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domenica 14 dicembre 2014

NATALE : UN PELLEGRINAGGIO CONTINUO......IN CERCA DELLA LUCE - SATTVA



<< 1 In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. 2 Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. 3 Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. 4 Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, 5 per farsi registrare insieme con Maria sua sposa..............>> (Lc 2,1)

Così comincia il racconto  della notte natalizia , personalmente la considero come uno psicodramma ad un tempo drammatico e gioioso in cui si avvicendano protagonisti diversi , ma che tutti  hanno in comune il "movimento" , lo "spostamento " da un posto ad un'altro , rispecchiando in questo la vita che è dinamica , movimentata per natura ; infatti quando  la stasi , la stagnazione , la sclerotizzazione sono proprie del suo opposto , cioè : la morte !
Questo psicodramma ci parla in fondo di quel "viaggio" esistenziale e spirituale che riguarda ognuno/a , il "viaggio dell'anima", il VIAGGIO DELL'EROE,  e che passa inevitabilmente attraverso un "trasferimento" dal livello dell'io personale empirico al Vero Se , dal livello della personalità a quello dell'anima , dal polo biologico a quello...animico !
Un viaggio dunque e come tutti i viaggi non privo di ostacoli , di pericoli e come dice un vecchio andante dei nostri nonni : 

                         < Partire è un pò morire >

infatti si tratta di lasciare posti conosciuti  , vecchie abitudini consolidate di vita , la casa , i parenti , gli amici , per andare verso posti sconosciuti , con lingue diverse , usi e costumi differenti , confrontarsi con le categorie mentali di altre popolazioni , ecc...ecc...
Il mondo così detto globalizzato dei nostri giorni con i suoi viaggi di massa  ha favorito in un certo senso l'avvicinamento dei popoli , ma un viaggio alla fin fine resta sempre un viaggio con tutte le sue incognite e pericoli .

Nella notte natalizia troviamo numerosi personaggi in viaggio , come  i re magi ( rishi , sapienti , intellettuali ) p.es. ; i pastori , proletari, gente semplice non acculturata e in quei tempi anche violenta e sconsigliabile incontrarla specialmente di notte , non avevano certo studiato dalle orsoline ; piccoli artigiani come Giuseppe, appartenente a quella che oggi chiameremmo middle-class , in compagnia di Maria , la Madonna , in cinta .
Notte di silenzio mistico , come la indicano numerosi teologi , ma anche notte di "movimento" di uomini/donne in terra e angeli in cielo .



Mi piace chiamarla come la " notte dei viandanti e dei pellegrini" ; infatti sebbene tutti siano in movimento , tutti avevano una mèta , Betlemme ( città del pane è la sua traduzione dall'ebraico) dove si teneva il "censimento" ordinato dai Romani al fine di "controllare" se il numero degli abitanti del loro impero corrispondeva al numero dei contribuenti , la Matrix presente in ogni epoca. Beh è il caso di dire che il "lupo perde il pelo ma non il vizio " , l'io egoico smanioso di potere politico e finanziario non perde occasione in tutte le epoche di ri-affermare queste sue funeste doti di possesso e controllo . Gli esattori , i pubblicani di oggi come Matteo  al servizio della Roma di allora , oggi prestano servizio in organismi e sistemi di controllo come Equitalia , Ragioneria Centrale dello Stato , Ufficio Statistiche , servizi segreti ,  che sfornano dati statistici a tutto spiano per conoscere quanto più possibile del numero e dei gusti della popolazione . Dietro le quinte poi agisce con metodi più segreti e raffinati l'Intelligence ; infatti  ogni stato che si rispetti è dotato, apparentemente per garantire  la sicurezza nazionale , ma sostanzialmente per assicurare il mantenimento e la difesa delle caste di potere , al tempo dei Romani si chiamavano pretoriani , poi sono stati sostituiti da altri , cambiano gli spartiti ma la musica resta sempre la stessa ! Era così allora e così è ancora oggi ! 

                 < Nulla di nuovo sotto il sole > (Qoelet)

Ma ritorniamo al racconto ; perchè questi viandanti ( andanti per via ) o pellegrini ( così detti perchè per agros pedibus calcantis ) si muovono in uno scenario umano e mistico ad un tempo in quanto simboleggiano un pellegrinaggio interiore , quello dell'anima verso il suo centro spirituale ; infatti in questo racconto scorgiamo , o meglio lo scorge " chi ha occhi per vedere e orecchie per intendere " il disegno divino ; infatti il "censimento" che apparentemente è il "fine" , in effetti è solo uno "strumento" nelle mani del Signore , che lo utilizza per far "cambiare" strada ai suoi protagonisti , che andavano per farsi "registrare" nei libri mastri dell'io egoico (romani) e finiscono per farsi "registrare" nel Gran Libro Divino , il Vangelo .  che in quella notte prende "carne" nell'Emmanuele (il"Dio con noi" ) nell'oscurità di una umile grotta , una grotta spoglia di ogni " falsa identità" , in quella grotta tutti i protagonisti si "spogliano" delle superflue "identificazioni" dell'io empirico personale incrostato in mille maschere sclerotizzate , perchè altrimenti non avrebbero potuto vedere e godere di quella "Luce" eterica che sprigionava da essa (grotta).


I viandanti o pellegrini si differenziano dagli "erranti" ; infatti gli erranti vagano da un posto all'altro senza meta , dubbiosi , indecisi , anche in virtù del fatto che la stessa parola , erranti , richiama l'idea di errore , di colui/lei "che erra" e chi è preda dell'errore o non sa dove andare o si dirige nella direzione sbagliata , "errata" .

Si , la notte del natale cristico  è tutto meno che la notte dell'errore . I viandanti e pellegrini di quella notte camminano nell'oscurità , ma in essi si è già aperta la porta "interiore" della fede (shraddà) che misteriosamente , come un navigatore satellitare interno , li condurrà verso la luce di quella grotta .
L'essere e considerarsi permanentemente pellegrino comporta una apertura costante al cambiamento , all'integrazione di aspetti nuovi spesso rifiutati , ri-mossi , gettati nell'ombra .
Essere pellegrino permanente comporta partecipare attivamente ( karma e Kriya Yoga ) alla vita dello Spirito (Dinamys) che prevede la disidentificazione permanente da tutto ciò che ci lega alla personalità  , vissuti personali e immagini e ruoli sociali per identificarci in una dimensione spirituale profonda che ci vuole uomini/donne impegnati/e in una ricerca personale evolutiva e trasformante .

Ogni arresto , ogni re-sistenza si trasforma inevitabilmente in una "regressione !

<< In via dei non pregredi est regredi >> 
                                                                      (S. Agostino)

Il viaggio dei pellegrini , come quello di ognuno , è un "ritorno" alle origini , alla nostra "identità profonda" , al Vero Se / IO SONO , dopo esserci spogliati da tutti i condizionamenti che ce ne hanno allontanato e come ogni ritorno ( vedi parabola del Figliol Prodigo ) il pellegrinaggio prelude ad una nuova "nascita" o "ri-nascita"( Moksa = liberazione dal piccolo ego faraonico) purchè siamo disposti a fare quel "CENSIMENTO" suggerito dai vangeli , che in questo caso diventa uno " SVADHYAYA " , auto-analisi" , a chiederci cioè : 

                    Chi siamo , dove siamo diretti ?

Sull'esempio della prima domanda che il Signore fa a Adamo che si era nascosto ai suoi occhi dopo il peccato (Gn 3,9) :

                               << Dove sei ? >>

Come a dire a che punto sei della tua vita  ? Che ne hai fatto dei tuoi anni ? Perchè ti sei nascosto fra i giunchi della boscaglia dei tuoi falsi pensieri ?
Questo è l'invito del censimento natalizio , una verifica di tutte le incrostazioni egoiche che hanno mascherato il nostro "volto" trasformandolo in "facce" , ma ben lontano da quella "somiglianza" iniziale che lo rendeva volto e simile a Dio di cui siamo "immagine e somiglianza" . L'immagine rimane comunque , ma la somiglianza , per effetto di "Avidya" (ignoranza spirituale) trascolora . Il Natale quindi è una buona occasione per recuperarla almeno in parte !

" Perchè la vita è un viaggio e non dimora , il mare è porto e non riva "

Quando si entra in quella grotta con amore e sincerità si diventa " NESSUNO " , come Ulisse nella grotta di Polifemo .
L'ego  deve rimanere fuori ! Erode lo sa , ma a lui interessa il censimento fiscale .

BUON NATALE 



Yogacharya Ekananthananda

                          


ELIA : UN PROFETA MINDFUL FUORI DAL SAMSARA

elia.jpg
 (1Re 19,9a.11-13a) << In quei giorni, Elia [essendo giunto al monte di Dio, l'Oreb] entrò in una caverna per passarvi la notte, quand'ecco gli fu rivolta la parola del Signore in questi termini: "Esci e fermati sul monte alla presenza del Signore".


Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera. Come l'udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all'ingresso della caverna >>


Il racconto estrapolato dal primo libro dei Re ci narra la vicenda di uno dei quattro profeti maggiori e cioè : 


                                         ELIA 



Il racconto si snoda sull'intreccio delle numerose avventure e disavventure in cui si dipana la vita di questo profeta che giunge all'incontro con il Signore nel silenzio (muni) di una grotta in cima al monte Oreb , lo stesso monte su cui anni prima Mosè aveva ricevuto le tavole del Dharma ( legge divina ). Elia sta fuggendo , è in pericolo . Caduto in disgrazia presso il re Acab e la sua terribile moglie Gezabele in quanto aveva operato "segni tremendi" per sconfiggere i culti idolatrici dei loro sacerdoti . Elia è dotato di "Siddhi" (poteri) molto potenti e questa consapevolezza lo porta pericolosamente vicino alla autoconvinzione di una sorta di intoccabilità e invincibilità un pericolo che millenni dopo lo psicologo C.G. Jung avrebbe indicato come :

                        Inflazione dell'ego

una trappola mortale sulla "via" (marga) iniziatica .



Elia , in pericolo di vita , avverte lo scoraggiamento , la delusione ; infatti  il fallimento della sua "guerra santa" sentita più come opera personale che come opera del Signore della storia , che tutto prevede e tutto dirige al di la degli attori che egli sceglie per condurla , profeti inclusi . Elia è il soggetto , a sua insaputa , di una prova , che è poi la tecnica pedagogica del Signore per "formare" i suoi uomini/donne e cioè : 


                   portarli nel deserto 

non tanto quello fisico , quanto quello del loro cuore per far loro prendere coscienza delle  miserie e debolezze che li inquinano  .


 Anche Elia non viene preservato da questa educazione ( in latino = ex ducere = trarre fuori da....) che lo trae fuori dalla sua ignoranza(avidya), dal suo "dualismo" (dvaita) , procurandogli una esperienza di "Nirbikalpa samadhi" ( samadhi senza attributi = completa assenza di ego ); insomma Elia realizza uno stato di pienezza interiore .

Elia fugge dal "samsara" , dalle sue iniquità simboleggiate dal regno di Acab, il regno dello "stato egocentrico" fondato sugli egoismi personali di possesso e di potere dei suoi abitanti , un regno che ognuno di noi può esperire ogni giorno intorno a se in cui regnano sopraffazione e violenza . Elia rifiuta tutto questo , avverte la sua impotenza , lui che era stato tanto potente da sconfiggere e scannare in una sola botta 450 sacerdoti di Baal .


Le cronache televisive quotidianamente  ci "spacciano" questo regno e il suo corredo di guerre , violenze e conflitti , ben guardandosi di parlarci dell'ALTRO REGNO , quello della pace (shanty , shalom ecc, ecc...) e dell'Amore che il Signore vuole inaugurare nel cuore dell'uomo/donna che "ascoltano , accolgono e mantengono la sua PAROLA ( VERBO , OM ) . Questo si che è un REGNO pericoloso , Acab e Gezabele lo sanno bene e sono disposti a uccidere Elia ieri come oggi chiunque altro profeta si presenti a parlarne . Ieri usavano le armi di ferro , oggi usano il "RUMORE" mediatico . Il samsara è rumoroso ed Elia lo ha fuggito riparandosi in una "grotta " (utero iniziatico) e praticando il "silenzio" (muni) per quaranta giorni ha preso coscienza del suo rapporto sbagliato con il Signore . Ha praticato " TAPASYA " (austerità ascetica) .


Quando il Signore lo ha visto , gli ha domandato : 


                            <Elia che fai qui ? > 

 Elia riteneva inconsapevolmente  di aver fatto "per" il Signore , ignorando che è il Signore a fare tutto "per" lui .per noi , "per" ogni uomo/donna che si pone sula sua strada 

                <<Cadde nel sonno >> 

dice il racconto , laddove il sonno (tamas) è spesso desiderio di fuga , se non di morte , per non affrontare la missione che le sole forze umane rendono impossibile senza l'aiuto divino . Quel sonno che lo coglie è , si , il simbolo di una morte , come quello che coglie i discepoli nella notte del Getsemani , ma non di una morte fisica , bensì di una morte mistica che azzera il suo orgoglio, il suo "sentirsi "giusto" servitore di Dio "e preparare così la "ri-nascita " a un nuovo rapporto basato sull'AMORE e non più sulla potenza egoica delle "siddhi" . 


La notte di quella caverna è la notte dell'attesa , è la notte dello

                  "EREMITA

che brucia e ri-duce in "cenere" (vibbhuti) i "lati ombra" della personalità egoica per fare spazio all'ascolto della PAROLA e lasciarla "ri-suonare" ( katechesis) dentro di se. Lo spazio interiore per "Kenosis" (svuotamento) viene preso dal VERO SE' DIVINO al momento della "DIKSA" , (illuminazione).

Il "plumbeo" Elia piano piano trascolora , si trasforma in una aurea alchimia , diventa un "altro". Sul monte era salito un uomo in preda alla confusione e all'ira , ancora segnato da residue tracce rajo-tamasiche di ego  ora quell'uomo non c'è più , un'altro ne ha preso il posto ; infatti Elia è asceso lungo "Sushumna" ha raggiunto Ajina chakra dove può intendere il vero linguaggio divino , fatto di dolcezza ,amore , e luce (sattva) , elementi tutti questi che gli faranno accogliere l'invito del Signore :


                   < Torna sui tuoi passi >

Proprio quello che Elia farà , consapevole che il "prossimo" non è by-passabile , anzi è un passaggio (pasquale) obbligato per giungere a Dio . La vicenda ricorda un il Buddha che raggiunto il Nirvana si rifiuta di chiudersi nella sua pace , preferendo tornare indietro per aiutare gli uomini/donne a percorrere la sua stradda e raggiungere anche loro il Nirvana .

Elia non incontra  Dio nei simboli forti della natura tipici di tante teofanie , terremoti , fuoco , venti impetuosi, ecc...ecc..simboli amati dalla personalità egoica . Lo incontra (Dio) nella "brezza leggera" di un'alba nascente . Una brezza descritta da molti Yogi e Rishi che si avverte come una fresca corrente lungo la colonna vertebrale durante i vari stadi di samadhi .

Durante questa ascesa interiore Elia ripercorre tutti i luoghi (loka) della sua esistenza le battaglie , le vittorie , le sconfitte , illusioni e delusioni , piaceri e dolori , fragilità e debolezze , ecc...ecc...


E' il viaggio della storia della salvezza che riguarda ognuno di noi , storia che è destinata a concludersi , come quella di Elia , nelle braccia del Signore che ci attende sulla porta come il Padre amoroso del figliol prodigo. Un naufragio d'AMORE , che appena nato chiede solo di estendersi tanto al Signore quanto al nostro prossimo , questa è la "missione" , questo è il "Dharma", la PAROLA di DIO , ricevuta , accolta , amata e....trasmessa !



Al termine di questo viaggio Elia ( unico tra i profeti) viene "rapito" sul "carro di fuoco" di Surya e scompare con Lui bruciato in una "fornace di fuoco divino"!
In fondo questa è la partita : o rapiti dal Prana Celeste in alto o rapiti dal Prana Infero in basso  !


Quella fatidica notte , come in tutte le fatidiche notti che narrano la "conversione" di tanti santi e rishi di ogni epoca , Elia si è "svuotato" totalmente di se (kumbhaka) e si è ri-empito (mindfullness) totalmente di Dio , un vero "incendio" di tapas che ha investito il suo carro/corpo !




Yogacharya Ekanathananda