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venerdì 16 dicembre 2011

GIUSEPPE IL MAGO...UN ESPERTO DI YOGA NIDRA...GRAN CONSELLOR

Come Il biblico Giacobbe era il figlio prediletto di sua madre. Giuseppe lo è del padre, insomma quello che oggi indicheremmo come un : figlio di papà !

Riceve dal padre una bella tunica con la quale si pavoneggia tra i fratelli , racconta di sogni che lo indicano avere una preminenza financo sui genitori ( gli undici covoni che si piegano davanti al più grande che rimane dritto , il sole , la luna , le stelle che gli rendono omaggio....ecc) al punto da suscitare invidia ed odio tra i suoi fratelli : < vuoi forse diventare re su di noi o farti nostro padrone ? > ( Gn. 37,8 ) e perplesità nello stesso padre , che però con una strana percezione interiore ( direi mariana ) “ serbava nel suo cuore “ questi segni , che preannunciavano un figlio ed un destino diverso dagli altri figli.

Giuseppe , a differenza dei fratelli , sembra attingere ad una “ fonte interiore “ , il mondo dell’inconscio ( sa interpretare i sogni ) , dell’inspirazione , insomma  : IL MONDO DEL MAGO.
Però anche lui non sarà sottratto alla dolorosa disciplina dell’apprendistato , della pedagogia divina , che lo condurrà alla presa di coscienza della sua  “ messianicità “ ; infatti inviato dal padre a verificare se i suoi fratelli erano in pace ( = Shalom ) al seguito del gregge , questi vedendolo decidono di ucciderlo , ma Ruben il maggiore sventerà questo proposito cedendo però all’idea di Giuda ( tribù da cui nascerà la progenie messianica che culminerà attraverso Davide in Cristo ) di venderlo ai mercanti Ismaeliti ( la tribù che nasce da suo zio ismaele abbandonato nel deserto ) dopo averlo gettato in una “ cisterna “ ( = luogo della nigredo , delle tenebre , dell’oscurità ).

Portato in Egitto ( = oscurità) dalle mani degli Ismaeliti passerà “ schiavo “ nelle mani di Putifarre , alto ufficiale del Faraone .
Risale dall’oscurità , dalla disperazione , dall’angoscia in cui era caduto ed acquista prestigio e stima presso il potente signore. Dura poco : infatti viene presto molestato dalla moglie dell’ufficiale e non avendo ceduto alle sue lusinghe ( in realtà non ha ceduto alla tentazione di cadere nelle braccia del paganesimo per difendere la sua missione messianica ) e ben presto ricadrà nell’oscurità della prigione in compagnia di un fornaio e del coppiere del faraone a cui interpreterà i sogni ; si farà degli amici anche lì , in fondo è un “ number one “ , e quindi diventerà “ grande “ , sempre più grande , al punto che la prigione non potrà più contenerlo , a riprova del fatto  che Dio non vuole addomesticare l’uomo , ma che vuole renderlo “ GRANDE “ !

Sarà chiamato dal faraone per spiegargli un sogno ricorrente ( sette vacche grasse e sette magre.....sette spighe fiorite e sette inaridite ) ed i consigli che darà al faraone gli garantiranno la nomina ad amministratore ed in pratica secondo solo al faraone e con pieni poteri.
Dice di lui il faraone . < Troveremo ancora un uomo in cui abitano i poteri di Dio , come in costui ? > ( Gn. 41,38 )
Ma G. ora non più spavaldo come un tempo e dice di se  : < Non io , ma DIO darà la risposta per il bene del faraone > ( Gn. 41,16 )
G. quindi per sette anni “ accumula “ ( questo significa il suo nome ) energia nei silos , grano e cereali , e quando nei sette anni successivi scatterà la carestia gli egiziani si troveranno al riparo e non solo ; infatti risulterà provvidenziale anche per il suo popolo che tramite i suoi fratelli giungerà in Egitto per chiedere aiuti alimentari.
G. riconosce in questi accadimenti l’opera di Dio , che lo ha voluto in Egitto per assolvere alle bisogna del suo popolo , riabbraccia piangendo ( un incontro poetico e struggente ) i fratelli e provvede ai loro bisogni , il suo piccolo - ego si è liberato di tutte le vanità , è sceso dal trono e si è fatto “ fratello tra i fratelli “. G. diventa un saggio/mago educato a ciò dall’abbandono , dall’impotenza , dalla solitudine e dall’oscurità....!

In G. sono presenti molte immagini che porta a compimento , una fra tutte : l’ARCHETIPO DEL MAGO  !
Il Mago sta sui propri piedi a cavallo di “ due mondi “ , conosce le leggi eterne del divenire e del trascorrere , conosce l’ordine della creazione , e realizza sulla terra quello che ha conosciuto. Egli è capace di penetrare l’immagine apparente di questo mondo ( = maya ) che si mostra in primo piano e di conoscere la realtà che sta sullo sfondo .
Il mago padroneggia l’arte di dar forma a questo mondo sulla base della sua chiarezza interiore a partire dall conoscenza circa il sopramondano , Dio stesso gli mostra ciò che sta in fondo ad ogni realtà.

G. dà forma al mondo a partire dalla  sua sapienza circa i sogni , divinamente inspirati ; G. è in contatto con Dio ed organizza la politica in Egitto in base alle indicazioni divine !
Ma, ma, ma , l’archetipo del mago , come ogni archetipo , è pericoloso e chi lo vuole avvicinare deve farlo con grande prudenza , perchè il rischio è l’eccessivo rigonfiamento dell’Io , che rende ciechi ai propri lati ombra che esposti all’inflazione dell’Io ( tentazione diabolica corsa da Gesù nel deserto )  conducono a vere e proprie catastrofi interiori ed esteriori che interessano paricolari categorie a rischio come preti , psicopterapeuti , predicatori televisivi , guru , politici....ecc...ecc..( I baldacchini delle chiese rappresentano , come il trono del faraone , il limite invalicabile dell’io ).

Chi si assume ruoli di guida e d’impresa non può fare a meno di questo archetipo che ri-allaccia ad una fonte interiore d’immensa energia e potenzialità creativa che determinano il raggiuggimento di obiettivi non raggiungibili solo con un freddo calcolo razionale !
il Mago va oltre non si ferma alla sola superficie !

La Magia del Cristianesimo è una : MAGIA D’AMORE ! Che si concretizza in benevolenza e prossimità nei confronti di Dio e del prossimo , come c’insegna la storia di G.
Qualcosa del mago lo abbiamo tutti noi , e dovremmo cercare in noi il contatto interiore con la spirito , con la sorgente perenne che non inaridisce mai ( = Cristo ) sviluppando il silenzio e la meditazione. Per dar forma a “ questo mondo “ , abbiamo bisogno di un  luogo al di fuori di esso ( = Non se locale ) , un luogo sul quale il mondo non ha nessun potere .

A partire da questo “ luogo “ otteniamo sufficiente distanza, distacco ed energia per rivolgere lo sguardo verso i problemi della vita quotidiana e per riconoscere ciò che importa , come nel caso di G. : la  salvezza di Israele !
Così quanti che hanno responsabilità di “ leadership “ , politica , finanziaria , familiare , dovrebbero sviluppare la “ mistica “ , non come un vano ritrarsi in sè , lontano dal mondo e dalle sue problematiche , ma invece in mezzo al mondo , rimanere in contatto con il sovramondano , con  il trascendente , da ultimo con Dio , per meglio dedicarsi ai problemi della vita quotidiana senza  sprofondare in essi e perdervisi , così da assumere il nome egiziano dato dal faraone a Giuseppe e cioè : ZAFNAT PANEACH !

La cui traduzione è : Colui che ci ri-sveglia con la sua Parola e ci mantiene in Vita !!!!!!!


G. in fondo è quello che oggi chiameremmo un  " Counsellor " , un esperto  di " counselling", una figura professionale molto ricercata ai nostri giorni così carenti di uomini dotati di "viveka" (= retto discernimento ) ; infatti tramite suo sia l'Egitto sia la sua famiglia superano una grave crisi alimentare ( carestia)  , economica e sociale ; in virtù del fatto che G. è particolarmente versato nello Yoga-Nidra , lo Yoga di " consapevolezza profonda ", ( stato di Svapnasthana) quello stato che permette di attingere all'inconscio e da ultimo a Dio stesso , ecco perchè G. afferma di se : < Non io , ma Dio > 



                                                PRATICA   MEDITATIVA

- Respirazione molto allungata e lenta per favorire le “ onde “ cerebrali che favoriscono
  il sonno ed il sogno ( Svapnasthana ) - Yoga Nidra 

- Mantra OM - La parola carica di energia “ pane dell’anima “ , la Parola che risveglia e 
  conduce a nuova vita

-  Uddjai pranayama , il respiro sottile che facilita l'ingresso in Svapnasthana

- Visualizzazione creativa ( carestia , terra deserta , aridità spirituale , terra fertile ...)



                                                      Spunti per la riflessione personale 

-  G. presenta personalità / ego trascendente / spirito. Se locale / Se non locale

-  G. assicura l’energia ( prana ) del suo popolo in terra straniera (=avidya ignoranza 
   spirituale)

-  G. denudato dai fratelli e venduto ( Ecce homo ) proprio da Giuda , prefigura il Cristo che 
   diventerà per i cristiani presso Dio , ciò che G. era presso il Farone.
   La spoliazione simboleggia l'abbandono di ogni attaccamento terreno (=Nigredo)


-  G.  , uomo messianico , resisterà alla tentazione di cadere nelle braccia
   del paganesimo ( moglie di Potifarre )

-  Discesa agli inferi . Perde entrambi le vesti ( regale e da schiavo )

-  G. gradualmente scopre tutta la sua potenzialità

-  G. interpreta in prigione i sogni del Fornaio e del Coppiere.

-  G. perfetta fusione di subconscio / conscio / coscienza superiore. Emisferi destro e 
   sinistro , perfetta sintesi di maschile e femminile . G. si trucca secondo l'uso egiziano

-  < Ricordati di me > dice al Coppiere che esce di prigione , le stesse parole che il buon 
    ladrone indirizza a Gesù sulla croce.
- < Solo il Trono mi farà più grande di te > dice a G. il Faraone per dargli un“ limite “ , 
   necessario per evitare il “ gonfiamento “ dell’Io.

-  Pedagogia progressiva della Fratellanza da parte di G.

- Calice = simbolo di partecipazione ai contenuti della vita del possessore
   Rubarlo significa rubare la vita al suo proprietario

-  Negli eventi G. ri-conosce la pedagogia divina , che può servirsi del male
   per fare il Bene , dice G. : < Dio mi ha mandato davanti a voi , per manten=
   tenervi in vita >

- Le lacrime portano via le maschere di tutti per lasciare posto al vero volto
  di ognuno , sciolgono il trucco sul viso di G.

-  G. forza la situazione per far emergere il loro dolore e pentimento , ma sa
   anche di dovere a loro la sua carriera e la sua fede.

- Opere  e Grazia si accompagnano senza Dio non si può fare alcunchè !










mercoledì 14 dicembre 2011

GIONA...UN REFRAMING FORZATO



                                              
Giona , un archetipo interessante , non nasce profeta , lo diventerà , costretto da Dio , in seguito , mentre inizialmente si presenta come l’archetipo del “ furbastro “ , un personaggio dotato di “ humor “ , che ha lasciato l’impressione che anche Dio sia dotato di “ humor “ , ma potrebbe non essere così ? Dal momento che anche Giona è una sua creatura , e come dice il detto  :  talis pater , talis filius !. 

Quella di Giona non è una storia a fosche tinte , di quelle che disegnano una spiritualità drammatica, tipica di tante altre storie bibliche , p.e. come quella  drammatica  di Geremia , o quella visionaria di Ezechiele ,...ecc...ecc....al contrario è una storia che si manifesta in un quotidiano anche con accenti fantastici , ma un quotidiano senza il “ pathos “ proprio di tante altre chiamate ; ma vediamo in breve la storia .

Giona riceve l’incarico da Dio di andare nella città “ pagana “ di Ninive ( quindi non ebrea ) e di predicare che incombe sulla città il giudizio divino di punizione . Giona si schernisce ( ignora che : < Vocatus o non vocatus , Deus qui in te est aderit > cioè < chiamato o non chiamato , il tuo Dio interiore ti raggiungerà > ) , e da ultimo si da a gambe , salta sulla prima nave in partenza e cerca di riparare in Spagna ( città di Tarsis ). Con il Signore non c’è nulla da fare però , la nave sarà colta da una tempesta ( indovina chi l’ha scatenata ? )
i marinai scoprono che lui era un ebreo , quindi uno straniero e lo gettano in mare , la tempesta si placa , ma G. viene ingoiato da un pesce ( non ricorda un pò Pinocchio ? ) , poi dopo tre giorni risputato fuori ( tre giorni , quanti ne passa Cristo nella tomba prima di risorgere ) e capisce che ha poche chance , quindi raggiunge Ninive ed annuncia loro : <Appena 40 giorni e Ninive sarà distrutta >  e cosa accade ? Incredibile gli abitanti si convertono ! E per primo ad allibire è proprio il “ furbetto del quartierino “ si proprio lui , che di fronte a tanto chiede al Signore , pensate , di morire : < ...Signore toglimi la vita , è meglio per me morire che vivere > ( ma è furbastro , non diamogli peso , neanche Dio gliene da ) .

 La sua ira assume qualcosa di grottesco , di umoristica , Giona fa la parte di un attore comico , che si vela di tristezza quando le cose vanno magnificamente bene , la storia prosegue con altre amene situazioni , che evidenziano come l’umorismo e l’ironia fanno bene all’anima nelle sue relazioni con Dio  , troppo spesso appesantito da libri di spiritualità traspiranti eccessivo pathos ed a smantellare molta spiritualità New age che si prende eccessivamente sul serio .

L’archetipo del birbone trova espressione anche nelle figure di animale come  il gatto e la volpe , il coyote Willie , ecc...che popolano tante nostre fiabe e che ci aiutano a riconoscere i nostri istinti animali ; infatti chi rinnega il suo lato “ombra” animale viene poi raggiunto da esso e molto spesso gli animali “ birboni “ insegnano la saggezza !

Altre volte il “ birbone “ compare in forma d’uomo per smatellare il nostro lato “ ombra “ , magari proprio nel momento che stiamo per identificarci con il nostro ruolo . In fondo il “ birbone “ , giullare , è una “ figura spirituale “ , che ci preserva l’ego da eccessivi “ rigonfiamenti “ , è questa la causa per cui i regimi totalitari non amano la “ satira “ ! Ed anche la religione ha bisogno di buffoni per non deviare in un eccessivo tradizionalismo .
Presso i Greci l’imbroglioncello si vestiva con i panni Hermes , che appena nato rubò i buoi a suo fratello Apollo , che accuserà Hermes di quel tiro mancino , ma Hermes si trasformerà in un bambino innocente perchè la sua caratteristica ed abilità è quella di mutare forma ed aspetto ; infatti i latini lo chiamavano “ Mercurio “ , volatile e cangiante come quel metallo , chi entra in contatto con il proprio Hermes interiore si caratterizza per scaltrezza , astuzia , e mutevolezza della forma esteriore , un vero attore !

Come ogni archetipo che si rispetti anche Hermes ha due lati . Chi è dominato da questo archetipo diventa un ladro pieno di fantasia o un astuto ingannatore , però Hermes era anche “ psicopompo “ , guida delle anime , di cui ne conosce bene gli inrighi , ed è l’unico che attraversa tutti e tre i regni , celeste , terrestre ed infero ; infatti discende nel profondo dell’Ade  , cioè nel proprio mondo ombra , per portare in “ Luce “ tutto ciò che giace nascosto nel nostro profondo .

E’ questo il vero e proprio significato del “ furfante divino “ : che in maniera umoristica ci svela la nostra verità e ci da il coraggio di scendere con “ umiltà “ ( = humus = terra ) nel regno d’ombra della nostra anima , per portare alla luce tutto ciò che preferiremmo “ ri-muovere “.

Quante volte nel quotidiano la tensione di una situazione esacerbata viene “ sdrammatizzata “ attraverso una barzelletta o un racconto umoristico , che , a volte , vanno a colpire donne e uomini potenti , per il bisogno di non prendere la vita troppo sul serio ed uscir così fuori dal duro mondo del lavoro o dal pathos di una spiritualità troppo esagerata ; insomma dell’esser uomo fa parte , a ragione , l’umorismo e l’uomo ha bisogno del birbone in sè per vivere sereno in questo mondo , altrimenti rischierebbe di rimanere catturato dentro l’ira !

Ma naturalmente anche il birbone ha il suo lato ombra. Egli può buttare tutto in risata ed infischiarsene di qualsiasi responsabilità ; quindi c’è bisogno di entrambi i poli : la prontezza a combattere contro ogni ingiustizia ed al tempo stesso la libertà interiore nei confronti di tutto . Lo smascheramento spesso nasconde più forza che non lanciarsi alla carica con violenza ; infatti chi smaschera ciò che è ingiusto gli sottrae più potere , quindi la funzione critica del buffone smaschera il pathos come tentativo di manipolare gli uomini.

La presenza nel ventre oscuro di Giona simboleggia la " NIGREDO " alchemica , quella fase di dissoluzione della materia che " macera " , per far posto alla nuova " forma " ( = Rupa ) , alla forma celeste ( = Svarupa = forma celeste ) , preludio inevitabile di ogni " ri-nascita " spirituale . Giona non nasce profeta , ma lo diventa , assumendo una nuova forma mentis . Gli incontri con la divinità sono così , se non c'è trasformazione ( REFRAMING ) , non c'è reale incontro . Nel caso di Giona , si può dire che il Reframing non se lo è cercato , ma è Dio che lo è andato a cercare , lo ha snidato , lo ha costretto. Giona viveva rannicchiato in se stesso , nelle sue piccole furberie , tranquillo nel " muladhara chakra " . Dio è sceso nei suoi inferi , fin nel muladhara , per portarlo in cielo nello Ajina chakra , centro della "Viveka" ( = retta visione ) , attraverso l'oceano tempestoso delle passioni rappresentato dalle acque del mare di svadisthana cakra , in cui il "Virat" ( eroe spirituale ) prende posto del furbetto , come il bambino Pinocchio prende il posto del vecchio burattino .

Consiglio ? Portatevi sempre  dietro il birbante buffone , farà bene al vostro fegato ! E poi non dimenticate che proprio il Signore Gesù ha citato Giona come “ unico segno “ che sarà dato agli increduli e se amate il giardinaggio , piantate una bella pianta di “ ricino “ vi insegnerà molte cose !

 Yogacharya Eknathananda


                                                  PRATICA  MEDITATIVA

- Massaggio agli emisferi cerebrali - Kaphalabathi

- Pranayama dei 5 Vaju - I venti che si scatenano nella tempesta sulla barca di Giona

- Asana : navasana ( la barca ) - Matsyasana ( il pesce )

- Pratica di Yoga Nidra ( Visualizzazione creativa della nave , oscurità / luce , rinascita )

- Pratica di Yoga della Risata - Hasya Yoga 

SANSONE...UN REFRAMING NAUFRAGATO



( Annibale Carracci 1588 " Sansone in carcere)


Sansone : il Rambo di Dio !  Il Guerriero ( = Virat ) per antonomasia , un " macho " ante-litteram tutto muscoli , dotato di astuzia tattica , ma non stratega intelligente , nemico giurato dei Filistei , una vita avventurosa , passionale , incontrollata , che non riesce ad approdare , come altri eroi biblici ad un "rinnovamento interiore" ( Re-framing = nuova visione di vita ) , ma al contrario naufraga in fragorosa caduta , rovinosa per se e per gli altri , i filistei appunto , fino alla rovina del tempio (=corpo) .


La madre , sterile per molti anni , riesce ad ottenere dopo molte insistenze e preghiere al Signore , la grazia del suo concepimento , con la promessa di consacrarlo al " Nazireato " che prevedeva di tagliare i capelli. 


Cresce forte , Sansone , porta in se la forza che gli viene dal Signore e come giudice eletto dal popolo , è chiamato a difendere e liberare il popolo dalla signoria dei Filistei ; fa a pezzi un leone che trova sulla sua strada ; pone indovinelli maliziosi con forti penali ai suoi nemici ; scaglia volpi , alle cui code aveva legato fascine di legno incendiate,  nei campi dei Filistei , rivelandosi così anche abile guerrigliero ,  e come tutti i guerrieri e palestrati , si sa , ama molto il  riposo del guerriero , cioè : le donne !

Non importa siano esse ebree o non , a lui non interessa , anche i nomi di esse non abbondano , solo di una se ne saprà l’appellativo e quella si , se la ricorderà anche lui molto bene , cioè : Dalila !
Sarà infatti questa , che dopo averlo “ depilato “ ( o pelato ben ben bene , come antica consuetudine del "femminile" prostituito ) , lo consegnerà in mano ai Filistei , procurandogli un finale tragico e rovinoso tra le macerie del tempio , insieme ai suoi nemici .
                                                                           ( Dalila taglia i capelli a Sansone )
Sansone è il tipico guerriero , un ' archetipo  ambiguo , come il “ Marte latino ( Ares ) “ che da una parte è immagine della forza maschile positiva e dall’altra negativa con la sua propensione alla guerra e alla sensualità incontrollata .

In senso positivo , il guerriero sta a simboleggiare uno che sa far fronte alla propria paura prendendo in mano la sua vita ; il guerriero autentico combatte sempre per la vita , per qualcuno e mai contro qualcuno  e soprattutto per la pace dei popoli. Insomma per sviluppare il nostro autentico “ SE “ non si possono scansare i conflitti , ma è necessario canalizzare costruttivamente la nostra aggressività , che facilmente può trasformarsi in astio e odio ( vedi i guerrieri “ irriducibili “ dei nostri stadi domenicali ) .

La violenza è un rapporto inadeguato con l’aggressività , chi diventa violento viene dominato dall’aggressività. Il violento fa violenza a se stesso , uccide  la propria anima  !

Chi si espone all’archetipo del guerriero potrà essere ferito e finire in angoscia ; ma egli ha il coraggio di affrontare la vita con i suoi rischi e le sue ferite ;  al contrario di chi si rende  spettatore , e vedrà la vita fluire davanti a lui senza alcuna partecipazione . Il vero guerriero non agisce mai per cieco furore o desiderio di vendetta , non è violento , ma combatte per la pace , come guerrieri famosi alla stregua di Gandhi , o Martin L. King , ecc...
( Sansone vittorioso sui suoi nemici )

Ma Sansone , come tutti i forzuti di ogni tempo , ha il suo “ punto debole “ : i capelli !
Achille aveva il punto debole nel tallone , Sigfrido nella schiena.....ecc...ecc..Insomma quanti scendono in campo nella battaglia della vita prima o poi vengono feriti , proprio nel loro punto debole , perchè tutti lo abbiamo . Non si spiegherebbe perchè i sistemi politici creino gli apparati di spionaggio proprio per trovare il “ punto debole “ dell’avversario , per annientarlo ( magari appostati con fotocamera o attaccati al telefono ) e consci di ciò tanti uomini si “ corazzano “ psicologicamente dietro ruoli artefatti rifiutando di esporsi ; al contrario chi veramente uomo è , conscio delle sue debolezze , si espone comunque prendendosi le sue responsabilità !

                                                                     ( Sansone si scioglie dai legami )


Sansone mostra di sapersi liberare dai legami ( = corde ) con cui hanno tentato d’incatenarlo i suoi nemici , anche tra i suoi stessi conterranei e familiari , per consegnarlo ai Filistei , dando così l’immagine dell’uomo libero e indipendente anche dai vincoli di parentela e di cordate di partito , distante da ogni interesse personale o di gruppo .


Sansone non mostra spiritualità alcuna nel suo comportamento , non lo si coglie mai , a differenza di tanti esempi biblici a colloquio con Dio , forse a motivo della scarsa propensione degli uomini per la spiritualità che  contiene troppi elementi  “ tranquillizzanti e soporiferi “ minacciosi per  la forza del guerriero . così necessaria nell’ambito del “ cammino spirituale“ . Eppure la " Spiritualità " ha caratterizzato  molte  stagioni in epoche diverse  della “ Cavalleria Spirituale “ e della lotta contro le passioni e i demoni !


S. Benedetto da Norcia arrivò a parlare  della “ Militia Christi “ , esèrcita con le armi dell’obbedienza e del servizio a Cristo Re , cosa che a quel tempo attrasse non pochi e forti giovani , al contrario del tempo attuale , che vede molti uomini depressi e in fuga ,  rivolgersi a una  spiritualità sdolcinata , di genere . Si tratta di diventare monaci/guerrieri interiori , che rimangono sulla breccia , non arretrano , e realizzano il cammino interiore cui sono chiamati. 


S. Giorgio , S. Acazio , S. Maurizio , sono tra i nomi di guerrieri più noti , ma non mancano altri nomi significativi , come S. Ignazio p.e. Il Medioevo ci restituisce l’immagine di un guerriero/Cavaliere educato ai valori della battaglia , del servizio , della disciplina dell’amore , disciplinato anche nei rapporti con la “ donna “ , la “ Dama “ che ogni Cavaliere era chiamato a servire ;  quindi anche l’erotismo , diventa un “ erotismo adorante “ e ben lontano dalla grossoloanità e dalla rozzezza . 


Certo ai nostri giorni è difficile immaginare un rapporto uomo donna in quei termini , in quanto  impossibilitati storicamente a riproporre  questo amore cavalleresco , ma possiamo imparare a collegare in noi l’uno con l’altro , il virile “ guerriero “ e il tenero “amante “ , come nell'archetipo ben riuscito  del Re Davide .


Sansone è fortemente radicato nel " muladhara chakra  " in cui si è concentrata tutta l'energia " sattvica" del  desiderio materno ;  energia copiosamente  travasata nello "svadisthana chakra" , che lo rende " rajasicamente " amante potente e sensuale , ma sostanzialmente superficiale , incapace di approfondire i " rapporti " , più vicino alla "sveltina" , che a una espressione tantrica e sattvica della sessualità ; nel "manipura chakra" , centro del fuoco e dei rapporti sociali , presenta una inevitabile tendenza rajasica allo scontro fisico , mirante alla necessaria dis-truzione dell'altro , senza concessione alcuna a qualsivoglia tentativo diplomatico , tutto deve essere risolto con l'uso della forza .


Sansone rimane relegato nell'ambito coscienziale dei chakra legati all'istintualità e alla passione ; infatti  non accederà all'area dei sentimenti profondi , "anahata chakra" , nè all'area della parola  , " vishuddi chakra " , dal momento che menava solo le mani e soprattutto non raggiungerà " ajina chakra " , l'apertura metafisica del " terzo occhio " , apertura offuscata e preclusa dalla sua sensualità incontrollata . Sansone , prigioniero e schiavo delle passioni ( i Filistei ) subirà l'accecamento "tamasico" degli occhi e solo a quel punto comprenderà il fallimento della sua esistenza , avendo mancato l'obiettivo ontoligico di ogni esistenza e cioè : il ricongiungimento con Dio , con la sorgente !


Una furia distruttiva di odio e di disperazione lo indurrà , in un ultimo titanico sforzo , a scrollare le " due colonne " ( IDA = luna = femminile e PINGALA = sole = maschile ) fra le quali era incatenato , decretando in tal modo la distruzione del " Tempio " , del suo corpo  e di quello dei Filistei al grido del famoso andante : < Muoia Sansone con tutti i Filistei > .



Sansone non raggiungerà  "sahasrara chakra" , l'illuminazione , non diventerà un " Bodhisattva " (= guerriero illuminato )  perchè il suo maschile e il suo femminile non si sono congiunti e lo "squilibrio" spirituale , psichico , gli ha fatto perdere da ultimo il corpo !



                                                                         RIFLESSIONE

- Spirito guerriero costruttivo / distruttivo
- Bodhisattva (=guerriero illuminato )
- Sansone doma i leoni , ha un buon rapporto con la propria aggressività
- La violenza è l’approdo in senso distruttivo dell’aggressività , prima contro gli altri e da 
  ultimo si ritorce contro se stessi .
- Il peccato acceca Sansone , che non riesce a dominare i “ centri “ (=chakra) inferiori del 
  suo corpo.
  Sansone manca il bersaglio “ ontologico “ dell’esistenza.
- La canalizzazione dell’erotismo , funzionale alla realizzazione del “ Vero SE “
- Sforzo ( maschile )  / Accoglienza  ( femminile )
- Riunire la Polarità Maschile e la Polarità Femminile...saper combattere e saper amare 
  proprio dell’archetipo del “ RE “ ( = Davide )
- Diventare Re = diventare responsabile della propria vita ; regnare nella propria anima ; 
  dirigere consape=volmente i propri passi.... non rimanere un “ puer aeternus “ 
  intrappolato nel complesso di Peter Pan, dove Pan simboleggia il “ tutto “ , tutte le 
  potenzialità di essere a cui l’uomo non vuol rinunciare nel proprio egoismo.

martedì 13 dicembre 2011

AUTODIFESA PSICOLOGICA

                   



 Per vivere, orientarci e capire cio´che avviene intorno a noi, elaboriamo concetti, pensieri attraverso meccanismi cognitivi che crediamo originarsi nel cervello: nel mesencefalo sono strutturate parti di fondamentale importanza per la percezione visiva, nel diencefalo l´ipotalamo e´preposto al controllo degli stati motivazionali, l´amidgala e l´ippocampo garantiscono  la memoria. Pensare , percepire, ragionare, parlare, ricordare, decidere ed infine agire sono funzioni di un unico sistema biologico studiato dalle neuroscienze, le discipline che dominano attualmente la cultura scientifica applicata alla “macchina-uomo”.

Ci sono molti argomenti interessanti che riguardano l´evoluzione e i successi raggiunti  dalla scienza che entrano e fanno parte della vita quotidiana di ognuno di noi: le biotecnologie, la bioenergetica,  l´intelligenza informatica, la ricerca genetica, le quali pur dovendo confrontarsi inevitabilmente con limiti morali ed etici imposti dalle culture del momento´, trovano largamente spazio nella societa´globale, permettendoci di vivere meglio, di raggiungere il benessere.

       Ma gli utenti sono veramente soddisfatti, felici? Continue indagini, statistiche in merito, ci dicono altro: viviamo in una societa´sempre piu´frenetica, dove spesso lo stress prevarica la “normalita´”. Numerose sono le fobie, le ossessioni, le nevrosi che sottoforma di sindromi colpiscono gli individui soprattutto negli ambienti di lavoro: c´e´chi cronicizza una dipendenza da lavoro, non riesce mai a “staccare” ( sindrome di “workaholic”); chi rimane “bruciato” per un deperimento psicofisico causato da una patologica recezione emotiva per un´attivita´a stretto contatto con il prossimo ( syndrome di “burnout”).

Forse l´attenzione che poniamo alle reti neuronali e´eccessiva. Distaccachiamoci dal processo causa-effetto, dalla logica, dalla probabilita´, dalla ragione e proviamo per qualche momento ad essere dei poeti o degli artisti; proviamo ad immaginare: in questo spazio, o topos, non ci sono regole, le contrapposizioni svaniscono e si equivalgono, non ci sono valenze, associazioni, partiti, religioni….solo le nostre fantasie, tutte immagini indipendenti, autonome. Una cultura psicologica dell´immaginazione iniziata con Freud, Jung e culminante con Hilmann.

      La domanda che non dobbiamo mai porci, in riferimento alla logica su richiamata, e´: e´nato prima il lupo, o l´immagine del lupo? Esercitiamoci solo ad immaginare.
 Esiste un´antropologia imagistica che  racconta la storia dell´uomo  dalle incisioni rupestri nelle grotte del Palolitico alla pittura “metafisica”di De Chirico; nel corso di questo tragitto gli imaginifici che si spiegano all´uomo si consolidano in simboli, archetipi, miti.

L´immagine pretende la sua autonomia e per questo non ha bisogno di “essere percepita” perch´si autoraffigura essa stessa, è l’istinto che intuisce se stesso (Jung) e puo´essere da noi visitata, raccolta, archiviata.

Le immagini possono curarci, cosi´come sostenuto da un grande filosofo contemporaneo James Hilmann.

      Perche´quindi, non approfittare di questo materiale imagistico, di facile disponibilita´e recepimento? Abbiamo ad esso accesso in qualsiasi momento, dobbiamo solo cercare nella nostra immaginazione, in quell grosso contenitore imagistico, potremmo definirlo, e qualcosa, qualcuno ci dara´ragione, ci consolera´. Avere degli strumenti di facile acquisizione e padroneggiarli pu´aiutarci ad elaborare le nostre paure quotidiane.

      La paura di fallire, di non farcela, di non uscire dal “tunnel”o il semplice pessimismo potrebbero essere affrontati e interpretati - poiché il pensiero che è dietro alle nostre azioni è anch’esso l’immagine di un “agito”- evocando le gesta dei cavalieri che governano il cavallo, padroneggiano le forze avversarie diventando capi vittoriosi; l´interpretazione simbolica medievale del cavaliere vuol significare un perfetto controllo di se´e delle forze naturali; il cavaliere pur essendo vincitore, nasconde però alcune debolezze, come angoscia e paura che ne rivelano il lato umano, restituendoci da una figura mitologica una normalità sostanziale, vicina ad un uomo che vince e fallisce.

      La paura di morire che in una interpretazione psicologica vuol significare la liberazione dalle pene e dalle preoccupazioni, ci comunica che la morte mostra sempre la sua ambivalenza, ci conduce all´inferno o al paradiso, puo´rinnovarci atrraverso l´iniziazione. La morte nella mitologia greca e´personalizzata da Thanatos, figlia della notte e fratello del sonno; ma Thanatos va sempre a braccietto con Eros che interpreta il desiderio amoroso, l´unione mistica; la morte quindi non si scomoda “solo” per deprimere, per intristire e per indebolire ma anche per raccontare chi abbiamo vicino, e non vediamo, e dove siamo senza rendercene conto.

      Il disagio o fobia per il chiuso e gli spazi stretti, e´vincolata all´archetipo di Ananke la cui etimologia ha riscontro con il “gioco” del collare che si fa stretto; possiamo contrastare questo schema senza lasciarci costringere dal cappio che si chiude intorno, liberandoci nel labirinto del proprio inconscio cosi´come ha fatto Teseo che riusci´ad uccidere il “mostro”, il Minotauro, grazie al filo di Arianna che porta alla ragione. Anche in questo caso sottrarsi alle imposizioni della nostra mente e´solo una modalita´di pensiero di cui non si rimane vittima, ci sono delle via di fuga, delle alternative anch´esse gloriosamente rappresentate nell´immaginario mitologico collettivo e nel simbolismo universale.

     Piu´ sai e piu´puoi; cercare, informarsi continuamente circa le rappresentazioni, i  simboli utili alla nostra psiche, dove per psiche intendo un insieme di immagini, supporta e aggiunge sicurezza alle nostre labili certezze, significa lavorare sulle nostre paure, incomprenzioni emotive; e´un lavoro profondo ma reddittizio che trova la sua funzione nella ricerca continua di nuovi elementi utili alla sua esistenza: “il centro della coscienza e´nel suo moto”sosteneva Socrate.

     La societa´odierna e´fortemente dominata da convinzioni, ideologie, concetti che condizionano e caratterizzano il dissolvimento dell´identita´, una cultura che trascende il sesso, l´identita´di genere ( cultura transgender) che non ci rende sicuri. Perfino la fisica, che ha sempre avuto il primato di scienza atta a definire, controllare scientificamente i fenomeni esistenti intorno a noi, ha dovuto cedere difronte a se stessa nell´interminabile e complesso viaggio al centro della materia; in questo periodo storico non esistono piu´certezze fisiche misurabili: le particelle subatomiche, i “quanti” sono oggi definiti “pacchetti d´onda” cioe´particelle ed onda allo stesso momento: il principio di contraddizione e del terzo escluso, uno dei pilastri della logica Aristotelica per cui “tra gli opposti contraddittori non c’è un mezzo”, non trova in questo senso piu´applicazione come afferma il fisico Alessandro Haag. Affidiamoci alle forze del cosmo piuttosto che a quelle terrene e ritroviamo la tranquillita´sopita, in contrapposizione alla confusione e sofferenza mentale provocata dal diffuso pensiero ossessivo della societa´.

CAMBIA STRATEGIA QUANDO LE COSE VANNO MALE....REFRAIMING









Un giorno, un non vedente era seduto sul gradino di un marciapiede con un cappello ai suoi piedi e un pezzo di cartone con su scritto:
                   «Sono cieco, aiutatemi per favore!».
Un pubblicitario che passava di lì si fermò e notò che vi erano solo alcuni centesimi nel cappello. Si chinò e versò della moneta, poi, senza chiedere il permesso al cieco, prese il cartone, lo girò e vi scrisse sopra un'altra frase.
Al pomeriggio, il pubblicitario ripassò dal cieco e notò che il suo cappello era pieno di monete e di banconote. Il non vedente riconobbe il passo dell'uomo e gli domandò se era stato lui che aveva scritto sul suo pezzo di cartone e soprattutto che cosa vi avesse annotato.
Il pubblicitario rispose: "Nulla che non sia vero, ho solamente riscritto la tua frase in un altro modo". Sorrise e se ne andò.
Il non vedente non seppe mai che sul suo pezzo di cartone vi era scritto: "Oggi è primavera e io non posso vederla".
                               Morale
Cambia la tua strategia quando le cose non vanno molto bene e vedrai che poi andrà meglio! 
...E Se un giorno ti verrà rimproverato che il tuo lavoro non è stato fatto con professionalità rispondi che l'Arca di Noè è stata costruita da dilettanti e il Titanic da professionisti...
"...Che cosa sarebbe l'amore se non avessimo il coraggio di fare tentative ?..."  Vincent Van Gogh  
"E' proprio la possibilità di realizzare un sogno che rende la vita interessante" (Paulo Coelho)
Questo è ....REFRAMING !