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domenica 3 gennaio 2016

ABRACADABRA....LA PRIMA PNL DELLA STORIA

                              
                           « Avrah Ka Dabra »< Creo quel che dico >

Questa è la legge. Che  lo si sappia o no, che  ci si creda o no, che lo si voglia o no, i pensieri e le parole determinano la realtà, la creano letteralmente. Quali pensieri, quali parole? Tutto ciò che è frutto della tua psiche, la quale, come ben sappiamo, ha dei contenuti consci e molti di più inconsci. E da questo deriva l’impellente necessità, per tutti, di lavorare su di sé, per 

                                               «ricordarsi di sé»

Se ci pensi, a volte la tua vita sembra simile a un’arena in cui moderni gladiatori, anche quando vestiti con giacca e cravatta, sono posti l’uno contro l’altro, in un «tutti contro tutti». E la cosa sconcertante è l’impressione generale di consenso che aleggia in tale contesto, sotto forma di tacita mesta rassegnazione, nei panni malcelati di un profondo senso di impotenza.
Tu però non hai mai davvero voluto accettare questo ruolo che la società sembra averti subdolamente riservato. Tu ti senti diverso dalla massa, dal gregge semi-analfabeta e imbambolato che si beve tutte le cose sapientemente pilotate dalla TV.

Tu hai sempre voluto di più, hai guardato oltre, ti sei spinto al di là dei paletti che il sistema ha piazzato davanti al giardino della tua mente. Hai letto molto, hai tenuto gli occhi ben aperti, ti sei preso cura di te cercando di alimentarti correttamente, facendo attività fisica, investendo il tuo prezioso tempo in attività creative e rilassanti. Ti sei informato a più non posso in internet. Hai fatto corsi di meditazione, di Reiki, di Yoga, di crescita personale. Hai sperimentato e praticato con costanza il «pensiero positivo».

Eppure, ancora, senti che i conti non tornano. A volte ti senti persino perso. Solo, incompreso, tradito. Percepisci in te, in modo inspiegabilmente chiaro, di avere un potere enorme, ancora più grande di quello della mitica bacchetta magica di Harry Potter. Tuttavia non sai dove esso sia celato né come riportarlo in vita.
Questa forza è in te. Anche se in modo flebile, tu la senti. Questo libro vuole semplicemente ricordarti come riscoprire e utilizzare non tanto il potere che tu hai, quanto piuttosto il potere che tu sei.

L’Essere è la più alta verità dell’universo. E tu sei. Fai finta di non saperlo, o meglio, ti hanno abilmente insegnato a dimenticarlo, e quasi ci stavi cascando. Fino al momento in cui qualcosa di magico è scattato in te. E ora non puoi più tornare indietro. A volte sei stato persino tentato di farlo, di tornare indietro, forse immaginando che nell’inconsapevolezza si possano evitare i problemi, ma… niente, non è possibile. A conti fatti, per quanto «invidiato» possa essere lo scemo del villaggio, nessuno ne prenderebbe il posto. E credo tu non faccia eccezione.

È legge anche questo. Un altro principio cosmico: quando prendi coscienza di qualcosa non puoi più regredire. Puoi raccontartela, certo, ma sai già che non puoi farlo a lungo. La coscienza è tutto ciò che davvero sei ed è talmente vibrante di vita che nasconderla è un’impresa impossibile.

Tutto è collegato, nulla accade per caso, una forza immanente all’Essere è all’opera sempre e ovunque e tu stesso ne fai parte in modo indissolubile e importante. Applicando nella vita di tutti i giorni quanto qui stai leggendo, puoi letteralmente «risognare la realtà». Puoi utilizzare consapevolmente le forze che governano il tuo stesso «destino» o storia personale. Puoi trovare quello che stavi cercando, puoi raccogliere i frutti che hai a lungo coltivato, puoi ritrovare, comprendere, amplificare e dirigere il tuo potere personale con semplicità. Puoi accedere in modo rapido a modalità conoscitive e realizzative nuove. Puoi rendere più semplice realizzare i tuoi obiettivi e plasmare il tuo presente proprio come desideri che sia.

Tu di fatto eserciti un enorme potere nelle faccende della vita di ogni giorno, ma ti hanno insegnato a non riconoscere questo ruolo attivo; ne consegue che usi il tuo potere per lo più inconsapevolmente.
E qui la faccenda si fa davvero interessante: come non daresti mai in mano la tua auto a tuo figlio di dieci anni, così non dovresti nemmeno permettere a te stesso di essere involontario gestore di un immane potere creativo.
Tutto ciò che puoi percepire fuori di te, tu lo stai letteralmente creando dentro di te, avendo luogo la percezione soltanto dentro al tuo essere. E di ciò che percepisci, tu sei totalmente responsabile, sia che la tua capacità creativa sia sotto il tuo controllo sia che tu te ne sia scordato.

Tutto il mondo che vedi, tutto ciò che definisci universo, che credi essere «la» realtà, cioè qualcosa che ti hanno insegnato a situare fuori dalla tua Coscienza, in realtà si trova dentro la tua Coscienza, è qualcosa che viene creato dal tuo sistema percettivo. I tuoi sensi ti fanno vedere qualcosa che tu credi là fuori, un mondo di immagini, di suoni, di forme, di colori, di materia, un mondo interamente generato dal tuo sistema percettivo che rileva dati sensoriali, dal tuo cervello che li elabora, dal tuo sistema nervoso che li trasmette, dalla tua mente che attribuisce loro significati. Di fatto, la percezione è un evento di natura esclusivamente psichica e soggettiva, è qualcosa che avviene nello spazio interiore di ogni individuo.

Il mondo, così come ti si presenta nella sua maestosa e multisfaccettata apparenza, non ha alcuna esistenza oggettiva: è piuttosto la risultante di un’azione combinata di un trasmettitore e di un’antenna ricevente, lo schermo psichico del tuo spazio interiore.
Il potere c’è, è proprio lì, dentro di te; vale dunque la pena di rammentarlo, divenirne via via cosciente e poi usarlo «come Dio comanda», ovvero come la tua Coscienza ti dice.
Sei il co-creatore di tutto-ciò-che-esiste.

La tua coscienza è in contatto continuo con le coscienze di tutte le altre creature attualmente viventi e con tutte le coscienze dislocate su infiniti altri piani dell’universo di ogni tempo. La Coscienza controlla l’onnipotente, onnipresente, infinito campo quantico che avvolge tutto e si manifesta come universo olografico.

«Dio disse: “Sia la luce!”. E la luce fu.»
Nel principio era la Parola,
la Parola era con Dio,
e la Parola era Dio.
Essa era nel principio con Dio.
Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei;
e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta.
In lei era la vita, e la vita era la luce degli uomini.

La nota parola «abracadabra» secondo taluni risale all’espressione mesopotamica «ab-ba-tab-ba-ri» che veniva recitata come un mantra nei culti sumerici, ed era di aiuto nell’indurre stati alterati di coscienza.
Le parole aramaiche «Avrah KaDabra» evocano un collegamento diretto al divino, significando «io creo quel che dico». Fu Quinto Sereno Sammonico, medico dell’imperatore Settimio Severo, a scrivere nel 208 d.C. le «istruzioni per l’uso» di queste antichissime parole magiche: ad esempio, esse venivano scritte su della pergamena che l’ammalato doveva indossare per nove giorni al collo, trascorsi i quali veniva gettata sulla riva di un torrente fluente verso est.
La parola magica andava scritta su 11 linee parallele, in questo modo:


Si intendeva così indicare la decrescita della malattia fino alla sua completa trasformazione in guarigione.
In altri contesti le parole magiche venivano usate per allontanare e debellare le forze malvagie.

Oggi l’antica sapienza sembra essere perduta ai più. La magica formula «Avrah Ka Dabra» viene pronunciata ormai solo da qualche prestigiatore. Ti ricordo tuttavia che anche tu quando eri bambino la pronunciavi con sentimento. La purezza dei bambini riconosce in essa la parola magica per eccellenza. Quanta saggezza dove non è ancora arrivata la corruzione del triste mondo senza magia dei grandi !

Avrah Ka Dabra, io creo quel che dico, reca in sé la conoscenza del primordiale potere generativo.
Riscopri ora la tua magia, oppure approfondisci il tuo contatto con questo immane potere creativo, per vivere una realtà felice risvegliandoti al Momento Presente.


venerdì 1 gennaio 2016

HO'OPONOPONO : UNA PIACEVOLE TECNICA PER DONARSI UNA PIACEVOLE ESISTENZA

                                       PREFAZIONE

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Ho’oponopono è una tecnica ed una filosofia di vita mirata alla guarigione psico-fisica del corpo e delle relazioni sociali. Vorrei precisare che Ho’oponopono è principalmente efficace nella risoluzione di problemi che hanno origine nella mente e nei comportamenti interpersonali. E’ possibile ottenere anche un miglioramento della salute fisica, ma se non si interviene anche con una alimentazione corretta, è da stolti pensare di poter correggere tutti i problemi di salute con la sola tecnica Ho’oponopono.  La nostra salute dipende per il 50% da uno stile di vita positivo  e per l’altro 50%  da una alimentazione adatta al corpo umano, che privilegia i cibi crudi e vegetali ed esclude i cibi di provenienza animale. Uno di questi stili di vita positivi è senza dubbio Ho’oponopono.


           Ho’oponopono è una pratica semplicemente magica 


Descrizione: E’ una tecnica che permette di eliminare il pensiero erroneo e le vecchie memorie dolorose, partendo dal riconoscimento e dall’accettazione  che tutto ciò che ci accade è il prodotto del nostro proprio pensiero. Tutto ciò che vediamo è una nostra creazione.


                                Che cosa è Ho’oponopono?


E’ un antico metodo hawaiano  di guarigione elaborato ed adattato per il mondo di oggi dall’ultima sciamana kahuna Morrnah Nalamaku Simeona e dal dr. Ihaleakala Hew Len. Questa tecnica ci insegna a lasciar andare, liberare e cancellare i blocchi e i problemi che causano uno squilibrio in noi stessi e negli altri.


Ho’oponopono è una tecnica di guarigione riscoperta, riadattata e semplificata  dal Dr. Len (Ihaleakala Hew Len),  basata sulle tradizioni e sulle  credenze hawaiane. Questo dottore (laureato in psicologia) è stato in grado di curare un’intero padiglione di pazienti mentalmente squilibrati e criminali senza aver mai visitato o visto nessuno di loro. Egli studiava la cartella clinica di un ricoverato, e poi, guardava dentro di sé per vedere come egli aveva creato la malattia di quella persona. Nella misura in cui egli cominciava a migliorare, anche il paziente migliorava il suo stato di salute.

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Ho’oponopono significa “correggere un errore” o “fare la cosa giusta” o “mettere le cose a posto”, ed è una tecnica che si praticava già nelle isole Hawaii da tanto tempo, frutto  della Tradizione Huna.


                   Ecco alcuni punti fermi di questa tecnica:


1. Assunzione del 100%  della responsabilità per tutte le cose che accadono nella nostra realtà

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1. Questa tecnica si basa sulla convinzione che noi creiamo la nostra realtà intorno a noi, che noi tutti siamo co-creatori del nostro mondo, e che tutto ciò che vediamo, sperimentiamo, e tutte le persone intorno a noi, e tutto ciò che costituisce il nostro mondo, è lì perché noi lo abbiamo creato, e lo abbiamo richiesto  così perchè così lo abbiamo voluto, per un qualche motivo personale o per una nostra ragione inconscia. Comunque, questa nostra realtà è  lì perché così l’abbiamo richiesta noi, e di conseguenza noi siamo i soli responsabili di tutto ciò che accade all’interno del nostro mondo. Quindi, base fondamentale e inscindibile del Ho’oponopono è che noi dobbiamo accettare il fatto che abbiamo il 100%  della responsabilità per tutte le cose che accadono nella nostra realtà.


2. Il Bambino/a Interiore detiene la chiave della nostra felicità


2. Il nostro corpo mentale è composto da una Mente Cosciente, una Supercosciente ed il Subconscio, che viene identificato  con il Bambino/a Interiore. Il Bambino/a Interiore possiede la chiave della nostra felicità e memorizza nel suo archivio mentale tutte le informazioni riguardanti tutto ciò che è successo nella nostra vita ed in quella delle altre persone che fanno parte del nostro mondo. Il Bambino/a Interiore detiene la chiave della nostra felicità, perché ci sono molte esperienze che abbiamo fatto o stiamo facendo, ma delle quali non ne siamo veramente consapevoli, perchè le sta creando il nostro Bambino/a Interiore per i suoi scopi. Il nostro Subconscio crea basandosi sulle informazioni dei suoi archivi di memorie delle nostre esperienze passate.


              Il nostro Bambino/a  Interiore vuole essere felice


L’anelito principale di questo Bambino/a Interiore è di essere sempre felice, come qualsiasi altro bambino al mondo. Egli ti  ama e si identifica con il tuo corpo fisico. Come ogni bambino  ha bisogno di attenzioni, gli piace essere coccolato ed ha bisogno di sentirsi veramente amato, apprezzato e protetto.


                     La nostra Mente  è virtualmente perfetta


Si deve anche arrivare a comprendere che la nostra Mente  è perfetta, ma non tutte le vecchie memorie che essa contiene sono perfette. Tuttavia esse sono i dati con i quali la Mente lavora,  ed è lì dove incide efficacemente questa tecnica Ho’oponopono, cioè nella correzione degli errori in quelle memorie dolorose ed erronee, e in quei dati nocivi alla salute, nella correzione delle vedute e delle future creazioni di questo Bambino/a Interiore, il quale a tutti i costi cerca sempre di proteggerti a modo suo e farsi prendere in considerazione, anche utilizzando il sabotaggio dei vostri progetti, se lo ritiene necessario, pur di raggiungere i suoi scopi.

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3. Esiste una Divinità la cui saggezza e  potenza sono di gran lunga superiori alle nostre e che ci ama incondizionatamente. Non si tratta di creare una nuova Divinità, immaginatela come credete, ma deve esistere, perchè è solo essa che può modificare o cancellare le nostre vecchie memorie erronee.

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4. Dobbiamo essere disposti a lasciare tutto nelle mani di questa Divinità per guarire i nostri ricordi, i nostri sentimenti, le nostre convinzioni, e per guarire la radice stessa di tutte le esperienze indesiderate o dolorose che abbiamo vissuto, e per guarire al tempo stesso le altre persone coinvolte nella nostra realtà. Dobbiamo essere disposti ad accettare la nostra totale responsabilità e al tempo stesso ad accettare l’aiuto del Divino, ed accettare il fatto che tramite questo aiuto divino siamo in grado di guarire gli altri  mentre guariamo noi stessi.

                 Come praticare correttamente questa tecnica?
Per praticare correttamente questa tecnica è necessario connettersi con il nostro Bambino/a Interiore e  chiedergli di contattare la Divinità, e dirle: “Divinità, pulisci  in me ciò che sta contribuendo a far apparire questo problema”.  Dopo devi recitare il mantra “Mi dispiace, perdonami, grazie, ti amo”. In questo modo stai chiedendo al Divino di cancellare le vecchie memorie negative  in te, affinchè esse siano cancellate anche nelle altre persone che le condividono. In pratica stai chiedendo di guarire il tuo Bambino/a Interiore (il tuo Subconscio) per guarire te stesso e per poter guarire gli altri.

                           Che cosa significa Ho’oponopono?  


                            Significa: “Correggere un errore”.


                        Qual è l’obiettivo della sua pratica?

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L’obiettivo della pratica di Ho’oponopono è di portare la pace e l’equilibrio in noi  in una maniera semplice ed efficace, mediante la pulizia mentale delle vecchie memorie dolorose e la pulizia fisica delle tossine accumulate a causa delle emozioni negative,  attraverso un processo di pentimento, di perdono e di trasmutazione. Questa pace si trasmetterà di conseguenza all’ambiente ed alle  altre persone che condividono la nostra realtà, perciò in famiglia, sul posto di lavoro, con i nostri parenti ed amici, nella nostra comunità.


Ho’oponopono può essere utilizzato da tutti, senza distinzione di età, di etnia e di cultura. 


Cose che possiamo ottenere con Hooponopono:


1. Risoluzione dei problemi sociali e di relazione con gli altri  in modo semplice, veloce ed efficace.

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2. Eliminazione dei problemi che causano stress, malattie e squilibrio.

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3. Sapere realmente chi sei e trovare la tua propria identità attraverso l’introspezione. Guarire te stesso e gli altri attraverso la cancellazione delle vecchie memorie negative e condivise.

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4. Comunicare e proteggere il tuo Bambino/a  Interiore, che è il tuo Subconscio, ed è colui che crea  e materializza le cose nella tua vita.

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5. Raggiungere la pace interiore e l’equilibrio mediante la purificazione spirituale, mentale e fisica.

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6. Guarire e lasciare andare le vecchie e dolorose memorie emozionali, senza doverle più rivivere.

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7. Perdono e trasmutazione.

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Se siamo in grado di accettare il fatto che noi siamo la somma totale di tutti i nostri precedenti pensieri, emozioni, parole, opere e azioni, e che la nostra vita e le nostre scelte sono determinate dalle vecchie memorie registrate negli archivi  del nostro Subconscio, allora cominceremo a comprendere come questo processo  di correzione degli errori sia in grado di cambiare la nostra vita, le nostre famiglie e la nostra comunità.

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L’antica tecnica  Ho’oponopono

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Questa terapia prende forma da una tecnica ancestrale Hawaiana detta Ho’oponopono, che consiste nel ripulire le memorie del nostro Subconscio, perché, come già spiegato, da esso è diretta tutta la nostra vita, e tutto accade dentro di noi. Inoltre ci assumiamo la piena responsabilità di tutto ciò che succede nella nostra realtà.

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Noi siamo totalmente responsabili non solo della nostra vita, ma anche degli eventi esterni, di tutto ciò che ci riguarda sia direttamente o indirettamente. Senza questa chiara comprensione ed accettazione di base non si possono ottenere risultati apprezzabili dalla pratica del Ho’oponopono.

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La guarigione è il risultato del poderoso sentimento del perdono

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Se vi è un problema, non importa se proviene dall’interno o dall’esterno, cioè se pensate che questo problema viene generato dagli altri o da voi stessi, esso dovrà essere sempre risolto internamente, cioè dentro di voi, perchè siete stati sempre voi a crearlo. Come si fa? Secondo Ho’oponopono per risolvere il problema  bisogna  recitare la seguente preghiera:

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“Divino Creatore, Padre, Madre, Figlio, tutti in uno.  Se io, la mia famiglia, i miei parenti o i miei antenati  hanno offeso voi, la vostra famiglia, i vostri parenti o i vostri antenati in pensieri, parole, opere e azioni, dall’inizio della nostra creazione ad oggi, chiedo il vostro perdono.  Che questo perdono pulisca, purifichi, liberi, elimini tutti i ricordi dolorosi, i blocchi, le energie e le vibrazioni negative e che trasmuti queste energie indesiderate in pura luce, e cosi sia fatto.”

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La tecnica di guarigione del Dr. Hew Len Haleakala prosegue con la ripetizione  delle frasi seguenti rivolte al Divino Creatore, pensando che noi siamo i responsabili di questo problema:


 MI DISPIACE


 PERDONAMI


 GRAZIE


 TI AMO


A questa preghiera ed alla recitazione del mantra H0′oponopono segue un complicato processo mentale-spirituale che si sviluppa nella Mente Cosciente, per passare alla Mente SuperCosciente e poi alla Divinità, per culminare infine nel Subconscio. In breve lo scopo di questo processo è la cancellazione delle vecchie memorie ricorrenti dal Subconscio.

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 Le memorie sono condivise

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Praticando Ho’oponopono, non lo facciamo per modificare i comportamenti di un altro, ma affinché la Divinità pulisca in  “noi” quei pensieri carichi di memorie dolorose, che ci fanno vedere l’altro come un problema. La pulizia avviene in noi, il lavoro va fatto in noi, però, siccome queste memorie sono condivise con gli altri, al pulirle in noi stessi   le stiamo pulendo anche negli altri.

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Le memorie erronee

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 E’ essenziale capire che, quando osserviamo un problema in qualcuno, quel problema è solo un riflesso di una memoria erronea conservata nel nostro Subconscio, che si esprime attraverso quel problema in quella persona. Il problema non è quella persona ma i nostri pensieri su di essa.


Queste memorie, sia che abbiamo coscienza o meno di esse, sono proiettate perennemente fuori di noi, creando la nostra realtà,  facendoci ripetere esperienze già successe,  che non ci lasciano capire nè il perché avvengono, nè il modo per uscirne fuori da questo circolo vizioso.


Il problema non è l’altra persona


Spesso in queste situazioni dolorose che si ripetono, abbiamo l’illusione che il problema sia l’altra persona e che, se questa cambiasse i suoi atteggiamenti verso di noi,  la nostra sofferenza sarebbe finita, per cui investiamo inutilmente tante energie nervose nel cercare di modificare i comportamenti degli altri.


Altre volte,  preferiamo mantenerci ad una certa distanza, distaccati, da un punto da dove possiamo mantenere sotto controllo la situazione, e continuare a interferire nella vita dell’altro con i nostri pensieri, i nostri giudizi e le nostre critiche. Soltanto che dimentichiamo che l’ “altro” … siamo noi stessi … e che è nostra responsabilità la pulizia di tutto ciò che noi abbiamo creato con i nostri pensieri negativi e le nostre credenze erronee, accumulate fin dall’inizio della nostra vita.

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Ho’oponopono  ci dà la possibilità di assumerci il 100% della responsabilità di tutto ciò che ci dà fastidio, delle situazioni di conflitto, delle persone scomode, di ambienti sgradevoli, e da lì ci fornisce i preziosi strumenti per la pulizia di quei ricordi  che creano  questo tipo di problemi.


Veramente il nostro lavoro dovrebbe consistere solo nell’accettare tutto ciò che ci viene ogni giorno  come un “dono”, gioie e dolori compresi.


“Le vecchie memorie sono le compagne costanti della Mente Subconscia. Esse non permettono mai che la Mente Subconscia possa andare “in vacanza”. Esse non consentono mai  alla Mente Subconscia di ritirarsi in se stessa. Le memorie non mancano mai di ricordare incessantemente! Per porre fine una volta per tutte a queste memorie dolorose, esse devono  essere cancellate una volta per sempre.”

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Come licenziare per sempre le vecchie memorie dolorose

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Quando la vostra anima sperimenta problemi a causa di ricordi ed emozioni dolorose passate, mentalmente o silenziosamente dite loro: “Io vi amo, care memorie. Vi ringrazio per l’opportunità di liberarmi di tutte voi e così liberare me stesso”. “Vi amo” può essere ripetuto più e più volte mentalmente o silenziosamente. Le memorie dolorose non vanno mai  “in vacanza” e neanche in pensione, a meno che non siate voi a mandarle in pensione. “Vi amo”, può essere usato anche se non si è a conoscenza del problema contingente.

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Possiamo dedicare tutto il tempo che vogliamo a questo processo di smaltimento delle vecchie memorie dolorose e così ripristinare la nostra propria identità, non contaminata da inutili memorie distruttive, e così fare spazio in modo che la nostra nuova realtà sia creata per ispirazione divina.

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15 Considerazioni finali:


1. Non ci sono maestri, ma solo fratelli,  e  tra i fratelli, alcuni possono fungere da docenti.


2. A volte la gente scambia il sentiero con la mappa, e perciò rimane confusa e bloccata sempre nello stesso punto.


3. Il viaggio (il percorso verso la realizzazione) di ciascuno è unico, sacro ed irripetibile.


4. Siamo assolutamente noi a creare la nostra realtà. Noi siamo anche  co-creatori nelle  realtà altrui.


5. Hooponopono è la scelta consapevole di smettere di giocare il vecchio e dannoso  gioco fatto fino ad ora.


6. Il segreto ed il potere di Hooponopono è renderci responsabili al 100% della nostra realtà, per poter effettuare dei cambiamenti consapevoli nella nostra vita, per  cominciare a crearci la nostra nuova realtà.


7.  MI DISPIACE significa riconoscere che sono l’unico responsabile della mia realtà al 100%.


8. PERDONAMI significa  riconoscere che la causa di ogni  problema è dentro di me.


9.  GRAZIE esprime la mia gratitudine per l’opportunità di cancellare le vecchie memorie dolorose.


10.  TI AMO è la scelta di essere e vivere felice con se stessi e gli altri.


11. Colui che comincia a praticare seriamente Hooponopono inizia a sentire dentro una profonda connessione con il proprio sé interiore.


12. In Hooponopono non ci sono  livelli. Non ci sono maestri. Non ci sono leader.


13. C’è soltanto la necessità di assumersi veramente al 100%  la responsabilità di essere il creatore della propria realtà.


14. Cosa accade quando si inizia a cancellare le vecchie memorie dolorose e le vecchie convinzioni negative?


15. Ci sentiamo molto bene, perché abbiamo scelto per la prima volta ciò che è giusto e ciò che diventeremo, perchè abbiamo iniziato a creare consapevolmente la nostra realtà.

domenica 27 dicembre 2015

QUANDO DIO FA TZIM TZUM......



Quano Dio fa Tzim Tzum , non , non vi confodete non si tratta delle parole di una nota canzone della Carrà quanto piuttosto di una parola ebraiche che indica :
                                                        
                          Contrazione , Fare spazio……

Una parola che nella Cabala , teologia mistica ebraica , viene utilizzata per segnalare quella azione specifica del Divino che nell’atto della Creazione restringe se stesso ,diminuisce il suo spazio per lasciare  spazio alla manifestazione perché si renda visibile , In qualche maniera come la mano del vasaio che entra nella creta posta sul tornio per “creare” uno spazio , ancora meglio , un “VUOTO” che permetta al” Vaso” ( Khumba in sanscrito) di apparire , di formarsi intorno ad esso (vuoto) . Dio effettua dunque su di se una “Kenosi” , uno “svuotamento” in parte di se , perché compaia l’uomo/donna , chiamato in seguito a “svuotarsi” di se perché ri-compaia il Divino nascosto in lui/lei .

Quindi un atto volontario del primo (Dio) cui dovrà corrispondere a suo tempo un atto libero e volontario del secondo (uomo/donna) . Impresa quest’ultima che però sarà un po’ più impegnativa per l’uomo/donna che nel frattempo si è ri-vestito di  “IO” ; passando dall’IO SONO (Dio) all’io sono questo , questo , e quest’altro , cioè alle identificazioni della sua personalità egoica ormai allontanatasi dalla sua fonte originaria . 

L’uomo/donna si è talmente ri-nchiuso nella ignoranza spirituale (Avidya) da essere incapace di ri-conoscersi Dio , complice anche una cultura “sociale” che lo ha aiutato e rinchiudersi in una “macchina biologica” che è diventata anche la sua “bara” . Una macchina pilotata dalle forze di una energia “aliena” , che Jeshuà chiama il “Principe di questo mondo” , una egregora fantasmatica , una rappresentazione del mondo che per stare in piedi ha bisogno continuo di energia come la Matrix , il”mondo delle macchine “ dell’omonimo film .

Per tornare ad essere Dio l’uomo/donna è chiamato a restringersi in se , a dare spazio , a diventare “Khumba” , vaso , a sua volta . Questa è la “chiave” di comprensione (ben diversa dal capire) della “notte natalizia” ; infatti la notte natalizia si presenta come uno psico-dramma dello spazio . Maria , la Madonna , come tutte le madri , ha ristretto il suo spazio corporeo , proprio per dare spazio a Dio , Si reca da sua cugina Elisabetta in attesa del Battista , la quale le da accoglienza (spazio) nella sua casa . 

Maria insieme a Giuseppe si reca a Betlemme , ma , ahimè , non trova alberghi ,case , disponibili a darle spazio, accoglienza.L’egoismo umano o meglio sub-umano, la costringe a partorire in una stalla , che non è certo un “cinque stelle” . In questa notte stupenda si confrontano due psicologie , quella di un Dio Infinito , capace di restringersi nei limiti angusti di un utero femminile finito , in una stalla priva di orpelli , e quella dell’uomo/donna incapace di “aprirsi” , di “offrire” , chiuso invece negli angusti limiti” del suo egoismo.

Anche Giovanni Battista è un'altro eclatante caso di Tzim Tzum ; Infatti vedendo il maestro Jeshua passare dice di se :


            < E' necessario che Lui cresca e io diminuisca >


Chi riesce a fare “tzimtzum” diventa come il Battista , come Maria , ritorna alla sua casa celeste ,viene divinizzato dalla nascita del “bambino divino” , interiore ( Hiranya-Garbha ) ed “esulta” in un “Magnificat” che vibra riempiendo ogni notte  cosmica in cui si verifica questa nascita cui fa da levatrice il “SILENZIO” (mauna) e la “PREGHIERA” (puja) . 

Gli uomini/donne capaci di silenzio e preghiera adorante si trasformano in tanti “Khumba” , vasi ; infatti il “ Khumbaka” nello Yoga indica quella parte del Pranayama fondamentale che è la “sospensione” (del respiro=khumbaka) , che può essere a polmoni pieni ( Antar-khumbaka) o a polmoni vuoti (bahir-khumbaka) – Il Khumbaka si presenta quindi come il “dare spazio” (bahir) e l’espandersi (antar) in un gioco (Lila) di vuoto/pieno/vuoto fra Dio e l’uomo/donna , che comunicano tra loro attraverso il respiro ! Si la notte del Natale è una notte inspiri/respiri/espiri divino/umani , un respiro cosmico , luminoso, nouminoso , che chiede solo “spazio” nel cuore degli uomini/donne di ogni tempo ! Eknathananda

domenica 20 dicembre 2015

PAROLA SACRA O PAROLA PROFANA ?

<< Parole , parole , parole , soltanto parole parole parole , parole per me…..>> era il ritornello di una bellissima canzone di Mina , cui anni dopo fece eco a San Remo altra canzone vincente << Fiumi di parole>> che trattava sempre lo stesso argomento e cioè le :

                                           PAROLE


Parole dette , parole sussurrate , urlate , sibilate , parole in libertà , sfrenate , oscene , come quelle dei nostri giorni che vengono strombazzate nelle casse di risonanza di media compiacenti al servizio di “poteri” che ben conoscono come sfruttare ad arte il narcisismo delle folle e ottenendo così un allontanamento progressivo dal significato “mistico” della parola , che da sacra quale inizialmente è , decade a profana , da parola che cura in parola che genera patologia .

DABAR “ è il termine ebraico che traduce PAROLA , ma non la semplice parola come comunemente intendiamo nel linguaggio di tutti i giorni , quanto invece la PAROLA “CREATRICE” , " 

                 AVRAH KA DABRA " (ABRACADABRA)

                         " CREO QUEL CHE DICO

Parola dunque carica di energia divina (prana) che appena pronunciata prende forma , in-forma di se la materia , da il nome , sostanza ed essere , Parola dunque che chiama alla “vita”, come  Adamo che appena creato da Dio viene invitato da questi a sua volta a dare un nome agli oggetti , agli animali , alle cose che vedeva intorno a se . 

Dare un NOME quindi significa chiamare all’esistenza , rendere identificabile  ciò che prima non lo era , rendere visibile l’invisibile . Nell’Universo visibile ciascuno di noi sarebbe invisibile se non fosse dotato di un nome che lo identifica  .

DABAR dunque è parola sacra , Parola Creatrice , quella che l’Induismo chiama “ VAC “ . Quando Adamo fu creato , leggiamo nella Bibbia che

   < giaceva a terra “inerte” > < non era ancora un “vivente” >

e solo quando Dio

< inspirò in lui (Adamo) un “alito” (prana)  di vita , egli divenne un “vivente” > .

Di fatto l”UNO” si rende “molteplice” nella creazione , si oggettivizza attraverso la Sua Parola stessa . L’Uomo/Donna è il risultato del “Pranayama” divino essendo tutta l’Universo creato saturo di prana divino insufflato attraverso le narici di Adamo , cosa che fece affermare a S. Ireneo :

< Homo vivens gloriam Dei > < l’Uomo/Donna vivente è Gloria di Dio >

 proprio perché egli porta in se il “soffio” divino .

Anemon (Atman) , Anima in greco vuol dire appunto “soffio” ! Ogni Atman è un soffio di Dio , una anima individualizzata rivestita di Prakrti in cui coabitano Vidya e Avidya , Conoscenza e Ignoranza ad un tempo. 

In un certo senso si può affermare che Dio si è nascosto nella materia , talmente identificato con essa da perdere il ricordo di se . Ri-cordarsi dunque significa prendere coscienza del Se , del Vero Se in cui abitiamo da sempre . Dio si ricorda di essere Dio e questo significa la “ RI-NASCITA “ , null’altro e niente di più .
Ri-Trovare dunque in se la PAROLA (DABAR) ! Ri-trovare questa Parola significa ri-entrare in se come il Figliol Prodigo della famosa parabola che :

             < ri-entrato in se decise di tornare alla casa paterna >

o come la donna di altra parabola che persa una moneta

          < spazzò tutta la casa ( purificazione di mente e corpo )

e ri-trovata la moneta corse a chiamare tutto il vicinato per festeggiare con loro il ri-trovamento >

Ri-trovare questa Parola dunque significa ri-trovare il :




                                             NOME ( OM )

In ebraico la parola “ HASHEM “ indica il NOME , l'essenza divina  . Shem era insieme a Cam e Iafet uno dei figli di NOAH e  Shem è il figlio da cui originano i “ SEMITI “ , dunque i portatori  del “ NOME “ sacro . Tutta l’opera intentata da NOAH a partire dalla costruzione dell’Arca , è una opera “salvifica” , “re-dentiva” , intesa a trasportare il NOME nel “nuovo mondo” che sarebbe seguito dopo il “Diluvio Universale” .

Da questo punto di vista possiamo considerarci tutti “portatori” del “ Nome” , di essere tutti “Semiti” e constatare l’incongruenza di ogni “anti-semitismo” , in quanto significherebbe andare contro il Nome , contro Dio , da ultimo contro e stessi . Ogni uomo/donna è portatore di un "seme" divino e la sua elezione consiste proprio nella apertura e nella manifestazione di " Hashem" , del NOME !

L’umanità che si opponeva a Noah , di fatto si opponeva alla realizzazione del Nome e come è andata lo sappiamo tutti , rimase sommersa sotto le acqua del Diluvio , un Diluvio che è sempre possibile in ogni epoca tanto a livello globale quanto individuale ; infatti quando ci si oppone alla realizzazione del “Dharma” ( Legge Divina ) c’è sempre da aspettarsi un “accumulo” karmico che prima o poi si riversa addosso come le acque del diluvio , metafora dei nostri disastri esistenziali .

DABAR dunque è Parola che si fa carne , ma basta che la lettera “a ” venga sostituita con una lettera "e" , esa si trasforma  nella parola :

                                                 “ DEBER “

Che sempre in ebraico significa :

                                                  “ PESTE “

La Parola di “Vita” si trasforma in parola di morte , in maledizione , “fuoco infero” che brucia tanto le anime quanto i corpi , come è possibile vedere ai nostri giorni “infuocati” dal caos delle parole , un vero diluvio mediatico cui non sfugge neanche il pianeta terra che va pericolosamente surriscaldandosi !


                         Chi ha orecchi per intendere intenda !


La Chiesa del Gesù in Roma trova il suo centro spirituale ed architettonico nell'Adorazione del " NOME SUPREMO " il cui simbolo " JHS ! ( Jesus Hominum Soter - Gesù Salvatore degli Uomini ) è inscritto in un "Triangolo "posto sul frontone d'ingresso e ripetuto sulla trabeazione che sovrasta l'altare maggiore .

Jeshua ( Dio Salva ) è il NOME che l'Angelo impone al nascituro divino al momento dell'Annunciazione . E' il NOME che dona la "PIENEZZA" dell'ESSERE . Quel NOME rende "immacolate" , rinnovate e redente tutte le realtà umane , le buone come quelle di Maria e le cattive irredente  come quelle del Ladrone che sulla croce è il primo a fare 'esperienza della salvezza proveniente da quel NOME . 

La celebrazione liturgica del Natale da questo punto di vista può essere considerata la ricerca della Parola Perduta e Ri-trovata nella “Grotta Interiore” di una umanità smarrita nel caos logorroico delle ideologie che invano tentano una sostituzione esistenziale che riempia il vuoto lasciato dallo smarrimento di quella Parola che può essere ri-trovata solo nel Tempio , un ri-trovamento che trova il suo paradigma nell’episodio evangelico di Giuseppe e Maria che ri-trovano Gesù nel tempio a colloquio con i Dottori dopo tre giorni di ansiosa ricerca . anche essi avevano smarrito la Parola  se mi misero a cercare dimostrando che infine :


                                         < Chi cerca trova >