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domenica 13 novembre 2011

MEDITAZIONE SECONDO GURDJIEFF......






                                      Meditazione secondo Gurdjieff

Gurdjieff è nato in un paese al confine tra Europa ed Asia nel 1877. Secondo Gurdjieff l'uomo è  "addormentato", la sua coscienza è ipnotizzata e confusa: egli non si conosce e vive come un automa, senza controllo su pulsioni, emozioni, fantasie, senza conoscerne le reali motivazioni. Quando si rende conto di ciò, l'uomo ha tre vie possibili per risvegliarsi e riacquistare l'unità dei tre piani su cui vive: fisico, emotivo-sentimentale, intellettivo.
 - La prima è la via del fachiro, cioè del controllo del corpo fisico.
 - La seconda è la via del monaco, cioè della fede in Dio e del sacrificio della propria volontà.
 - La terza è la via dello Yogi, basata sullo sviluppo della conoscenza e quindi dell'intelletto.
 Ma queste strade, oltre ad essere lunghe e difficili sono parziali.
 Lui propone una "Quarta via", che non richiede di rinunciare al mondo, permette di lavorare sulle tre dimensioni, è personalizzata ed è basata sulla comprensione di tutto ciò che è incosciente o involontario  e sulla riappropriazione dell'essenza. L'uomo della "Quarta via" vive nel mondo, ha conoscenze sufficienti per potersi risvegliare, e sa che solo uno sforzo cosciente può liberarlo dagli automatismi della vita normale.

 La proposta di Gurdjieff si basa sullo  sviluppo della  consapevolezza, accompagnato da un incremento dell'emotività e dell'energia, sulla conoscenza di noi stessi. L'uomo crede di essere libero, consapevole, responsabile e non si rende conto di essere guidato da forze superiori.
 Un mezzo di conoscenza molto interessante in Gurdjieff è la danza: il linguaggio del corpo esprime ciò che è dentro di noi. Attraverso la danza possiamo esprimerci e conoscerci. Per fare questo ha riproposto le danze dei Dervisci.

 Per riassumere, Gurdjieff tende a  risvegliare l'uomo, ad impedirgli di essere dipendente dalle forze che dominano il mondo, fargli recuperare la sua unità, stimolarlo alla conoscenza di sé, fargli costruire un nuovo centro psichico che possa guidarlo verso la sua autonomia, vivendo a pieno le occasioni che gli capitano nella vita.





AYURVEDA...SCIENZA DELLA VITA...MEDICINA SPIRITUALE DELLA YOGA


 Ayurveda: un'antica arte di guarigione


La medicina, o meglio "l'arte di guarire" è antica quanto l'uomo. Nelle Tradizioni antiche l'arte di guarire era l'arte di conservare l'uomo in buona salute attraverso un corretto modo di vivere. La Medicina Ayurvedica è un'arte di guarigione molto antica. Il termine Ayurveda deriva dalla lingua sanscrita (madre di tutte le lingue moderne), “Ayu” significa vita, “Veda” significa conoscere.
L'Ayurveda che significa "scienza della vita" è un' antica arte di guarigione della tradizione indiana che ben si presta ad essere applicata anche nei nostri tempi e nei paesi occidentali. L'Ayurveda è usato da più di 5000 anni su milioni di persone è il sistema di medicina più antico di cui si abbia testimonianza scritta. 

E' un sistema olistico di guarigione e come tale considera l'uomo nella sua integralità: corpo fisico, energetico, mentale, psichico e spirituale. La medicina ed il pensiero moderno post-cartesiano tendono a generalizzare i fenomeni mentre nell'Ayurveda tutto viene valutato individualmente, "ad personam". Secondo l'Ayurveda nell'uomo, come nel corpo, vi sono tre principi base, chiamati Dosha, formati dagli elementi fondamentali che compongono l'Universo: Terra, Acqua, Fuoco, Aria, Etere.

Dall'unione di Aria ed Etere si forma il Dosha Vata (aria); dall'unione di Fuoco ed Acqua si forma il Dosha Pitta (fuoco); dall'unione di Terra ed Acqua si forma il Dosha Kapha (acqua). Questi tre Dosha regolano tutte le funzioni fisiche e psichiche del nostro organismo. In ogni organismo sono presenti tutti e tre i Dosha e a seconda che vi sia prevalenza dell'uno o dell'altro si definiscono in Ayurveda tre costituzioni pure e sette costituzioni miste.

La costituzione è determinata al concepimento, ma durante la nostra vita, a seconda del nostro modo di condurla, delle scelte che facciamo, del cibo che mangiamo si possono creare degli squilibri, dovuti all'aumento di uno o più Dosha e si crea la malattia. Secondo il concetto ayurvedico la malattia è determinata da un non corretto stile di vita che porta nel tempo allo squilibrio dei Dosha.

Il metodo diagnostico ayurvedico è di osservazione e di ascolto. La diagnosi principale si attua attraverso la palpazione del polso radiale. Altri metodi diagnostici sono: la fisiognomica del volto, l'esame della lingua, degli occhi, delle labbra, delle unghie.
I principali metodi di cura sono: l'alimentazione prescritta secondo l'esame dello squilibrio dei Dosha, i farmaci ayurvedici ( fitoprodotti e minerali), il massaggio, pratiche yogiche e meditative, uso di pietre e cristalli, pratiche di ringiovanimento (panchakarma).

L'Ayurveda pone enfasi sul prendersi la responsabilità della cura di se stessi, ad esempio preparando il proprio cibo, facendo un esercizio fisico appropriato, mangiando cibi adatti alla stagione e mantenendo uno stato positivo della mente. In particolare l'Ayurveda sostiene che la salute è il risultato di uno stato di armonia col proprio sé. 

"La malattia è un Maestro che ci fa capire gli errori commessi nel nostro modo di vivere e di pensare." 

( Paramahansa Satyananda Sarasvati )

KABBALA ....ANTICA SCIENZA DEI MAGI




La Kabbala, o scienza tradizionale degli Ebrei, potrebbe essere definita il sistema matematico del pensiero umano. È l'algebra della fede. Essa risolve tutti i problemi dell'anima come delle equazioni, chiarendo le incognite. Essa da alle idee la pulizia e la rigorosa esattezza dei numeri; i suoi risultati sono per lo spirito l'infallibilità (relativa, tuttavia, alla sfera delle conoscenze umane) e la pace profonda per il cuore." (Eliphas Levi)
Nel Sefer yetzirah (Libro della formazione) troviamo la prima menzione del termine sefiráh. Benché letteralmente sefirah (plur. sefirót) significhi "calcolare, numerare", nella dottrina cabbalistica (Qabbalah) e nel Sefer yetzirah significa anche manifestazione, emanazione dell'energia divina.
Le Sephirot sono dieci, e rappresentano i dieci attributi attraverso i quali Dio rivela una parte della essenza. Essi sono: 1) Kether (La Corona); 2) Chokmah (la Saggezza); 3) Binah (l’Intelligenza); 4) Chesed (la Misericordia); 5) Eloah (la Giustizia); 6) Tipheret (la Bellezza); 7) Netzach (la Vittoria); 8) Hod (lo Splendore); 9) Yesod (il Fondamento); 10) Malkuth (il Regno).
A ciascuna sefiráh corrisponde un attributo divino: 1) Eheieh (Io sono o Yod); 2) Jehova (Egli è o Yah); 3) Jehova (Giuramento o Yoha); 4) El-Gebulah (Possente); 5) Din-Saday (Autosufficiente); 6) Eloha (via della Gloria); 7) Estré-Jehovah Tzabaoth (Esercito degli Angeli); 8) Elohim-Tzabaoth (Comando degli eserciti); 9) El Chai (Dio vivente); 10) Adonai (via del Regno).
Le sefirot vengono rappresentate secondo il famoso schema dell'Albero della Vita all'interno del quale sono collegate fra di loro da 22 sentieri, abbinati alle lettere dell'alfabeto ebraico. I 22 sentieri e le dieci Sephiroth insieme formano le 32 vie di cui parla il Séfer yetziráh.
«L'Albero sefirotico, ovvero l'Albero kabbalistico della Vita è un'immagine dell'universo abitato da Dio e impregnato della Sua essenza, è una rappresentazione della vita divina che circola attraverso tutta la creazione. Voi avete con esso un sistema che vi permette di non disperdervi nella vostra attività spirituale. Se lavorerete degli anni su quest'Albero, se lo studierete, se gusterete i suoi frutti, introdurrete in voi l'equilibrio e l'armonia della vita cosmica.»
«L'Albero della Vita è uno schema simbolico che racchiude tutta la Scienza Iniziatica, le dottrine di tutti gli Iniziati. Lo si può paragonare a un seme: piantatelo, ed esso farà apparire dinanzi a voi tutta la Creazione con la moltitudine delle sue creature. Questo schema può diventare un strumento magico, un pentacolo fra i più potenti. Tutto vi è contenuto, tutti i principi, tutti gli elementi, tutti i fattori con i quali il Signore ha creato il mondo. Con esso disponete di un sistema che vi aiuterà a non disperdervi nel compiere il vostro lavoro spirituale. Lavorando per anni su questo schema, introdurrete in voi stesso l'ordine e l'equilibrio; e tutto si strutturerà, si organizzerà e si armonizzerà. Non appena avete un poco di tempo, soffermatevi sull'Albero della Vita, scegliete una sefira, concentratevi su di essa e cercate di sviluppare le qualità o le energie che questa contiene. Sia che abbiate bisogno di luce, di amore, di forza, di protezione, di generosità, di giustizia o di vita... rivolgetevi all'Albero della Vita: esso è a disposizione dei figli e delle figlie di Dio che hanno bisogno di nutrirsi della vita divina.» (Omraam Mikhael Aivanhov)
I testi sacri parlano dell'Albero della Vita in numerosi passaggi:
"Dio il Signore piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi pose l'uomo che aveva formato. Dio il Signore fece spuntare dal suolo ogni sorta d'alberi piacevoli a vedersi e buoni per nutrirsi, tra i quali l'albero della vita in mezzo al giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male. Un fiume usciva da Eden per irrigare il giardino, e di là si divideva in quattro bracci." (Genesi 2:8-10)
"Poi Dio il Signore disse: 'Ecco, l'uomo è diventato come uno di noi, quanto alla conoscenza del bene e del male. Guardiamo che egli non stenda la mano e prenda anche del frutto dell'albero della vita, ne mangi e viva per sempre.' Perciò Dio il SIGNORE mandò via l'uomo dal giardino d'Eden, perché lavorasse la terra da cui era stato tratto. Così egli scacciò l'uomo e pose a oriente del giardino d'Eden i cherubini, che vibravano da ogni parte una spada fiammeggiante, per custodire la via dell'albero della vita." (Genesi 3:22-24)
"Chi ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese. A chi vince io darò da mangiare dell'albero della vita, che è nel paradiso di Dio." (Apocalisse 2:7)
Iesod (Yesod, Jesod), la nona sefira sull'Albero della vita, è collocata negli organi genitali...è il simbolo della purezza e in ragione di ciò è la base o il fondamento dell'ascesa, del ritorno a Kether. Colui che intende abbracciare la vita spirituale affronta all'inizio Iesod ovvero le energie sessuali e le illusioni della luna.
I cultori del reiki affermano la corrispondenza tra il Reiki "quale Forza che crea e sorregge ogni forma di vita nell'Universo" e Jesod della Cabala Ebraica, il Chi dei cinesi, il Ki dei tibetani e dei giapponesi, il Prana degli indù, la Forza Guaritrice della Natura di Ippocrate, il Ka degli antichi Egizi, il Fluido Vitale degli alchimisti, il Telesma di Ermete Trismegisto, lo Spirito Santo della Tradizione cristiana.

venerdì 11 novembre 2011

ANNUNCIAZIONE ALCHEMICA NELL'ARTE DI LEONARDO DA VINCI







Sentire significa essere coinvolti. Sentire significa conoscere e sperimentare la vita attraverso gli organi di senso. Ci sono due tipi di organi di senso: gli organi della percezione  (BUDDHINDRYA ) e gli organi dell'azione ( KARMENINDRYA ) .

Gli organi della percezione sensoriale sono: udito, vista,tatto, gusto e olfatto. Gli organi dell'azione  sono: la parola, le mani, i piedi, gli organi di riproduzione e quelli di escrezione. La mente è l'undicesimo organo. E'  definito  un  organo interno e coordina ed elabora l'operatività degli organi di percezione e l'attività di quelli dell'azione.

La mente  è il software del corpo (hardware). Nei primi anni di vita svolge funzioni primarie di apprendimento delle funzioni di autoregolazione dei bisogni fisiologici e delle pulsioni istintive, ma con il tempo la mente empirica individualizzata (manas, il serpente del  paradiso) evolve in memoria di lavoro, a medio e lungo termine (citta), senso dell'io (ahamkara)  e intelletto razionale (buddhi) ed è in grado di contenere, controllare e inibire (l'angelo della Temperanza)  le pulsioni psichiche (Eva) e gli istinti primari (Adamo).

Il Beato Angelico dipinge sulla sinistra  la coppia Adamo ed Eva cacciati dal Paradiso terrestre dall'Angelo della Temperanza  e dispone ai loro piedi tre mele, metafora del  primo processo alchemico di trasformazione del desiderio e della libido sessuale in amore, coscienza e conoscenza dei sentimenti corporei.

La mente (Mercurio)  rimane  un supporto neutro, passivo e privo di intelligenza creativa e coscienza di relazione se non è risvegliato, vivificato e illuminato dalla percezione (Venere), dalla coscienza (Giove) e dall'intelletto (Nettuno) dell'Anima. La vicenda è la stessa descritta nel film in cui  un robot  (Robin Williams)  desidera diventare  un umano e  sostituisce parti del  software con impulsi  elettrici modellati sugli  schemi percettivi, intuitivi e cognitivi modellati delle sensazioni, delle emozioni e dei sentimenti corporei. 

Allo stesso modo l'alchimia  rinascimentale immagina di poter risvegliare  la mente tramite l'amore, la bellezza e la conoscenza di Afrodite. Dalla congiunzione di Mercurio e Venere nasce l'Arte  Alchemica di  evolvere  gli organi  sensoriali del corpo nei cinque organi della mente risvegliati  dalle potenze dell'anima.

Sensazione, emozione, vibrazione, preveggenza (opalescenza), chiaroveggenza (luminescenza) sono le potenze naturali dell'anima psichica. Evolvendo nelle 4 funzioni mentali (manas, citta, ahamkara e buddhi)  le potenze dell'anima psichica  diventano le potenze dell'anima razionale in grado di espandere  il proprio sentire nelle sei modalità della percezione mentale: autoavvertimento, propriocezione, introspezione, visualizzazione, immaginazione e contemplazione.

Il processo di trasformazione dell'anima psichica (Eva) in anima razionale  (la Vergine), intellettiva (la Madonna) e infine creativa (la Vergine del Magnificat) avviene attraverso i diversi  sostrati, funzioni e involucri della mente risvegliati, vivificati e illuminati dall' autocoscienza dell'anima (il Bambino interiore), il figlio magico , il bambino d'oro natalizio .

Affinando i poteri della mente di integrare le funzione degli organi sensoriale della percezione e dell'azione  con  l'autocoscienza generata dalle modalità della percezione mentale, scaturisce dal "cuore" (l'immacolata concezione)  il riflesso primario di coscienza  peculiare del ricercatore spirituale. 

Il riflesso di  primario di coscienza (jivatma/ Gesù Bambino ) è autocoscienza priva di qualsiasi determinazione e individua uno stato di consapevolezza di sè nel tempo presente  che evolve attraverso  la memoria, il senso di sè nell'ambiente e nella storia, l'esperienza e la conoscenza empirica.

Questo riflesso di coscienza (autocoscienza), in grado di evolvere in consapevolezza, coscienza e conoscenza di sè, è  chiamato il Conoscitore (il Sè cognitivo) che grazie alla propria natura di puro splendore illumina costantemente l'intelletto che percepisce tutti gli oggetti.

La Vergine prima di generare il Figlio di Dio, riveve  da Gabriele la triplice opera di risveglio, trasmutazione e illuminazione della mente.  Lo Spirito santo non è altro che una espansione delle facoltà della percezione sensoriale, mentale e infine spirituale di  recepire, decodificare e interpretare l'intero spettro delle frequenze di luce, dagli infrarossi agli ultravioletti. 

L'apertura dell'anima alle frequenze di luce  poste agli estremi dello spettro deve essere graduale, seguendo una progressione  che va di pari passo alla capacità della mente di  accogliere  livelli di informazione e di conoscenza sempre  più eterogenei, complessi e sofisticati.

Risvegliando i poteri della mente di mantenere l'equilibrio tra le diverse funzioni cerebrali, di collegare le percezioni sensoriali con  le frequenze di luce e di assimilare  bit di informazione sempre più elevati di frequenza,  l'anima psichica di Eva  evolve nell'anima razionale della Vergine, per sua natura "capace" di accogliere  la Luce del Sole (il Sè universale), "canalizzata" dalla colomba, emblema degli insegnamenti alchemici trasmessi dagli "artisti" attraverso l'etere delle loro opere.

PRANAYAMA...SCIENZA SUPREMA DEI "SOFFIATORI" ALCHEMICI




Nella " VIA " ( Marga )  dello Yoga ,  con  il termine PRANAYAMA  si indica una intera branca dello Hatha-Yoga e che viene tradotto genericamente come  " controllo della respirazione " , uno scambio controllato tra ossigeno e anidride carbonica operato attraverso gli  organi della respirazione ( polmone , bronchi , ecc) , si parla anche di controllo dell " energia vitale " ( prana ) , insomma l'indicazione verbale della parola contiene un orizzonte molto , molto vasto .




I nostri stati mentali ed emotivi influiscono sulla qualità della respirazione , che può essere più o meno accellerata a seconda dei processi emotivi e mentali in atto , come gioia , felicità , ansia , angoscia , paura ,ecc..processi che procurano il " rilascio " ( se positivi ) o il " blocco " ( se negativi ) delle endorfine nel nostro corpo , interferendo così sul nostro sistema immunitario con le relative conseguenze .

Gli ALCHIMISTI medioevali ( l'Alchimia è il versante occidentale dello Yoga , che usa termini diversi per indicare gli stessi processi ) usavano uno strumento nel loro laboratorio "segreto " noto come : ATHANOR !



L'Athanor era il " CROGIOLO " nel quale il Mago-Alchimista " fondeva i metalli " . Per ottenere questo processo di fusione  l'Alchimista utilizzava , indovinate un po , il..FUOCO ! Cioè : il PRANA , l'energia vitale e l'Athanor era il suo " corpo " , come per lo Yoghi quando pratica pranayama .

L'Athanor doveva essere molto "robusto " perchè la " temperatura " elevata non lo fondesse ; infatti il fuoco accelerava la "velocità" delle particelle dei metalli ( atomi ? ) e questi passavano dallo stato "solido " a quello " liquido " .

Durante tutto il processo l'Alchimista doveva osservare una forte "CONCENTRAZIONE" ( Dharana ) e tenere a mente il noto detto : < Ne di Venere ne di Marte non si sposa e non si parte , non si da principio all'arte > , cioè : doveva (l'alchimista)  mantenere un forte controllo emotivo scevro da ira o da passione . Marte , dio della guerra , ira , Venere dea della sensualità , lussuria , dovevano essere completamente assenti al fine di permettere la realizzazione dell " OPUS MAGNUM " , la " GRANDE OPERA " alchemica consistente nel raggiungere la realizzazione del "REBIS " , cioè : dell'ANDROGINO DIVINO .

Le passioni sfrenate obnubilando la mente e il cuore rendono vani e pericolosi gli esperimenti !

Il corpo quindi come la centrale di Fukushima ;  infatti non è forse il nostro corpo composto di atomi e  melecole , che aggregandosi  formano organi e membra  .  Una vera centrale termonucleare che dalla nascita ci portiamo addosso ! E  quando aumenta lo " SPIN " ( Unità di velocità degli atomi ) nel nostro corpo , non cominciamo forse a sudare ? Quando siamo in presenza di ira , lussuria , invidia , attacchi di panico , paura , non avvengono forse procesi dis-truttivi , che immettono in circolo catecolamine , adrenalina , dopamina , con aumento di battito cardiaco , sudorazione , ecc ? Dal momento che non abbiamo controllato le passioni , gli istinti , le azioni , le parole si scatenano forse  veri e propri " tzunami "  individuali , sociali , familiari , guerre , conflitti ! 

La TERRA è un CORPO e come tale un ATHANOR e come tale soggetta ai nostri stati emotivi , mentali , fisici , ecc.La materia comunica attraverso gli atomi le informazioni da una parte all'altra .
Ogni ferita inferta al corpo della Madre Terra , questa la restituisce raddoppiata . Tutti gli esseri sono accomunati in un processo osmotico di ricambio energetico , mentale , emotivo , fisico , questo spiega il detto "quantistico " che un : < un battito d'ali di farfalla a Tokyo , si trasforma in un terremoto a New York > !

Il controllo del "prana" ( pranayama) non è solo un fatto fisiologico di scambi gassosi (ossigeno , anidride , ecc ) ma anche e soprattutto un fatto etico e morale che comporta: rispetto dell'ambiente , rispetto dell'umanità , un'alimentazione morigerata (Yama / Nyama ) evitando una "tecnologia" sfrenata che fa racchiudere l'uomo nella presunzione della sua potenza e quindi avere cura dell'esterno come del proprio interno . Se manteniamo pulito e decoroso l'ambiente di casa , dobbiamo egualmente fare con l'ambiente esterno ad essa , territorio , strade , città . Se aumentiamo l'energia del nostro corpo senza averlo "rinforzato " con pratiche fisiche ( asana ) rischiamo di rompere l'ATHANOR e l'effetto a livello microcosmico è lo stesso che a livello macrocosmico.....FUKUSHIMA appunto !

Occorre sempre più energia , ma per fare cosa ? Costruire sempre più automobili , aeroplani , oggetti consumistici , che ci allontanano ulteriormente dalla nostra "ESSENZA DIVINA " , diventando così la " sposa disorientata " del  CANTICO DEI CANTICI " che gira impazzita nelle strade deserte della città in cerca dell'AMATO (SPIRITO = PURUSHA )   ? Lasciando così spazio alla "tempesta " dei "venti " ( vaju ) , i "soffi " interiori sconvolti che animano il nostro corpo , scatenando  ansie , depressioni, attacchi di panico , paura , malattie ?

< Se mettete vino nuovo in una otre vecchia , presto questa si spacca >  ( Vangelo )

Quando l'ATHANOR di un individuo si riscalda troppo , sale la febbre , e se non viene raffreddato la malattia dilaga con conseguenze nefaste , e così per l'Athanor di una famiglia , che si riscalda per tensioni emotive , sentimentali , conflitti caratteriali , la famiglia si dissolve e così anche per l'Athanor di uno stato in mano a capi , ministri , despoti che si dilaniano lacerati dai propri egoismi di parte , è la fine di quegli stati e una tragedia per i suoi abitanti .

Fukushima , era una centrale in mano ai giapponesi . Chi può immaginare un popolo più preciso e tecnologicamente organizzato di quello ? Eppure la smania di produrre di più , di imporre i propri prodotti sui mercati , ha riscaldato al punto tale il loro " Athanor" che le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti . E' bastata una onda più alta di due metri rispetto a quella prevista nella progettazione , che tutti i più precisi calcoli sono andati in rotoli , come la babelica torre biblica . Un elettrone cambia traiettoria intorno al nucleo e vattela a pesca cosa può succedere , sarebbe il caso di ri-leggersi la teoria della " improbabilità " per comprendere che nel mondo sub-atomico può succere imprevidibilmente di tutto.......Dio non si fa mettere le mani addosso da nessuno , potete starne certi !

                                                            PRATICA MEDITATIVA

M'interiorizzo in silenzio osservo il respiro , nell'addome , nel torace , nelle clavicole

Visualizzo il mio corpo come un'otre , una botte oppure un Athanor

Ricordo qualche esperienza drammatica del mio passato quando un evento si è scatenato , determinato da una mia passione ...ricordo le conseguenze sul mio corpo .....
quando non ho controllato il prana .

Posso visualizzare l'episodio evangelico della Tempesta che cogli la barca di Pietro e degli altri discepoli con lui in mezzo al lago , creando panico e terrore in loro.
Visualizzo il maestro dormiente ( VERO SE ) . Il suo risveglio da parte dei discepoli . Il suo rimprovero : < Uomini di poca fede > , il suo comando agli elementi ( aria , acqua...sentimenti , emozioni..) : PLACATEVI ! E gli elementi ubbidirgli : Levandosi , Egli , il Maestro , diventa l'Albero maestro ( Vrkasana ) della barca , SUSHUMNA cosmica che ristabilisce la comunicazione tra Cielo e Terra.....

Om shanti

Yogacharyaeknathananda

giovedì 10 novembre 2011

RI-CREARSI O RI-INTONTIRSI ? SCOPRI IL " KUMBAKA "



Nacquero negli anni '70 in uno i primi villaggi turistici , che oggi sono diventati prassi consolidata per molte famiglie , desiderose di vedere organizzato il loro tempo dalla sveglia alla buonanotte ; infatti caratteristica di questi villaggi è quella di un ritmo ininterrotto di attività sportive ( vela , sci-nautico , nuoto , immersione , ..ecc) e ludiche ( danza , ginnastica , teatro , yoga , ...ecc) . 

Il sistema è congegnato in maniera tale di non lasciare spazio a " tempi morti " , si deve sempre in qualche modo essere impegnati in qualcosa , con il risultato che i giornali hanno cominciato a parlare di una sindrome patologica nota come " stress da vacanza" , che colpisce al  rientro dalle ferie . Si tratta di un collodiano " paese dei balocchi " , e li sappiamo che il biricchino Pinocchio si trasforma in " asinello " , Jiva (=besti ) appunto !

Il fenomeno segnala che quando l'uomo / donna è allontanato da se stesso ,  dal suo nucleo centrale e spinto a stare continuamente " fuori da se " , si espone inevitabilmente allo stress , anche in una situazione che dovrebbe essere di "divertimento ". Del resto la stessa parola (divertimento , dal latino "de-vertere " cioè  "cambiare direzione ") la dice lunga ; infatti  l'uomo/donna è invitato ad "allontanarsi " dal tran-tran quotidiano , dai soliti luoghi del lavoro , della sua città , per dirigersi "altrove " , "lontano", fuori dal mondo di tutti i giorni , e da ultimo fuori anche da se , catapultato in una sarabanda senza sosta di attività frenetiche elaborate con la deliberata volontà di impedirgli di "pensare ". Un tempo il divertimento era indicato con un'altra parola e cioè : RI-CREAZIONE , che ha ben altro significato . La " ri-creazione " , a scuola , al lavoro , le ferie estive , la stessa Domenica , ecc..indicava un momento di "SOSPENSIONE " , una " PAUSA " reale fra un'attività e l'altra .

Con il tempo tale pausa , tale sospensione , si è persa , sostituita da una forsennata attività meglio nota come divertimento , intorno al quale si è sviluppata una industria vera e propria di prodotti diversificati come viaggi , villaggi , trekking , mountain bike , sports estremi , pub , discoteche , ecc...ecc...attività peraltro condotte fino a notte inoltrata con conseguenze perniciose sulla resistenza psicofisica , un vero capolavoro di Matrix ( = mente egoica inferiore = Maya ).



Nello Yoga la respirazione ( pranayama )  è caratterizzata da 4 fasi e cioè :

Inspirazione (puraka) , Espirazione (rechaka) , e Sospensione ( kumbaka ) a polmoni vuoti  o a polmoni pieni  

Anche il respiro come vediamo si prende una pausa tra una fase inspiratoria ed una espiratoria , ..una vacanza ! Sappiamo cosa avviene nell'inspirazione , in essa  il corpo assume ossigeno , nell'espirazione emette anidride carbonica , ma non sappiamo cosa avviene nella pausa (kumbaka) , la pausa è caratterizzata solo dal silenzio , esattamente come quello spazio che c'è tra una parola e l'altra , un "vuoto " (sunya) . Ebbene quello "spazio" svolge una funzione importantissima nella sconfitta di "Matrix" ; infatti  la mente egoica inferiore ,  non sopporta gli spazi vuoti , in quanto in quelli non esiste ! Quegli spazi vuoti non le concedono ( a matrix ) alcun status symbol che accrediti la sua esistenza . 

Una società , soprattutto quella attuale basata sul rumore , sul continuo movimento , sul passaggio da un divertimento all'altro , su ore interminabili passate davanti a televisori e cinema,  fino a "divorare" lo stesso kumbaka notturno naturale , il sonno , rinnovando il mito della Medusa , il mostro con i serpenti sulla testa (=passioni scatenate ) che "pietrifica" con lo sguardo i malcapitati che entrano nel suo asse ottico, cioè gli uomini/donne catturati da matrix , attraverso lo  sguardo sempre ri-volto all'esterno e privi di " vita interiore ". Quando lo/a Yoghi/Yoghini entra in meditazione , abbassa le palpebre e rivolge il suo sguardo all'interno di se , fa proprio questo, il Kumbaka della vista , così facendo toglie potere alla Medusa . 

Di uomini/donne "pietrificati " del nostro tempo se ne contano a iosa ; infatti depressione , ansie , attacchi di panico , angoscia , sistemi cardiocircolatori in tilt , insonnia , ictus , ecc...sono in crescita esponenziale . Per questo motivo il Padreterno aveva dato loro (uomini/donne) lo " Shabbat ( il sabato ebraico ) , o la Domenica ( Dies Domini = Giorno del Signore ) appunto un Kumbaka , per ri-posarsi e ri-crearsi , nel silenzio della casa, dedicati agli affetti familiari , lontano dal chiasso e dei rumori di matrix  e perchè no ? A leggere ed ascoltare la Parola di Dio , le Sacre Scritture , altrimenti prende il sopravvento la " BESTIA" , che nel libro dell'Apocalisse è indicata dal numero " 666 " ; infatti  " Sei " (6) sono i giorni della settimana legati all'attività lavorativa e uno ,  il settimo (7) , dedicato al riposo . 



Nel racconto biblico della creazione il Signore Dio , dopo aver lavorato per 6 giorni , si riposò nel settimo , fece il suo Kumbaka , invitando l'uomo a fare altrettanto per riposare con Lui . Il settimo (7°) Chakra ( Sahasrara ) , nella fisiologia sottile dello Yoga è posto al di fuori del corpo , di poco sopra la fontanella cranica . Il 7° chakra è il centro del loto dai mille petali , il chakra del Samadhi ( estasi) dell'illuminazione , il chakra del giorno eterno , del settimo appunto , nel quale non tutti riescono ad "entrare " ( < multi vocati , pauca electi > < molti i chiamati pochi gli eletti > ) , non certo per divina volontà ( < Il Signore vuole che tutti si salvino > ) ma per volontà degli uomini/donne che non si danno pausa neanche nel 7° giorno , quindi il 6 si estende anche al 7 , il 7 scompare , rimane soltanto l'uomo/donna del sesto (6°) giorno , 666 , appunto la bestia , il jiva , cioè: la bestia incapace di accedere alla Spirito , rimane vittima nelle spire di matrix/medusa  , del suo respiro affannato e senza pause !

< Gli ebrei a causa dell'eccessivo lavoro ( fabbricavano mattoni per il faraone ) avevano il fiato corto > ( genesi ) , cioè : lavoravano sempre non avevano più Kumbaka .
Dice un antico proverbio : < Il lavoro nobilita l'uomo e lo rende simile alla bestia > appunto al Jiva (=bestia) di cui bisogna liberarsi ( = Moksa) con lo Yoga  !

                                                                Pratica Meditativa

- M'interiorizzo nel silenzio , osservo il respiro , soprattutto le sue pause (kumbaka) , 
  abbasso le palpebre ritiro (pratyhara) l'attenzione dal mondo esterno

- Mi concentro sul mondo interiore e focalizzo l'attenzione su di esso ( Dharana )

- Osservo la mia settimana lavorativa , i sei giorni , poi il "kumbaka" sabbatico , il giorno 
  di riposo , ed osservo quanto tempo ho dedicato al mio spazio divino

- Osservo se mi sono semplicemente divertito o invece ri-creato

- L'esercizio mi aiuterà a verificare se sono targato 666 o 777 , se sono una bestia o un 
  vero Figlio dell'Uomo e di Dio

Om shanti

Yogacharya Eknathananda

I KLESHA ...LE CINQUE SORGENTI DELLA SOFFERENZA UMANA


I "Klesha", le cinque sorgenti della sofferenza umana
Avidya, Asmita, Raga, Dvesha, Abhinivesha

Klesha in sanscrito, significa afflizione, sofferenza di carattere esistenziale dovuta alla non conoscenza della propria natura di Essere-Coscienza-Beatitudine assoluti (Satchidananda);  
Avidya è la radice di tutti gli altri klesha, definito ignoranza nel senso di nescenza o inconsapevolezza che porta a commettere degli errori che condizionano, di conseguenza, la nostra vita e l'intera esistenza.
Asmita è il senso dell'io individuale, “l'identificazione del Purusa con il città” (del nostro Sè supremo con il piccolo io); in tal modo condizioniamo la nostra Coscienza spirituale con le attività mentali e le vicissitudini quotidiane vivendo, di conseguenza, una vita di conflitti interiori ed esteriori. 
Raga é l'attrazione per qualcosa e si fonda sulla memoria del piacere; siamo attratti da qualcosa che in passato ci ha dato piacere, soddisfazione e viviamo in una perenne aspettativa di nuove simili esperienze; ma la vita e le situazioni cambiano, e sovente ci succedono imprevisti e contrasti inaspettati che ci causano frustrazioni, pentimenti ed afflizioni.
Dvesha è il contrario, ostilità, avversione, repulsione e si basa sull'insoddisfazione e dolore; dvesha si fonda a sua volta sul ricordo del dolore: tutto ciò che ci ricorda anche lontanamente esperienze negative e dolorose cerchiamo di evitarlo, ma non sempre ci riusciamo... 
Abnivesha viene definita attaccamento, istinto di sopravvivenza; questo attaccamento eccessivo, soprattutto in vecchiaia,  mette in moto quella particolare forza karmica che porta a reincarnarci in vite successive, anziché a liberarci e fonderci nell'Assoluto. Quindi è una forza molto potente contro la liberazione dello Spirito. 

I GUNA....LE QUALITA' DELLA CREAZIONE

« O Arjuna! Sattva, Rajas e Tamas: queste sono le qualità che nascono da Prakriti, e attraverso di esse viene imprigionata saldamente nel corpo l'Anima imperitura ed eterna. »
(Bhagavad Gita, XIV, 5)



Nel sistema filosofico Samkhya, per Guna si intendono le tre qualità costituive della Natura materiale, detta anche Creazione o Prakriti, principio cosmico femminile, contrapposta al Creatore Purusha che ne è il principio maschile. Al contrario di Purusha, l'uomo cosmico passivo, testimone e senza attributi, Prakriti è dinamica, sempre in movimento, in costante evoluzione e trasformazione; e i Guna (chiamati anche agenti o costituenti) sono le cause di questo movimento, le fondamentali modalità di manifestazione attraverso le quali l'energia di Prakriti si manifesta nella vita. Prakriti, nel suo stato primordiale di materia indifferenziata, presenta i tre Guna in perfetto equilibrio tra loro; la rottura di questo equilibrio porta ad una modificazione della sostanza primigenia: ciò che ne consegue è la manifestazione. I Guna, quindi, sono le diverse qualità della manifestazione.

Sattva è la materia originale, il primo gradino della manifestazione, la luce che costituisce il substrato dell'esistenza; infatti, sia nella Bibbia che nei testi sacri indiani, Dio crea la luce attraverso la parola. Questa luce primordiale è estremamente vicina all'Assoluto, e ciò le conferisce il potere di generare altra materia, Rajas, che inevitabilmente subirà un deterioramento rispetto alla materia originale; e Rajas a propria volta, attraverso un ulteriore degenerazione, darà origine a Tamas.

                                Le diverse qualità dei Guna 



La filosofia indiana, con la tipica esigenza di classificazione e la convinzione della corrispondenza Macrocosmo-Microcosmo, attraverso la teoria dei Guna spiega tutti gli aspetti della realtà psicologica, esoterica e fenomenologica. I Guna infatti sono numericamente infiniti, così come gli stati di coscienza, anche se per praticità vengono distinti in tre categorie funzionali :

Sattva : luminosità, consapevolezza, saggezza, salute, solarità, virtù, pace, calma, felicità, vita.

Rajas : passione, attività, eccitazione, desiderio, egoismo, attaccamento, oscillazione, instabilità, dolore.

Tamas : ignoranza, oscurità, indolenza, pigrizia, inerzia, staticità, illusione, apatia, indifferenza, morte.

I tre Guna si possono ritrovare identici in ogni aspetto dell'esistenza: nella natura e nella vita così come in tutti gli stati di coscienza. Così, quando prevale Sattva la coscienza umana è caratterizzata da uno stato di serenità e chiarezza mentale; quando Rajas è predominante, la coscienza diviene attiva, dinamica, volitiva e piena di energia; quando invece prevale Tamas la coscienza è inerte, immersa mell'apatia e nel torpore. Quest'ultimo infatti corrisponde all'elemento terra e rappresenta l'inerzia, la condensazione, la solidificazione, la tendenza al basso, cristallizzazione dell'energia invece "qualificata" da Rajas e "essenziata" da Sattva.

Così, gli individui tamasici (il pigro e l'inerte) esitano ad essere attivi, temendo di stancarsi o di fallire; gli individui rajasici (emotivi e passionali) si tuffano a capofitto nell'azione cercando risultati immediati, e rimangono delusi quando questi non arrivano come si aspettavano; mentre gli individui sattvici (le persone dotate di equilibrio mentale) sono attivi, considerando l'azione il loro dovere; il successo e il fallimento non disturbano la loro equanimità, poiché essi lasciano a Dio i frutti dei loro sforzi, consapevoli di essere solo strumenti nelle Sue mani.

Nel capitolo XIV della Bhagavad Gita si descrivono ampiamente le caratteristiche dei tre Guna e le loro differenti manifestazioni.

                                    Guna e liberazione

Sempre secondo la Bhagavad Gita, nonostante i Guna abbiano caratteristiche molto differenti tra loro (se non opposte) tutti e tre "legano", ognuno a proprio modo, l'anima al mondo :
le tendenze sattviche, generando attaccamento alla felicità ;
le tendenze rajasiche, generando attaccamento all'azione ed ai frutti che ne derivano ;
le tendenze tamasiche', inducendo uno stato di pigrizia ed indolenza .

I Guna sono quindi i primi responsabili del ciclo delle nascite e delle morti e della trasmigrazione delle anime da un corpo ad un altro (Saṃsāra). Come si è detto, l'uomo è imprigionato da queste tre influenze; egli si trova quindi in uno stato di dualità e sofferenza, dal momento che la sua anima è spirituale e non materiale. Solo quando l'uomo diverrà capace di esercitare l'equanimità rispetto alle tre influenze dei Guna, potrà liberarsi ottenendo così Moksha (la liberazione)


« Avendo trasceso le tre qualità della Natura, che sono la causa dell'incarnazione fisica, l'uomo è liberato dalle sofferenze di nascita, vecchiaia, dolore e morte; ed ottiene l'immortalità. »
(Bhagavad Gita, XIV, 20)


SATTVA , uno dei tre " GUNA " - qualità costituenti la manifestazione visibile -  contraddistingue l'essere in sè , l'esistenza in sè , l'essenza , l'intelligenza , la luce intellettuale , in riferimento all'equilibrio , l'armonia , la luce della purezza . 

Lo Yoghi attraverso la disciplina del corpo e della mente , eliminando l'AVIDYA - ignoranza spirituale - di TAMAS GUNA , vincendo le passioni di RAJAS GUNA , accede alla " Luce " di SATTVA GUNA, la " Luce " di VIDYA - conoscenza spirituale - , sperimentando così lo stato " edenico " -paradisiaco - della ritrovata unità interiore , quando il Maschile ed il Femminile nuovamente riuniti , permettono l'esperienza del SAMADHI , lo stato cioè di BODHISATTVA , o " CORPO DI LUCE " , che si manifesta quando il " Dio Interiore " di ogni essere , è " liberato " - MUKTA - dalle catene dei condizionamenti , delle illusioni , e delle false credenze della mente , responsabile di ogni " dualismo " .

La tradizione iniziatica di Occidente indica questo itinerario conoscitivo come : VIA PURGATIVA ( Purificatio ) , VIA ILLUMINATIVA ( Illuminatio ) , e VIA UNITIVA ( Contemplatio ) e questi tre stadi sono ben illustrati nel dipinto di Raffaello noto come " LA TRASFIGURAZIONE" .

Yogacharya Eknathananda