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mercoledì 14 dicembre 2011

GIONA...UN REFRAMING FORZATO



                                              
Giona , un archetipo interessante , non nasce profeta , lo diventerà , costretto da Dio , in seguito , mentre inizialmente si presenta come l’archetipo del “ furbastro “ , un personaggio dotato di “ humor “ , che ha lasciato l’impressione che anche Dio sia dotato di “ humor “ , ma potrebbe non essere così ? Dal momento che anche Giona è una sua creatura , e come dice il detto  :  talis pater , talis filius !. 

Quella di Giona non è una storia a fosche tinte , di quelle che disegnano una spiritualità drammatica, tipica di tante altre storie bibliche , p.e. come quella  drammatica  di Geremia , o quella visionaria di Ezechiele ,...ecc...ecc....al contrario è una storia che si manifesta in un quotidiano anche con accenti fantastici , ma un quotidiano senza il “ pathos “ proprio di tante altre chiamate ; ma vediamo in breve la storia .

Giona riceve l’incarico da Dio di andare nella città “ pagana “ di Ninive ( quindi non ebrea ) e di predicare che incombe sulla città il giudizio divino di punizione . Giona si schernisce ( ignora che : < Vocatus o non vocatus , Deus qui in te est aderit > cioè < chiamato o non chiamato , il tuo Dio interiore ti raggiungerà > ) , e da ultimo si da a gambe , salta sulla prima nave in partenza e cerca di riparare in Spagna ( città di Tarsis ). Con il Signore non c’è nulla da fare però , la nave sarà colta da una tempesta ( indovina chi l’ha scatenata ? )
i marinai scoprono che lui era un ebreo , quindi uno straniero e lo gettano in mare , la tempesta si placa , ma G. viene ingoiato da un pesce ( non ricorda un pò Pinocchio ? ) , poi dopo tre giorni risputato fuori ( tre giorni , quanti ne passa Cristo nella tomba prima di risorgere ) e capisce che ha poche chance , quindi raggiunge Ninive ed annuncia loro : <Appena 40 giorni e Ninive sarà distrutta >  e cosa accade ? Incredibile gli abitanti si convertono ! E per primo ad allibire è proprio il “ furbetto del quartierino “ si proprio lui , che di fronte a tanto chiede al Signore , pensate , di morire : < ...Signore toglimi la vita , è meglio per me morire che vivere > ( ma è furbastro , non diamogli peso , neanche Dio gliene da ) .

 La sua ira assume qualcosa di grottesco , di umoristica , Giona fa la parte di un attore comico , che si vela di tristezza quando le cose vanno magnificamente bene , la storia prosegue con altre amene situazioni , che evidenziano come l’umorismo e l’ironia fanno bene all’anima nelle sue relazioni con Dio  , troppo spesso appesantito da libri di spiritualità traspiranti eccessivo pathos ed a smantellare molta spiritualità New age che si prende eccessivamente sul serio .

L’archetipo del birbone trova espressione anche nelle figure di animale come  il gatto e la volpe , il coyote Willie , ecc...che popolano tante nostre fiabe e che ci aiutano a riconoscere i nostri istinti animali ; infatti chi rinnega il suo lato “ombra” animale viene poi raggiunto da esso e molto spesso gli animali “ birboni “ insegnano la saggezza !

Altre volte il “ birbone “ compare in forma d’uomo per smatellare il nostro lato “ ombra “ , magari proprio nel momento che stiamo per identificarci con il nostro ruolo . In fondo il “ birbone “ , giullare , è una “ figura spirituale “ , che ci preserva l’ego da eccessivi “ rigonfiamenti “ , è questa la causa per cui i regimi totalitari non amano la “ satira “ ! Ed anche la religione ha bisogno di buffoni per non deviare in un eccessivo tradizionalismo .
Presso i Greci l’imbroglioncello si vestiva con i panni Hermes , che appena nato rubò i buoi a suo fratello Apollo , che accuserà Hermes di quel tiro mancino , ma Hermes si trasformerà in un bambino innocente perchè la sua caratteristica ed abilità è quella di mutare forma ed aspetto ; infatti i latini lo chiamavano “ Mercurio “ , volatile e cangiante come quel metallo , chi entra in contatto con il proprio Hermes interiore si caratterizza per scaltrezza , astuzia , e mutevolezza della forma esteriore , un vero attore !

Come ogni archetipo che si rispetti anche Hermes ha due lati . Chi è dominato da questo archetipo diventa un ladro pieno di fantasia o un astuto ingannatore , però Hermes era anche “ psicopompo “ , guida delle anime , di cui ne conosce bene gli inrighi , ed è l’unico che attraversa tutti e tre i regni , celeste , terrestre ed infero ; infatti discende nel profondo dell’Ade  , cioè nel proprio mondo ombra , per portare in “ Luce “ tutto ciò che giace nascosto nel nostro profondo .

E’ questo il vero e proprio significato del “ furfante divino “ : che in maniera umoristica ci svela la nostra verità e ci da il coraggio di scendere con “ umiltà “ ( = humus = terra ) nel regno d’ombra della nostra anima , per portare alla luce tutto ciò che preferiremmo “ ri-muovere “.

Quante volte nel quotidiano la tensione di una situazione esacerbata viene “ sdrammatizzata “ attraverso una barzelletta o un racconto umoristico , che , a volte , vanno a colpire donne e uomini potenti , per il bisogno di non prendere la vita troppo sul serio ed uscir così fuori dal duro mondo del lavoro o dal pathos di una spiritualità troppo esagerata ; insomma dell’esser uomo fa parte , a ragione , l’umorismo e l’uomo ha bisogno del birbone in sè per vivere sereno in questo mondo , altrimenti rischierebbe di rimanere catturato dentro l’ira !

Ma naturalmente anche il birbone ha il suo lato ombra. Egli può buttare tutto in risata ed infischiarsene di qualsiasi responsabilità ; quindi c’è bisogno di entrambi i poli : la prontezza a combattere contro ogni ingiustizia ed al tempo stesso la libertà interiore nei confronti di tutto . Lo smascheramento spesso nasconde più forza che non lanciarsi alla carica con violenza ; infatti chi smaschera ciò che è ingiusto gli sottrae più potere , quindi la funzione critica del buffone smaschera il pathos come tentativo di manipolare gli uomini.

La presenza nel ventre oscuro di Giona simboleggia la " NIGREDO " alchemica , quella fase di dissoluzione della materia che " macera " , per far posto alla nuova " forma " ( = Rupa ) , alla forma celeste ( = Svarupa = forma celeste ) , preludio inevitabile di ogni " ri-nascita " spirituale . Giona non nasce profeta , ma lo diventa , assumendo una nuova forma mentis . Gli incontri con la divinità sono così , se non c'è trasformazione ( REFRAMING ) , non c'è reale incontro . Nel caso di Giona , si può dire che il Reframing non se lo è cercato , ma è Dio che lo è andato a cercare , lo ha snidato , lo ha costretto. Giona viveva rannicchiato in se stesso , nelle sue piccole furberie , tranquillo nel " muladhara chakra " . Dio è sceso nei suoi inferi , fin nel muladhara , per portarlo in cielo nello Ajina chakra , centro della "Viveka" ( = retta visione ) , attraverso l'oceano tempestoso delle passioni rappresentato dalle acque del mare di svadisthana cakra , in cui il "Virat" ( eroe spirituale ) prende posto del furbetto , come il bambino Pinocchio prende il posto del vecchio burattino .

Consiglio ? Portatevi sempre  dietro il birbante buffone , farà bene al vostro fegato ! E poi non dimenticate che proprio il Signore Gesù ha citato Giona come “ unico segno “ che sarà dato agli increduli e se amate il giardinaggio , piantate una bella pianta di “ ricino “ vi insegnerà molte cose !

 Yogacharya Eknathananda


                                                  PRATICA  MEDITATIVA

- Massaggio agli emisferi cerebrali - Kaphalabathi

- Pranayama dei 5 Vaju - I venti che si scatenano nella tempesta sulla barca di Giona

- Asana : navasana ( la barca ) - Matsyasana ( il pesce )

- Pratica di Yoga Nidra ( Visualizzazione creativa della nave , oscurità / luce , rinascita )

- Pratica di Yoga della Risata - Hasya Yoga 

SANSONE...UN REFRAMING NAUFRAGATO



( Annibale Carracci 1588 " Sansone in carcere)


Sansone : il Rambo di Dio !  Il Guerriero ( = Virat ) per antonomasia , un " macho " ante-litteram tutto muscoli , dotato di astuzia tattica , ma non stratega intelligente , nemico giurato dei Filistei , una vita avventurosa , passionale , incontrollata , che non riesce ad approdare , come altri eroi biblici ad un "rinnovamento interiore" ( Re-framing = nuova visione di vita ) , ma al contrario naufraga in fragorosa caduta , rovinosa per se e per gli altri , i filistei appunto , fino alla rovina del tempio (=corpo) .


La madre , sterile per molti anni , riesce ad ottenere dopo molte insistenze e preghiere al Signore , la grazia del suo concepimento , con la promessa di consacrarlo al " Nazireato " che prevedeva di tagliare i capelli. 


Cresce forte , Sansone , porta in se la forza che gli viene dal Signore e come giudice eletto dal popolo , è chiamato a difendere e liberare il popolo dalla signoria dei Filistei ; fa a pezzi un leone che trova sulla sua strada ; pone indovinelli maliziosi con forti penali ai suoi nemici ; scaglia volpi , alle cui code aveva legato fascine di legno incendiate,  nei campi dei Filistei , rivelandosi così anche abile guerrigliero ,  e come tutti i guerrieri e palestrati , si sa , ama molto il  riposo del guerriero , cioè : le donne !

Non importa siano esse ebree o non , a lui non interessa , anche i nomi di esse non abbondano , solo di una se ne saprà l’appellativo e quella si , se la ricorderà anche lui molto bene , cioè : Dalila !
Sarà infatti questa , che dopo averlo “ depilato “ ( o pelato ben ben bene , come antica consuetudine del "femminile" prostituito ) , lo consegnerà in mano ai Filistei , procurandogli un finale tragico e rovinoso tra le macerie del tempio , insieme ai suoi nemici .
                                                                           ( Dalila taglia i capelli a Sansone )
Sansone è il tipico guerriero , un ' archetipo  ambiguo , come il “ Marte latino ( Ares ) “ che da una parte è immagine della forza maschile positiva e dall’altra negativa con la sua propensione alla guerra e alla sensualità incontrollata .

In senso positivo , il guerriero sta a simboleggiare uno che sa far fronte alla propria paura prendendo in mano la sua vita ; il guerriero autentico combatte sempre per la vita , per qualcuno e mai contro qualcuno  e soprattutto per la pace dei popoli. Insomma per sviluppare il nostro autentico “ SE “ non si possono scansare i conflitti , ma è necessario canalizzare costruttivamente la nostra aggressività , che facilmente può trasformarsi in astio e odio ( vedi i guerrieri “ irriducibili “ dei nostri stadi domenicali ) .

La violenza è un rapporto inadeguato con l’aggressività , chi diventa violento viene dominato dall’aggressività. Il violento fa violenza a se stesso , uccide  la propria anima  !

Chi si espone all’archetipo del guerriero potrà essere ferito e finire in angoscia ; ma egli ha il coraggio di affrontare la vita con i suoi rischi e le sue ferite ;  al contrario di chi si rende  spettatore , e vedrà la vita fluire davanti a lui senza alcuna partecipazione . Il vero guerriero non agisce mai per cieco furore o desiderio di vendetta , non è violento , ma combatte per la pace , come guerrieri famosi alla stregua di Gandhi , o Martin L. King , ecc...
( Sansone vittorioso sui suoi nemici )

Ma Sansone , come tutti i forzuti di ogni tempo , ha il suo “ punto debole “ : i capelli !
Achille aveva il punto debole nel tallone , Sigfrido nella schiena.....ecc...ecc..Insomma quanti scendono in campo nella battaglia della vita prima o poi vengono feriti , proprio nel loro punto debole , perchè tutti lo abbiamo . Non si spiegherebbe perchè i sistemi politici creino gli apparati di spionaggio proprio per trovare il “ punto debole “ dell’avversario , per annientarlo ( magari appostati con fotocamera o attaccati al telefono ) e consci di ciò tanti uomini si “ corazzano “ psicologicamente dietro ruoli artefatti rifiutando di esporsi ; al contrario chi veramente uomo è , conscio delle sue debolezze , si espone comunque prendendosi le sue responsabilità !

                                                                     ( Sansone si scioglie dai legami )


Sansone mostra di sapersi liberare dai legami ( = corde ) con cui hanno tentato d’incatenarlo i suoi nemici , anche tra i suoi stessi conterranei e familiari , per consegnarlo ai Filistei , dando così l’immagine dell’uomo libero e indipendente anche dai vincoli di parentela e di cordate di partito , distante da ogni interesse personale o di gruppo .


Sansone non mostra spiritualità alcuna nel suo comportamento , non lo si coglie mai , a differenza di tanti esempi biblici a colloquio con Dio , forse a motivo della scarsa propensione degli uomini per la spiritualità che  contiene troppi elementi  “ tranquillizzanti e soporiferi “ minacciosi per  la forza del guerriero . così necessaria nell’ambito del “ cammino spirituale“ . Eppure la " Spiritualità " ha caratterizzato  molte  stagioni in epoche diverse  della “ Cavalleria Spirituale “ e della lotta contro le passioni e i demoni !


S. Benedetto da Norcia arrivò a parlare  della “ Militia Christi “ , esèrcita con le armi dell’obbedienza e del servizio a Cristo Re , cosa che a quel tempo attrasse non pochi e forti giovani , al contrario del tempo attuale , che vede molti uomini depressi e in fuga ,  rivolgersi a una  spiritualità sdolcinata , di genere . Si tratta di diventare monaci/guerrieri interiori , che rimangono sulla breccia , non arretrano , e realizzano il cammino interiore cui sono chiamati. 


S. Giorgio , S. Acazio , S. Maurizio , sono tra i nomi di guerrieri più noti , ma non mancano altri nomi significativi , come S. Ignazio p.e. Il Medioevo ci restituisce l’immagine di un guerriero/Cavaliere educato ai valori della battaglia , del servizio , della disciplina dell’amore , disciplinato anche nei rapporti con la “ donna “ , la “ Dama “ che ogni Cavaliere era chiamato a servire ;  quindi anche l’erotismo , diventa un “ erotismo adorante “ e ben lontano dalla grossoloanità e dalla rozzezza . 


Certo ai nostri giorni è difficile immaginare un rapporto uomo donna in quei termini , in quanto  impossibilitati storicamente a riproporre  questo amore cavalleresco , ma possiamo imparare a collegare in noi l’uno con l’altro , il virile “ guerriero “ e il tenero “amante “ , come nell'archetipo ben riuscito  del Re Davide .


Sansone è fortemente radicato nel " muladhara chakra  " in cui si è concentrata tutta l'energia " sattvica" del  desiderio materno ;  energia copiosamente  travasata nello "svadisthana chakra" , che lo rende " rajasicamente " amante potente e sensuale , ma sostanzialmente superficiale , incapace di approfondire i " rapporti " , più vicino alla "sveltina" , che a una espressione tantrica e sattvica della sessualità ; nel "manipura chakra" , centro del fuoco e dei rapporti sociali , presenta una inevitabile tendenza rajasica allo scontro fisico , mirante alla necessaria dis-truzione dell'altro , senza concessione alcuna a qualsivoglia tentativo diplomatico , tutto deve essere risolto con l'uso della forza .


Sansone rimane relegato nell'ambito coscienziale dei chakra legati all'istintualità e alla passione ; infatti  non accederà all'area dei sentimenti profondi , "anahata chakra" , nè all'area della parola  , " vishuddi chakra " , dal momento che menava solo le mani e soprattutto non raggiungerà " ajina chakra " , l'apertura metafisica del " terzo occhio " , apertura offuscata e preclusa dalla sua sensualità incontrollata . Sansone , prigioniero e schiavo delle passioni ( i Filistei ) subirà l'accecamento "tamasico" degli occhi e solo a quel punto comprenderà il fallimento della sua esistenza , avendo mancato l'obiettivo ontoligico di ogni esistenza e cioè : il ricongiungimento con Dio , con la sorgente !


Una furia distruttiva di odio e di disperazione lo indurrà , in un ultimo titanico sforzo , a scrollare le " due colonne " ( IDA = luna = femminile e PINGALA = sole = maschile ) fra le quali era incatenato , decretando in tal modo la distruzione del " Tempio " , del suo corpo  e di quello dei Filistei al grido del famoso andante : < Muoia Sansone con tutti i Filistei > .



Sansone non raggiungerà  "sahasrara chakra" , l'illuminazione , non diventerà un " Bodhisattva " (= guerriero illuminato )  perchè il suo maschile e il suo femminile non si sono congiunti e lo "squilibrio" spirituale , psichico , gli ha fatto perdere da ultimo il corpo !



                                                                         RIFLESSIONE

- Spirito guerriero costruttivo / distruttivo
- Bodhisattva (=guerriero illuminato )
- Sansone doma i leoni , ha un buon rapporto con la propria aggressività
- La violenza è l’approdo in senso distruttivo dell’aggressività , prima contro gli altri e da 
  ultimo si ritorce contro se stessi .
- Il peccato acceca Sansone , che non riesce a dominare i “ centri “ (=chakra) inferiori del 
  suo corpo.
  Sansone manca il bersaglio “ ontologico “ dell’esistenza.
- La canalizzazione dell’erotismo , funzionale alla realizzazione del “ Vero SE “
- Sforzo ( maschile )  / Accoglienza  ( femminile )
- Riunire la Polarità Maschile e la Polarità Femminile...saper combattere e saper amare 
  proprio dell’archetipo del “ RE “ ( = Davide )
- Diventare Re = diventare responsabile della propria vita ; regnare nella propria anima ; 
  dirigere consape=volmente i propri passi.... non rimanere un “ puer aeternus “ 
  intrappolato nel complesso di Peter Pan, dove Pan simboleggia il “ tutto “ , tutte le 
  potenzialità di essere a cui l’uomo non vuol rinunciare nel proprio egoismo.

martedì 13 dicembre 2011

AUTODIFESA PSICOLOGICA

                   



 Per vivere, orientarci e capire cio´che avviene intorno a noi, elaboriamo concetti, pensieri attraverso meccanismi cognitivi che crediamo originarsi nel cervello: nel mesencefalo sono strutturate parti di fondamentale importanza per la percezione visiva, nel diencefalo l´ipotalamo e´preposto al controllo degli stati motivazionali, l´amidgala e l´ippocampo garantiscono  la memoria. Pensare , percepire, ragionare, parlare, ricordare, decidere ed infine agire sono funzioni di un unico sistema biologico studiato dalle neuroscienze, le discipline che dominano attualmente la cultura scientifica applicata alla “macchina-uomo”.

Ci sono molti argomenti interessanti che riguardano l´evoluzione e i successi raggiunti  dalla scienza che entrano e fanno parte della vita quotidiana di ognuno di noi: le biotecnologie, la bioenergetica,  l´intelligenza informatica, la ricerca genetica, le quali pur dovendo confrontarsi inevitabilmente con limiti morali ed etici imposti dalle culture del momento´, trovano largamente spazio nella societa´globale, permettendoci di vivere meglio, di raggiungere il benessere.

       Ma gli utenti sono veramente soddisfatti, felici? Continue indagini, statistiche in merito, ci dicono altro: viviamo in una societa´sempre piu´frenetica, dove spesso lo stress prevarica la “normalita´”. Numerose sono le fobie, le ossessioni, le nevrosi che sottoforma di sindromi colpiscono gli individui soprattutto negli ambienti di lavoro: c´e´chi cronicizza una dipendenza da lavoro, non riesce mai a “staccare” ( sindrome di “workaholic”); chi rimane “bruciato” per un deperimento psicofisico causato da una patologica recezione emotiva per un´attivita´a stretto contatto con il prossimo ( syndrome di “burnout”).

Forse l´attenzione che poniamo alle reti neuronali e´eccessiva. Distaccachiamoci dal processo causa-effetto, dalla logica, dalla probabilita´, dalla ragione e proviamo per qualche momento ad essere dei poeti o degli artisti; proviamo ad immaginare: in questo spazio, o topos, non ci sono regole, le contrapposizioni svaniscono e si equivalgono, non ci sono valenze, associazioni, partiti, religioni….solo le nostre fantasie, tutte immagini indipendenti, autonome. Una cultura psicologica dell´immaginazione iniziata con Freud, Jung e culminante con Hilmann.

      La domanda che non dobbiamo mai porci, in riferimento alla logica su richiamata, e´: e´nato prima il lupo, o l´immagine del lupo? Esercitiamoci solo ad immaginare.
 Esiste un´antropologia imagistica che  racconta la storia dell´uomo  dalle incisioni rupestri nelle grotte del Palolitico alla pittura “metafisica”di De Chirico; nel corso di questo tragitto gli imaginifici che si spiegano all´uomo si consolidano in simboli, archetipi, miti.

L´immagine pretende la sua autonomia e per questo non ha bisogno di “essere percepita” perch´si autoraffigura essa stessa, è l’istinto che intuisce se stesso (Jung) e puo´essere da noi visitata, raccolta, archiviata.

Le immagini possono curarci, cosi´come sostenuto da un grande filosofo contemporaneo James Hilmann.

      Perche´quindi, non approfittare di questo materiale imagistico, di facile disponibilita´e recepimento? Abbiamo ad esso accesso in qualsiasi momento, dobbiamo solo cercare nella nostra immaginazione, in quell grosso contenitore imagistico, potremmo definirlo, e qualcosa, qualcuno ci dara´ragione, ci consolera´. Avere degli strumenti di facile acquisizione e padroneggiarli pu´aiutarci ad elaborare le nostre paure quotidiane.

      La paura di fallire, di non farcela, di non uscire dal “tunnel”o il semplice pessimismo potrebbero essere affrontati e interpretati - poiché il pensiero che è dietro alle nostre azioni è anch’esso l’immagine di un “agito”- evocando le gesta dei cavalieri che governano il cavallo, padroneggiano le forze avversarie diventando capi vittoriosi; l´interpretazione simbolica medievale del cavaliere vuol significare un perfetto controllo di se´e delle forze naturali; il cavaliere pur essendo vincitore, nasconde però alcune debolezze, come angoscia e paura che ne rivelano il lato umano, restituendoci da una figura mitologica una normalità sostanziale, vicina ad un uomo che vince e fallisce.

      La paura di morire che in una interpretazione psicologica vuol significare la liberazione dalle pene e dalle preoccupazioni, ci comunica che la morte mostra sempre la sua ambivalenza, ci conduce all´inferno o al paradiso, puo´rinnovarci atrraverso l´iniziazione. La morte nella mitologia greca e´personalizzata da Thanatos, figlia della notte e fratello del sonno; ma Thanatos va sempre a braccietto con Eros che interpreta il desiderio amoroso, l´unione mistica; la morte quindi non si scomoda “solo” per deprimere, per intristire e per indebolire ma anche per raccontare chi abbiamo vicino, e non vediamo, e dove siamo senza rendercene conto.

      Il disagio o fobia per il chiuso e gli spazi stretti, e´vincolata all´archetipo di Ananke la cui etimologia ha riscontro con il “gioco” del collare che si fa stretto; possiamo contrastare questo schema senza lasciarci costringere dal cappio che si chiude intorno, liberandoci nel labirinto del proprio inconscio cosi´come ha fatto Teseo che riusci´ad uccidere il “mostro”, il Minotauro, grazie al filo di Arianna che porta alla ragione. Anche in questo caso sottrarsi alle imposizioni della nostra mente e´solo una modalita´di pensiero di cui non si rimane vittima, ci sono delle via di fuga, delle alternative anch´esse gloriosamente rappresentate nell´immaginario mitologico collettivo e nel simbolismo universale.

     Piu´ sai e piu´puoi; cercare, informarsi continuamente circa le rappresentazioni, i  simboli utili alla nostra psiche, dove per psiche intendo un insieme di immagini, supporta e aggiunge sicurezza alle nostre labili certezze, significa lavorare sulle nostre paure, incomprenzioni emotive; e´un lavoro profondo ma reddittizio che trova la sua funzione nella ricerca continua di nuovi elementi utili alla sua esistenza: “il centro della coscienza e´nel suo moto”sosteneva Socrate.

     La societa´odierna e´fortemente dominata da convinzioni, ideologie, concetti che condizionano e caratterizzano il dissolvimento dell´identita´, una cultura che trascende il sesso, l´identita´di genere ( cultura transgender) che non ci rende sicuri. Perfino la fisica, che ha sempre avuto il primato di scienza atta a definire, controllare scientificamente i fenomeni esistenti intorno a noi, ha dovuto cedere difronte a se stessa nell´interminabile e complesso viaggio al centro della materia; in questo periodo storico non esistono piu´certezze fisiche misurabili: le particelle subatomiche, i “quanti” sono oggi definiti “pacchetti d´onda” cioe´particelle ed onda allo stesso momento: il principio di contraddizione e del terzo escluso, uno dei pilastri della logica Aristotelica per cui “tra gli opposti contraddittori non c’è un mezzo”, non trova in questo senso piu´applicazione come afferma il fisico Alessandro Haag. Affidiamoci alle forze del cosmo piuttosto che a quelle terrene e ritroviamo la tranquillita´sopita, in contrapposizione alla confusione e sofferenza mentale provocata dal diffuso pensiero ossessivo della societa´.

CAMBIA STRATEGIA QUANDO LE COSE VANNO MALE....REFRAIMING








Un giorno, un non vedente era seduto sul gradino di un marciapiede con un cappello ai suoi piedi e un pezzo di cartone con su scritto:
                   «Sono cieco, aiutatemi per favore!».
Un pubblicitario che passava di lì si fermò e notò che vi erano solo alcuni centesimi nel cappello. Si chinò e versò della moneta, poi, senza chiedere il permesso al cieco, prese il cartone, lo girò e vi scrisse sopra un'altra frase.
Al pomeriggio, il pubblicitario ripassò dal cieco e notò che il suo cappello era pieno di monete e di banconote. Il non vedente riconobbe il passo dell'uomo e gli domandò se era stato lui che aveva scritto sul suo pezzo di cartone e soprattutto che cosa vi avesse annotato.
Il pubblicitario rispose: "Nulla che non sia vero, ho solamente riscritto la tua frase in un altro modo". Sorrise e se ne andò.
Il non vedente non seppe mai che sul suo pezzo di cartone vi era scritto: "Oggi è primavera e io non posso vederla".
                               Morale
Cambia la tua strategia quando le cose non vanno molto bene e vedrai che poi andrà meglio! 
...E Se un giorno ti verrà rimproverato che il tuo lavoro non è stato fatto con professionalità rispondi che l'Arca di Noè è stata costruita da dilettanti e il Titanic da professionisti...
"...Che cosa sarebbe l'amore se non avessimo il coraggio di fare tentative ?..."  Vincent Van Gogh  
"E' proprio la possibilità di realizzare un sogno che rende la vita interessante" (Paulo Coelho)
Questo è ....REFRAMING !

lunedì 12 dicembre 2011

IL MITO DELLA CAVERNA NELLA SOCIETA' MODERNA


L'idea della liberazione dell'uomo dalle catene della sua esperienza limitata ed il raggiungimento della pura conoscenza della realtà è comune a molte culture; anche le scoperte e le invenzioni che rendono tale il mondo moderno possono essere viste come risultato del tentativo dell'uomo di superare i propri limiti per raggiungere ciò che è oltre la conoscenza del momento. La letteratura, la scultura, il cinema ed in generale tutte le arti sono ricche di storie di uomini che, sfidando l'ostilità dei contemporanei, si sono "liberati dalle catene" dell'opinione arrivando a conoscere la verità e sono poi tornati a riferirla, non sempre guadagnando rispetto ed ammirazione, agli ex compagni di prigionia. Inoltre, nel Novecento il mito della caverna è divenuta una metafora che simboleggia quanto i mass media influenzino e dominino l'opinione pubblica, interponendosi tra l'individuo e la notizia, manipolando quest'ultima secondo necessità.
Nel film Matrix, la razza umana è controllata e sfruttata dalle macchine, che fanno credere loro di vivere liberamente nel mondo del XX secolo, mentre in realtà la tengono imprigionata, coltivando uomini e donne per trarne l'energia necessaria alla loro sopravvivenza meccanica. La gente vive senza accorgersi minimamente della realtà perché vive collegata ad un sistema informatico, chiamato appunto Matrix dai dissidenti, che invia impulsi elettrici al cervello umano, convincendo gli uomini di vivere in un mondo che, in realtà, non esiste più da centinaia di anni. Spetterà al Prescelto liberarsi dall'illusione biochimica e, con l'aiuto dei ribelli, ritornare nel sistema per tentare di liberare la razza umana dal controllo delle macchine.

Nel film The Truman Show, il protagonista crede di vivere in una tranquilla cittadina americana; è abituato a considerare "reali" i suoi amici, il suo lavoro, il suo paese, la sua fidanzata. In realtà egli vive, fin dalla nascita, in un reality show televisivo di cui è l'unico inconsapevole protagonista e le persone con le quali ogni giorno comunica sono semplicemente delle comparse del programma.

Nel film Il tredicesimo piano, viene trovato morto un famoso programmatore di mondi virtuali, intesi come immense simulazioni di città del passato, abitate da esseri anch'essi virtuali, ma basati sulla personalità umana. L'unico indizio sul delitto è stato lasciato all'interno di uno di questi mondi ed un collega della vittima dovrà entrarvi per recuperarlo, facendo attenzione a non rivelare alle entità in esso viventi la lor caverna guarda le ombre sulla parete, proiettate dagli artefici/giganti.[1]o reale situazione: se, infatti, una di queste entità scoprisse la verità, le conseguenza sarebbero imprevedibili.

In Arancia Meccanica, il protagonista Alex è sottoposto alla "cura Ludovico", in essa è legato con una camicia di forza ad una sedia, la testa è fissata con lacci e gli occhi tenuti aperti forzosamente, in questo modo è costretto a guardare per ore la proiezione di filmati estremamente violenti dagli scienziati che decidono per lui cosa è bene e cosa è male, è evidente la citazione platonica.

domenica 11 dicembre 2011

LA PORTA ALCHEMICA DI PIAZZA VITTORIO IN ROMA.....UNO STARGATE ?

In pieno centro di Roma, in un angolo di Piazza Vittorio tra bancarelle e profondo degrado c’è una delle testimonianze alchemiche forse più importante al mondo. Si tratta  della porta magica o meglio conosciuta come porta alchemica. Una porta con strani segni e raffigurazioni con affianco due statue raffiguranti BES divinità egizia della notte che presiede al divertimento alla virilità e alla riproduzione. E' situata al centro del quartiere Esquilino dove prima sorgeva villa Palombara di cui ora rimane ben poco, E fu proprio il marchese Massimiliano di Palombara a far erigere codesta porta…..un vero monumento all’alchimia. La porta fungeva da entrata nei cosiddetti HORTI e fu costruita verso la fine del '600. In seguito con la distruzione di villa Palombara fu ricollocata dove dopo tre secoli è ancora la a testimonianza del passato. La sensazione che si prova a stare davanti alla porta è molto strana, quasi misteriosa non si fa neanche caso alle grate che hanno messo per proteggerla dagli atti vandalici o dal degrado che la circonda… la sensazione e magica. Ma veniamo alla storia...
LA LEGGENDA

Si racconta che il marchese Massimiliano di Palombara era adito alle scienze occulte e si

sospetta facesse parte dei rosacroce (testimonianza è il bassorilievo che sormonta l’architrave è identico ad un frontespizio di un saggio rosacrociano), e proprio queste lo portarono a conoscere un mendicante. Si racconta che il mendicante fu avvicinato dallo stesso marchese incuriosito, da quello strano personaggio che si aggirava per gli horti in cerca di qualcosa. Il mendicante interrogato disse al Palombara che stava cercando delle erbe per creare il nobile metallo, ed è lo stesso Palombara che accolse il mendicante e gli diede la possibilità di eseguire i suoi esperimenti nel laboratorio fornitissimo di ampolle e materiali chimici. La mattina seguente il palombara entrando nel laboratorio trovò sul bancone da lavoro alcune pergamene dai simboli alchemici e qualche pagliuzza d’oro ma del mendicante neanche l’ombra. 


Un'altra versione smentisce in pieno la leggenda del mendicante, attribuendo al vero senso ermetico della porta un valore più spirituale. Ancor oggi non si sa quale fu la verità ma sappiamo che il mendicante aveva il nome di Giuseppe Francesco Borri un mago e taumaturgo scacciato dal collegio dei Gesuiti perché interessato alle pratiche occulte.
NON SOLO ALCHIMIA:
Gli studi della porta non si fermano solo al conoscimento della struttura alchemica, infatti ci sono dei particolari che ci portano a pensare che il Palombara non intendesse solo farci capire come si crea l’oro ma come si arriva alla conoscenza e l’equilibrio supremo.
“SI SEDES NON IS”
 
La parola palintroma  si può leggere da sinistra verso destra “se siedi non procedi” e da destra verso sinistra “se non siedi procedi” questo ci può portare anche a trovare un significato più filosofico, quasi come se il Palombara ci spinge ad andare avanti nella ricerca della verità qualsiasi essa sia. I simboli che sono presenti sulla porta (syllabae chimicae) sono tratti dalla "Commentatio de Pharmaco Catholico" pubblicati nella Chymica Vannus, nel 1666. Nella cornice esterna del bassorilievo circolare troviamo un’epigrafe in cui è espresso il concetto della Trinità:
TRIA SUNT MIRABILIA DEUS ET HOMO
MATER ET VIRGO TRINUS ET UNUS
 
"Tre sono le cose mirabili Dio e Uomo; Madre e Vergine; Trino e Uno". Nel fondo del bassorilievo si vedono due triangoli incrociati che formano una stella a sei punte, cioè il "sigillo di Salomone", unione d’acqua e fuoco, spirito e materia, come in alto così in basso. Sulla parte inferiore del sigillo vi è un cerchio più piccolo con la scritta: "Centrum in trigono centri", sormontato dalla croce dei 4 elementi e con al centro il simbolo solare. In alto sull’architrave, scritta in ebraico, è l’invocazione allo Spirito Santo: "Ruah Elohim". Nulla si può operare senza il suo aiuto . Segue l’avvertimento che non si entra nel giardino dell’Esperidi, e cioè attraverso la porta, senza l’uccisione del drago che ne sta a guardia.
HORTI MAGICI INGRESSUM HESPERIUS CUSTODIT DRACO ET SINE ALCIDE COLCHICAS DELICIAS NON GUSTASSET IASON
 
"Il drago delle Esperidi custodisce l’ingresso del magico giardino e senza Ercole, Giasone non avrebbe assaporato le delizie della Colchide". Il drago rappresenta le passioni, gli istinti; Ercole la volontà; con la vittoria sul drago s’inizia la pratica alchemica, il cui svolgimento è indicato sugli stipiti della "porta" dove possiamo distinguere le tre fasi del processo alchemico: il nero, il bianco, il rosso. Cominciando dall’alto in basso e da sinistra a destra, accenneremo sommariamente a questi simboli, rimandando per un maggior approfondimento ai libri citati nella bibliografia.
(Simbolo di Saturno)
QUANDO IN TUA DOMO
NIGRI CORVI
PARTURIENT ALBAS
COLUMBAS
TUNC VOCABERIS
SAPIENS
 
Saturno rappresenta la materia prima, il piombo, il nero: "Quando nella tua casa neri corvi partoriranno bianche colombe allora sarai detto saggio". In quest’iscrizione è indicata la trasformazione del piombo (i neri corvi) in argento (le bianche colombe), il passaggio dal nero al bianco.
(Simbolo di Giove)
DIAMETER SPHAERAE
THAU CIRCULI
CRUX ORBIS
NON ORBIS PROSUNT
 
Giove, lo stagno, corrisponde al Nous, alla mente illuminata, l’obiettivo a cui tende l’adepto. Nell’iscrizione "Il diametro della sfera, il tau del circolo, la croce del globo non giovano ai ciechi" è l’ammonimento che la scienza ermetica non può essere né capita, né essere utile ai profani.
(Simbolo di Marte)

 QUI SCIT
COMBURERE AQUA ET LAVARE IGNE
FACIT DE TERRA
CAELUM
ET DE CAELO TERRAM
PRETIOSAM
 
Marte, il ferro, corrisponde alla volontà necessaria per portare a termine l’Opera:"Chi sa bruciare con l’acqua e lavare col fuoco, fa della terra cielo e del cielo terra preziosa". Nell’iscrizione è racchiuso il concetto fondamentale dell’Alchimia, il "Solve et coagula".
(Simbolo di Venere)
SI FECERIS VOLARE
TERRAM SUPER
CAPUT TUUM
EIUS PENNIS
AQUAS TORRENTUM
CONVERTES IN PETRAM
 
Venere, il rame, corrisponde all’amore. Anche in questa epigrafe troviamo il concetto del "Solve et coagula": "Se avrai fatto volare la terra sopra la tua testa con le sue penne (le penne sono i vapori che s’innalzano dal fondo dell’uovo filosofico dove sono rinchiusi Zolfo, Mercurio e Sale) convertirai in pietra le acque dei torrenti". Si tratta di mutare una sostanza, inizialmente solida (terra), in sostanza liquida (acqua) tramutarla in aria (volatile) e poi fissarla in pietra argentea ed aurea.
(Simbolo di Mercurio)
AZOT ET IGNIS
DEALBANDO
LATONAM VENIET
SINE VESTE DIANA
  
Mercurio, l’argento vivo, indica la fase al Bianco, come leggiamo nell’iscrizione: "L’Azot e il fuoco imbiancando Latona, verrà senza veste Diana". L’Azoto è il "mercurio dei saggi", l’intelletto agente; il "fuoco" è quello interiore, quello della volontà. Quando la Materia (Latona) sarà stata del tutto purificata, Diana appare nuda, si realizza l’argento, cioè la chiarezza e la purezza del mentale, l’Iside Svelata.
(Simbolo Solare)
FILIUS NOSTER
MORTUUS VIVIT
REX AB IGNE REDIT
ET CONIUGIO
GAUDET OCCULTO
 
Nell’iscrizione si legge: ‘Il nostro figlio morto vive, torna Re dal fuoco e gode dell’occulto accoppiamento". È la realizzazione del Rebis è la nascita del "figlio regale" la fase al rosso, simboleggiata dalla fenice che rinasce dalle ceneri. Spirito e materia sono diventati tutt’uno: è il frutto delle nozze alchemiche". All’argenteo regno di Diana subentra l’aureo regno d’Apollo, alla Rosa Bianca, che indica la realizzazione dell’argento, subentra la "Rosa Rossa".

EST OPUS OCCULTUM VERI SOPHI APERIRE TERRAM
UT GERMINET SALUTEM PRO POPULO
 
"È opera occulta del vero sapiente aprire la terra, affinché germini la salvezza per il popolo".

VILLAE IANUAM
TRANANDO
RECLUDENS IASON
OBTINET LOCUPLES
VELLUS MEDEAE
1680
 
È la discesa agli "inferi" nelle profondità della terra, la realizzazione del Vitriol, che porterà alla conquista del "Vello d’oro". È quanto promette il Palombara a chi come Giasone scopre ed oltrepassa la soglia della "porta" del suo giardino "ubi vallus claudit vellus".

In conclusione il mistero della porta alchemica è ancora vivo dopo più di tre secoli e la verità si nasconde proprio lì in un piccolo angolo di Piazza Vittorio dove giornalmente un infinità di turisti, pendolari e gente senza dimora osserva quella strana costruzione senza neanche sapere la magia che in essa è contenuta.