che arricchiranno le tasche delle multinazionali del farmaco che sono poi le stesse della produzione wlimentare del "cibo spazzatura" . 




I templi del consumo , del fastfood , hanno sostituito gli antichi templi del sacro , ormai svuotati , de-semantizzati di ogni qualsivoglia significato simbolico e religioso , e ridotti a mera rimanenza di un tempo che fu e ora "museificati" per assicurare lauti proventi alle amministrazioni statali .

Bus turistici scaricano e caricano senza sosta  ogni giorno a   migliaia queste moltitudini vagabonde che ignare fanno parte di questa fabbrica del turista giunto li per consumare ed essere consumato ad un tempo .

Il turista ha sostituito la figura del "pellegrino" , che in un tempo remoto tra mille difficolta' si avventurava in viaggi aventi come meta santuari o templi sacri per assicurarsi la "purificazione"  del Karma , per togliersi dall'anima le tossine spirituali che lo avrebbero reso piu' leggero nel viaggio di ritorno , per questo si chiamava :

                          PELLEGRINO

dal latino :

          PER AGROS PEDIS CALCANTIBUS

per agros appunto da cui :

                Peregrinos e poi Pellegrini  


Scomparsi insieme ai loro templi trasformati in templi del consumo , all'ingresso il saderdote officiante e' scomparso , sostituito dal bigliettaio per l'ingresso , dal gelataio , dal rosticcere che vende Hotdugs in una nuvola densa olezzante di salcicce arrostite che hanno sostituito il profumo paradisiaco dell'incenso purificante . 

Il corpo non piu' allegerito dalla purificazione del karma , si trova a tornare appesantito e pieno di tossine alimentari ; nel tempio del consumo officia un'altro sacerdote , il solito ego/faraone come l'omino di burro collodiano a caccia di citrulli da portare nel paese dei balocchi , perche' tali sono divenute le citta' non piu' della cultura ma delle interminabili movide notturne, tutte uguali , tutte omologate dallo stesso sponsor in tutto il mondo !

Purtuttavia rimangono "centri" di "trasformazione" ; perche' se nei templi sacri si operava una trasformazione , anche nei templi sel consumo si verifica una trasformazione .




A Praga (bellissima citta') esiste accanto al palazzo Reale una via detta :

   DEGLI ALCHIMISTI O VICOLO D'ORO

Deliziose piccole casette fatte costruire dall'Imperatore Rodolfo II° (1625 ca) per ospitare la corte degli Alchimisti che la aveva fatto convenire per cercare la :

                 PIETRA FILOSOFALE 

con la quale trasformare  il :

                 PIOMBO IN ORO 

Ma ahime' nessuno vi riusci' per lo piu' si trattava di ciarlatani desiderosi egoisticamente di intascare i soldi dell'imperatore  , anche lui pero' animato da ego faraonico  per dotarsi di oro a bella posto . Fu un incontro di citrulli , anche loro vittime del paese dei balocchi . Ignoravano i tapini che l'oro , quello VERO degli alchimisti e' : 

                 L'ORO SPIRITUALE 

L'oro "sottile"  non del piccolo se empirico , ma dello :

                          IO SONO 

           L'ESSERE il VERO ESSERE 

risultato finale della trasformazione alchemica , interiore , che coinvolge nella sua trasmutazione la :


MENTE , IL CUORE , L'ANIMA ,IL CORPO

Ora le casette di quella vie sono abitate da negozietti di paccottiglia turistica , veri centri alchemici ; infatti trasformano il "piombo" (Avidya / ignoranza) dei turisti in "oro" grossolano ed egoico per le loro tasche .

Insomma una Alchimia all'incontrario , poi tutti i gusti son gusti e come diceva Toto' : 

DE GUSTIBUS NON EST SPUTAZZELLA !

venerdì 19 ottobre 2018

IL SOGNO DELL'EGO : LA LANCIA DI LONGINO










Un viaggio recente mi ha condotto nel cuore di una bellissima citta' europea , Vienna , capitale dell'Austria , in particolare nella Reggia Imperiale di Schonbrunn dove amava risiedere l'Imperatore Francesco Giuseppe con la sua famiglia e la sua corte . Per me si e' trattato di un vero tuffo nella storia che avevo studiato sui libri scolastici , considerando che ai miei tempi ,ahime', lontani , per passare dalle elementari alle medie era necessario un esamino e per quella occasione io preparai , aiutato dal mio fratello maggiore Armando , proprio il Congresso di Vienna tenuto nel 1815 , che dopo la bufera napoleonica procedette alla Restaurazione dell'ancien regime caro alle aristocrazie occidentali  e al papato. 

Gli austriaci coltivati nel mio immaginario nutrito dalla storia raccontata dai "massoni" , erano i "nemici" odiosi , gli occupanti  di grandi aree del Nord , gli eserciti guidati dall'odioso generale Radtzesky e la politica guidata dal ministro Metternich.

Della famosa moglie di Francesco Giuseppe per l'italica gente meglio noto come : 

                     CECCO PEPPE

poco o niente raccontarono i testi forse perche' donna , che poi si riprese la sua rivincita cinematograficamente con tutta una serie di film dedicati alla principessa :


                           SISSI

presentata come una eroina , avvilita da un marito distante e noioso , quindi sempre in cerca di evasioni , viaggi , contrassegnati da inquietudine esistenziale . Le cose stanno pero' in altro modo e abbastanza distanti dalla finzione cinematografica; ma , si sa , il cinema e' spettacolo e non sempre la realta' filmica coincide con quella reale. 


Oggi sappiamo che il Risorgimento che ci hanno raccontato a scuola e' stata una vasta operazione falsaria mediata soprattutto dal libro " Cuore" , una invenzione deamicisiana per dare una piattaforma ideale alla nascente nazione Italia ; in realta' le cose non andarono proprio come raccontate sui testu scolastici , si tratto' di una sanguinosa guerra civile con pagine di massacri orrendi , consumati come tutte le guerre sull'altare di interessi economici e finanziari mascherati con ideali attinti alla retorica piu' becera come : 


                 DIO PATRIA FAMIGLIA 

e quant'altro facente parte del trovarobado idealistico e ideologizzato di ogni rispettabile movimento rivoluzionario abilmente "pilotato" da abili menti "occulte" che non mancarono nel Risorgimento e non mancano tutt'oggi .


Dunque con questo bagaglio emozionale mi sono trovato nella Reggia dell'odiato imperatore, si fa per dire , ora che posso leggere un po' meglio la storia si tratta di una delle tante povere maschere indossate dall'ego demoniaco (maya o natura inferiore) per rappresentarsi ed auto-celebrarsi e finire miseramente come puntualmente sono naufragati tutti gli imperi della storia e i loro meschini e corrotti imperatori   . Ma non e' di questo che voglio parlare , quanto di un oggetto che ho incontrato nella stanza del tesoro degli Asburgo , esattamente la parte terminale di una :


                              LANCIA 




Si di una "lancia" , proprio di una lancia, quella che vedete nella foto e custodita nella teca di vetro di una sala del tesoro e che una antica leggenda asserisce essere quella appartenuta al centurione romano " Longino" ( dal latino Longius = lancia )  che per asserire la avvenuta morte di Cristo sulla croce , la infilzo' (la lancia) bnel suo costato , dal quale scaturi' , secondo i vangeli , sangue misto a serio acquoso.



Il fantaimmaginifico autore televisivo Roberto Giacobbo , noto epr il suo sensazionalismo sempre a caccia di storie fragorose ed enigmatiche , costrui' su questa lancia una puntata di due ore e passa , perche' oltre ad essere accompagnata da questa leggenda di essere la lancia del centurione romano e' accompgnata anche da quella che vuole che chi "entri in suo possesso" diventi il :

     PADRONE ASSOLUTO DEL MONDO

cosa questa che appena ri-saputa da Hitler "occultista" attento a questo tipo di leggende che rinnovellano antiche saghe di spade magiche , di Exalibur, di Coppe mistiche, di Graal , il cui possesso aasicurerebbe tutti i poteri del mondo (siddhi) , una vera ghiottoneria per le fauci fameliche di sua maesta' l'Ego/faraone desideroso in ogni tempo di ottenere il potere universale e quindi sempre alla ricerca ossessiva di un oggetto , di una situazione che gli oermetta l'accesso a un potere illimitato , infinito , eterno !


               AUT CAESAR AUT NIHIL

                      o Cesare o Nessuno


La lancia , dicono le cronache , fu la sua ossessione diabolica . Oggi e' li in una piccola teca di vetro mischiata a tanti altri cimeli del tesoro imperiale , un oggetto insieme a tanti altri in cui non ri-luce alcun potere , alcun valore , se non il fascino della leggenda che lo circonda . Esami di laboratorio la datano in epoca mediovale , un manufatto votivo commissionato a qualche fabbro medioevale . Tutto qui e mentre lo osservavo sorridevo tra me e me pensando a dive puo' giungere la follia dell'ego/faraone assetato di potere . Quella lancia non ha alcun potere , se non il potere che il pensiero sub-umano ed egoico assegna a oggetti "idolatrati" facendoli diventare :


                AMULETI TALISMANI

ecc...ecc... ma sostanzialmente privi di qualsivoglia "potenza" operativa . Insomma per farla breve il possesso di questi oggetti "sacralizzati" non assicura un bel niente se capita per avventura nelle mani sbagliate . Excalibur , il Graal , la lancia di Longino, "funzionano" solo nelle mani di :

                               ARTU'

cioe' dell' Essere , di colui/colei che ha realizzato il suo :

               STATO INTERIORE REGALE

tipico di chi si e' "LIBERATO" dell'ego , cioe' che ha raggiunto la : 

                             MOKSHA

in quella teca ho visto solo la punta di una Lancia "spezzata" come i sogni spezzati di un dittatore infollito , che se anche avesse posseduto quella lancia non ci avrebbe combinato alcunche' se non fare piu' danni di quelli che ha fatto .

Anche la casa nobiliare che la possedeva , gli Asburgo , hanno visto il loro impero franare miseramente , perche' ogni impero generato dall'ego e' destinato a fallire e prima o poi a cadere e non ci sonomlance , spade , o coppe che tengano , sono semplici cianfrusaglie inventate dalla mente egoica malata ! 



martedì 16 ottobre 2018

KUNDALINI TERAPIA




Chiunque sarà stato morso e guarderà il serpente, resterà in vita》
&







In quei giorni, il popolo non sopportò il viaggio. Il popolo disse contro Dio e contro Mosè: «Perché ci avete fatto salire dall'Egitto per farci morire in questo deserto? Perché qui non c'è né pane né acqua e siamo nauseati di questo cibo così leggero». Allora il Signore mandò fra il popolo serpenti brucianti i quali mordevano la gente, e un gran numero d'Israeliti morì. 

Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato, perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; supplica il Signore che allontani da noi questi serpenti». Mosè pregò per il popolo. Il Signore disse a Mosè: «Fatti un serpente e mettilo sopra un'asta; chiunque sarà stato morso e lo guarderà, resterà in vita». Mosè allora fece un serpente di bronzo e lo mise sopra l'asta; quando un serpente aveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, restava in vita.
(Dal libro dei Numeri 21,4-9)

Il passo biblico ritrae Mose' e il suo popolo in piena crisi . Hanno lasciato l'Egitto (luogo della ignoranza interiore di Avidya per dirla in sanscrito) da qualche mese ormai , costretti a nutrirsi di manna e quaglie ne hanno abbastanza tutto sommato preferivano il cibo mangiato da schiavi sotto l'oppressione tirannica del faraone .  

Mose' , e' il caso di dirlo , non sa piu' a che santo voltarsi considerando il suo impianto strettamente e dogmaticamente monoteistico non puo' che rivolgere la lamentela al suo Signore , che , spazientito, e , irato, invia serpenti e scorpioni nelle file degli ebrei provocando dolore e morte . 

Mose' in questo frangente mette in atto la sua funzione :

                        SACERDOTALE

cioe' quella di :

                        INTERCEDERE

ed e' quello che fa ottenendo dal Signore l'indicazione di :

ISSARE UN SERPENTE DI RAME SU UNA CROCE 

chiunque punto da scorpione o serpente avesse guardato ad esso (serpente) sarebbe guarito all'istante cosa che puntualmente si verifico'.

La scena biblica ci presenta un gruppo di persone "esodate" ma non ancora diventato un "popolo", cosa che avverra' in seguito dopo aver ricevuto le tavole della Legge (Dharma) perche' nessun gruppo sociale , familiare , statale , puo' nascere , crescere e sopravvivere senza darsi un corpo legislativo che garantisca il suo funzionamemto . 

Il gruppo ha da poco lasciato l'oscurita' del faraone/ego ma si e' portato dietro le vecchie passioni , i vizi , insomma hli scorpioni e i serpenti striscianti dell'ego faraonico che la fanno da padroni dentro di loro facendoli perire a centinaia . Hanno bisogno di una medicina , di una terapia fisica e spirituale ad un tempo . 


Il serpente che ritroveremo qualche secolo dopo nella mani del medico greco Esculapio avvolto al suo bastone , e' la medicina che Dio indica a Mose' , evidentemente una medicina nata con l'uomo dal momento che lo troviamo all'inizio del racconto biblico protagonista insieme ad Adamo ed Eva e presente in "alto" sull'albero e "strisciante in terra" , quindi in "basso" , dopo averli convinti al peccato . 

Chiaramente , per chi ha occhi e orecchie per intendere , il passo ci parla del :

POTERE TERAPEUTICO DELLA KUNDALINI

Infatti gli scorpioni e i serpenti che "strisciano in terra" rappresentano la Kundalini , la Coscienza Cosmica , prigioniera nel Muladhara cakra (Terra/oscurita') e fin quando essa giace addormentata in questa area , non illuminando , il corpo e la mente sono schiavi delle passioni e soggetti alla malattia .


Dio , l'Essere Divino , puro Satva (Luce), invita Mose' ( Mago/iniziato) a sollevarla (la kundalini) , a farla ascendere ponendola in alto sulla Tau (croce)  . Il metallo scelto per costruire il serpente e' il :

                               RAME

ci troviamo dunque davanti a una "operazione alchemica" in piena regola; infatti il rame nella scala alchemica dopo il piombo , lo stagno , il ferro , ecc..e' il primo metallo che  cominciama dare segni di presenza di luce in quanto dotato di una colorazione "rossiccia" che culminera' nell'oro espressione di massima luminosita' .


Quando la kundalini "striscia" a terra e' insidiosa e la sua lingua "biforcuta" simboleggia l'uomo/donna soggiocati dalle passioni "dualistiche" cui l'ego empirico li sottopone riducendoli in schiavitu' , fintanto che saremo "due" saremo sempre esposti a morsi e veleni, soltanto diventando nuovamente "UNO" il serpente/kundalini tornera' nuovamente in "alto" passando dal "molteplice" del Samsara all'UNO DIVINO !


Sulla croce si conclude il processo di :

                       DIVINIZZAZIONE 

che guarira' dai morsi e dalle punture dell'ego empirico e allora si aprira' la :

                          TERRA PROMESSA

dove scorre il :

                         LATTE E MIELE

l'Ambrosia , l'Elisir , l'Amrita , il Nettare degli Dei secreto nella Ghiandola Pineale all'altezza di Ajina cakra , il terzo occhio dove Kundalini insediata ora vi regna sovrana e illumina ! 


domenica 14 ottobre 2018

LE FESSURE NEI MURI DI....DIO




Non esiste nulla sulla terra che per quanto perfetto e forte prima o poi non mostri una breccia. Tutto nella vita prima o poi conosce uno squarcio, una crepa, una rottura, un varco, una fenditura, una fessura.

Fenditure sulle rocce delle montagne, tra i ghiacciai perenni, crepe sui muri delle case e sulle strade, crepe sui vasi, squarci sui tessuti, falle e buchi sulle strutture di acciaio e ferro. Accadono spaccature tra amanti, crepe di fiducia tra amici, screpolature sentimentali, incrinature affettive, brecce nelle comunità. Ma solo la nostra paura ci fa vivere nell’inganno ogni fessura e breccia della vita, ce la fa vivere come un fallimento, una sfortuna, una disgrazia. 

E’ vero che ogni fessura rende meno perfetto ciò che dovrebbe essere perfetto ai nostri occhi, ma al tempo stesso ogni fessura e breccia guardata con gli occhi dell’amore è un lasciapassare di luce, sempre. La breccia su un muro rende imperfetto il muro, ma fa vedere oltre il muro luce, strade e mondi. La vera saggezza nasce sempre da qualche breccia di sofferenza e di imperfezione che, se accettata, vissuta e amata come un’occasione per un profondo mutamento interiore, diventa breccia e fessura di nuova luce e serenità. 


La fessura è un punto pregiato di luce e di illuminazione dove l’occhio e la mente spesso vedono solo una crepa e un punto debole. Ogni fessura è uno spiraglio che la vita stessa si concede per concederci vita e luce. (Paolo Spolador...Il Bel Pastore)


A Roma nel bellissimo ed esoterico quartiere Aventino esiste una piazza intitolata ai Cavalieri di Malta e sulla piazza fa bella mostra di se un portone verde su cui si trova quello che i Romani chiamano :


              IL PIU' BEL BUCO  DI ROMA

meta obbligata per ogni turista di passaggio a Roma ; infatti ossevando dal "buco" della serratura si puo' vedere una galleria di verdi virgulti intrecciati in fondo alla quale si incastona come nella cornice di un quadro la stupenda cupola di San Pietro .

Vedendolo da lontano quel buco e' come tanti altri , ma avvicinando l' occhio apre la vista su un panorama mozzafiato .

Quante volte nella nostra vita si verificano situazioni esistenziali che ci spingono a trovare una via di uscita , una fessura , un buco nel muro per uscire da quella situazione asfissiante in cui ci siamo cacciati ?


E' quanto accade al profeta Ezechiele , forse il piu' visionario di tutti i profeti , che si trova all'interna di una citta' satura di ignoranza spirituale (Avidya), lontana dal suo Dio , immersa nell'egoismo (asmita) piu' abissale , il cuore rivolto agli idoli che li spingeva alle pratiche piu' abominevoli . 




Si rivolge , il profeta , disperato al suo Signore chiedendogli cosa deve fare e sentendosi  rispondere e invitare a : 


       PRATICARE UN BUCO NELLE MURA

 e a uscire di notte davanti al re e al popolo portandosi via poche cose di necessita'. 


     《 IO SARO' PER VOI UN SIMBOLO

sono le parole che il profeta rivolge  al popolo davanti al re .

In pratica sta profetizando loro quanto avverra' alla citta' , che si vedra' conquistata da re stranieti e la sua gente deportata .

Non solo il profeta uscendo dalla breccia aperta nel muro vede all'esyerno affrescati sulle mura le immagini degli abomini e dei crimini compiuti in quella citta' dai suoi abitanti .


Di li a poco il re Nabuccodonosor invadera' la citta' e deportera' i suoi abitanti in Babilonia , luogo per antonomasia del disordine (morale) e del peccato .


Quella fessura nel muro , quel vulnus , rimanda all'idea di una ferita , di una delle tante ferite che si aprono spesso nelle nostre esistenze , nei nostri rapporti esistenziali malati , che si nutrono di tenebra (tamas) e di passioni (rajas) , dove Satva (Luce) finisce oscurata , risucchiata in quelli che la Fisica chiama Black Hole , Buchi Neri , che per traslazione possiamo assimilare a quei buchi emotivi che assorbono e consumano tutte le nostre energie fisiche , psichiche nonche' spirituali .


E' una ferita dolorosa quella che il Signore apre nel muro interiore del profeta e come tutte le ferite esistenziali portera' dolore ma insieme al dolore anche una soluzione , una via di uscita , una fessura nel muro di una camera oscura porta dentro un raggio di luce , si presenta anche come uno "spiraglio" di speranza tramite cui traslarsi in una nuova situazione , magari catartica , purificativa , tale sara' la deportazione in massa del popolo d'Israele in quel di Babilonia , al termine della quale quel popolo conoscera' la gioia del ritorno e del perdono . 


Gia' proprio  cosi' del perdono , perche' il perdono e' il vero balsamo cauterizzante di ogni ferita interiore e quel buco produttore di angoscia simpuo' trasformare nel piu'....bel buco di Roma , un cannocchiale puntato sulla luce anziche' sui nostri "lati ombra" lasciati alle spalle come le bolge infernali di Dante , come la citta' del peccato di Ezechiele , che , non dimentichiamolo , e' un profeta , uno che "vede"  e "legge" con gli occhi di Dio, vede dunque e "pre-vede" traducendo in "simboli" i pensieri di Dio preannuncia bli sviluppi drammatici dell'insensato agire degli uomini .


Ecco che significa ascoltare la voce dei profeti e seguirne le indicazioni delle loro azioni simboliche , significa entrare nella grazia e nell'amore (prema) del Signore (Rama) e vedere lenite e trasformate le proprie ferite , vere fessure nell'anima  , in preziose perle ! 






        La lezione dell’ostrica con la perla

Anche dal dolore può venir fuori il bene!
La perla, è un materiale organico di bellezza singolare: è prodotto dall’ostrica. Ma un’ostrica che non è stata ferita non produce perle.


Le perle sono prodotto del dolore; sono il risultato dell’ingresso di una sostanza estranea o indesiderata, all’interno dell’ostrica, come un parassita o un granello di sabbia. Le perle sono ferite guarite.


All’interno del guscio dell’ostrica si trova una sostanza lucida chiamata nacra. Quando un granello di sabbia penetra, le cellule della nacra iniziano a lavorare e coprono il granello di sabbia con più strati, per proteggere il corpo indifeso dell’ostrica. Di conseguenza, si va formando una bella perla.


Un’ostrica che non è stata ferita, in nessun modo produce perle, perché la perla è una ferita cicatrizzata.


Ecco: se hai imparato a convivere con con il dolore, hai prodotto una perla! Hai coperto i tuoi dolori con diversi strati di amore.


Purtroppo sono poche le persone interessate a migliorarsi, a curarsi. La maggior parte impara solo a coltivare risentimenti, lasciando ferite aperte, alimentandole con vari tipi di sentimenti che non ne permettono la guarigione.

Quindi, in pratica, di quanto vediamo in giro, ci sono molte “ostriche vuote”, non perché non sono state ferite, ma perché non hanno saputo perdonare, capire e trasformare il dolore in amore.


Un sorriso, uno sguardo, un gesto, spesso parla più di mille parole.

Dice Gesù:


Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. “(Mt 5, 11-12).

6
Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato “(Gv 11,4).


E tu ti ritieni un'ostrica piena o un'ostrica vuota ???