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giovedì 10 novembre 2011

I KLESHA ...LE CINQUE SORGENTI DELLA SOFFERENZA UMANA


I "Klesha", le cinque sorgenti della sofferenza umana
Avidya, Asmita, Raga, Dvesha, Abhinivesha

Klesha in sanscrito, significa afflizione, sofferenza di carattere esistenziale dovuta alla non conoscenza della propria natura di Essere-Coscienza-Beatitudine assoluti (Satchidananda);  
Avidya è la radice di tutti gli altri klesha, definito ignoranza nel senso di nescenza o inconsapevolezza che porta a commettere degli errori che condizionano, di conseguenza, la nostra vita e l'intera esistenza.
Asmita è il senso dell'io individuale, “l'identificazione del Purusa con il città” (del nostro Sè supremo con il piccolo io); in tal modo condizioniamo la nostra Coscienza spirituale con le attività mentali e le vicissitudini quotidiane vivendo, di conseguenza, una vita di conflitti interiori ed esteriori. 
Raga é l'attrazione per qualcosa e si fonda sulla memoria del piacere; siamo attratti da qualcosa che in passato ci ha dato piacere, soddisfazione e viviamo in una perenne aspettativa di nuove simili esperienze; ma la vita e le situazioni cambiano, e sovente ci succedono imprevisti e contrasti inaspettati che ci causano frustrazioni, pentimenti ed afflizioni.
Dvesha è il contrario, ostilità, avversione, repulsione e si basa sull'insoddisfazione e dolore; dvesha si fonda a sua volta sul ricordo del dolore: tutto ciò che ci ricorda anche lontanamente esperienze negative e dolorose cerchiamo di evitarlo, ma non sempre ci riusciamo... 
Abnivesha viene definita attaccamento, istinto di sopravvivenza; questo attaccamento eccessivo, soprattutto in vecchiaia,  mette in moto quella particolare forza karmica che porta a reincarnarci in vite successive, anziché a liberarci e fonderci nell'Assoluto. Quindi è una forza molto potente contro la liberazione dello Spirito. 

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