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SIMBOLOGIA ESOTERICA




                       KABBALA : L'ALBERO MISTICO

La Kabbala, o scienza tradizionale degli Ebrei, potrebbe essere definita il sistema matematico del pensiero umano. È l'algebra della fede. Essa risolve tutti i problemi dell'anima come delle equazioni, chiarendo le incognite. Essa da alle idee la pulizia e la rigorosa esattezza dei numeri; i suoi risultati sono per lo spirito l'infallibilità (relativa, tuttavia, alla sfera delle conoscenze umane) e la pace profonda per il cuore." (Eliphas Levi)
Nel Sefer yetzirah (Libro della formazione) troviamo la prima menzione del termine sefiráh. Benché letteralmente sefirah (plur. sefirót) significhi "calcolare, numerare", nella dottrina cabbalistica (Qabbalah) e nel Sefer yetzirah significa anche manifestazione, emanazione dell'energia divina.
Le Sephirot sono dieci, e rappresentano i dieci attributi attraverso i quali Dio rivela una parte della essenza. Essi sono: 1) Kether (La Corona); 2) Chokmah (la Saggezza); 3) Binah (l’Intelligenza); 4) Chesed (la Misericordia); 5) Eloah (la Giustizia); 6) Tipheret (la Bellezza); 7) Netzach (la Vittoria); 8) Hod (lo Splendore); 9) Yesod (il Fondamento); 10) Malkuth (il Regno).
A ciascuna sefiráh corrisponde un attributo divino: 1) Eheieh (Io sono o Yod); 2) Jehova (Egli è o Yah); 3) Jehova (Giuramento o Yoha); 4) El-Gebulah (Possente); 5) Din-Saday (Autosufficiente); 6) Eloha (via della Gloria); 7) Estré-Jehovah Tzabaoth (Esercito degli Angeli); 8) Elohim-Tzabaoth (Comando degli eserciti); 9) El Chai (Dio vivente); 10) Adonai (via del Regno).
Le sefirot vengono rappresentate secondo il famoso schema dell'Albero della Vita all'interno del quale sono collegate fra di loro da 22 sentieri, abbinati alle lettere dell'alfabeto ebraico. I 22 sentieri e le dieci Sephiroth insieme formano le 32 vie di cui parla il Séfer yetziráh.
«L'Albero sefirotico, ovvero l'Albero kabbalistico della Vita è un'immagine dell'universo abitato da Dio e impregnato della Sua essenza, è una rappresentazione della vita divina che circola attraverso tutta la creazione. Voi avete con esso un sistema che vi permette di non disperdervi nella vostra attività spirituale. Se lavorerete degli anni su quest'Albero, se lo studierete, se gusterete i suoi frutti, introdurrete in voi l'equilibrio e l'armonia della vita cosmica.»
«L'Albero della Vita è uno schema simbolico che racchiude tutta la Scienza Iniziatica, le dottrine di tutti gli Iniziati. Lo si può paragonare a un seme: piantatelo, ed esso farà apparire dinanzi a voi tutta la Creazione con la moltitudine delle sue creature. Questo schema può diventare un strumento magico, un pentacolo fra i più potenti. Tutto vi è contenuto, tutti i principi, tutti gli elementi, tutti i fattori con i quali il Signore ha creato il mondo. Con esso disponete di un sistema che vi aiuterà a non disperdervi nel compiere il vostro lavoro spirituale. Lavorando per anni su questo schema, introdurrete in voi stesso l'ordine e l'equilibrio; e tutto si strutturerà, si organizzerà e si armonizzerà. Non appena avete un poco di tempo, soffermatevi sull'Albero della Vita, scegliete una sefira, concentratevi su di essa e cercate di sviluppare le qualità o le energie che questa contiene. Sia che abbiate bisogno di luce, di amore, di forza, di protezione, di generosità, di giustizia o di vita... rivolgetevi all'Albero della Vita: esso è a disposizione dei figli e delle figlie di Dio che hanno bisogno di nutrirsi della vita divina.» (Omraam Mikhael Aivanhov)
I testi sacri parlano dell'Albero della Vita in numerosi passaggi:
"Dio il Signore piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi pose l'uomo che aveva formato. Dio il Signore fece spuntare dal suolo ogni sorta d'alberi piacevoli a vedersi e buoni per nutrirsi, tra i quali l'albero della vita in mezzo al giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male. Un fiume usciva da Eden per irrigare il giardino, e di là si divideva in quattro bracci." (Genesi 2:8-10)
"Poi Dio il Signore disse: 'Ecco, l'uomo è diventato come uno di noi, quanto alla conoscenza del bene e del male. Guardiamo che egli non stenda la mano e prenda anche del frutto dell'albero della vita, ne mangi e viva per sempre.' Perciò Dio il SIGNORE mandò via l'uomo dal giardino d'Eden, perché lavorasse la terra da cui era stato tratto. Così egli scacciò l'uomo e pose a oriente del giardino d'Eden i cherubini, che vibravano da ogni parte una spada fiammeggiante, per custodire la via dell'albero della vita." (Genesi 3:22-24)
"Chi ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese. A chi vince io darò da mangiare dell'albero della vita, che è nel paradiso di Dio." (Apocalisse 2:7)
Iesod (Yesod, Jesod), la nona sefira sull'Albero della vita, è collocata negli organi genitali...è il simbolo della purezza e in ragione di ciò è la base o il fondamento dell'ascesa, del ritorno a Kether. Colui che intende abbracciare la vita spirituale affronta all'inizio Iesod ovvero le energie sessuali e le illusioni della luna.
I cultori del reiki affermano la corrispondenza tra il Reiki "quale Forza che crea e sorregge ogni forma di vita nell'Universo" e Jesod della Cabala Ebraica, il Chi dei cinesi, il Ki dei tibetani e dei giapponesi, il Prana degli indù, la Forza Guaritrice della Natura di Ippocrate, il Ka degli antichi Egizi, il Fluido Vitale degli alchimisti, il Telesma di Ermete Trismegisto, lo Spirito Santo della Tradizione cristiana.


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 CHAKRAVARTI : IL SIGNORE DELLA RUOTA ALCHEMICA




Per penetrare a fondo nel simbolismo esoterico occorre in qualche modo sperimentarlo nella propria intima natura. Nulla e’ dato in lettere sacre, rune, sigilli o glifi che, una volta svelato, non apra le porte a una profonda gnosi. Il simbolo e’ unitivo per eccellenza, chi lo contempla analiticamente non ne trae che misere considerazioni speculative, chi invece sa aprire l’udito del cuore e mettersi in stato di sottile risonanza ne percepisce gli infiniti sensi riposti e vede spalancarsi orizzonti mai percepiti. Oggi desidero  parlarvi di un simbolo meraviglioso, e cioè :  dello Swastika (etimo di origine sanscrita , purtroppo fissato nella memoria collettiva come simbolo della barbarie nazista ), conosciuto in Occidente anche come Croce Gammata presso i popoli latini, Tetraskelion in Grecia, Hakenkreuz (Croce Uncinata) in tedesco e Fylfot nell’antica Inghilterra.
 L’ origine remota del simbolo a dispetto di qualunque datazione ufficiale e’ da rintracciare nel periodo post-iperboreo, allorche’ una catastrofe si abbatte’ sulle terre imperiture e l’asse della terra fu spostato ( l ’inclinazione attuale e’ di circa 23° gradi rispetto alla perpendicolare), i poli si invertirono e l’ Eta’ dell’ Oro, il Satya Yuga ebbe termine. Quindi il Tempo iniziava la sua inesorabile marcia…ma andiamo con ordine.

Lo Swastika e’ stato definito sovente dagli studiosi come “ruota solare” o “ruota di fuoco” trovandosi raffigurato accanto ad altri ierogrammi solari su numerose decorazioni antiche. 

Da René Guénon invece venne per la prima volta giustamente messo in evidenza il suo carattere “polare”. A nostro modo di vedere queste varie attribuzioni di significato non sono in contrasto tra loro, anzi, come vedremo, sono complementari e corrispondono ognuna a un diverso livello. Per prima cosa prendiamo in esame il significato “solare”. Il Sole per noi e’ vita, fonte di calore, centro del nostro sistema planetario. Non possiamo immaginare un’esistenza priva della sua energia benefica: essa fa crescere ogni cosa su questa terra, permette la vegetazione degli esseri e illumina il Cielo. Sebbene nell’Universo gli astri siano innumerevoli per noi non ne esiste uno piu’ radiante del Sole, inoltre la rotazione dell Terra attorno a questo astro determina il mutare delle stagioni e dei cicli naturali. Alcune intepretazioni dello Swastika affermano che le quattro braccia simboleggiano appunto le quattro stagioni: Primavera, Estate, Autunno, Inverno. 

Questo insieme di considerazioni dovette essere molto vivo ed operante nella coscienza dei nostri antenati che per questo dedicarono ampia considerazione al culto solare. Come abbiamo detto, in varie incisioni e raffigurazioni di simboli solari si ritrova presente con una certa frequenza lo Swastika. Perche’ questo? E quale nesso esiste tra il Sole e il Centro Polare? Se osserviamo il simbolo in questione vediamo che e’ composto da una croce dalle cui estremita’ partono dei bracci che le conferiscono il senso di un movimento e, piu’ precisamente, di una “rotazione”. Ogni movimento circolare avviene sempre intorno a un’ asse, l’ Axis Mundi, che passa esattamente per il centro invisibile ma onnipresente che lo Swastika rappresenta: il “Polo”, il centro inamovibile.



In tutta la Natura si ripete il medesimo schema, dal Microcosmo al Macrocosmo, dall’ atomo alla stella. Il Sole e’ nel nostro caso il Polo, attorno al quale, tutti i pianeti compiono la loro rivoluzione ciclica, nello stesso tempo un movimento analogo avviene per il sistema solare attorno al nucleo centrale della nostra galassia, la Via Lattea, la cui nota forma a spirale ci riporta nuovamente all’ idea di un’ immenso Swastika. Un’ altra ragione evidente per la quale gli antichi poterono associare lo Swastika al Polo fu sicuramente l’ attenta osservazione del cielo notturno in prossimita’ della Stella Polare. 

Quest’ ultima e’ la stella che si trova sul prolungamento immaginario dell’ asse terrestre di un osservatore nell’ emisfero boreale, quindi indica il Nord. Attorno ad essa tutto le costellazioni ruotano lentamente in senso antiorario e compiono un giro completo in circa 24 ore a causa della rotazione della terra. In particolare se tracciassimo un disegno con le posizioni successive dell’ Orsa Maggiore ai quattro punti cardinali ne emergerebbe chiaramente uno Swastika. 
  

    
 



Ma la Stella Polare nel corso delle ere cambia a causa di un moto circolare dell’ asse terrestre. In un remoto passato essa fu un astro della costellazione del Draco, il suo nome arabo e’ Thuban, oggi comunemente conosciuta come Alpha Draconis. Le quattro posizioni dell’ Orsa Minore intorno ad essa disegnano una figura ancora piu’ sorprendente. Come abbiamo visto spiegazioni ed esempi tra i piu’ vari si intrecciano formando una tela fittissima ma tutti tendono a ritornare costantemente verso un unico significato fondamentale: quello di un centro, di un origine, di un principio superiore che si manifesta donando luce e vita. Nel suo sentito piu’ profondo lo Swastika suggerisce l’azione di un Motore Immobile. Il cuore inviolato di ogni manifestazione, la dimora dello spirito assoluto, l‘ Occhio del ciclone.
Il punto interiore dove regna la quiete mentre al di fuori infuriano gli elementi.
E’ il Monte Meru, il monte di Mezzanotte.
E’ Kether la Corona.
E’ Sahasrara, il chakra coronario che connette con l’ infinito.
E’ il buco nero al centro della galassia.
E’ Hlidskjalf, l’ alto trono di Odino dal quale il dio osserva ogni cosa e sovrasta i mondi.


E nell’uomo? Cosa esiste nella natura umana che possa avvicinarsi a questo insondabile mistero? Deve forse egli accontentarsi di scrutare le luminose stelle nel cielo notturno sapendo di rimanere un corpuscolo dimenticato e caduco alle estremita’ del cosmo? Quest’ uomo, viaggiatore e assetato di sapienza deve forse annegare tra i flutti di un oceano crudele sognando l’ Isola dei Beati? Quest’ uomo infine, cosi’ disperso e solitario che sente dentro di se il richiamo ancestrale di qualcosa senza volto, come una nostalgia infinita, un ricordo velato… cosa fara’ della sua breve esistenza?

C’ e’ una possibilita’. C’ e’ una chiave sepolta tra le pieghe del tempo, tramandata da una catena di iniziati dall’ alba del mondo; ma per raggiungerla, per conquistarla, l’uomo deve affrontare un lungo cammino al buio, nell’ oscurita’ di se stesso. Molti non sanno che lo Swastika fu uno dei simboli utilizzati dai primi Cristiani, difatti esso e’ rintracciabile nelle catacombe…ma che cosa indicava? Era forse la chiave famosa?
 Il segno solare della Resurrezione ?



La Croce Naturale degli elementi come sappiamo e’ associata al quaternario. Come insegna la Tradizione il nome di Dio e’ YOD HE' WAW HE', lettere ebraiche che significano, rispettivamente: Fuoco, Acqua, Aria, Terra.
Nella vita comune degli uomini questi elementi sono in stato caotico, non armonizzati e quindi distruttivi, ora se tramite la Grande Opera dell’ Alchimia e con un tenace lavoro sulla propria Anima riusciamo a risvegliare la Luce interiore, al centro della Croce, li’ dove si incontrano le quattro braccia nasce il figlio dello Spirito, il Cristo. E’ il centro radiante che smuove con forza possente l’ inerzia del Caos e ruotando pone in ordine il Cosmo. E’ il Quinto Elemento, l’ Etere nel Cuore, l’ Atomo Nous redento, la Quintessenza tanto decantata dagli alchimisti. Si schiude la prigione di piombo di Saturno e l’ uomo, liberato dalle scorie terrestri, si trasforma in Dio.
Il cinque quindi e’ il numero dello Swastika, il numero “polare” della trascendenza.

Chi e’ capace di realizzare tanto e’ un autentico iniziato alla catena regale, ha combattuto da vero Eroe ed e’ pronto all’ incoronazione. Quando ricevera’ il suggello finale dei Grandi Misteri sara’ Re del Mondo, Signore di Pace e Giustizia. Sara’ Melkitsedeq, Re di Salem. E’ uno stato spirituale questo e allo stesso tempo un’ investitura sacra. E’ il raggiungimento di quell’ autorita’ spirituale e superindividuale che in Oriente viene denominata Chakravarti, Signore della Ruota. Chakravarti e’ colui che lentamente e senza sosta fa girare la ruota dell’ Impero. Ogni cosa necessariamente gli ubbidisce: Tempo, Spazio, Materia. Nulla lo sfiora ne’ lo puo’ turbare. E’ al di la’ del Bene e del Male. La sua funzione e’ paragonabile a quella del Pontifex, il facitore di ponti. Diviene un raggio di luce che collega la sfera umana e quella divina. Le epoche passate e le future in lui si attualizzano in un presente che e’ eterno. Possiede la visione “Ciclopica” ossia ciclica, il Terzo Occhio.

Da ora in poi egli agira’ senza agire, immobile nel centro di un immenso Swastika come Shiva nella sua danza cosmica. Questo profondo insieme di verita’ e’ rintracciabile nell’ essenza stessa dell’ Universo, fa parte del suo sostrato invisibile, e’ cio’ che fa che cio’ sia, in ogni dove, in ogni tempo, in ogni essere.

Cosi’ Dante, dinnanzi alla visione gloriosa di Dio, chiudeva il suo capolavoro:
A l’alta fantasia qui manco’ possa;
ma gia’ volgeva il mio disio e ‘l velle,
sì come rota ch’igualmente e’ mossa,
l’amor che move il sole e l’ altre stelle.

In tutto cio’ abbiamo ben piu’ che una visione religiosa, e’ l’esperienza “diretta” del Paradiso, esperienza che ogni uomo avrebbe non solo il diritto ma diciamo anche il dovere di realizzare ma che cosi’ ben pochi purtroppo raggiungono.


Ora per tornare al tema centrale sara’ interessante affrontare un argomento controverso. Dopo aver chiarito i significati principali dello Swastika nella sua forma generale diremo qualcosa sul suo senso di rotazione andando contro un’ opinione comunemente diffusa. Di fatto lo Swastika puo’ essere tracciato in due modi a seconda che i bracci che si dipartono dalla croce puntino a destra o a sinistra. Bisogna fare attenzione perche’ l’ambiguita’ risiede nel fatto che nel primo caso avremo una presunta rotazione levogira mentre nel secondo destrogira. C’e’ chi ha voluto arbitrariamente indicare uno Swastika benefico, quello che si muove in senso orario nella direzione del sole, in contrapposizione all’ altro, antiorario, associato al male e alla distruzione. Questo prevalentemente a causa dell’ adozione di quest’ ultimo da parte del Nazionalsocialismo tedesco nel secolo scorso. 

A me però non interessa trattare in questa sede di politica o di manifestazioni profane ma di valenze spirituali e operatività. Ora, il nocciolo della questione è tenere bene a mente il fatto che il mondo intero esiste in funzione di due polarità contrapposte, l’unione delle quali genera la vita: Positivo e Negativo sono due facce della stessa medaglia e non vanno dissociate ma vissute interamente entrambe. Su un piano prettamente umano non potremmo anelare al bene se non facessimo esperienza del male, su un piano superiore poi la dualita’ svanisce e nell’ integrazione dei due aspetti   scopriamo il volto del divino. 

Lo gnostico Abraxa, dio e demonio trasfigurati nell’ Uno. Nel senso antiorario del movimento dunque non si può scorgere minimamente nessuna malvagità o perversione, più pertinente sarebbe l’ affermazione che i due Swastika orientati diversamente raffigurano le due polarita’ cosmiche, il maschio e la femmina e anche le due Vie : La Via della Mano Destra e la Via della Mano Sinistra. Forse proprio un’ interpretazione grossolana di quest’ ultima puo’ aver suggerito ad alcuni che lo Swastika levogiro sia in qualche modo connesso alla magia nera e al male. Chi ha avuto modo di approfondire l’ argomento sa, invece, che ambedue i sentieri iniziatici, pur adottando metodi e pratiche differenti e a volte in aperto contrasto condurranno, se rettamente seguiti, a un unico e identico obiettivo: la Liberazione o Moksa .

Prima di fornire alcuni spunti sui significati contrapposti dello Swastika ricordo che uno studioso di nome Thomas Wilson ha condotto un’ imponente ricerca iconografica che copre geograficamente gran parte del globo e temporalmente un grande arco storico, dimostrando in modo evidente l’ esistenza di entrambe le versioni del simbolo in numerose civilta’, molto spesso compresenti su alcuni manufatti. Quindi, tenendo presente ciò e l’ arbitrarietà conseguente di alcune interpretazioni troppo unilaterali gettiamoci nella spirale.

Il primo Swastika e’ destrogiro, i suo bracci puntano a sinistra, e’ quello adottato in larga misura dal Buddhismo Mahayanico e si muove nel senso delle lancette dell’ orologio. Segna l’attuale evoluzione ed espansione dell’ universo, il lungo esodo dell’ umanita’ dalla sua dimora ancestrale. Questo Swastika scandisce le fasi successive della creazione, e’ la sorgente che proietta calore, la plasmazione della materia e dei corpi. Corrisponde all’ espirazione di Brahma che rilascia cio’ che era in potenza per renderlo in atto. Come il numero 6 rappresenta il moto centrifugo. E’ lo Swastika del Sole d’ Oro, radiante, della luce visibile agli occhi corporei.

Il secondo Swastika e’ levogiro, i bracci puntano a destra. In Tibet, gia’ prima dell’ arrivo del Buddismo si trova in uso presso l’antica religione Bön-Po, e’ molto diffuso anche in India. La sua rotazione segue un moto antiorario, da destra a sinistra. Questo e’ lo Swastika del ritorno all’ origine, al centro primordiale. Propizia il riassorbimento nella non-esistenza. E’ l’ inspirazione di Brahma che volatilizza la materia, che dissolve la matrice bruciando l’ illusione corporea. E’ l’ implosione antigravitazionale. Come il numero 9 rappresenta il moto centripeto. E’ lo Swastika del Sole Nero, dell’ universo invisibile, della luce increata.


Quindi come abbiamo visto, esotericamente ogni cosa presenta due aspetti e non dobbiamo essere superficiali nelle nostre considerazioni. L’ altro lato dello specchio e’ un mondo da conoscere, non da esorcizzare. Quanto sopra esposto in merito alle differenze speculari delle due grandi croci rotanti risulta non solo da una ricerca accurata di fonti e documenti ma anche e soprattutto dal risveglio momentaneo dell' emisfero cerebrale destro e dal cuore, organo intuitivo per natura. E’ questo il modo in cui crediamo dovrebbero essere sempre approcciati i simboli sacri per non cadere in facili banalizzazioni o peggio, in aride disquisizioni analitiche . I simboli “parlano” a chi vuole ascoltarli e la loro miniera di tesori e’ pressocche’ infinita.

Si può  concludere questo breve scritto con l’augurio che sia d’ ispirazione a chi lo leggera’ e che magari possa fornire spunti per ricerche ulteriori. 

Lo Swastika e’ un potente simbolo operativo e si ritrova come gia’ abbiamo sottolineato iscritto nel corpo stesso della Natura, colui che con tutta la sua volonta’ lavora per districarsi dal caos e accortosi di trovarsi sulla circonferenza della ruota cosmica auspica a essere reintegrato nel suo centro trovera’ in esso una costante fonte di energia, come la Stella Polare che indica sempre il Nord al viaggiatore, lo Swastika guidera’ l’ iniziato verso la Verita’ e la Vita.

Tutto cio’ ne fa, senza ombra di dubbio, uno dei piu’ esemplari simboli di Dio , sempre che non capiti ...in mani e cuore sbagliati , Hitler per esempio !

Yogacharya Eknathananda


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                 Il Caduceo di Ermete

Tutti più o meno sanno che cos’è il "Caduceo di Hermes", cioè una verga con due serpenti attorcigliati di opposto sesso che si guardano aggressivi, tenuta in mano dal messaggero alato Ermete. Simbolo antico dell’Oriente, si ritrova a Cartagine presso i Fenici, gli Hittiti, gli Ebrei, gli Egiziani. Negli Inni omerici (III,529) il caduceo ermetico è detto "aureo", con la virtù di fascinare gli occhi dei mortali e di addormentarli, di attrarre i morti dagl’inferi, di cambiare in oro gli oggetti toccati. È simbolo di prosperità e di pace anche presso i Romani.

In lingua greca vuol dire "araldo di pace". Ancora oggi il pastorale degli archimandriti, che è a forma di T, termina con due serpenti che si affrontano, talvolta sormontati da una croce; la verga o bastone ha sei nodi e poggia su una punta per designare lo sprone con cui il pastore punisce e incita al bene.

Il Padre Pavel Florenskij spiega qualcosa di più su questo simbolo episcopale, commentando una icona della Sofia: "Il caduceo (e non già il pastorale con la croce o con il monogramma di Cristo, almeno nella maggior parte dei casi) indica la potenza teurgica psicopompa, la forza misteriosa che esercita sulle anime. Il rotolo avvolto nella sinistra e stretto al cuore, organo della conoscenza superiore, indica la conoscenza dei misteri occulti."

È evidente che qualcosa di esoterico ancora sussiste nell’Ortodossia, anche se poco, ma la Chiesa Romana che fu a suo tempo bizantina, strada facendo ha perso il simbolismo antico delle grandi Iniziazioni, ed ha preferito il pedum (il pastorale romano) a cima ricurva alla maniera del pastore, mentre sarebbe stato meglio se avesse adottato i due serpenti sormontati dalla croce, a indicare la prudenza episcopale.

Nel suo "Symbolisme Hermétique", Oswald Wirth identifica i due serpenti attorcigliati sulla verga d’oro alle correnti di polarità contraria del grande agente magico, conosciuto dagli
occultisti sotto il nome di Luce Astrale. L’Iniziato deve saper captare queste forze, scrive il Wirth, allo scopo di utilizzarle a tempo e luogo per dominare la Natura e ottenere effetti che il volgo ritiene miracolosi. Nei riti massonici e cristiani esoterici noi attiriamo con la mano sinistra le forze diffuse nel Tempio (Etere, Mercurio dei Filosofi), e con la mano destra le concentriamo in noi (coagulazione e fissazione del Mercurio).

Circa il Caduceo, l’esoterico Dott. Rolt-Wheeler precisa:
"Questo Simbolo è puramente Ellenico; è Orfico, Eleusino e Pitagorico contemporaneamente. Il Simbolo Orfico è parzialmente fallico, con il bastone sormontato dal tirso o cono di abete, emblema della fecondità. Il Caduceo propriamente detto è il bastone magico di Ermete, il messaggero alato degli dèi. I due serpenti sono Dionisiaci, essi simbolizzano le due polarità, mascolina e femminina; anche le due forme di magia , così la mentalità cosciente e subcosciente. La croce è Orfica, essendo stato Orfeo crocifisso a un albero.

Il simbolo è diviso in sette piani. Così la parte inferiore dell’esagono è sul terzo piano, il rettangolo pitagorico è sul quarto piano, la parte superiore dell’esagono e le teste dei serpenti sono sul quinto piano. L’incrocio dei serpenti indica la Legge dell’Alternazione delle Polarità. Ciò che è maschile sul 1°, 3°, 5° e 7° piano, è femminile sul 2°, 4° e 6° piano. Una donna è così d’influenza mascolina sui piani pari. I piani sono chiamati: 1° Materiale; 2° Astrale; 3° Mentale; 4° Emotivo; 5° Causale; 6° Spirituale e 7° Divino."

In Oriente il simbolo dei due serpenti attorcigliati alla verga trova riscontro nelle due correnti, Pingala e Idâ che si avvolgono al Merudanda: la prima è di colore rosso, calda e secca, paragonata al Sole e allo Zolfo alchemico, mentre la seconda, Idâ, è fredda e umida come il Mercurio alchemico e viene correlata alla Luna per il suo argenteo pallore. Chi vuole ulteriori dettagli può cercarli nelle nostre vecchie opere, sempre valide dal punto di vista delle tecniche iniziatiche, benché il nostro attuale indirizzo sia Archeosofico e quindi più avanzato.

Le esercitazioni meditative sul Caduceo portano ad  importanti scoperte circa l’Albero della Vita ed il risveglio di Kundalini , il Fuoco Serpentino, ma le esperienze della meditazione sui simboli sono più agevolate se vengono condotte inserendo i simboli stessi in una figura umana che allaccia la coscienza del mediante ad altri archetipi dei simboli che sono collegati l’uno all’altro dalle leggi della sinergia. Ottimo allenamento è un’icona a colori della Sofia creata. L’Ascesi è avvantaggiata da questo tipo di meditazione, alla quale hanno attinto Jacob Boehme, Soloviev, Pavel Florenskij, seguaci della gnosi russa.

Una esposizione dettagliata circa il modo di meditare sulla Sofia , secondo la Bibbia, è stata affidata a un’opera che speriamo di mettere a disposizione di quanti si interessano alla questione sofianica, uno degli aspetti più profondi e meno conosciuti del cammino iniziatico.

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