Powered By Blogger

venerdì 2 settembre 2011

IL MITO DI NARCISO...

          
            NARCISO  …. 
                             UN ARCHETIPO PER I PIACIONI



Narciso è una figura mitologica greca, figlio di Cefiso, divinità fluviale, e della ninfa Liriope.
Secondo il mito narrato da Ovidio nelle Metamorfosi Narciso era un bellissimo giovane, di cui tutti, sia donne che uomini, si innamoravano alla follia. Tuttavia Narciso preferiva passare le sue giornate cacciando, non curandosi delle sue spasimanti; tra queste era la ninfa Eco, condannata da Giunione a ripetere le ultime parole che le venivano rivolte, poiché le sue chiacchiere distraevano la dea, impedendole di scoprire gli amori furtivi di Giove. Rifiutata da Narciso la ninfa, consumata dall'amore, si nascose nei boschi fino a scomparire e a restare solo un'eco lontana.
Non solo Eco, ma tutte le giovani ed i giovani disprezzati da Narciso, invocarono la vendetta degli dei. Narciso venne condannato, da Nemesi, ad innamorarsi della sua immagine riflessa nell’acqua. Disperato perché non avrebbe potuto soddisfare la passione che nutriva, si struggeva in inutili lamenti, ripetuti da Eco.
Resosi conto dell'impossibilità del suo amore Narciso si lasciò morire. Quando le Naiadi e le Driadi cercarono il suo corpo per poterlo collocare sul rogo funebre, trovarono vicino allo specchio d'acqua il fiore omonimo.
Si narra che Narciso, quando attraversò lo Stige, il fiume dei morti, per entrare nell'Oltretomba, si affacciò sulle acque del fiume, sempre sperando di vedersi riflesso. Ma non riuscì a scorgere nulla a causa della natura torbida, limacciosa di quelle acque. In fin dei conti però, Narciso fu contento di non vedere la sua immagine riflessa perché questo veniva a significare che il fanciullo-sè stesso che amava, non era morto ancora.

Ognuno di noi è un Narciso : un’anima incarnata che ha scambiato la sua immagine per la totalità del suo essere. La nostra individualità ha steso una rete a maglie fittissime , attraverso le quali non passa più alcun ricordo di ciò che eravamo ( che siamo ) prima di avere un corpo.

Il narcisismo è un veleno sottile che rischia d’infiltrarsi in tutti gli archetipi  inquinandoli con quello che gli antichi padri dell’ortodossia chiamavano  in Greco : la philautia , cioè eccessivo “ amore di sè “  !
L’archetipo del Re saggio , infiltrato dall’amore narcisistico , si trasforma ben presto nel tiranno , nel dittatore , nel capoufficio che fa mobbing…quello ( l’archetipo ) dell’Eroe altruista , si trasforma narcisisticamente nel lato ombra del traditore e del codardo , nel giocatore baro , il Saggio eremita nel sordido falso maestro a caccia di denaro e di polli da spennare…ecc..ecc… insomma tutti gli archetipi in presenza di un narcisismo non metabolizato e rettificato rischiano il collasso nel loro “ lato ombra “.

La consapevolezza di Essere non ha immagine , è “ muta “ , “ fredda “ , “ vuota “ non ha nome , nè tempo : è una sorta di infinito spazio che tutto abbraccia ; un amore impersonale, che è il vero senso dell’UNO ; un Dio che non sta seduto da nessuna parte, perchè non ha parte in niente ( pur essendo la matrice di tutto ) essendo indiviso, imparziale , fuori dal tempo , spazio , oltre ogni immaginazione , oltre ogni pensiero ed intuizione .

Tale consapevolezza è alla disperata ricerca di un veicolo che possa manifestarla , ma uno dopo l’altro crea corpi , individui , esseri , che scordando di cantarne le lodi , anzichè armonizzare e dar vita ad Amore , disarmonizzano dando vita a proiezioni .
Il narcisismo può dirsi nato con l’uomo , fa parte della sua natura , a ben guardare non ne è esente neanche Dio stesso ; infatti crendo l’uomo , non si è forse ( Dio ) compiaciuto un pò di vedersi “ riflesso “ nella sua creatura ?

Figuriamoci se l’uomo , già tentato con successo nell’Eden , poteva sfuggire all’azione di questo tarlo ; infatti egli ( l’uomo )  cade nelle spire del narcisismo tutte le volte che si lascia avvinghiare dai mille riflessi  delle mille identità virtuali che altre persone gli rimandano , diventando così un evanescente riflesso di riflessi , al punto di affogarcisi dentro come il Narciso del mito , perdendo di vista la Vita Immortale che lo anima !

Il disperato tentativo di amare noi stessi attraverso tali identificazioni naufraga nel fallimento , perchè l’Amore vero è un oceano in cui riversano tutte queste forme fantasmatiche . E’ impossible amare se stessi  ; infatti l’Amore non è riflessivo, ma al contrario “ dilagante “ , creazione in fieri continua. Ogni centro di coscienza è una piccola parte di quella grande sinfonia , che è il gioco dell’assoluto cantato nel corso del tempo dai mille budda che hanno realizzato di esserLO .

Narciso è punito per non aver voluto-potuto amare , punizione questa per chi ha scelto di essere un corpo-chimico-biologico e basta , dimenticando di essere Amore , anzi chiudendosi definitivamente ad esso , perchè Narciso è chiunque non ama !

Nessuna epoca è stata esente dal narcisismo , elaborandone una personale configurazione, fino a giungere alla nostra , che presta la tecnologia più sofisticata (televisione , cinema , radio , giornali , internet ) al fine di moltiplicare I “ riflessi “ di un esasperato amore di se , giunto a sconfinare nella clonazione , forse il più narcisistico degli effetti , cioè ri-creare il “ simile a sè “ ,l’immagine onirica  di sè in cui si perde il Narciso caravaggesco .

Fra le categorie più a rischio ci sono  sicuramente quella della gente di spettacolo e dei politici , l’alto numero di divorzi che le caratterizza segnala questa difficoltà ad andare realmente verso l’altro .
Oggi forse stiamo assistendo alla più narcistica delle civiltà che si sono avvicendate nel corso dei secoli , caratterizata da una ossessione corporea , da una avida smania di autopossesso , che pre-annuncia un lento suicidio dell’io per mano dell’io stesso !
Narciso è niente , una effimera nuvola di vapore , un gioco inquietante di identità false che si avvicendano sul dorso di un serpente che morde la sua coda , un fiume prosciugato (sorte toccata al padre Cefiso ) , in cui ogni imagine svanisce nella vanità dell’effimero .
Le stesse religioni , lo yoga , risultano falsi , quando nascono dal compiacimento narcisistico , e molto New Age contemporaneo , molte sette pseudo religiose , nascono già morte , perchè è morto chi le genera !

Yogacharya Eknathananda

ALCHIMIA CRISTIANA : SCIENZA DELLA DIVINA TRASFORMAZIONE


                  

                             ALCHIMIA  CRISTIANA  : 
            SCIENZA DELLA DIVINA TRASFORMAZIONE

Tra le tante possibili interpretazioni della parola ALCHIMIA , ne esiste una che vuole farla risalire alla parola araba ELKHEMI , parola che indicherebbe “terra macerata” , “mota” , “terra nera “ , appunto come si presentava la terra dopo l’inondazione da parte delle acque del fiume Nilo e che ritirandosi lasciavano una “fanghiglia” maleodorante , il “ LIMO” , che però costituiva un fertilizzante eccezionale ; infatti giunta la stagione estiva quell’ammasso fangoso avrebbe lasciato il posto a immense distese chiomate di spighe di grano indorate e croccanti .
Insomma l”opera al nero” , che lascia il posto all”opera al rosso” , dopo tutte le fasi di “cottura” !
Un paesaggio di morte ,  di  ampie distese di terra ai bordi del Nilo , si trasformava magicamente in un paesaggio di VITA RISORTA , attraverso un complesso processo di “TRASFORMAZIONE”,  meraviglia delle meraviglie !
Morte che si trasforma in vita , vita che si trasforma in morte , un perenne divenire di morti e risurrezioni , come grande metafora del primo principio della termodinamica , per cui : < nulla si crea, nulla si distrugge , ma tutto si trasforma > .
In fondo la trasformazione è l’elemento caratterizzante , in bene o in male , di ogni avventura umana ; infatti se soltanto ci soffermassimo a guardare l’album fotografico della nostra vita , vedremmo a partire dall’ovulo fecondato , quante metamorfosi ha subito quella cellula primaria ed osserveremmo anche che ad ogni nuova forma incarnata dal nostro corpo si è accompagnata una “consapevolezza” differente ; infatti la consapevolezza che ha abitato il corpo di un bimbo , lascia il posto a quella dell’adolescenza , questa a quella del ragazzo/a , e poi a quella dell’adulto/a …ecc…ecc….si può dire , tanto più nel caso di chi pratica Yoga , che il corpo è la manifestazione della consapevolezza raggiunta .
Quando muta la forma ( RUPA )  muta anche la consapevolezza ; infatti la stessa parola trasformare deriva dal latino “ TRANS-FORMARE” , cioè passare da una forma all’altra .
Nella pratica Yoga  le Asana  ( = forme sacre ) rappresentano il passaggio del corpo da una forma all’altra  e più esattamente da una  forma umana ( = KAMARUPA = forma del desiderio carnale ) a una forma celeste (  SWARUPA = forma  del cielo ) .
Colui che pratica la divina  arte alchemica dello Yoga ,  per successive  trasformazioni transunstanzia la materia biologica ( nigredo ) del suo corpo in materia ontologica  (rubedo) riguadagnando di fatto la sua origine celeste e la Risurrezione operata dal Cristo è il modello archetipico di questo misterioso e strabiliante tragitto alchemico  nel quale l’uomo recupera completamente la sua “ tridimensionalità “, che gli dà l’accesso ad un corpo a-spaziale ed a-temporale .
Il quesito posto dalla Sfinge ad Edipo : < Chi è che cammina prima a quattro zampe , poi a due e da ultimo a tre ? >  , risolto con la risposta : < uomo > ….in realtà travisa il suo vero senso ontologico ; infatti si tratta dell’Uomo , non già dell’uomo semplicemente , cioè  dell’uomo che partendo dalla sua condizione animale ( da notare che in questa parola è contenuta la radice anima , dal greco anemon = soffio vitale ) a quattro zampe , realizza la condizione umana ( che non sempre è raggiunta ) su due gambe , verticale , quindi in grado di scorgere il divino in  sé e realizzatolo , cammina su tre gambe , laddove il “bastone” , non è quello della vecchiaia , ma bensì “SUSHUMNA “ , il “ Bastone del comando spirituale “ , il Pastorale , in cui l’energia di kundalini (=forza cosmica divina = Shekinnà = energia femminile di Dio ) ri-svegliata sale dal centro sacrale (= Muladhara chakra) e si ricongiunge alla Spirito nel terzo occhio ( Ajina chakra ) permettendo così nuovamente l’unione del Cielo con la Terra , unione che dona all’uomo “ potenza spirituale “….altro che nonnetto con il bastone !
Il nonnetto Mosè quando riceve quel bastone dalle mani di Dio , conduce un popolo fuori dalla schiavitù del faraone !
Insomma il viaggio iniziatico dell’uomo è un viaggio che và dalla forma terrestre ( kamarupa) alla forma celeste (swarupa) . Queste tappe di progressiva divinizzazione sono accompagnate nelle varie religioni da “riti di passaggio” , che nel caso specifico del cristianesimo sono rappresentati dai “sacramenti” ; infatti la parola stessa sacramento in latino significa : sacrum facere , cioè “ rendere sacro” , in quanto attraverso di essi si comunica all’uomo/donna la vita stessa di Dio , che nell’Eucarestia raggiunge il suo apice di pienezza sacramentale .
I sacramenti  innescano un processo trasformante nella vita di colui/colei che si mette alla “sequela” di Cristo , processo che si conclude quando < Non sono più io che vivo , ma Cristo vive in me > , come dice l’apostolo Paolo ; infatti Cristo è la Pietra Angolare , la Pietra Filosofale  che trasforma  l’uomo/donna da essere biologico in essere ontologico ( = divino) .
A questo scopo sono da meditare gli incontri di Gesù con gli uomini e le donne dei racconti evangelici , incontri che avvengono nella vita di tutti i giorni , e che hanno in un comune denominatore : la Trasformazione …….!
Pietro , Giacomo , Giovanni , Andrea , la Samaritana , l’emorroissa , il cieco Bartimeo , il paralitico, ecc…ecc….rappresentano tutte le psicologie umane in disagio , che dopo questo incontro con il Cristo non saranno più gli stessi di prima ; infatti la loro vita assume connotazioni nuove e si sviluppa in un modo diverso dagli altri . Ci troviamo di fronte ad una “ri-creazione”  diversa ed originale da individuo a individuo . Nessuno è violentato nelle proprie caratteristiche personali , non subisce alcun lavaggio cerebrale , viene semplicemente restituito alla sua Immagine Divina , immagine oscurata dalla ignoranza spirituale , sepolta sotto la polvere dei peccati ( = Klesa) . Gesù spolvera quell’immagine offuscata , che torna a “riflettere”  la luce taborica del mondo celeste .
Dante nelle sue “Rime Petrose” parla di un misterioso “colpo della pietra” , e si tratta di quel colpo che il Maestro dà al discepolo per rompere il “chicco” indurito dall’egoismo del suo piccolo – io . che una volta schiacciato permette la ri-nascita ad una “nuova visione di vita “, permette di vedere i “nuovi cieli e le nuove terre” dell’Apocalisse . Allora la vita del discepolo si trasforma veramente in un “sacrificio prenne a Dio gradito “ , perché ormai l’ESSERE si è insediato in lui ( il discepolo) e tutte le sue azioni sono in sintonia con la “ Volontà “ di Dio , allora veramente egli è “uno con il Padre” , già ri-sorto fin da questa vita ed in attesa di unirsi definitivamente alla Gloria del Padre in quella eterna che subentrerà !
La garanzia di ogni credo religioso , di ogni cammino iniziatici è solo una : la TRASFORMAZIONE !
Se non c’è questa , significa che ci stiamo muovendo  nella direzione sbagliata…perché…perché….l’AMORE TRASFORMA !
L’Amore è il Divino Alchimista !

                                                     PRATICA MEDITATIVA

-       Seduto in Sukkasana  osservo il mio respiro pronunciando interiormente al suo ritmo : jesus (insp) e Cristus ( esp) ……..
-       Mi osservo davanti ad una sorgente di acqua limpida , m’immergo nelle sue acque e rivivo il mio Battesimo quando sono stato  inondato dall’acqua lustrale ed immerso nella vita del Cristo…. Da cui spesso sono uscito per correre dietro alle mie passioni…osservo quei momenti che mi hanno allontanato……..e poi sussurro interiormente qualche parola che ricordo detta dal Maestro …es. : < Non temere >….quindi rimango così in silenzio .

KARMAN E DHARMA


       


                                  KARMAN  &   DHARMA

Essere o non essere ? Dharma o Adharma ? E già , caro lettore yoghi il dubbio amletico rispunta sempre , perché si tratta di uno domanda che interessa l’uomo di tutti i tempi , sempre alle prese con i conflitti esistenziali , che accompagnano la sua storia  o meglio il suo Karman , il  destino , determinato dalle azioni e dalle scelte  individuali e collettive .
E’ così per Amleto , è così per Arjuna , è così per Giobbe ,  è sempre stato , è , e sempre sarà così ancora per tutti coloro che si pongono la fatidica domanda del significato esistenziale della loro presenza in questa dimensione terrena , da distinguere da quella soltanto fisica .
Scienza e religioni , da secoli in competizione tra loro , si affannano intorno a questi quesiti fisici e metafisici nella speranza di darsi una risposta esaustiva , che metta d’accordo tutti , ma le difficoltà non mancano né all’una , la scienza , che per sua natura indaga solo il fenomeno ; né all’altra  , la religione , che per sua natura indaga solo il noumeno .
Và detto , ad onor del vero , che negli ultimi ottanta anni in seno alla Fisica moderna , si è aperta una nuova branca di esplorazione , meglio nota come Fisica Quantistica , che con l’indagine del mondo sub-atomico , si è così spinta ai confini della materia , tanto da ril-pensare il concetto stesso di materia…addirittura si comincia a parlare di “anti-materia “ . Di certo la materia come la intendevamo nel comune senso newtoniano non esiste più  , in quanto è solida e non-solida ad un tempo ; infatti il pavimento che abbiamo sotto i piedi , il muro della stanza che ci stà intorno , la sedia stessa sulla quale sono appoggiate le nostre terga , il nostro corpo stesso , …sono il risultato di una intensa attività di atomi , cellule , neutroni , elettroni , neutrini , fotoni, tachioni ,  quark,…in continuo movimento , particelle che si trasformano in onde e onde che si trasformano in particelle , secondo un  principio definito dal fisico tedesco Heisenberg < della improbabilità> . Se un Dio esiste in questo contesto , possiamo definirlo  come nel vangelo gnostico di Tommaso ( II sec ) e cioè : < Dio è moto e quiete > . In  questo caso scienza e religione  combaciano…ma non solo in questo punto !
Nel mondo invisibile   sub-atomico regna l’improbabilità , in esso tempo e spazio si comportano come gli eventi pazzi descritti nel libro di “ Alice nel Paese delle Meraviglie “   , mentre nel mondo visibile  super-atomico regna la stabilità e la consequienzialità , sono soltanto gli emisferi destro e sinistro del nostro cervello a fornirci  la temporalità e la spazialità  .
Cosa rende possibile questa “ Coincidentia Oppositorum “ ? Chi è l’artefice , il divino artista di tutta questa armonia , il magistrale regolatore di questa energia che ci circonda ?
Va da se che una Legge Universale , di cui ci sfuggono ancora tante modalità di funzionamento , regola tutto ciò !
Si tratta di una Intelligenza divina , con cui perdiamo il contatto al momento della nascita , quando assumiamo la corporeità fisica , che ci introduce di fatto nel dominio della mente , che fa di tutto per cancellare ogni traccia di questa Intelligenza che opera nella Legge Universale , affidandoci alle conoscenze ed alle fedi religiose dell’inconscio collettivo , le quali non avendo alcun aggancio reale con la Legge Universale , finiscono per diventare un limite invalicabile  , relegandoci di fatto in una dimensione di conoscenza , che finisce per diventare la proiezione delle nostre illusioni , la Maya di cui parlano appunto i mistici !
Se nel 1500 qualcuno avesse parlato della possibilità di raggiungere l’America  dall’Europa in  sei , le conoscenze e le fedi dell’inconscio collettivo sarebbero subito scattate in piedi per connotare di pazzia l’assertore di tale possibilità . Eppure uno dei contemporanei , il Mago Leonardo da Vinci , sfuggendo all’ottuso e limitante “principio di massa” , disegnò , tra le tante cose avveniristiche della sua produzione, un aeroplano , costruù un primo rudimentale modello di deltaplano , che permetteva al suo “pensiero” di mettere le ali e di allontanarsi di cinque secoli dal suo tempo , allineando la sua energia al XX° secolo , in cui tale possibilità è stata resa possibile dagll’aereo a reazione ! E chi ci dice , alla luce di questi eventi e delle ipotesi della Fisica Quantistica , che non esistano “ universi paralleli “ a pochi millimetri da noi , in cui non sia possibile spostarsi a velocità tali da raggiungere New York in una frazione di secondi . E’ solo la millenaria  esperienza dell’inconscio collettivo ereditata dai sei miliardi di umanità che ci ha preceduto a scartare tale possibilità…ma ciò avveniva anche ai tempi di Leonardo , di Cristoforo Colombo , ecc….e poi i fatti hanno sconfessato tali false credenze . Secondo le ipotesi della Fisica Quantistica , il mondo visibile  rappresenta solo il 5%  di materia , che per il 95% rimane ancora in uno stato di “pura potenzialità” , in attesa di esprimersi…il mondo visibile  si presenta quindi come un avanzo della creazione . Di tanto in tanto , nel corso delle ere , il “pensiero” di un genio si collega con questa “ sorgente universale “ , che i cabalisti chiamano “ EN SOF AUR “  , portando in luce qualche “miracoloso” contenuto ; infatti la Legge Universale , si comporta  nei confronti dell’uomo , come uno spedizioniere a cui ci si rivolge per richiedere l’invio  di una merce specifica .
La legge Universale si comporta nei confronti del “pensiero”  , esattamente come uno specchio che riflette l’immagine dell’uomo di fronte , quindi spedisce il “pacco” , con la merce richiesta  , al domicilio del destinatario , e che il pacco contenga “diamanti” o “sassi” dipende solo dalle modalità di richiesta del destinatario , parola che non a caso ne contiene un’altra e cioè : DESTINO !
Infatti la Legge Universale non è soggetta ad alcuna “dualità” o “dicotomia” di male o di bene , si limita soltanto ad inviare quanto richiesto , che prima o poi giungerò , se ne può essere certi .
Il destino non crolla d’improvviso addosso , non è una invenzione del caso , ma il frutto maturo delle nostre scelte , delle nostre decisioni , da ultimo dei nostri “ PENSIERI” , si perché anche i pensieri sono “materia” , materia sottile , materia che diventa carne attraverso l’atto volitivo della nostra mente !
Tutta la disciplina  dello Yoga Nidra si basa sulla strategia del SAMKALPA , atto volitivo e motivazionale , per cui l’esistenza si presenta come il risultato dei nostri “pensieri”  ; per cui viene da se che l’uomo vive la “ vita che crea con i suoi pensieri “ , cosa che presuppone la piena assunzione di responsabilità rispetto alle proprie scelte .

Il KARMAN dunque è il risultato dei nostri pensieri ,  pacchi che abbiamo richiesto alla Legge Universale e che questa ci ha inviato a recapito senza battere ciglio .
Attenzione dunque a formulare pensieri e richiesti , perché quando l’ordine è partito , subito si attiva l’invio  , la cui consegna sarà immediata o ritardata , a seconda dell’allineamento della energia personale investita e dalla qualità dei nostri pensieri .
Infatti è necessario sempre osservare la qualità dei nostri pensieri , effettuando “VIVEKA” , cioè la discriminazione , valutando cioè se il pensiero è figlio del nostro piccolo-ego esterno , pensiero limitante , egoico , che ci confina nell’ambito dell’inconscio di massa collettivo , quel tipo di pensiero , che in ambito biblico è chiamato “ figlio di Egitto “ , dove nella geografia dell’anima l’Egitto rappresenta l’AVIDYA , l’ignoranza spirituale , e quindi tutti i pensieri che nascono da una mente soggetta a tale ignoranza , rendono l’uomo schiavo o lo incatenano ad un destino negativo , contrassegnato da una serialità meccanica di eventi dolorosi , che si ripresentano puntualmente nella vita , procurando un accumulo di “ nodi karmici “  , che tali resteranno  fino a che non verranno  “ sciolti “…
Già , ma fino a quando rimarranno  annodati , e sopratttutto chi li scioglierà  ?
All’opposto sono liberi  , quei pensieri , “  figli della Luce “ , in quanto provenienti dall’interno , dal VERO SE’ spirituale  , dalla Legge Universale , riflessa nel “DHARMA” , l’ESSERE  , il PARADISO,  ordine cosmico che mantiene stabile l’assetto della società e ne garantisce il funzionamento , garantito dall’uomo che osserva il proprio  “SVADHARMA” , il  dovere , che gli assicura un accumulo di meriti  , che gli permetteranno lo sviluppo di un Karman positivo rendendo la sua esistenza gioiosa e non di ostacolo alla realizzazione del Dharma collettivo .
In caso contrario si sviluppa  “ADHARMA” , NON-ESSERE , cioè : l”INFERNO”   ; infatti il Paradiso , dharma , e l’Inferno , adharma , non sono due luoghi fisici  , quanto due “stadi della coscienza” , che l’uomo si trova a vivere in seguito alle sue scelte esistenziali !
L’antica sentenza del Cristo che : < Il Sabato è fatto per l’uomo , e non  l’uomo per il sabato > , stà a significare proprio queste due possibilità e cioè di colui che padroneggia il suo karman , vivendo nell’osservanza del dharma , o di cui che lo subisce come schiavo , rifugiandosi nel piccolo-ego , non-essere , che diventerò la sua maschera , e con il tempo il suo inferno…perchè l’uomo non può vivere separato dalla sua “scintilla  divina “  , seminata in lui come particella  “quantica” al momento della sua comparsa in questa dimensione terrena e fisica .
Quando però si è intrappolati nelle maglie illusorie  di Maya , nei “nodi karmici  “  di un karman negativo , insomma si è schiavi nelle mani del tirannico piccolo-ego , come fare per  ri-connettersi con la matrice divina , con la Legge universale , in maniera armonica ?
Lo Yoga nelle sue numerose varianti d’espressione , Yoganidra , Hathayoga , Baktiyoga , Karmayoga , Shaktiyoga , Kundaliniyoga , Jnanayoga , ecc…offre la possibilità di percorrere  dei sentieri spirituali,  sat-sanga , al fine di permettere la “ re-integrazione”  dell’uomo nel suo stato originario “regale” , di passare cioè : dalla schiavitù  della  propria mente , piccolo ego , alla libertà  ( moksa ) del Vero Sé interiore , attraverso l’osservanza del svadarmha , dovere personale , e del darmha , ordine cosmico ; infatti la libertà non è da intendersi in senso profano ed anarchico come possibilità illimitata di fare come ci pare , ma più correttamente , in senso iniziatico , di agire in  armonia  con la Legge Universale dell’Ordine Cosmico . , liberando
Il ponte di collegamento con il darmha è costituito dal : RITO !
Il  rito  è l’azione karmica per eccellenza ; infatti è azione “sacrificale” , in latino “ sacrum facere “  , cioè : fare il sacro !
Il rito , azione composita di parola e gesto , allinea l’energia dell’uomo all’ordine  cosmico , permettendo la ri-attivazione  dell’archetipo divino causa prima di quell’ordine . Il praticante viene così ad essere purificato dalla presenza dell’archetipo divino  in lui  ( p.es. si pensi alla santa eucarestia , farmaco cattolico , che introduce nel fedele il corpo e sangue di Cristo ) presenza che di fatto lo ri-allaccia alla sua fonte originaria , al punto che al massimo della identificazione con l’archetipo possa dire come S. Paolo : < Non sono più io che vivo , ma Cristo vive in me > ; in quanto il rito  , come tutti sacramenti del resto , ha proprietà  “trasfigurante” , liberando progressivamnte l’uomo dai suoi attaccamenti egoici e dai suoi vizi seriali , che lo imprigionano in una sequela di comportamenti seriali  , radicati anche fisicamente nel cervello come “SINAPSI”  ( neurotrasmettittori) , nei confronti dei quali ( il rito ) agisce come “convertitore” , in quanto nel Regno del Vero Sé si entra solo con le sinapsi dell’uomo-nuovo , avendo cancellato quelle dell’uomo vecchio…..chia ha orecchie per intendere , intenda !
Però si ricordi che i riti funzionano solo quando c’è la partecipazione del cuore e la purezza d’intenti ; infatti praticare asana , pranayama , satkarman (purificazioni) , senza considerare il  corpo come un tempio, da tenere pulito , in ordine , con la fiamma sacra ( tejas ) sempre accesa e alimentata dalla preghiera e dalla meditazione o partecipare ad una messa distrattamente e con il cuore rivolto ad altri interessi , tutto ciò rende le nostre azioni “tamasiche” ( tamoguna = qualità inerte della materia = ignoranza spirituale ) , farisaiche , quindi inutili ed alla lunga controproducenti nonché dannose  fisicamente , psicologicamente e da ultimo spiritualmente , in quanto la Verità eterna non può “convivere”  con la menzogna della vita , che genera solo dualismo conflittuale ; infatti solo quando il nostro mondo interiore  è allineato con la  “  Mente Divina “  ( Buddhi ) , e la mente dell’uomo ( manas) ne riflette la luce , solo allora le azioni rituali  diventano “sattviche” ( sattvaguna = qualità luminosa della materia ) e producono “miracoli” !
il karman purificato dalle sue “trasgressioni passionali “ ( rajoguna = qualità passionale della materia )  smette di generare eventi dannosi e dolorosi , che si sono resi necessari per “rettificare”  il nostro percorso umano allontanatosi dalla “scintilla  divina” e caduto preda della schiavitù della mente .
Liberato ( mukti ) e in asse con il darmha , l’uomo scopre la sua illimitatezza , la sua eternità , la sua bellezzadivina , scopre che a muoversi era stata solo e sempre la sua mente limitata e deviata , in realtà il suo viaggio è stato solo il prodotto delle sue illusioni e delusioni….in realtà non si è mai mosso perché da sempre risiede nella eternità di Dio , il suo viaggio è il racconto di un ritorno ad una casa , da cui non si è mai allontanato… il cuore dell’Eterno !

L’Ego , una goccia oceanica che ha dimenticato la sua origine e si è illusa di avere radici in se stessa..

"Sono una goccia caduta dall'infinito Zero

 Un tentativo d'Amore della Coscienza Divina

 Un'incosciente Speranza di Luce

 Una profonda carezza del Padre Celeste" 

Yogacharya Eknathananda



KARMA E KRIYA YOGA


                                                 




                    KARMA  E  KRIYA YOGA

                                                    LE AZIONI CHE PURIFICANO

La radice sanscrita  “ KR “ , comune ad entrambi le parole Karma e Kriya , significa : azione ! Ma trattasi di una azione molto particolare , e cioè di una “ azione rituale “ ; infatti nelle tradizioni religiose di Oriente ed Occidente l’azione vera è soltanto quella “ rituale “ e tutte le azioni che si pongono fuori da questo contesto sacro , sono ritenute “ opere morte “ , in quanto nate ed esiperite in un ambito solo profano .
La differenza sostanziale dei due tipi di azione ( rituale e profana ) è costituita dal fatto che mentre le prime ( azioni rituali ) sono “vivificanti” , le seconde ( azioni profane ) sono “ de-vitalizzanti “ in ordine alla vita spirituale .

“ RITA “ , in sanscrito , indica l’ordine cosmico , l’equilibrio , in presenza del quale l’uomo arricchisce spiritualmente il suo “ KARMAN “ (destino) e può condurre una vita ordinata e serena …. Però , ahimè , l’uomo soggetto ad attaccamenti egoistici e “ virus emozionali “ anti-spirituali , spesso cade nelle maglie di “ AVIDYA “ ( ignoranza spirituale) mettendosi a praticare azioni “ adarmiche “ ( peccaminose ) facendogli perdere la “ retta via “ e lasciandolo ben presto in una “selva oscura“ , per uscire dalla quale il tapino dovrà ricorrere all’ausilio delle azioni che purificano e cioè : Karma e Kriya , la prima azione “esteriore” , la seconda azione “interiore” , azioni “ rituali “ , che permettono la “ re-instaurazione “ dell’ordine cosmico andato smarrito a seguito del peccato , da non intendersi quest’ultimo come una semplice contravvenzione ad una norma morale , quanto piùttosto al significato della parola greca “ AMARTIA “ , che indica letteralmente “MANCARE IL BERSAGLIO” , cioè il rischio per l’uomo di mancare la sua “ autorealizzazione “ , cioè la sua “ divinizzazione “ a causa della ignoranza spirituale , passando quindi da essere puramente “biologico” , ad essere “ ontologico “ , cioè : DIVINO !
“ IL TIRO CON L’ARCO E LO ZEN “ descrive questa realizzazione con la rappresentazione simbolica dell’arciere , della freccia e del centro , che diventano “UNO” ; infatti l’autorealizzazione è caratterizzata dal passaggio del “ molteplice “ , in cui l’uomo è caduto, all”UNO”  senza secondo , acquisendo così una visione “ NON  DUALE “ (advaita) dell’esistenza e realizzando di fatto la tanto agognata “COINCIDENTIA OPPOSITORUM “ degli antichi alchimisti sempre alla ricerca della miracolosa “ cosa unica “ , che potesse rendere possibile questa “ ri-unificazione “ .

Anche la “ MESSA “ cristiana s’inscrive nel contesto dell’azione
Rituale ; infatti il “ rito “ , attraverso i gesti sacri ( mudra ) , le parole di consacrazione del sacerdote , “ ri-attualizza “ il “ memoriale “ ( incarnazione , passione , morte e risurrezione di Cristo ) “transustanziando”  il pane ed il vino , nel corpo e sangue di Cristo , che con il suo “ sacrificio “ ( sacrum facere = rendere sacro )  ha reso possibile  il “ ri-stabilimento “ dell’ordine cosmico , destabilizzato dall’uomo che si era allontanato dal suo “ bersaglio divino “ !

Il dramma di questa “ scissura “ cosmica è ben sintetizzato sa S. Agostino : < Tu eri con me , ma io non ero con te > e ancora < il mio cuore è inquieto finchè non riposa in te ! > ; infatti quando ci si allontana dal “ centro” divino , l’uomo diviene preda dell’inquietudine e questa si “ ri-perquote “ nella mente e si somatizza nel corpo , attraverso nevrosi , stress , sfociando poi nelle tante patologie del nostro tempo …ansia , attacchi di panico , depressione , e da ultimo anche nel cancro ; infatti il biologico , staccato dall’ontologico , è destinato alla morte…è per questo motivo che Gesù dice : < Se non vi convertirete , perirete tutti > , perché se la natura biologica umana non viene “re-integrata” nella natura ontologica divina , è inevitabilmente destinata alla distruzione , in quanto si nutre solo di opere morte .

Nel libro biblico del Levitico , sono riportate tutte le istruzioni che Dio dà all’uomo per la “ costruzione “ del tempio , le misure , gli arredi , la stoffa della “ tenda “ , che deve custodire l”arca” ( corpo ) contenente i “ rotoli della legge “ , il vestito del sacerdote , le parole e i gesti sacri (Karman) , gli strumenti liturgici da utilizzare , incensieri , suoni , canti…ecc…ecc… tutto ciò al fine di assicurare la corretta esecuzione del rito , una liturgia viva e vibrante , che assicura il ritorno della divinità nella “ tenda “ , nel tempio ,…nel corpo , debitamente purificati .
Tutte le azioni di purificazione corporea e mentale contenute nei “sutra” dello Yoga , come Yama , Niyama , Asana , Pranayama , ..ecc..ecc..vanno nella stessa direzione , al fine di assicurare la pulizia interiore ed esteriore del tempio-corpo , al fine di ri-stabilire l’ordine cosmico e permettere alla energia “ vitale “ , prana , divina , di scorrere liberamente nelle “ nadi “ ( canali psicoenergetici sottili ) e favorire così la “ transustanziazione e divinizzazione del corpo .

Ma attenzione , il cammino iniziatico è cosparso di trappole , e una di queste , la più temibile , è costituita dalla “ idolatrizzazione “ delle teniche di purificazione , svuotate di ogni ardore ( tapas ) spirituale , fenomeno che nel Vangelo prende il nome di “ FARISEISMO “ ( farisim in ebraico significa “ separato “ ) ; infatti i Farisei nel panorama ebraico del tempo di Gesù , rappresentavano il partito dei teologi intellettuali e sofisticati , una “ nomenklatura “ di potere , molto attenta alla esecuzione liturgica dei riti , delle preghiere , delle cerimonie , insomma più dedita ad un culto “ esteriore “ , ma ben lontana da una religiosità “interiore” e catartica , che faccia da “ ponte “ tra “ fede creduta “ e “ fede vissuta “ .
Quando il “ rito “ viene a mancare del presupposto della partecipazione interiore e dell’amore , scade facilmente in “ cerimonia “ ritualistica , desemantizata quindi di ogni contenuto religioso .
Cristo si scaglia contro questo genere di “ praticanti “ domenicali , chiamandoli : < sepolcri imbiancati > , < razza di vipere > , < che filtrano  ( i Farisei ) il moscerino , ed  ingoiano il rospo > .
Tutte le tecniche yogiche di purificazione , come yama , niyama, asana , pranayama , shatkarma ,…ecc…anche se eseguite perfettamente , ma prive di “ tapas “ ( ardore spirituale ) e quindi incapaci di accendere il “ tejas “ ( fuoco sacro ) , da sole non possono produrre quella “catarsi” interiore che conduce alla “ salvezza “ cristiana o alla “liberazione” ( moksa ) nel caso dello Yoga .
Come Gesù insegna , l’acqua ( apas ) si trasforma in vino ( tapas ) solo in presenza di una fede sostenuta dall’amore verso Dio e verso il prossimo ; infatti si tratta di un binomio inscindibile , Dio e prossimo .
Al di fuori di questo constesto d’Amore , si profila solo la pratica di una “falsa” religiosità , che scade in un superficiale spiritualismo , tipico di tanta moda New Age dei nostri giorni , alimentata da abili “falsi profeti” mediatici , farisei aggiornati del nostro tempo , confortati ed incentivati anche dal vuoto creato dalle religioni istituzionali più attente , a volte , ai giochi di potere , politici e finanziari , che non alla salvezza delle anime .

< Ama il prossimo tuo , come te stesso > , questa è l’espressione più vera del Karmayoga , cioè il mettersi al servizio del Maestro , vederlo riflesso nel prossimo come la sua icona divina interiore , amando il prossimo e servendolo , amiamo il Signore in lui ; infatti come dice l’apostolo Giovanni : < Chi dice di amare Dio e odia il suo prossimo , è bugiardo……> . Il mistico saluto “ NAMASTE’ “ , che si rivolgono gli orientali significa appunto : < Saluto il Dio che è in te > ,… si tratta d’imparare a servire Dio nell’uomo , sua immagina riflessa !

Ma l’azione “ esteriore “ ( karmayoga ) deve essere sostenuta e corroborata dall’azione “ interiore “ ( kriyayoga ) , raccogliendo l’invito del divin Maestro a  entrare < nel segreto della propria stanza (  il cuore ) e lì pregare il Padre tuo > . Meditare , dunque , raccogliersi (pratyahara) , concentrarsi (trataka) sul sacro cuore di Gesù , al fine di poter attingere alla sorgente della Vita e ciò pernetterà di santificare le “opere morte “ e renderle “ vive “ , a trasformare una esistenza insipida ed incolore in una “ opera viva “ , resa saporita dal “ sale della vita “ e fare quindi l’esperienza “apocalittica “ (  Apocalisse = Rivelazione  ) di una vita “ ri-nnovata “ , rendendo l’esteriore uguale all’interiore e viceversa … < così in cielo come in terra > appunto come recita il Padre Nostro , preghiera universale dell’UNO ritrovatoi !

OM ShantI

Yogacharya Eknathananda

IL SUONO E LA PAROLA

                                            IL SUONO E LA PAROLA

                   


< L’OM è il cavallo bianco , l’Aurora il suo cavaliere , , il Sole è il suo occhio , il suo respiro è il vento , la sua orina la pioggia e quando nitrisce  è “  VAC “ …la Parola Creatrice > (1° verso delle Upanishad).

< In principio era il Verbo , il Verbo era presso Dio , e il Verbo era Dio >( Vangelo di Giovanni 1,1 )

Due testi scritturali  diversi , appartenenti rispettivamente alla tradizione orientale ( Upanishad ) ed a quella Occidentale ( Bibbia ) , ci introducono al mistero della  “ Parola Creatrice “….la misteriosa vibrazione iniziale ( il Bing Bang degli scienziati ? ) per mezzo della quale < tutte le cose sono state fatte , le visibili  e le invisibili   > , come recita il Credo Apostolico……dall’Immanifesto - Nirguna - al Manifesto  - Saguna -  ( 1 )

< Lo spirito di Dio aleggiava sulle acque… e Dio disse : < Sia la Luce > , recitano i primi  versi della Bibbia , che introducono la “ Creazione” , quindi Dio disse ( OM = Suono ) e la “ Luce “ fù , quindi tutto ciò che è manifesto , dalla realtà più sottile a quella più grossolana della materia  , è un composto  amalgamato di suono e luce , siamo fatti di suono e di luce , dall’essere più macrocosmico a quello più infinitesimale  , e la nota equazione einsteiniana ( E = MC2 ) è venuta a confortare scientificamente questa immagine poetica , dal momento che l’energia si trasforma continuamente in materia e la materia in energia ed entrambe sprigionano luce , secondo un  processo , che la fisica quantistica ( leggi il mio articolo “ quantisticamente parlando " ) stà indagando con particolare interesse . 

E’ notizia di questi giorni che a Brescia , nell’Istituto  Nucleare , siano state scoperte le “ stringhe “ sonore , una vera orchestra all’interno  di alcune particelle subatomiche , possiamo concludere che i nostri corpi sono un “impasto divino “ di suono e di luce , in cui l’ “ essenza “ (Purusha) e la “sostanza" ( Prakriti ) ( 2 )  “ sono co-presenti e coo-peranti ad uno stesso tempo : < Dio è moto e quiete > (Vangelo gnostico di Tommaso ) .

La Parola  Divina quindi crea , chiama all’essere ciò che ancora “ non è “ e ciò che è creato è impregnato di questa divinità , quindi il mondo creato , pregno di questa vibrazione , la restituisce a Dio con i canti religiosi delle varie tradizioni , meglio noti in Oriente come “ Mantra “ ( 3 ) . Per cui il devoto che canta questi versi sacri , vibra le parole stesse di Dio , del “Vero Sé “ e queste vibrazioni ri-suonano nelle cellule , e negli organi del corpo , ri-modellandolo secondo l’immagine divina , tanto più quando vengono cantati con Amore , tanto i Salmi , quanto i Mantra , perché si tratta delle parole originarie di Dio, mentre tutte le altre parole , profane , essendo “ staccate “ dal Verbo originario , per effetto della “ ignoranza “ spirituale (Avydia) ( 4 ) conducono l’uomo in una spirale karmica “involutiva” , meglio nota con il nome di : peccato !

In vero però tale parola (peccato) , non traduce bene il termine greco “Amartia “ , che tradotto letteralmente significa : mancare il bersaglio !
Infatti la “missione” di ogni uomo/donna nel suo ciclo di esistenza o di esistenze , se si accetta la reincarnazione , consiste nel raggiungere il “bersaglio divino “ , cioè la sua realizzazione “ ontologica “ (divinizzazione), che di fatto consiste nella “ verbificazione “ . L’uomo verbificato può entrare nel “ Regno “ dei cieli , si tratta dell’uomo “ Ri-sorto“ del 7° giorno , quello che riposa in Dio e Dio riposa ( shabat ) in lui , diversamente rimane impigliato nelle illusioni di Maya , coltivate dal suo piccolo-ego , che lo trattiene nell’ambito del 6° giorno , che simbolizza il “ mondo “ , cioè la mancata realizzazione ontologica , e che relega l’uomo/donna nel solo ambito biologico .

L’ebraico traduce il termine “ Parola “ con “ Dabar “ , la stessa parola con la sostituzione della lettera “E” al posta della “A” , diviene “ DEBER “ , cioè: "Peste “ .
Infatti quando l’essere biologico ( Prakriti )  è staccato dal “VERBO“ (Purusha ) subisce il degrado nefasto della malattia e della morte , perché l’anima non può fluire liberamente nel corpo e non potendosi manifestare si ritira da esso .

Questo spiega i miracoli del “ Verbo “ incarnato Cristo , i cui miracoli sono operati al fine di rimettere in cammino verso il “bersaglio” l’uomo/donna involuto nella ignoranza spirituale e perso nel “mondo” ; infatti nel “ Regno“ si può entrare solo se risanati spiritualmente e corporalmente .
Come è possibile entrare in Paradiso ( Samadhi ) (5) , se prima non si è purificati dagli attaccamenti dell’ego e dalle sue insane passioni…? Come si può conoscere l’unione se il corpo e l’anima sono scissi ?

Il “ suono “ della voce di Gesù , risveglia Lazzaro , lo rimette in cammino , il suo “OM” raggiunge Maddalena la mattina di Pasqua davanti al sepolcro,rimette in cammino la donna che corre a testimoniare il “VERBO-SUONO” ri-trovato !

Un bellissimo mantra suona così : OM SATYANAM GURU DEVA
Ovvero : l’OM , Verbo che dà l’Essere ( satya ) è il Maestro (guru) degli Dei (Deva) , perché nell’OM-Verbo è contenuta ogni “Sapienza” ( satya ) e conoscenza ; infatti il Verbo non  solo “crea” , ma “ri-crea” quando la natura (prakriti) ha smarrito il suo bersaglio .

I mantra , i salmi cantati , sono il “Verbo” stesso di Dio , le Sue parole , capaci di “ri-vivificare” quanto si è “pietrificato” a causa della errata condotta spirituale .
Quando i bramini  o i rabbini (6) suonano rispettivamente la “Shankara” o lo “Shofar” (7) all’ingresso del tempio , utilizzano la potenza del suono per richiamare l’interiorità dei fedeli , in quanto ogni essere è una nota luminosa materializzata , che appena si ri-mette in  sintonia con il “Verbo” , corre verso di Lui , per incontrarlo nel “Tempio” del suo corpo !

NOTE

1)  NIRGUNA = Divinità senza forma = Immanifesto
SAGUNA  =  Divimità con forma = Manifesto
2)  PURUSHA = Spirito 
3)  PRAKRITI  = Materia
4)  Avydia      =  Ignoranza spirituale
5)  Samadhi  = Unione mistica – Stato contemplativo
6)  Brahmini  = sacerdoti dell’Induismo
Rabbini    =  sacerdoti dell’Ebraismo
7)  Shankara = Conchiglia sonora marina
Shofar      = Corno sonoro ebraico






                         MEDITAZIONE

- Mi raccolgo in silenzio in luogo solitario
- Mi concentro sul respiro
Inizio a pronunciare interiormente Om,Om,Om….
Medito sui primi tre versi del Vangelo di Giovanni : < All’inizio era il Verbo > o del Genesi
< Dio disse : sia la Luce >……oppure sul verso delle Upanishad : < L’OM è il cavallo bianco ……>
La vibrazione interiore si espande sempre di
più , in ogni cellula , in ogni atomo del mio   
corpo , fino ad erompere dalla bocca in un
canto esterno sempre più esteso.
Realizzo che tutto il mio essere è una vibrazione divina incarnata , visualizzo una luce intensa che promana dal mio corpo , la stessa che ha illuminato il corpo di Gesù sul Monte Tabor
Mi lascio catturare dallo stupore , dalla meraviglia e dalla gratitudine

GURU NAMASKAR ...IL SALUTO AL MAESTRO (interiore)


                                      




                               GURU NAMASKAR  --  IL SALUTO AL MAESTRO


Guru Namaskar ( = saluto al Maestro ) è una pratica intensissima e interiorizzante ; infatti la sequela armonica dei suoi movimenti altamente simbolici e cadenzati , favorisce la concentrazione (=tratak) e la meditazione (=dhyana) .
La sequela può essere resa più stimolante dalla lettura tratta dal Vangelo di Luca ( Lc 2,41) , che narra di Gesù smarrito dai genitori e da questi trafelati ed angosciati , ritrovato dopo tre giorni nel tempio di Gerusalemme mentre era intento a disquisire con i Dottori della Legge , che lo interrogavano sulle Sacre Scritture <<  e tutti quelli che l’udivano ( Gesù) erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte >>.
Maria e Giuseppe danno segno di grande turbamento in questo episodio , reso evidente dalle loro parole : << io e tuo padre ti cercavamo angosciati…..>> ; infatti si tratta dell’angoscia e dell’inquietudine che caratterizza gli uomini e le donne , che hanno smarrito il contatto con la loro vita interiore , che affonda le radici nella sorgente dell’Essere Divino !
Quando viene perso questo contatto l’uomo cade preda di forze dis-greganti e dis-truttive , che generano angoscia , panico , depressione , inquietudine , perché la “materia” ( prakriti) staccata dallo “ Spirito” (purusha) perde il suo senso di orientamento e finisce preda della oscurità , che ben presto la conduce a quella “notte dell’anima” così ben descritta nel trattato mistico di San Giovanni della Croce , una esperienza  che hanno attraversato tutti i mistici di ogni tempo e ben riassunta dalla famosa frase di S. Agostino : < Il mio cuore è inquieto Signore , finchè non riposa in  Te ! >

                                                      PRATICA MEDITATIVA

In posizione eretta portiamo le mani giunte  ( Namaskar Mudra ) all’altezza del cuore (anahata chakra) , Inspirando solleviamo lemani giunte in alto  inarcandoci all’indietro  di quel tanto che la mani e le braccia r insultino più arretrate rispetto alla testa , evitando di forzare sulle reni .
Espirando portiamo le mani a terra piegando il tronco superiore .
Inspirando portiamo le mani a coprirci il volto come se ci trovassimo in presenza del Maestro e rendessimo a Lui omaggio , rimanendo così per qualche istante ( 2 / 3 secondi) in apnea a èpolmoni pieni……poi espirando ci verticalizziamo nuovamente tornando alla posizione eretta di partenza e rimanendo con le mani in Namaskar Mudra  ed effettuando Shambawi mudra , cioè rimanendo con le palpebre abbassate e gli occhi che interiormente sono fissi in alto nella zona compresa tra le arcate sopraciliari ( Ajina chakra = terzo occhio metafisico ) .


Rimanendo in posizione eretta con le palpebre abbassate e le maini in Namaskar Mudra ,  e lo sguardo interiore fisso in Ajina chakra , lasciamo scorrere  le immagini di tutti i volti  delle persone che hanno contato più affettivamente nella nostra vita , che ci hanno aiutato a crescere , che ci hanno accompagnato spiritualmente e ci lasciamo permeare dai ricordi che ad esse si collegano lasciamo quindi dilatare questi ricordi el’amore che da essi promana ancora ; infatti dietro a questi volti amici si è celato Colui che ci ha sempre seguito ed amato : il Maestro Interiore !
Tutta questa affettività scaturita da questi ricordi la dirigiamo sul Maestro Interiore , troppe volte da noi smarrito per correre dietro alle illusioni di Maya (= illusione Cosmica = passioni) , affannati nelle maglie di un quotidiano sempre più frettoloso e distratto…..rimettersi in contatto con il Maestro Interiore significa : ri-orientare la propria vita , ri-indirizzarla verso il suo bersaglio ontologico , che consiste  nella re-integrazione allo stato originario divino . Il termine greco “Amartia” , impropriamente tradotto come peccato , letteralmente tradotto significa : MANCARE IL BERSAGLIO !
La missione di ogni vita è il raggiungimento di questo bersaglio , cioè la “ri-acquisizione” del nostro stato regale , perso a causa della ignoranza spirituale (= Avidya) , grazie al ri-congiungimento della materia (= prakriti) con lo Spirito ( = purusha) , ri-congiungimento reso possibile dalla Grazia  concessa dal Maestro Interiore , che ci dona la sua Sapienza !

Lasciamo dunque che le mani giunte in Namaskar Mudra , ora si ovalizzino di quel tanto necessario a formare una piccola coppa o graal ,  come per accogliere la Sapienza Divina, il Cristo “ritrovato” nel sacello segreto del nostro cuore , conservandolo  segretamente come Maria  e lasciandolo crescere < in santità e grazia davanti a Dio e davanti agli uomini > !
E tutto questo è possibile nell’umile nascondimento della quotidianità di ogni giorno , in maniera che ognuno di noi  possa divenire una “piccola ma significativa epifania del Maestro Interiore “ fra gli uomini !


Yogacharya Eknathananda