
Così comincia il racconto della notte natalizia , personalmente la considero come uno psicodramma ad un tempo drammatico e gioioso in cui si avvicendano protagonisti diversi , ma che tutti hanno in comune il "movimento" , lo "spostamento " da un posto ad un'altro , rispecchiando in questo la vita che è dinamica , movimentata per natura ; infatti quando la stasi , la stagnazione , la sclerotizzazione sono proprie del suo opposto , cioè : la morte !
Questo psicodramma ci parla in fondo di quel "viaggio" esistenziale e spirituale che riguarda ognuno/a , il "viaggio dell'anima", il VIAGGIO DELL'EROE, e che passa inevitabilmente attraverso un "trasferimento" dal livello dell'io personale empirico al Vero Se , dal livello della personalità a quello dell'anima , dal polo biologico a quello...animico !
Un viaggio dunque e come tutti i viaggi non privo di ostacoli , di pericoli e come dice un vecchio andante dei nostri nonni :
< Partire è un pò morire >
infatti si tratta di lasciare posti conosciuti , vecchie abitudini consolidate di vita , la casa , i parenti , gli amici , per andare verso posti sconosciuti , con lingue diverse , usi e costumi differenti , confrontarsi con le categorie mentali di altre popolazioni , ecc...ecc...
Il mondo così detto globalizzato dei nostri giorni con i suoi viaggi di massa ha favorito in un certo senso l'avvicinamento dei popoli , ma un viaggio alla fin fine resta sempre un viaggio con tutte le sue incognite e pericoli .
Nella notte natalizia troviamo numerosi personaggi in viaggio , come i re magi ( rishi , sapienti , intellettuali ) p.es. ; i pastori , proletari, gente semplice non acculturata e in quei tempi anche violenta e sconsigliabile incontrarla specialmente di notte , non avevano certo studiato dalle orsoline ; piccoli artigiani come Giuseppe, appartenente a quella che oggi chiameremmo middle-class , in compagnia di Maria , la Madonna , in cinta .
Notte di silenzio mistico , come la indicano numerosi teologi , ma anche notte di "movimento" di uomini/donne in terra e angeli in cielo .

< Nulla di nuovo sotto il sole > (Qoelet)
Ma ritorniamo al racconto ; perchè questi viandanti ( andanti per via ) o pellegrini ( così detti perchè per agros pedibus calcantis ) si muovono in uno scenario umano e mistico ad un tempo in quanto simboleggiano un pellegrinaggio interiore , quello dell'anima verso il suo centro spirituale ; infatti in questo racconto scorgiamo , o meglio lo scorge " chi ha occhi per vedere e orecchie per intendere " il disegno divino ; infatti il "censimento" che apparentemente è il "fine" , in effetti è solo uno "strumento" nelle mani del Signore , che lo utilizza per far "cambiare" strada ai suoi protagonisti , che andavano per farsi "registrare" nei libri mastri dell'io egoico (romani) e finiscono per farsi "registrare" nel Gran Libro Divino , il Vangelo . che in quella notte prende "carne" nell'Emmanuele (il"Dio con noi" ) nell'oscurità di una umile grotta , una grotta spoglia di ogni " falsa identità" , in quella grotta tutti i protagonisti si "spogliano" delle superflue "identificazioni" dell'io empirico personale incrostato in mille maschere sclerotizzate , perchè altrimenti non avrebbero potuto vedere e godere di quella "Luce" eterica che sprigionava da essa (grotta).
I viandanti o pellegrini si differenziano dagli "erranti" ; infatti gli erranti vagano da un posto all'altro senza meta , dubbiosi , indecisi , anche in virtù del fatto che la stessa parola , erranti , richiama l'idea di errore , di colui/lei "che erra" e chi è preda dell'errore o non sa dove andare o si dirige nella direzione sbagliata , "errata" .
Si , la notte del natale cristico è tutto meno che la notte dell'errore . I viandanti e pellegrini di quella notte camminano nell'oscurità , ma in essi si è già aperta la porta "interiore" della fede (shraddà) che misteriosamente , come un navigatore satellitare interno , li condurrà verso la luce di quella grotta .
L'essere e considerarsi permanentemente pellegrino comporta una apertura costante al cambiamento , all'integrazione di aspetti nuovi spesso rifiutati , ri-mossi , gettati nell'ombra .
Essere pellegrino permanente comporta partecipare attivamente ( karma e Kriya Yoga ) alla vita dello Spirito (Dinamys) che prevede la disidentificazione permanente da tutto ciò che ci lega alla personalità , vissuti personali e immagini e ruoli sociali per identificarci in una dimensione spirituale profonda che ci vuole uomini/donne impegnati/e in una ricerca personale evolutiva e trasformante .
Ogni arresto , ogni re-sistenza si trasforma inevitabilmente in una "regressione !
<< In via dei non pregredi est regredi >>
(S. Agostino)
Il viaggio dei pellegrini , come quello di ognuno , è un "ritorno" alle origini , alla nostra "identità profonda" , al Vero Se / IO SONO , dopo esserci spogliati da tutti i condizionamenti che ce ne hanno allontanato e come ogni ritorno ( vedi parabola del Figliol Prodigo ) il pellegrinaggio prelude ad una nuova "nascita" o "ri-nascita"( Moksa = liberazione dal piccolo ego faraonico) purchè siamo disposti a fare quel "CENSIMENTO" suggerito dai vangeli , che in questo caso diventa uno " SVADHYAYA " , auto-analisi" , a chiederci cioè :
Chi siamo , dove siamo diretti ?
Sull'esempio della prima domanda che il Signore fa a Adamo che si era nascosto ai suoi occhi dopo il peccato (Gn 3,9) :
<< Dove sei ? >>
Come a dire a che punto sei della tua vita ? Che ne hai fatto dei tuoi anni ? Perchè ti sei nascosto fra i giunchi della boscaglia dei tuoi falsi pensieri ?
Questo è l'invito del censimento natalizio , una verifica di tutte le incrostazioni egoiche che hanno mascherato il nostro "volto" trasformandolo in "facce" , ma ben lontano da quella "somiglianza" iniziale che lo rendeva volto e simile a Dio di cui siamo "immagine e somiglianza" . L'immagine rimane comunque , ma la somiglianza , per effetto di "Avidya" (ignoranza spirituale) trascolora . Il Natale quindi è una buona occasione per recuperarla almeno in parte !
" Perchè la vita è un viaggio e non dimora , il mare è porto e non riva "
Quando si entra in quella grotta con amore e sincerità si diventa " NESSUNO " , come Ulisse nella grotta di Polifemo .
L'ego deve rimanere fuori ! Erode lo sa , ma a lui interessa il censimento fiscale .
Quando si entra in quella grotta con amore e sincerità si diventa " NESSUNO " , come Ulisse nella grotta di Polifemo .
L'ego deve rimanere fuori ! Erode lo sa , ma a lui interessa il censimento fiscale .
BUON NATALE
Yogacharya Ekananthananda