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sabato 7 marzo 2015

CHAKRA : I MAGNETI ATTIVI DEGLI ARCHETIPI

Per conoscere , o quanto meno farsi una idea  di cosa siano o rappresentino gli Archetipi , vi rimando ad un mio blog che potrete facilmente trovare andando a scorrere la nutrita lista dei miei blog (ormai 300 e passa ) che sono stati da me ideati in maniera tale che toccando argomenti differenti possano darvi occasione di lettura , di riflessione e , perchè no ? , di meditazione , facendovi risparmiare tempo e anche....denaro .

Dunque torniamo a bomba , gli archetipi dunque ! Questi nostri "occulti" amici/nemici . Si avete  capito bene , amici/nemici ; infatti essi sono vere e proprie concentrazioni " psico-energetiche" di prana distribuite a livello dei vari chakra, e che particolari "stati di coscienza" , ri-attivati dalla ascesa della Kundalini (coscienza cosmica) , sono in grado di "risvegliare" con conseguenze positive o negative . 

Ricordate la fiaba di Aladino ? Il genio imprigionato nella bottiglia che inopportunamente e improvvidamente liberato dal ragazzino minaccia di distruggerlo ? Beh le cose stanno un pò così ; infatti se un "genio" del chakra viene risvegliato senza gli opportuni accorgimenti , l'effetto può essere indesiderato e anche pericoloso , perchè se il soggetto , lo Yogin , non ha seguito precedentemente un percorso di purificazione (vishuddi) c'è il rischio di attivare "forze distruttive" anzichè "creative" . Fuor di metafora e per chiarire meglio : se sono presenti "vasana" (tracce menestiche) del "vecchio Adamo" , del piccolo ego empirico , l'energia del chakra in cui dorme l'archetipo potrà essere più di carattere "rajo-tamasica" che non sattvica ; quindi se p.e. viene attivato il terzo chakra (manipura = fuoco) che contiene l'archetipo del "Guerriero" , il guerriero liberato se è sattvico potrà essere un Ercole che libera Prometeo dai suoi "attaccamenti" alla materia , quindi un eroe positivo , altruista , un vero " VIRAT" . 

Ma se l'energia coagulata nell'eroe non è stata "purificata" dalla "rabbia" (fuoco) nutrita dal piccolo se egoico , allora il guerriero si trasformerà in un distruttore vendicativo , un rambo della notte , che uccide per nutrire il suo "corpo di dolore" ( vedi mio blog su corpo di dolore) . Solo un luminoso cammino di purificazione ci garantisce la "ri-salita" e l'incontro con i nostri archetipi senza correre il rischi di esserne "posseduti" (condizione asurica= demoniaca) , ma invece  al contrario di "possederli" (gli archetipi) di "gestirli" e di trarne i benefici "magicici" che assicurano con la loro presenza , come il " Jiin" di Aladino che si trasforma nel suo devoto servitore ; insomma "mutatis mutandis" è l'equivalente di Hanuman ( dio scimmia ) della tradizione indù . 

La loro pericolosità (degli archetipi)  è stata sempre conosciuta dalla saggezza" segreta " di tutte le religioni; infatti la "teurgia" (magia sacra) da esse operata ed espletata attraverso i riti , si caratterizza secondo una "scaletta" liturgica di "passi" , "gesti" (mudra) , invocazioni , preghiere , canti sacri , ecc...che hanno il preciso intento di creare uno "spazio sacro" all'interno del quale si deve svolgere il rito , messo così al riparo da "influenze" negative . Una de-generazione di questi accorgimenti liturgici la si può ri-scontrare nello sviluppo della superstizione popolare che si nutre di amuleti , gesti di scongiuri e filastrocche apotropaiche.

Le evocazioni quanto le invocazioni liturgiche hanno in comune il deliberato scopo di attivare gli archetipi tramite il potere della parola e del gesto (mudra) che veicolano il "Prana" , lo concentrano , dando luogo ad una vera e propria operazione "teurgica" (magia sacra) la cui dominante è l'attrazione dell'archetipo divino .

< L'illuminazione non giunge figurandosi immagini di luce , ma                           rendendo cosciente l'oscurità > (C.G. jung)

La tradizione dello Yoga presenta il corpo come un complesso e strutturato organismo bio-psichico alimentato "energeticamente" da una centrale termo-elettrica le cui turbine sono costituite  da "centri magnetici" meglio noti come "CHAKRA" . I chakra essendo dei magneti veri e propri in quanto tali emettono e "attraggono"energia . Il loro magnetismo è reso possibile da due "correnti" psico-energetiche chiamate : 

                                   IDA e PINGALA 

 Lunare la prima e solare la seconda . Il prevalere dell'una o dell'altra energia caratterizzerà rispettivamente l'aspetto "OMBRA" e l'aspetto "LUCE" dell'archetipo ad essa correlato unitamente all'elemento collegato al chakra ( aria , fuoco , , acqua , ecc) .



Gli archetipi collegati ai sette chakra in ordina ascendente e a partire dal muladhara vanno in questa sequenza :

MULADHARA       ( Madre )
SVADHISTHANA  ( Amante )
MANIPURA            ( Eroe )
ANAHATA              ( Guaritore )
VISHUDDI              ( Artista  )
AJINA                      ( Veggente )
SAHASRARA          ( Padre / Saggio / Maestro )

Ognuno di essi esprime una energia psichica luminosa e nouminosa ad un tempo che può rimanere "latente" per un tempo indefinito o almeno fintanto che una esperienza "forte" non la inneschi e non la renda attiva , immanente e trascendente ad un tempo , come la "lampada di Aladino" al cui interno risiede il Genio (Jiin) che esce fuori sotto l'effetto dello "sfregamento" (calore = tapas ) del pranayama di Aladino; infatti è il pranayama di Aladino ad "attivare" l'archetipo , che la prima volta si dimostra molto pericoloso ed aggressivo nei suoi confronti mostrando il suo lato / ombra "lunare" e la seconda volta , dopo essere stato "controllato" (yama) da Aladino , invece si mostra "benefico" nel suo lato / luce ( solare) . Va comunque chiarito che l'archetipo in se non è ne buono ne cattivo , ma semplicemente neutro , sono invece le nostre qualità karmiche lunari o solari a farlo manifestare in un modo piuttosto che in un altro .

Il processo junghiano di "individuazione del Se" si snoda attraverso tutte le figure archetipiche contenute nel Se , che è il loro pantheon , e quindi ognuno di noi come novello Ulisse è destinato ad incontrare nell'interiorità (castello) i draghi , i demoni , gli orchi , le streghe , le fate , le sirene , le maghe Circe, ecc...ecc...caricandoli con l'energia negativa o positiva dei propri chakra e l'archetipo a cui sarà data più energia sarà il "predominante" . Se p.e. l'archetipo predominante è quello della "Madre" che riceve l'energia da un muladhara (radici = terra) forte , saremo in presenza di una potente "Grande Madre" che si presenterà nelle vesti di una "Cerere" , madre solare nutritiva , sattvica , in grado di provvedere a numerosa prole ; all'opposto se l'energia predominante è rajo-tamasico , ci si troverà di fronte alla Persefone , la madre dell'oscurità , distruttiva , strega , maligna .



Quindi l'archetipo predominante esprime anche l'energia propria del suo chakra (terra,aria,fuoco,acqua) e questo concorrerà alla formazione dell'Io personale , la sua personalità.
Ma se si esprime un archetipo solo , gli altri inespressi cosa combinano? Questo è quesito molto importante per chi è impegnato in un cammino di studio di se , evolutivo , trasformativo ( svadhyaya) ; infatti tutti gli altri archetipi è probabile che si risentano come i fratelli (Titani) che diventano gelosi quando vedono i propri consanguinei preferiti dai genitori e allora diventano ribelli con le conseguenze che si possono intuire . 

Gli archetipi vivono nel pantheon del Vero Se il che significa che vivono nel mondo "immaginale" , il mondo dell'inconscio . Immagine dal latino " imum agere " , "agire dal profondo , insufflata dall'energia di Prana diventa viva , si materializza come Adamo, il primo uomo , che dopo aver ricevuto il "soffio" di Dio nella sua narice divenne un 

                                         < VIVENTE > 

L'immagine si attualizza , diventa operativa . Il Vero Se riceve i nostri pensieri, tamasici , rajasici o sattivici che siano e ce li restituisce in guisa della richiesta che spesso , anzi il più delle volte è inconscia in virtù della forte energia "attrattiva" impressa nei chakra . Immagine contiene anche la radice della parola "MAGO" , im(mago) , il massimo dello "stato ideativo, creativo e trasformativo" . 

Il VERO SE / MAGO al centro di tutti questi archetipi si comporta come un provetto direttore di orchestra stabilendo che deve attivarsi e chi dis-attivarsi di volta in volta in base alle richieste , la cui natura sattvica o meno dipende dalle caratteristiche karmiche del richiedente che si trasforma facilmente in Mago Bianco o Mago Nero , in colui che "invoca" il cielo o in colui che "evoca" le tenebre ; perchè gli archetipi invocati si presentano luminosi , quelli "evocati" invece vengono dal basso dalla oscurità , dal lato ombra , insomma la fatina e la strega stanno a stretto contatto di gomito , l'espressione dell'una o dell'altra dipende solo dalla energia predominante determinata dalla :

                                        INTENZIONE

Le energia che ci riguardano sono sostanzialmente "quattro" e cioè : 

Energia Corporea con le sue necessità

Energia libidinale con i suoi desideri

Energia emozionale con i suoi sentimenti

Energia mentale con le sue idee


Questi sono i quattro cavalli che tirano il "carro" (corpo) del cavaliere Arjuna impegnato nella sua battaglia.
Sono quatto cavalli che tirano da tutte le parti e fintanto che rimaniamo incapsulati nell'energia di uno di essi svilupperemo questo o quell'archetipo , ma raramente riusciremo a "possederlo" , più facilmente ne saremo "posseduti" dai suoi riflessi narcisistici . Chi vive l'archetipo della Madre ed a un certo punto , visto che i figli sono cresciuti , non l'abbandona , ma caparbiamente insiste a riproporlo in maniera esponenziale , avviene che la Madre (muladhara) invasivamente si trasforma in "matrigna"; l'Amante in Casanova meccanico ed ossessivo che svuota la sessualità di ogni sacralità ; il Guerriero (manipura) da eroe, in vendicatore della notte  ;  il Guaritore (anahata) , da angelo guaritore , in arido medico o chirurgo che in accordo con le multinazionali della farmacopea si occupa solo di riempire le sue tasche con il dolore degli altri ; l'Artista (vishuddi) in narcisistico vanesio in cerca di applausi a lui e lui solo ; il Veggente (ajina) in squallido taroccaro di strada ; il Maestro o Saggio (sahasrara) in falso profeta e turlupinatore di fiera ; il Padre generoso in tiranno sadico ; il Figlio in Amleto narcisistico e giuggiolone che rifiuta di crescere e che all'essere preferisce il non-essere procurando la "follia" del suo femminile (Ofelia) dis-orientato e privo di riferimento . Ma chi o cosa trasforma un archetipo neutro in un agente creativo o distruttivo ?

Risposta : 

Dipende se l'attivazione avviene sotto l'egida del Vero Se ( IO SONO divino) o sotto l'egida dell'Io personale o piccolo se egoico !

Lascio a te mio caro lettore/ce di proseguire in questa galleria dove il tuo vissuto esistenziale sicuramente ha appreso altri quadri archetipali , quelli della tua storia , quello che ti auguro è di giungere al tuo Vero Se in cui sicuramente è contenuta la tua "immagine originaria" , forse perduta sotto la polvere del tempo o magari "scansata" da altri archetipi che ne hanno "usurpato" il posto creandoti più di qualche problema . Perchè in fondo il problema sta tutto qui : 

    RITROVARE LA PROPRIA IMMAGINE ORIGINARIA

Infatti in essa è contenuto l'archetipo - Daimon ( Jiin) che chiedeva di esprimersi e magari è stato sacrificato sull'altare sacrificale della famiglia , del lavoro , degli studi , o quant'altro che dall'esterno ha esercitato la sua pressione per annullarla conformandoci alle esigenze dell'uomo/donna comune schiavizzato/a in una personalità falsa e imprigionante; insomma di fatto dentro portiamo un gregge di "pecorelle smarrite" che belano ansiosamente in attesa del loro Pastore-redentore .
Uscire dal recinto ha un prezzo , ma il rimanervi ne ha ancora uno maggiore .

                           UN ARCHETIPO CI ATTENDE

E quando il daimon in esso contenuto si esprime finalmente tutti i chakra si metteranno a sua disposizione come gli "umili" servitori di Cana !
L'abilità consiste nel riconoscere l'archetipo più favorevole da usare al momento ; infatti se avverto la spinta dell'Amante verso l'esterno e per paura mi rifugiassi in quello dell'Eremita che mi spinge verso l'opposto all'interno , verso la solitudine , potete facilmente arguire che razza di esteso conflitto si genera all'interno di una simile situazione . O se mi metto a esibire l'archetipo altruistico della Madre all'interno di un gruppo adulto che ormai avendo raggiunto l'indipendenza non ne sente più la necessità  ; o se estraggo fuori l'archetipo del Guaritore in un villaggio vacanze dove tutti godono di ottima salute e si divertono e non avvertono alcuna voglia di questo personaggio; ...ecc...ecc....Si deve quindi sviluppare la maestria del Bagatto , il grande giocoliere , l'invisibile prestigiatore che dietro le quinte muove abilmente personaggi e pubblico , che poi alla fine sono le emanazioni dell'unico grande attore capace di vestire tutte le parti nell'immenso teatro della vita e cioè il :

                                         VERO SE 

il grande direttore d'orchestra che ci rende creativi , autentici e quindi in grado di essere pienamente felici !


Ekanathananda 



                      

mercoledì 4 marzo 2015

DHYANA : GUARDATE I GIGLI DEL CAMPO........



 < Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete ; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito ? 26Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? 27E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un'ora sola alla sua vita? 28E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano...... > 
(Mt 25-28)

Nelle fumisterie dell'immaginario collettivo spesso l'immagine del maestro finisce per diluirsi fin quasi a disperdersi in una piccola "summa" di comportamenti morali che ci invita ad essere più buoni , più bravi , più attenti alle esigenze sociali del prossimo , il tutto condito poi con una blanda e sapida salsina che si richiama all'idea del peccato , anche questa parola ormai ben lontana dal suo significato derivante dalla parola greca "amartia" , che tradotta letteralmente significa:

             SENZA (a)  BERSAGLIO (martia)

ovvero : 

                MANCARE IL BERSAGLIO

che è ben altra cosa e molto lontana da un semplice concetto prettamente moralistico ; infatti  "mancare il bersaglio " significa "mancare la propria auto-realizzazione" , la propria "divinizzazione" ontologica , che in parallelo con la tradizione yoga orientale può essere intesa come "liberazione" ( Moksha ) dal "Jivan" , anima individualizzata e identificata con la materia (Prakriti) al punto tale di aver perso il contatto con la sua origine divina (Purusha). 


Kundalini (coscienza cosmica) "discesa" lungo la colonna vertebrale (Sushumna) si è arrotolata e "addormentata" nel Muladhara chakra , alla base dell'osso "sacro" che così chiamasi in virtù di questa "sacra ospitalità" e come la bella fanciulla della nota fiaba rimane (kundalini)  in attesa del  "Ri-sveglio" che le giungerà con il bacio divino di Shiva , il principe azzurro , il cielo , con il quale si ri-unirà in Ajina chakra (terzo occhio) dopo essere "ascesa" di nuovo lungo sushumna e aver attraversato e "perforato" (bheda) i chakra e attivato tutti gli stati di coscienza correlati (loka).

Questo "risveglio" come sappiamo dai racconti degli antichi saggi (Rishi) può essere repentino , una illuminazione spontanea  , che come tutte le iniziazioni "spontanee"  non manca di rischi notevoli , in quanto si attivano nel corpo e nella psiche "energie" potentissime che hanno condotto chi le ha subite ai confini della "follia", come l'apostolo Paolo di Tarso , letteralmente caduto da cavallo e rimasto "abbagliato" e "cieco" per alcuni giorni , e solo le parole di accompagnamento di un'altro iniziato , Anania suo mentòre , gli hanno permesso di recuperare l'equilibrio psico-fisico e raggiungere anche quello spirituale . 

Si tratta di "risvegli" forti indubbiamente come anche quello di Mosè che 

  < entrò nel roveto ardente > (vedi mio blog) ,

ma non tutte, per fortuna , hanno queste caratteristiche "terrifiche" ; infatti esistono "sentieri" (saddhana) più tranquilli , accompagnati da un mentòre / maestro Anania (sperando che non sia ovviamente un falso profeta ) e che accompagna il "saddaka" (discepolo- apprendista) alla meta senza pericolosi scossoni, indubbiamente "via" (marga) più lunga , umida , femminile , ma meno pericolosa e terribile , rispetto a quella "secca" , maschile , di fuoco .

Ora ritornando un pò all'inizio mi premuro di sottolineare ancora che al di la di mere e fatue proposizioni moralistiche il Vangelo di Yeshuà è e rimane una potentissima "tecnica di risveglio" , evolutiva, mirata a "raggiungere il bersaglio" di cui sopra . E perchè questa tecnica possa essere attuata , è quanto mai necessario "rispettarne" i passi , così come nello Yoga , per lo più limitato in Occidente a disciplina psico-fisica , è necessario per arrivare alla "meditazione" (Dhyana) raggiungere la completa immobilità del corpo e della mente . 

Gli asana servono a "immobilizzare" il corpo ; il pranayama a immobilizzare" la mente ; ma tutto ciò non è raggiungibile se non si praticano gli Yama (divieti) e i Niyama (precetti) (vedi mio blog sull'argomento) . Come è possibile immobilizzare il corpo e la mente senza praticare "Ahimsà" (non violenza) , senza praticare  "Satya" (Verità) ; Asteya (onestà) ; Svadhyaya ( studio di se e delle sacre scritture ; evitando Aparigraha (avidità)...ecc...ecc...; infatti  tutte queste cose se non osservate o se non praticate generano continuamente " VRITTI" , "modificazioni" di "CHITTA" , composto mentale coscienza riflessa di "CHIT", coscienza divina ; Kundalini giace avviluppata nella "coltre plumbea" di Avidya (ignoranza spirituale ) . 

          QUESTO E' IL VERO PECCATO !

Il maestro Yeshuà ovviamente sa tutto questo , proviene da un humus religioso che prevede ben 365 osservanze ( una per ogni giorno ) e 268 divieti , quindi segnala subito che tutta questa ritualità meccanica e ossessiva non porta da nessuna parte , anzi produce ulteriori ostacoli all'evoluzione spirituale , la "cristallizza" . Ma conosce , essendo Lui il VERBO CREATORE , il funzionamento della mente e sa benissimo che  la "mente..... mente " come dirà duemila anni dopo di Lui anche Osho . E sa benissimo (Yeshuà) che la sua abilità (della mente empirica del piccolo se) consiste nel creare "veli" , i famosi sette veli della danza di Salomè che offuscano i chakra di Erode dominati dai sensi , questi veli di Maya  impediscono di fatto l'accesso alla 

               MEDITAZIONE = DHYANA

I pro-genitori   adamitici persero la meditazione (Eden)  il contatto con Dio perchè "tratti fuori" dai cinque sensi ( karmendrya ) rappresentati dalla foglia di fico a "5" punte . La meditazione non è possibile se i sensi non sono sedati , "arrestati" ( nirodah) ; infatti producono continuamente "vritti" che si chiamano : gola , lussuria , ira , invidia , egoismo , orgoglio , rabbia, collera , depressione, ansia , panico ecc...ecc...procurando una continua e mortificante altalena tra "Raga" ( ricerca del piacere ) e " Dvesha" ( fuga dal dolore ) ; vritti che si susseguono l'una all'altra , come le onde senza sosta . Come è possibile raggiungere questa calma interiore quando i nostri occhi si posano continuamente all'esterno sulle vetrine degli outlet , sulle folle ondivaghe dei centri commerciali portate "via" come foglie al vento o le "anime morte " di Gogol , uccise dalle vritti rajasiche della passioni che uccidono i pensieri sattvici (luminosi) sul nascere e presto li trasformano in mappazze tamasiche di "cibo spazzatura " fisiologico e psicologico venduto a piene mani dalle industrie del malessere . Come è possibile chetare le "onde cerebrali" destabilizzate da ore e ore di pusillanimi trasmissioni televisive che propongono il nulla.

                        COME E' POSSIBILE ?

          GUARDATE I GIGLI DEL CAMPO 




è l'invito di Yeshuà ; infatti essi ( i gigli) sono illuminati dal Sole (Agni) (sole fisico) , mentre Surya (sole interiore ) illumina i sensi , li richiama all'interno ed essi risplendono sattvicamente senza produrre vritti .
La meditazione dissolve l'ego e quando questi si dissolve , "si apre il Regno dei cieli , dei chakra che sono i cieli interiori , i Loka velati dalla Maya dell'ego appunto . Questa è la via alla Resurrezione , non ce ne sono altre . Le altre sono false , sono vendute dai farisei , dagli illusionisti che promettono una Risurrezione per tutti indistintamente a buon mercato , ma è un sogno , una pia illusione che forse ci aiuta a non guardare la morte terrorizzati , ma che pia illusione rimane se non ci si apre alla meditazione, alla preghiera (puja) che nascono dal cuore "vivificato" dallo Spirito ( purusha) , dalla Grazia , dal servizio verso il prossimo (karma Yoga)  . La "realizzazione" ( = discesa  dello Spirito Santo = Pentecoste) ci porta naturalmente ad essere "buoni" tanto più se osserviamo gli yama e i niyama , perchè i suoi pensieri sono sattvici , la sua volontà (icchà) è sattvica ; la sua fede (shraddà) è sattvica . Questo è 

                               RISVEGLIO

Ma vi sembra che i risvegliati potrebbero fare le guerre , armare eserciti , fare lager , vendere armi , impaurire i popoli con le epidemie per far vendere vaccini alle industrie così dette della sanità pubblica , che inventano maratone televisive per raccogliere denaro , con le scuse più demagogiche , denaro  che poi non si sa dove finisca , se non a una generica ricerca ?

L'industria dell'ego non ha interesse alcuno a "guarire" definitivamente ma semplicemente a mantenere sotto pressione lo stato patologico , magari a botte di chemio , di fiale che vengono prodotte in India al costo per lo Stato di 2.500 euro a fiala , moltiplicate per i malati e capirete che l'interesse a guarire definitivamente è praticamente zero . I vaccini rendono , eccome ! Le paure di peste aviaria , ebola , abilmente manovrate dai media, fanno vuotare i magazzini e riempiono bene le tasche .

Chi compone queste manifatture dell'illecito guadagno ? Gente che va in chiesa , in sinagoga, in moschea e crede stoltamente che risorgerà in qualche sorta di paradiso solo perchè frequenta puntuale e farisaicamente i riti ?


Costoro non "risorgeranno" da nessuna , anche se si lasciano passare per sacerdoti , rabbini , muhezzim , laici , yogin , ecc...ecc....


"Razza di Vipere" li chiamava Yeshuà e che non erano solo quelli del suo tempo ma quelli di ogni tempo, nostro compreso  e del tempo in avvenire , una tale razza non può entrare nella meditazione perchè il suo cuore è "diviso" (dvaita) nonostante tante messe, riti , preghiere e belle omelie , mantra , salmi , di oriente e occidente che siano , potete starne certi ognuno "risorgerà" nell'inferno o nel paradiso che ha creato con i propri pensieri e azioni : sostanzialmente il maestro Yeshuà con questa qualifica dice che fintanto che la vostra kundalini rimarrà imprigionata nei piani bassi dei primi tre chakra "istintuali" , non ascenderà in Ajina chakra , striscerà sulla terra (muladhara chakra) e la sua "lingua bi-forcuta" separerà (dia-boloi in greco) , metterà gli uni contro gli altri , creerà essere demoniaci, asurici , una razza di vipere dunque , un serpentario vivente che ogni giorno affolla i media di tutto il mondo , vestita da gente per bene che scatena devastanti guerre per...salvaguardare la pace !




Quando Yeshuà è "asceso" non è diventato un missile " Juppiter" sparato dagli apostoli in cielo, semplicemente il suo corpo aveva raggiunto una "ottava superiore" e quindi la sua "Merkabà" (vedi mio blog)  fu percepita solo da 

< chi aveva occhi per vedere e orecchie per sentire > , e cioè : i 

                                    RISORTI

ma per davvero ! Non certo quelli finti che girano solo sull'ottava inferiore , l'illusione appunto , chi ha la consapevolezza "fissata" nell'outlet , risorgerà nell'outlet , magari sarà pure felice pensando che sia il paradiso , ma sta semplicemente "sognando" (svapnasthana = sonno con sogni ) l'outlet come succedaneo del paradiso . solo che sta sognando ma lo ignora perchè "qualcuno" interessatamente lo aiuta a 

                           CREDERLO !

Om shanti

Ekanathananda

lunedì 2 marzo 2015

NOLI ME TANGERE : RESURREZIONE = FINE DEGLI ATTACCAMENTI EGOICI !

< NOLI ME TANGERE > recitava in latino il brano evangelico indicando le parole con cui Yeshuà accanto al sepolcro la mattina della resurrezione invita Maria Maddalena protesa verso di lui nell'atto di "trattenerlo" . Una antica tradizione traduceva il testo latino con le parole " NON MI TOCCARE " , ma quella più recente della CEI ha rimesso a posto le cose sostituendo il " NON MI TOCCARE " con il più rispondente " NON MI TRATTENERE "; infatti tra il "toccare " e il " trattenere " c'è una bella differenza di significato , in quanto il "toccare" che impegna il senso del "tatto" comporta più l'idea di una verifica , quella che qualche giorno dopo compirà un'altro discepolo , Tommaso , che tocca con il dito il costato di Yeshuà per vedere se era veramente "Ri-sorto"  e la Maddalena sconsolata e confusa potrebbe anche lei far pensare alla stessa operazione di "verifica" . 

Ma ...ma..non è così la Maddalena dopo aver udito la "VOCE" , il VERBO / OM ri-suonare (Katechesis in greco = risuonare) sperimenta il "risveglio" immediato della Kundalini (coscienza cosmica ) dentro di lei e non nutre più dubbi , ma tanto forte è il piacere (bhoga) di quella esperienza , che come accade per tutte le esperienze belle e travolgenti  della vita , non vorrebbe che finisse mai , vorrebbe trasformare quell"attimo fuggente" in eternità, perchè di fatto è un incontro con l'eternità , vorrebbe

                      "TRATTENERLO" 

indefinitivamente con se ;  quindi la scelta della parola trattenere appare sicuramente più adeguata .

Il bel quadro in alto "fissa" nel gesto e negli atteggiamenti dei protagonisti la situazione con il gesto emblematico della Maddalena nell'atto di voler trattenere e Yeshuà nell'atto di fermarla .
Emblematiche sono anche le tinte cromatiche del quadro nel quale risaltano soprattutto " tre colori " e cioè :

                  il bianco , il rosso e il nero !

Che sono poi i colori delle " tre guna " ( vedi mio blog sull'argomento ) ; infatti sullo sfondo dei personaggi domina il "nero" , la 

                   "NIGREDO"(Tamas) 

la morte , il regno dell'oscurità che per " tre giorni" ha "trattenuto" Yeshuà colà deposto dopo la crocifissione .
Ma l'oscurità riflette anche l'ocurità ( Avidya ) della coscienza della Maddalena che si recava a trovare al sepolcro un morto e invece ha trovato un "vivo" ; infatti il Cristo , il Vero Se Divino , era ancora , avvolto , infasciato nelle bende della sua coscienza addormentata come quella della fiaba della "bella addormentata" la cui Kundalini giaceva "arrotolata" ( tale è il significato sanscrito di kundalini = arrotolata su stessa ) . Ella non aveva compreso ( cum prehendere = fare proprio = portare con se ) il significato profetico delle parole del maestro

 <Distruggete questo tempio e lo ri-costruirò in tre giorni > . 

La sua  nigredo (della Maddalena) si dissolverà nell"ALBEDO" di quella mattina fatidica ( vedi mio blog su simboli dell'Alchimia ) , tanto è vero che la prima domenica dopo Pasqua si celebra la "DOMENICA IN ALBIS " che celebra proprio questo incontro . Sempre nel quadro domina poi il "rosso" ( Rajas) del vestito femminile che segnala si il risveglio della coscienza , ma anche la permanenza ancora di una "passionalità" sensuale , cioè non ancora separata da certi "attaccamenti" terreni che la spingono , anche se in buona fede , a voler " trattenere " il "SATTWA" , la luce dello Spirito ( Purusha) con se definitivamente , ma come nel mito di "Amore e Psichè " lo Spirito appena si sente scoperto si ritira rendendosi invisibile , perchè la sua missione nella materia (Prakriti) è di rendersi visibile per il breve tempo di suscitare l'Amore (Prema) e scomparendo lasciare il desiderio di essere ri-trovato attraverso un percorso di purificazione catartico evolutivo e progressivo che costituisce la base dello Yoga , che appunto vuol dire "unione" , unione con il Purusha , del femminile con il maschile , dell'uomo/donna con Dio .

 L'inquietudine di tante ambasce umane trova in questa vicenda l'espressione della "radice" (mula) di provenienza ; infatti fintanto che Prakriti non si ri-congiunge con Purusha (Spirito), essa (materia) rimane in sofferenza  , ansiosa come la sposa del biblico " Cantico dei Cantici" che , disperata , si aggira per le strade della città in cerca del suo "amante".

Quante anime dis-perate si aggirano nelle strade e nelle piazze delle città del mondo sciamando nelle "movide" notturne alla ricerca inconsapevole dello Spirito , che però non è quello sattwico della mattina pasquale , ma quello tamasico e rajasico senza luce delle bottigliette di birra !

La "nuttata" della Maddalena è "passata" , la sua kundalini ha abbandonato i "piani" (loka=stati di coscienza) bassi della coscienza , i chakra istintuali , passionali , hanno lasciato il posto ai "piani alti" , ormai Maria di Magdala si è trasferita in Ajina chakra , si "alza" , diventa spiritualmente attiva , corre dagli altri discepoli ancora "chiusi dentro casa" incapaci loro anche di comprendere il senso profetico dell'avvenimento e a questi esterrefatti dichiara:

               < HO VISTO IL SIGNORE> 

il suo terzo occhio è aperto ( Ajina chakra ) , ormai vede metafisicamente , la prima missionaria della nascente Chiesa è una "donna" perchè Prakriti ri-conosce subito il suo Purusha dal momento che lo ha portato e lo porta in grembo da sempre !

      < GRATIAM SUPPONIT NATURAM> 
                 ( S. Tommaso d'Aquino ) , 

lo Spirito (gratiam) suppone la materia (naturam) e questa senza lo Spirito giace inerte , morta (shava) , solo lo Spirito può farla 

                           RISORGERE !

La resurrezione è la transustanziazione della materia ad opera dello Spirito che la asume e la trasfigura , un vero prodigio quantico 
Dopo tutto la materia è lo Spirito alle sue vibrazioni più basse e lo Spirito è la Materia alle sue vibrazioni più alte ,

               < Come in cielo così in terra >

 Yogacharya Eknathananda

sabato 28 febbraio 2015

L'INDIRIZZO DELL'ANIMA E QUELLO DELLA PERSONALITA'


Accade che conoscendo qualcuno/a e stabilendo un rapporto empatico di lavoro o di semplice desiderio di approfondire quell'incontro venga spontaneo formulare la richiesta di rito del numero telefonico o dell'indirizzo della strada e puntualmente ricevere dalla controparte numero , via e numero civico . Una domanda che all'inizio della sua missione anche Gesù si sente rivolgere da due ex-discepoli di Giovanni il Battista , Andrea e suo fratello Simone ( Simone poi sarebbe  diventato Pietro ) , che appunto avevano preso a seguirlo per la "via" che sarebbe divenuta poi il loro"sadhana" ( via iniziatica). 

Presero a seguirlo silenziosamente interrogandosi interiormente chi fosse quel Maestro ancora "indecifrabile" ese fosse un maestro ? Da quelle parti a quel tempo ne giravano parecchi di esaltati che si autoproclamavano profeti , per lo più ciarlatani inoffensivi . Ma quel tipo là , Yeshuà , esercitava un "magnetismo" attrattivi particolare , si percepiva che non era come gli altri , era dotato di una autorità morale che gli altri non avevano . Ad un certo punto Yeshuà si voltò di scatto ea bruciapelo gli sparò una domanda secca e precisa : 

                                   < Chi cercate ? >

E i due risposero altrettanto seccamente :

                                  < Rabbì dove abiti ? > 

E ancora seccamente Yeshuà rispose :

                                   < Venite e vedrete >

                     < Erano le quattro del pomeriggio >



specifica il racconto , come a significare che gli "incontri" importanti della vita , quelli che "segnano" sono "indimenticabili" perchè sono gli incontri che determinano una "svolta" interiore , una presa di coscienza , come di fatto avvenne per i due discepoli che in quel giorno iniziarono una storia che li avrebbe condotti a due croci , anche se diverse fra loro ; infatti Andrea fu crocifisso su due pali posti ad " X" , la croce di S. Andrea appunto e Pietro a testa in giù , come l'APPESO dei tarocchi .

Quando i due hanno incontrato Yeshuà ancora ri-siedevano nella "personalità" nutrita dalla loro storia locale , che aspettava un messia terreno con la spada in mano , una sorta di rambo che li avrebbe liberati dalla dominazione romana. Nel loro immaginario trovava più posta l'archetipo di Sansone , tutto "maschile" , "machista" , dedito ad azioni militari , un archetipo per giunta nutrito anche dal Sinedrio sacerdotale insofferente per la dominazione romana . 

Ma così non fu , giunse loro un "messia" che non ri-entrava nelle loro categorie, e quando mai Dio ri-entra o può ri-entrare nelle categorie semplicemente umane ? Infatti si presentò un uomo sicuramente "maschile" , ma anche dei forti connotati femminili , che non disdegnavano la "meditazione" , la "preghiera" , il "perdono" dei nemici , ecc...ecc....più vicino all'eresia messianica che non alla conferma delle loro attese .

A costui domandano titubanti :

                             <  Rabbì dove abiti ? >

ve lo immaginate Yeshuà che risponde : Via della Croce , numero civico 3 , palazzina A interno 14 ? Vi attendo li per le quattro !
E invece niente di tutto ciò , ma semplicemente : 

                                   < Venite e Vedrete>

E non poteva che essere che questa la risposta ; infatti 

                                                   l'ESSERE

l'IO SONO è una realtà 

                                           " NON LOCALE "

a-temporale e a-spaziale ad uno stesso tempo .

La personalità è spaziale e temporale , è invece realtà 

                                               "LOCALE"

circoscritta ad un determinato tempo e collocata in un determinato spazio . L'essere ( Atman / Anima ) si localizza spazialmente nel corpo identificandosi con il " Jiva" , per cui diviene "Jivatman" che si identifica con la realtà esteriore al punto tale di "dimenticare" se stessa e divenire prigioniera dei sensi che le forniscono quella che lei ritiene l'unica realtà .


Alle quattro di quel famoso pomeriggio i due discepoli , i due Jivatman "vedettero" , ebbero una esperienza di carattere "unitivo" (samadhi) , NON LOCALE , uscirono dai limiti angusti della loro personalità " LOCALE" , per trasferirsi presso la " NON LOCALITA' " dell'UNO . Presumibilmente essi abitavamo in un villaggio di pescatori le cui via si chiamano tutte allo stesso modo , come : via delle baleniere ; via del persico ; piazza della stella marina ; ecc..ecc...la personalità per sua natura "locale" , necessita di indirizzi , portoni , numeri civici e i due (discepoli) non sfuggono nemmeno loro  a questa regola  al punto da non poter concepire che Yeshuà non avesse le loro stesse caratteristiche "locali" . 


Ma non fu così , quel pomeriggio , come Alice nel Paese delle Meraviglie , scivolarono dentro uno "stargate" , che li introdusse nella " NON LOCALITA' " ; YESHUA' , grande maestro di Pranayama, procurò loro un 


                                 " MAHA KUMBHAKA "

una " grande (maha)  sospensione (kumbhaka)  " del loro ego (Jiva) , che ancora più correttamente potremmo definire :  

                           " NIRVIKALPA SAMADI "

l'ultimo tipo di samadhi , quello in cui "soggetto osservante" , "oggetto osservato" e " atto dell'osservare" sono diventati "UNO" , cioè non c'è più traccia (mnestica) residua di "ego".  

I due , narra sempre il racconto , ri-entrarono solo alle "quattro" del pomeriggio; e il resto del tempo dalle mattina , circa le dieci ora dell'incontro , fino alle quattro dove erano stati loro e il maestro ? Forse è il primo caso di :

                                   TELETRASPORTO



riportato dai Vangeli e che la Fisica Quantistica dei nostri tempi moderni ritiene una ipotesi sempre più realistica !

Di sicuro avevano fatto una "peak experience" , una "esperienza di picco" che aveva cambiato definitivamente le loro coordinate interiori al punto tale che quando tornarono dissero ai loro compagni di avventura , tante altre personalità che ancora giacevano nella località della personalità e tutto ignoravano della "LOCALITA' " :

               < Venite abbiamo trovato il Maestro >

Ekanathananda


giovedì 26 febbraio 2015

ABBANDONARE IL CORPO DI SOFFERENZA PER IL CORPO DI AUTENTICITA'

Tra i tantissimi e molteplici racconti disseminati negli scritti della tradizione vedica orientale e che riguardano vicende e avventure del dio Shiva ne figura uno molto significativo che spiega anche il colore bluastro della sua gola quando apre la bocca ; infatti si narra che durante la lotta tra i Sura (Angeli) e Asura (Demoni) intenti a tirare la corda dalla propria parte per produrre il movimento della "Montagna d'oro", un vero "frollino cosmico" immerso in un oceano di latte così da produrre l'"Amrita" , il "Soma" , il sacro Elisir dell'immortalità . Però questa operazione mal-condotta finì per produrre "veleno" , il " kalakuta " , che avrebbe avvelenato tutti , Dei compresi , se non fosse intervenuto provvidamente Shiva che ingoiò tutto il veleno in un sorso . 


Un bel racconto dunque che ricorda un pò quelle fiabe che finiscono con il famoso  < e vissero tutti felici e contenti > che accompagnava le palpebre dei nostri occhi di bambini verso il sonno ristorante della notte . Già , ma come sappiamo bene , tutte le fiabe contengono un significato "nascosto" , che anche in questo caso non manca ; infatti il racconto ci dice che le nostre "frizioni" interiori , i conflitti esistenziali che ci "tirano" come una corda da una parte e dall'altra , che stressano il nostro corpo e la nostra psiche , alla lunga producono "veleni" biologici che attaccano i nostri organi e li squilibrano , e così invece di bere il "soma della vita" , finiamo per bere il veleno, che si travasa poi anche nei nostri rapporti con l'esterno , nelle relazioni sociali , affettive , ecc...ecc...con le conseguenze che si possono facilmente immaginare , guerre familiari , conflitti bellici , inquinamento atmosferico ,psichico, ecc....ecc..  

In questo contesto va da se che il corpo è il campo di battaglia (Kurushestra) di questo scontro/incontro tra angeli e demoni , tra le nostre parti/luce e le nostre parti/ombra . Shiva in questo ambito diventa quindi il protagonista della risoluzione di questo psicodramma venefico ; infatti egli rappresenta il "ris-veglio" del " Dio interiore " , l'attivazione della parte divina , la sola capace di "immunizzare" il nostro corpo , un vero antidoto  è dunque conservato nella nostra piccola farmacia interiore , ma che per il più rimane inutilizzato , intrappolato , blindato , piombato , nel nostro "corpo di dolore" ( vedi mio blog sull'argomento) . L'eliminazione di questo "veleno" (egoico) permette di raggiungere il 

                        "CORPO DI AUTENTICITA' "

Tutte le pratiche iniziatiche , sottili , come lo Yoga , le danze sciamaniche , i mantra , i riti sacri correttamente effettuati hanno come meta il raggiungimento di questo " CORPO " , che a tutti gli effetti può essere assimilato ad una "Risurrezione" , un " passaggio " ( pasquale ) da un corpo "addormentato" a un " corpo ris-vegliato".

Lo Yogin che si prepara alla meditazione con il pranayama e le asana , sta compiendo in effetti una danza sciamanica di risveglio energetico ; infatti passa da una asana (forma/rupa) ad un'altra rappresentando così una metamorfosi non solo fisica ma anche pschica e spirituale , risvegliando ora l'energia della Tigre ( viagrasana) ; ora quella del Leone (simbhasana) ; ora quella dell'Aquila ( garudasana) ; ora quella della Scimmia ( hanumasana) ...ecc..ecc...; queste energie così risvegliate salgono in superficie , sulla pelle , e si manifestano utilizzando il prana accumulato nella concentrazione e procurando quindi una trasformazione del corpo "plumbeo" di dolore rivestito di maschere egoiche ,  in un corpo "cristallino" di autenticità , espressione sacra del Vero Se cristico .

Molto importante in questo lavoro di "raffinazione" è l'affiancamento di tecniche di "visualizzazione" creativa . Creare immagini "forti" , come fiumi irruenti carichi di energia , di rapide , oppure onde di oceani che si sollevano , o il volo alto di Condor, Aquile , o fonti cristalline che zampillano combinandosi con il canto degli uccelli in una cornice di campi dorati e carezzati da vivificanti venti primaverili . Immagini che si esprimono nel movimento delle nostre asana che così prendono vita come la statua femminile di Pigmalione , il re che si innamorò perdutamente della statua che aveva scolpito al punto tale di farla vivere , muovere , davanti a se , innamorata del suo re creatore , come la materia (prakriti) è innamorata del suo creatore (purusha) . 

Un corpo "vivo" è ben altra cosa che un corpo "addormentato"!

I veleni si trasformano in virtù , le pietre grezze in pietre luminescenti , quarzi , ametiste , smeraldi , diamanti , ecc...ecc...; l'aggressività della tigre e del leone  si trasforma in "coraggio" ; la rapacità dell'Aquila in generosità sacrificale ; la pesantezza in leggerezza e agilità della scimmia (hanuman);ecc...ecc.....: tutto questo significa incontrare e danzare con gli archetipi ( vedi mio blog su tale argomento) con le loro energie sopite magari nel nostro "lato ombra" pronte a manifestarsi come veleno ; p.es.  "Bujangasana" (cobra) suggerito dal nostro "lato ombra" non purificato porta in superficie una energia velenosa e niente affatto illuminante .

Questo è il "lavoro iniziatico" , una "transustanziazione" dei nostri veleni in virtù , opera che deve nascere dal nostro "centro divino" , dal nostro "asse" cosmico ri-trovato (Merudanda) , Vero Se al centro del nostro "pranayama" , soffio divino , che anima le nostre asana con il "tapas" (calore mistico) e con la nostra devozione ( bhakti) ad Ishvara ( Dio interiore ) !

Yogacharya Ekanathananda    

mercoledì 25 febbraio 2015

SCIOGLIERE O NON SCIOGLIERE L'EGO...? QUESTO E' IL PROBLEMA

Citazioni del Maestro   

 PYogananda  

La lezione della reincarnazione sta nel neutralizzare le onde di ciò che ci piace e ciò che non ci piace, del desiderio e dell'avversione. Facciamo questo esprimendo gentilezza, perdono e comprensione verso tutti e con un deciso appagamento nel Sé. La luce della compassione concreta dilegua l'oscurità della separazione e vi consente di vedere il legame che unisce tutti i cuori con il nastro dorato dell'amore divino. Chi estende il proprio amore sia verso gli amici che verso i nemici elimina la dualità fra amore e odio, contemplando solamente la presenza di un unico amore ovunque.

"Ogni volta che vedi negli altri qualcosa di sbagliato e ne sei afflitto, ricorda che il problema sta in te. Quando dentro di te sei nel giusto ogni cosa è corretta, perché vedi ogni cosa come parte di Dio. Allora accetti le cose come sono, senza giudicare, e guardi tutti con gentilezza e compassione, non importa quanto siano stolti."

Il Maestro dice che tutte le situazioni possono essere cambiate, perché sono solamente manifestazioni cristallizzate del pensiero. Quando i pensieri cambiano, le loro manifestazioni cambiano.

Il Maestro usa questa affermazione per l'autoguarigione: "Io sto bene, perché Dio è in me". Funziona anche praticare il kriya con l'intenzione di bruciare il karma che ha provocato la malattia. Viviamo circondati da un oceano di energia cosmica, a cui attingiamo in modo maggiore o minore a seconda della nostra volontà e della chiarezza della nostra consapevolezza ...

Il Maestro, nell'Essenza della realizzazione del Sé, dice a un discepolo in difficoltà: "Il tuo compito, per ora, è quello di arrivare a Dio. Non preoccuparti del karma che devi ancora portare a compimento. Lascia che sia Dio a preoccuparsene! Prima di tutto, distruggi in te la fonte del coinvolgimento karmico, che è il tuo attaccamento all'ego. Quando l'ego verrà immerso in Lui, ogni azione che compirai non ti si ritorcerà più contro. La tue azioni saranno come scrivere sull'acqua: non lasceranno alcuna traccia nella mente. Mettendoti a dura prova nel trattenerti dal coinvolgimento egoico in ogni azione che compi scioglierai il nodo gordiano dell'illusione. Questo è lo stato del jivan mukta, colui che è interiormente libero sebbene viva in questo mondo. Essendo interiormente libero, niente di ciò che fa potrà mai avere conseguenze su di lui".

lunedì 23 febbraio 2015

ANSIA E DOMINIO DI SE ......



L’ansietà è collegata con la pazienza, è una modalità della pazienza, che a sua volta è un’espressione della carità, la carità deve essere paziente, “benigna è la carità”, dice San Paolo nell’Inno alla Carità nella lettera ai Corinzi. 
L’ansietà può derivare dal tuo temperamento, può derivare dalla mancanza di educazione umana e spirituale, ma principalmente può derivare da una mancanza di amore, di carità. 
L’ansietà in fondo è un pensiero alterato che produce emozioni, commozioni. Può essere un desiderio alterato della volontà, può essere anche un’emozione forte. 
Qual è l’effetto di questo impatto del pensiero alterato, anche da piccole cose (per esempio, il tuo vestito non è stirato bene). Può essere, o per temperamento o per mancanza di saggezza, mancanza di equilibrio, mancanza di dominio di sé. 
L’ansia guasta la mente, la volontà e i sensi, e allora succede che le piccole cose possono diventare oggetto di alterazione del pensiero, alterazione del desiderio e anche della psiche, e di tutto il sistema sensitivo. 
Questa alterazione, che produce l’ansia, che effetto porta? L’alterazione della mente, della libertà, volontà, della psiche e dei sensi, porta a una tempesta nella mente, per cui la ragione non riesce a trovare la corsia giusta della rettitudine. 
Egualmente anche la volontà viene turbata da questa alterazione nelle scelte che vengono fatte o date dagli altri. 
Questo turbamento può scatenare nella mente e nel cuore una tempesta, a volte un terremoto vero e proprio per cui non riesci a trovare la scelta giusta da fare sul momento: rispondere, tacere, pregare, accogliere la sofferenza, prestare un servizio, ubbidire, usare carità, allontanarsi, non partecipare o essere complice delle barzellette non buone, esser pronto a dire la parola di consolazione, ecc. 
Tutti questi movimenti di scelta della volontà vengono turbati da questa tempesta che viene dall’ansietà. 
Sia la mente che la volontà sono in difficoltà, la mente non riesce a individuare con saggezza quello che devi dire, quello che devi fare. 
I pensieri confusi mettono in difficoltà la volontà e la libertà, nel senso che sei in difficoltà per la scelta che devi fare in quel momento: se tacere, parlare, accogliere, sorridere, allontanarsi, se stare ancora, se umiliarsi, ecc., è tutto un insieme di cose, è un vero e proprio caos che sconvolge il cuore. 
Egualmente anche l’alterazione del mondo sensitivo è pericolosa,perché tante volte noi siamo strani, cioè, ci allontaniamo quando abbiamo reazioni sensitive di antipatia, e rimaniamo invece di allontanarci, quando abbiamo sensazioni di simpatia che possono turbare l’universo sensitivo. 
Questo perché manca la saggezza, l’equilibrio e il dominio di sé. 
Qual è l’effetto in un uomo saggio, in una donna equilibrata, che ha il dominio di sé? L’unica via d’uscita è abbandonarsi alla volontà di Dio; se in quel momento il Signore ti chiama a dover soffrire per qualsiasi motivo e tu non riesci a vedere, non riesci a trovare la via per una scelta giusta, non riesci a dominarti,abbandonati alla volontà del Signore. 
Quest’abbandono che è un dono dello Spirito Santo, quest’abbandono totale nelle mani del Signore, si chiama il dono della pietà. 
I doni dello Spirito Santo sono sette: consiglio, sapienza, fortezza e intelletto, pietà, timor di Dio, scienza. 
La fortezza come dono è diversa dalla fortezza della volontà:quest’ultima consiste in uno sforzo enorme che tu devi esprimere con tutta la tua persona: anima e corpo, per resistere a fare il bene e allontanare il male; mentre la fortezza come dono dello Spirito Santo ha un altro cammino, cioè è una resistenza amorosa a rimanere sempre nella volontà di Dio, nella fiducia nell’aiuto di Gesù e della Madonna, per essere sempre nel cammino che devi compiere. 
La fortezza quindi è un dono che ti fa stare sempre stabile quando ci sono difficoltà e problemi, senza che tu faccia sforzi eccessivi. 
Se tu vai in fondo all’ansia, vedi che può essere un momento di una duplice espressione: o di una mancanza di educazione, di formazione spirituale, oppure di una altissima educazione e formazione spirituale. 
Quando non c’è una vita di fede, di speranza e di amore, l’ansia ti rende insipiente: dici parole fuori posto, puoi anche cadere nella critica, gelosia, e invidia. 
Se manca la formazione spirituale, l’ansia non bene accolta, può aprire le porte a tutte le belve che stanno dentro la tua persona:la mente pensa male, la volontà sceglie facilmente ciò che non è buono, e così fai del male agli altri, perché non sei capace di sopportare l’urto che ti provoca un’insipienza, che ti fa perdere il dominio di te; per cui tu reagisci con parole ingiuriose.
Questa insufficienza di vita spirituale conduce appunto all’impotenza ad accogliere il momento della difficoltà. 
L’ansia si può sentire, anche un santo può sentirla, ma appena appare nella persona, occorre reagire con la mente, con la fede, con la volontà e con la speranza dei farcela. Il cuore poi, reagendo con l’amore, genera equilibrio e saggezza. Tutto questo avviene all’istante per un santo. 
Se uno invece non ha una formazione spirituale, quando appare l’ansia, perde l’equilibrio e il dominio di sé. Se ti accorgi che non riuscirai a dominarti, chiedi aiuto alla Madonna, prega e invoca il dono dello Spirito Santo. 
Così è avvenuto a Gesù nella sua Passione e morte: non cadde nell’insipienza, nello squilibrio, nella mancanza di dominio di sé, Lui non aprì bocca, perdonò il buon ladrone, parlò con la Mamma, con Giovanni, perdonò a tutti, si rivolse al Padre che lo abbandonò, in quel momento fu esaudito. 
Ci può essere l’ansia umana e l’ansia soprannaturale come per es.l’ansia di vedere Gesù, di vedere la Madonna, di parlare con Gesù, queste ansie non vengono da Dio. 
Le ansie umane quando non sono fagocitate dalla vita divina, dalla fede, dalla speranza e dalla carità, possono provocare disordini anche continui. 
Quando scatta l’ansia, se non la domini subito, può venir fuori di tutto: la gelosia, l’invidia, le parolacce, la critica, la mormorazione, l’impurità, l’orgoglio…. L’ansia è passe-partout che apre tutte le porte della cattiveria, della malizia, della menzogna e dell’azzeramento della vita spirituale. 
Anche nel campo soprannaturale, può creare delle attese disordinate: vedere ciò che non si vede, sentire ciò che non si sente, avere intuizioni che non ci sono. 
Quindi bisogna regolare bene questa vipera: ubbidisci alla volontà di Dio senza sbuffare, usa carità senza mormorare. L’ansia, quando entra nelle tue occupazioni, le trasforma in preoccupazioni. 
La preoccupazione, per natura sua, tenta sempre di bruciare l’amore, per cui alla fine senti di aver operato inutilmente. 
Anche allora il Signore è sempre saggio, equilibrato, pieno d’amore, di paternità, di misericordia. Lui vuole che noi ritorniamo a fare la Sua volontà, a metterci in pace con Lui, e con i fratelli.

Don Vincenzo