Powered By Blogger

martedì 8 ottobre 2013

PRANA : IL RESPIRO DIVINO ,,,UN FILO DIRETTO CON DIO



                                                                      


                                                IL SE'  SUPREMO


Secondo la Tradizione filosofica indiana, ogni essenza spirituale individuale, il Sé in ogni essere umano,  è collegato al Sé Divino Universale. Attraverso la pratica assidua della Meditazione si sviluppa una profonda dimensione spirituale nel sincero praticante. La potenza del Pensiero positivo, quindi,  stabilisce la Connessione spirituale detta "Mparampara", una connessione di Sé (Atman, Anime) che, come gli anelli di una Catena spirituale, risale fino alla Mente cosmica, il Maestro Supremo, l'Assoluto, Dio. E tale realizzazione avviene in tutte le Tradizioni e Scuole spirituali, filosofiche, sciamaniche, artistiche e culturali, da sempre nel mondo! Cioè, quando tra allievi e Maestri si stabilisce una profonda intesa, o si persegue congiuntamente un percorso evolutivo che riguarda tutto l'essere umano, si manifesta e si perpetua tale Congiunzione, o intesa, psichica e spirituale!
Faccio un esempio più evidente: quando io medito intensamente sul mio Maestro (mi connetto spiritualmente con Lui, Swami Chidananda...) ; a sua volta Lui è connesso con Swami Shivananda, il Suo Guru, (ed era molto evidente per chi lo ha conosciuto personalmente !!! ). Swami Shivananda era legatissimo a sua volta al Suo Maestro... Similmente gli Apostoli erano ovviamente connessi intensamente con Gesù Cristo!... E così fino all'Origine del Tutto, Il Sé Supremo, dal quale provengono tutti i Sé indivuduali !!!  Buona Lettura!  Roberto Mattei (Shri Ananda Shiva)
                                                                             

Swami Shivananda Maharaj di Rishikesh, rinomato Saggio Maestro, medico indiano (1887 -1963), Maestro del mio amato Maestro Swami Chidananda, nel suo prezioso libro, "La Potenza del Pensiero", dice che la mente ha la tendenza ad assumere le qualità di ogni cosa su cui si focalizzi. Il Saggio Patanjali (2.500 anni a.C.), nei suoi Yoga Sutra, la Scienza dello Yoga, raccomanda un modo particolarmente facile per calmarla e purificarla: "vìta-ràga-vishayam và chittam", che significa, "focalizzate la mente su un essere che si è elevato al di sopra delle passioni e dell'attaccamento": il Vostro Swami, un santo, un’Incarnazione divina come Rama, Krishna, Gesù, Buddha, Maometto. Un tale grande essere è diventato uno con il Sé Supremo. La sua mente si eleva a livelli sublimi e la Cosciena viene pervasa dallo Spirito divino manifestando Saggezza, Serenità e Gioia infinita". 
Quando un Essere così grande viene scelto quale oggetto dei vostri pensieri, allora la vostra mente, sostenuta dalla consapevolezza del respiro profondo, diviene libera dalle tensioni e dai pensieri distruttivi. Questo stato di quiete è chiamato "Nirvikalpa Samadhi", lo stato libe­ro da pensieri, e unione della Coscienza nell’Infinito Brahman, Dio. E’questo, uno stato di grande gioia! L'infelicità, per contro, non è altro che una rete conflittuale di pensieri, mentre, quando si va al di là dei pensieri si spe­rimenta la Beatitudine. In questo stato, la mente diventa una con il Sé, con Lo Spirito Universale, e ne riceve grande potere e giusta intuizione.
 Non crediate che una mente calma e rilassata diventi inutile o inattiva, anzi, si rigenera e in seguito diverrà capace di operare ancora meglio e fare le scelte giuste nella vita! Osserviamo ora una chiarissima e affascinante spiegazione dell'esistenza del Prana; le sue fondamentali funzioni nella Creazione, nella continuità dell'esistenza, dell'intelligenza e dell'elevazione della coscienza umana. Il Prana è il principio universale di Energia o Forza. È una Forza vitale onnipervadente. Essa può essere in uno stato sia dinamico che statico. Si trova in tutte le forme animali, dalla più bassa alla più elevata, dalla formica all'elefante, dall'ameba unicellulare all'uomo, dalle forme elementari di piante fino alle forme sviluppate di vita umana. Il Prana è la forza di ogni piano di esistenza, dalla più bassa alla più elevata. Qualsiasi cosa si muove o ha vita non è altro che un'espressione o manifestazione del Prana.

                                                                 
                                                                  Swami Chidananda
 
 È il Prana che brilla nei vostri occhi. È attraverso il potere del Prana che le orecchie odono, gli occhi vedono, la pelle sente, la lin­gua gusta, il naso odora ed il cervello e l'intelletto fanno le loro funzioni. Il sorriso in una giovane donna, la melo­dia nella musica, il potere nelle enfatiche parole di un oratore, il fascino nelle parole del proprio amato, sono tutti dovuti al Prana. Qualsiasi cosa osservate in questo mondo dei sensi, qualsiasi cosa si muove o lavora o ha vita, non è altro che un'espressione o manifestazione del Prana.
 Quello che muove il motore a vapore di un treno o di un battello, quello che permette all'aeroplano di volare nello spazio, quello che provoca il movimento del respiro nei polmoni, quello che è l'essenza della vita di questo stesso respiro, è il Prana. Il Prana è la somma totale di tutte le energie che si manifestano nell'universo e di tutte le forze nella natura. Calore, luce, elettricità e magneti­smo, sono tutte manifestazioni del Prana e tutte proven­gono dalla stessa fonte o sorgente comune - l'Atman. Il fuoco brucia ed il vento soffia tramite il Prana. Le onde radio viaggiano attraverso il Prana. Prana è forza, magne­tismo ed elettricità. È il Prana che pompa il sangue dal cuore nelle arterie e nei vasi sanguigni. che è mantenuta in vita la mente e viene prodotto il pensiero. Il Prana è correlato alla mente, attraverso la mente alla volontà e attraverso la volontà all'anima individuale e tra­mite questa all'Essere Supremo. Se sapete come controlla­re le piccole o grandi onde del Prana che lavorano attraverso la mente, il segreto di domare il Prana universale sarà da voi conosciuto. E poiché voi udite, parlate, sentite, pensate, vi emozionate, volete, conoscete ecc. attraverso l'aiuto del Prana, le scritture proclamano: "Il Prana è il respiro del Brahman, Dio".
                                                  
Il Prana, la Forza vitale, viene canalizzata e utilizzata in noi respirando, pensando, volendo, agendo, muovendosi, parlando e scrivendo, amando tutto il Creato! Tutti desideriamo essere forti e sani ed avere una grande abbondanza di Prana (o forza nervosa o vitalità), ma tutti possiamo incrementarlo con il Pranayama, Mantra e Meditazione. Il Prana viene rifornito attraverso il respiro, cibo, l'acqua, l'aria, l'energia solare ecc, ma sopratutto con il Pranayama, Concentrazione, Meditazione e Samadhi, (Unione con l'Assoluto, con Dio, quando si è in Meditazione). Il rifornimento del Prana avvie­ne tramite il sistema nervoso e la volontà!
                    

Il Prana che è nell'aria viene assorbito soprattutto attraverso la respirazione consapevole!
La quantità in eccesso viene conservata nel cervello e nei centri nervosi. Quando l'energia seminale viene sublimata o trasformata, essa fornisce un'abbondanza di Prana al nostro complesso sistema organico. E tale energia (Tapas) viene conservata nel cervello sotto forma di Energia Psichica e Spirituale Luminosa. Il Sincero praticante di Yoga, quindi, accumula una grande quantità di Prana attraverso la regolare pratica del Pranayama, nello stesso modo in cui le batterie conservano l'elettricità.
Quello Yogi che ha immagazzinato una grande quantità di tale sublime Energia, irra­dia forza e vitalità intorno a sé...cura se stesso e gli altri! Egli ha un grande serba­toio di potenza e coloro che vengono in contatto con lui ne ricavano Prana e ne ricevono Energia, forza, vigore, vitalità ed elevazione spirituale. Proprio come l'acqua scorre da un contenitore ad un altro, il Prana fluisce come una corrente stabile da uno Yogi sviluppato verso una persona che nè ha più bisogno. Questo può effettivamente essere osser­vato da uno Yogi che ha sviluppato la sua visione yogica (extrasensoriale) interiore.
 

Il respiro distratto e misero, non conduce ben il Prana, è solo una manifesta­zione esterna di esso; è un aspetto fisico o un sintomo o un segno esteriore. In tal caso il respiro è grossolano, mentre il Prana è sottile, pieno di Prana. Controllando il respiro, voi potete control­lare il Prana. Il Prana connette il corpo e la mente. Esso è la struttura di base, supporto della mente. Solo il prana grossolano si muove nei nervi. Il Prana più sottile, più energetico si muove nelle nadi astrali, che sono canali fatti di materia astrale che trasportano il Prana sottile luminoso nei nostri meridiani e chakra. È attraver­so queste nadi che la forza vitale o corrente pranica e luminosa si muove. Poiché queste sono fatte di materia sottile non possono essere viste dagli occhi umani. Non sono ordinari nervi, arterie o vene. Il corpo è pieno di innumerevoli nadi che non possono essere contate. Dove c'è un'inter­connessione di numerosi nervi arterie e vene, si determina un plesso.

 

Tali plessi o cen­tri di forze vitali nelle nadi sottili sono chiamati Chakra . Ida, Pingala e Sushumna sono tra le più importanti delle innumerevoli nadi . Ida e Pingala sono ai due lati della colonna vertebrale, mentre Sushumna è dentro il canale spinale. Ida opera attraverso la narice sinistra, Pingala attraverso la narice destra. Quando il respiro opera attraverso Sushumna la mente diventa stabile. Questa stabilità della mente è chiamata lo stato senza mente, lo stato più elevato nel Raja Yoga. Se sedete in meditazione quando Sushumna è operante avrete una meravigliosa meditazione. Quando le nadi sono piene di impurità il prana non può passare attraverso la nadi cen­trale ed è impossibile divenire canalizzatori di Prana.
 

Così si dovrebbe praticare il Pranayama per la puri­ficazione delle nadi . Uno Yogi può ritirare il prana da qualsiasi area del suo corpo. Quell'area diventa come paralizzata e insensi­bile al caldo ed al freddo e non ha più alcuna sensibilità. Uno Yogi può inviare Prana in qualsiasi area del corpo e renderla supersensitiva; egli può inviarlo agli occhi per vedere meglio, o vedere oggetti molto distanti; al naso e sperimentare divi­ni aromi; può mandarlo alla lingua e sperimentare gusti straordinari, sviluppando in tal modo le Siddhi, i poteri extrasensoriali. Infatti, controllando il Prana lo Yogi può anche controllare l'onnipresente potere manifesto da cui tutte le energie prendono la loro origine, sia che riguardino il magneti­smo, l'elettricità, la gravitazione, la coesione, le correnti nervose, le forze vitali o le vibrazioni del pensiero...e canalizzare tutte le forze dell'Universo, fisiche e mentali per migliorare la salute...Una onnicomprensiva conoscenza del Prana e delle sue funzioni è assolutamente necessaria per la benefica pratica di Pranayama.
 
Quindi, Carissimi è veramente importante per tutti programmarci una pratica regolare, giornaliera; una combinazione di : Asana, Pranayama, Mantra e Meditazione. Ma fatelo, almeno la sera, tranquillamente, anche solo un quarto d'ora, prima di dormire ! E poi anche la mattina, dopo le "Sacre abluzioni!" In tal modo avverrà una profonda purificazione interiore e man mano ne avvertirete sempre più gli straordinari benefici, su tutto il vostro essere!
Praticate inizialmente la ripetizione del Mantra OM, per almeno 5 minuti, e quindi la susseguente Meditazione . Proprio come raccomanda Swami Chidananda, nel sul libro: Voi Siete Pura Coscienza - se non lo avete procuratevelo quando venite nella nostra Scuola. Seguendo fedelmente tali pratiche diveniamo consapevolmente gli autori della nostra Rigenerazione ed Evoluzione totale: Corpo, Mente, Spirito! Ne parleremo sempre meglio...
 
( Cortese concessione del M° Roberto Mattei (AnandaShiva)
 


 


 

giovedì 3 ottobre 2013

PROMETEO : UNA PERICOLOSA RAPINA DI......PRANA



Prometeo ( in greco antico = colui che riflette ) , figlio di Giapeto e di Climene si profila sulla ribalta della mitologia come eroe amico del genere , nonché come suo iniziale creatore ; cugino di Zeus e titano come lui ebbe da questi l'incarico di creare l'uomo , che egli (Prometeo) estrasse dal fango e a cui donò il fuoco divino ( Prana) ,  come ogni buon padre se ne prese a cuore le sorti , ma come vedremo in seguito questa amicizia finì per costargli ben cara . Entrato quindi nei favori di Zeus e dell'Olimpo assistette persino alla nascita di Atena dalla fronte di Zeus  . Insomma assistette alle nozze di Zeus (Shiva ) con Kundalini/Shakti il cui frutto Atena / Sapienza  ( Satya ) nacque appunto dal terzo occhio ( Ajina chakra ) . Satya , Atena / Sapienza , gli fu amica inizialmente come Zeus , e gli donò molte virtù , che Prometeo trasferì a suo fratello Epimeto (= il maldestro , e capiremo presto il perchè di questo nome ) , buone qualità che il maldestro congiunto trasferì agli animali facendo uscire fuori dai gangheri Atena , alla quale , per mettere una toppa Prometeo rubò l'intelligenza e la memoria per traferirli ai suoi amici umani .

Ancora,  in un impeto di grande generosità Prometeo accese una torcia con il  fuoco che si sprigionava dal carro di Elio ( Sole / Surya = Prana ) per trasferirlo agli uomini, gesto che sottintende il trasferimento della conoscenza agli uomini . Qui Prometeo si giocò la carriera , Zeus infuriato lo cacciò dall'Olimpo e lo fece incatenare ad una roccia in cima ad un montagna , con un'aquila ( simbolo di Zeus ) che gli dilaniava il fegato durante il giorno e che poi ricresceva la notte  . Solo dopo tremila anni fu liberto dalla mano pietosa di Ercole . Prometeo ha a cuore le sorti degli uomini , in fondo li aveva creati , ma si arrischiò in imprese per lo più ardite , che alla fine gli procurarono guai a non finire , non ultimo il "vaso" che aveva regalato a sua cognata Pandora , sposa del fratello scemotto e sprovveduto Epimeto . Nel vaso Prometeo aveva racchiuso le peggiori qualità come malattia , ira , guerra , maldicenza , lussuria , ecc....ecc.....raccomandando alla sposa di " non aprirlo" per nessuna ragione . Ci pensò bene Epimeto , il tontolone , ad aprirlo , ed ecco lì che scoppiarono le peggiori epidemie , guerre , conflitti familiari e quant'altro , un vero tsunami in tutti i sensi . Quel vaso passò alla storia come "vaso di Pandora" , epiteto che indica lo scatenamento delle peggiori disgrazie .

Ancora una volta quando si scatena il Prana infero e non controllato con un adeguato pranayama e contenuto dalla pratica del " Tapas " ( = austerità ascetica ) , sono dolori per tutti. Prometeo in qualche maniera ricorda la vicenda biblica di Lucifero , il cui nome in greco vuol dire "portatore di luce " , Come Prometeo , Lucifero , angelo prediletto del Signore , se ne vuole andare per conto suo , by-passare l'autorità ( Zeus / Dio ) che gli aveva posto limiti ben precisi . Come del resto accade anche ad Adamo ed Eva , la coppia adamitica , che anch'essa vuole andare oltre i "limiti" e dopo un tira e molla con il serpente / Kundalini , finisce per arraffare la mela alla maniera di Prometeo che invece afferra la torcia , il che non cambia la sostanza dell'evento e del risultato e cioè : la cacciata dall'Olimpo (Prometeo ) , dall'Eden (Adamo / Eva ) . L'istinto di "ri-muovere" il pater evidentemente è iscritto nel DNA dell'uomo/donna , ma è anche vero che oltrepassare i limiti fa parte della storia evolutiva degli umani che altrimenti sarebbero rimasti o nelle caverne o nella beota ignoranza di una vita divina senza nessuna consapevolezza , in fondo , dicciamoccelo , un po' di trasgressione rende più saporita la vita , anche se , a volte , un po' più dolorosa .

L'insegnamento Yoga che possiamo trarne è che non dobbiamo cercare scorciatoie "paracule" con il divino da " furbetti del quartierino" , perché la grazia e la vita divina , la discesa del Prana celeste , giunge puntuale quando si sono rispettati tutti i "passaggi" rituali e cioè : praticare Ahimsà ( non violenza ) ; Svadhyaya ( studio di se e lettura dei sacri testi ) ; Asteya (non rubare ) ; Santosha ( contentarsi di ciò che si ha ) ; non cltivare aparigraha (egoismo) ; Isvaripranidhana ( devozione al divino ) ; Saucha ( pulizia del corpo e della mente )......ecc...ecc...Fare pratiche di Pranayama senza prima avere controllato il corpo con le Asana ; senza aver purificati i propri centri di coscienza ( chakra ) , ecc...ecc... espone al rischio dell'infermità fisica e psichica .


Vedi Prometeo attaccato alla roccia della propria ignoranza e dilaniato dall'Aquila , uccello mistico per antonomasia . A quanto sembra il Divino non ama i "passaggi" non autorizzati . Vedi anche il caso della famosa torre di Babele , l'episodio biblico accaduto molto prima dell'impresa di Prometeo , ma che ha molto in comune con il gesto dell'eroe greco, cioè : aprirsi la porta del cielo ( Babel = porta di D-o) da solo senza chiedere permesso . E' il tentativo di una religione laica , costruita dal basso e non ricevuta dall'alto . Una impresa titanica , è il caso di dirlo dal momento che Prometeo era un titano , I titani sono forza pura ma priva di luce "sattvica" ( vedi mio blog sui guna ) , sono figli della mente egoica inferiore , che seppure ammantata dei migliori intendimenti , rimane pur sempre relegata nell'ambito dello "sforzo" titanico ; infatti l'ego si sforza , il Vero Se si limita a ricevere sulla base dell'espressione del semplice desiderio < Guardate i gigli dei campi , neanche Salomone nella sontuosità dei suoi vestiti ricevette tanto fulgore > dice il Maestro Gesù .

Significativamente una scultura trappresentante il Prometeo figura all'ingresso del Rockfeller Center di New York , il cuore del gotha bancario cuspide piramidale di un potere che sta tentando d'impossessarsi dell'economia mondiale attraverso il controllo della valuta degli stati. Il denaro è prana solidificato ( vedi mio blog su Prana e Denaro ) e il suo accumulo garantisce potere e potenza a chi se lo assicura  ! In fondo per la mente egoica inferiore è l'unico D-o che assicura potere e ricchezza e la tentazione di prenderselo anche con la rapina è tanta , una vera impresa prometeica !
                            

 



giovedì 26 settembre 2013

ICARO : QUANDO IL PRANA E' FUORI CONTROLLO

 

PRANAYAMA è il termine che nello Yoga introduce il tema della "Respirazione" , lo si traduce generalmente con : CONTROLLO DEL RESPIRO . Da un punto di vista puramente fisiologico il termine è sicuramente appropriato ; infatti tramite questa importante funzione vitale il corpo assume ossigeno , il carburante degli organi insieme al glucosio , attraverso il sistema arterioso ed espelle anidride carbonica attraverso il sistema venoso . Fin qui nulla da eccepire soprattutto da parte di chi pratica questa disciplina con un approccio squisitamente occidentale e limitato all'aspetto salutistico di questa disciplina che invece , ricordiamolo , affonda le sue radici in Oriente , dove la sua pratica ha un aspetto collegato alla spiritualità . Nella prospettiva orientale tale disciplina coltiva l'idea del corpo/materia (prakriti) sede dello spirito (purusha) , quindi il corpo è considerato in tale prospettiva come un "tempio" . Concetto non dissimile dalla concezione cristiana ; infatti è il Cristo stesso , di fronte alla minaccia dei Farisei ( Asura ...vedi mio blog su Sura e Asura) a dire queste testuali parole : < Distruggete questo tempio ( si riferiva al suo corpo ) e io lo ricostruirò in tre giorni > . Tre giorni giacque nel sepolcro Cristo e nel terzo (giorno) risorse come aveva promesso . Il suo KUMBHAKA (sospensione del respiro) durò esattamente tre giorni .
 
Questo è PRANAYAMA , che a un livello più "sottile" significa controllo del PRANA , dell'energia vitale , capacità di lasciarla e di riprenderla a proprio piacimento ; capacità di richiamare Prana , di concentrarlo , di ri-lasciarlo per poi prenderlo di nuovo . Ovviamente qui ci troviamo ai più alti livelli dello Yoga e per noi ancora "apprendisti" è meglio affrontare i primi Nadi Shodana (= purificazione delle nadi = canali psicoenergetici interiori) , andare con cautela sui sentieri del Pranayama , magari accompagnati da un buon Mentòre che ci eviti cattive sorprese , perché con il respiro non si scherza . Ne sa qualcosa Icaro lo sfortunato protagonista del ben noto racconto mitologico . Figlio di Dedalo , si quello che aveva progettato il famoso labirinto per imbrigliare le energie distruttive del Minotauro ( mente egoica inferiore) . Dedalo per fuggire insieme al figlio dalle mani  del loro persecutore , il re che li aveva rinchiusi nella torre , creativo e inventore quale era , progettò di fuggire via "volando" ; infatti progettò il primo "Deltaplano" della storia , ci avrebbe riprovato qualche millennio dopo anche Leonardo . Si trattava di due ali di cera applicate sulle spalle e collegate con le braccia , muovendo le quali procuravano ( le ali ) un bel volo planato , che avrebbe permesso loro di lasciare il castello nel quale erano prigionieri .
 


La costruzione era perfetta , l'unico problema era rappresentato dal materiale di costruzione , cioè la cera ; infatti questo materiale risente del calore in presenza del quale si scioglie e Dedalo , da buon padre premuroso , avvisò il figlio di tale possibilità , invitandolo quindi a non avvicinarsi troppo al solo ( Surya ) , ma Icaro , ahimè, un po' come molti figli , vuole andare oltre , vuole spingersi più in là , ai confini della possibilità umana , sul suo deltaplano ante litteram desidera una esperienza di quelle che oggi chiamiamo " OFF LIMITS " , sports estremi , come il gettarsi da un ponte legati ad un filo elastico , o da una rupe con un semplice paracadute , col quale fare anche il parapendio . Insomma Dedalo non fa in tempo ad avvisarlo che Icaro alza i flaps e se ne va verso il sole incosciente e inconsapevole di ciò che lo attende , le passioni rajasiche si sono impossessate del suo corpo , non è improprio di parlare di vera e propria "possessione" , il corpo così "infiammato" va verso la distruzione , è.....la caduta rovinosa del tempio , fatto per contenere l'ardore della fiamma "sattvica" (pentecoste)) ma non quella distruttiva del prana infero (vedi mio blog su prana ) .  Il pranayama di Icaro non era depurato dalle passioni e Surya (sole) lo ha bruciato , come il famoso film di Kazan che titolava : Gioventù Bruciata !

On shanti

Yogacharya Eknathananda
h

mercoledì 18 settembre 2013

IL SAMYAMA DI MARIA...............

Con il termine "SAMYAMA" si indicano gli ultimi tre stadi (Anga) degli Yoga Sutra di Patanjali e cioè : DHARANA , DHYANA , SAMADHI !
In pratica i tre termini significano l'ingresso nello stato "unitivo" della coscienza quando il conoscente , il conoscere , e il conosciuto diventano "UNO" , dando luogo alla completa identificazione del soggetto con l'oggetto , con l'abbandono definitivo della molteplicità ,  l'IO TRASCENDENTALE assume e integra l'io empirico , dopo che questi si è sciolto dai " veleni tossici" della personalità ( collera , desiderio, ignoranza spirituale ) . L'ingresso nel Vero Se apre la porta all'esperienza della Pace ( shanti , slalom ,..) , quello stato di cui il divin poeta (Dante) dice : " INTENDER NON LO PO CHI NON LO PROVA " !
 
Infatti la "DIKSA" (illuminazione) non la si può raccontare , la si può solo sperimentare .
Ed è proprio quello che accade a Maria nel ben noto episodio evangelico . Gesù , Ver Se divino , entra nella casa dei suoi amici fraterni , Marta , Maria , e Lazzaro (quello della Risurrezione) , La gioia dei presenti è tanta , avere il Maestro in casa , tutti si affannano , Marta in testa per assicurare una ospitalità calorosa a Gesù , che si siede al centro di questa scena domestica dominata dalla presenza di queste due sorelle , Marta , che si affatica ai fornelli e Maria che invece si siede in terra , ai piedi del maestro , lo guarda estasiata , lo ascolta .

Il quadro evangelico è dominato dalla presenza di questi tre protagonisti : Marta tutta presa dai preparativi logistici della commensalità ; Maria seduta ai piedi del Maestro ; Gesù seduto in silenzio ( muni  = silenzio dei saggi ) . Marta è intenta al KARMA YOGA ( azione esteriore di servizio ) , mentre Maria è interiorizzata ( azione nell'inazione ) intenta al KRIYA YOGA ( azione rituale interiore = meditazione = preghiera ) . Marta rivela una coscienza ancora non pienamente maturata , ancora dispersa nella "molteplicità" , una spiritualità sicuramente in cammino ma ancora lontana dai vertici che ha raggiunto invece la sorella . Ricorda (Marta) un po' quella religiosità molto comune che sa più di " impegno sociale ", rumorosa , emotiva , ma che molto spesso si rivela più come un'escamotage dell'io empirico , mente egoica inferiore , che rifugiandosi nel "movimentismo" , di fatto cerca di tenersi lontano da un confronto serio con se stesso e con le problematiche ostacolanti della sua personalità "meccanica" , che per paura di scomparire si maschera di religiosità apparente , tipica di tanti movimenti pseudo-religiosi del new age . Non è il caso certamente di Marta , sicuramente prova gioia nel ricevere il caro amico , ma sicuramente è ben lontana dal percepire la sua statura spirituale , che invece viene colta molto bene da sua sorella Maria . Marta , a differenza di Maria , non si è collocata in AJINA CHAKRA , è ferma qualche chakra più sotto , in ANAHATA .

Una ben nota storiella buddista narra di due  uccellini posati sullo stesso ramo : uno guarda fisso verso il sole , mentre l'altro passa a beccare cibo di qua e di là . Si può senz'altro dire che il primo è l'equivalente di Maria e il secondo l'equivalente di Marta , ma il senso metaforico della storiella e dell'insegnamento che contiene sia lo stesso del brano evangelico . Un uccellino è "fisso" ( tratak ) sull'UNO (sole=surya) l'altro sulla "molteplicità" . L'uno percepisce il "purusha" (Spirito) riflesso nella materia (prakriti) , l'altro è preso più dall'aspetto  "grossolano" di cui cerca di nutrirsi ansiosamente saltando di qua e di là .

Marta è apprezzabile , ma certamente il suo stato ansiogeno non le permette l'ingresso nel DHYANA (meditazione) , la sua femminilità ancora non è aperta , ricettiva , come quella di Maria ; anzi presenta ancora tratti di maschile super-attivo e aggressivo ( si lamenta con la sorella per la sua passività collaborativa ) che le impedisce il colloquio interiore con il maestro.

Il femminile di Maria domina il finale della scena con le parole di dolce rimprovero di Gesù : <Marta , Marta , invano ti affanni , guarda tua sorella , ha scelto per se la "parte migliore" >.
Già , il "DHYANA" è la parte migliore , perché apre la porta al " SAMADHI" all'estasi , è l'ingresso nell'UNO senza secondo ( Advaita ) , quando il maschile attivo di Marta e il femminile ricettivo di Maria si fondono .....allora.....allora s'inaugura la vita divina e l'unica cosa che conta è volgere lo sguardo al Vero Se Cristico , questo è il risultato di Isvarapranidhana , la "devozione" alla propria divinità interiore !

OM shanti

Yogacharya Eknathananda 

martedì 27 agosto 2013

I 7 VIZI CAPITALI : DEMONI EMOZIONALI DELLA MACCHINA BIOLOGICA O PERSONALITA'

 

                                     I  SETTE  VIZI CAPITALI


 
SUPERBIA - AVARIZIA -
             
                LUSSURIA - IRA - GOLA

                       INVIDIA  - ACCIDIA

                             Ogni peccato è sostenuto da una menzogna:

 
             
 
- Il superbo si crede grande e non lo è, aspira a una grandezza maggiore che non esiste. Non tiene conto degli altri e si crede autosufficiente anche davanti a Dio . Il superbo è chiuso in una monade di narcisistico solipsismo affetto da quella sindrome che potremmo chiamare : Dell'uomo che non deve chiedere mai ! Invece chiedere è segno di umiltà , di coscienza dei propri limiti e debolezze . Chiedere è anche una opportunità di bene offerta  a quanti ci sono vicini in amicizia e che posono mettere a nostra disposizione il loro aiuto e i loro talenti , facendo così del bene a loro e a noi stessi .
 
 Paperon de' Paperoni, l'avaro per definizione (© Disney).
 
- L'avaro crede beni veri le ricchezze, e vi sospira per un'aberrazione che è una menzogna: tende a quello che sfugge e che egli non può conservare oltre la morte. E' sempre scontento perchè vuole sempre di più . La tirchieria nasconde spesso una fondamentale ferita inferta agli affetti primari , una insicurezza che cerca nell'eccessivo accumulo di beni e cose materiali la difesa da nuove ricadute in episodi emotivi di quel genere . La sua cura consiste nell'esercizio della generosità per la naturale legge del contrappasso .



                         «Non c'è essenza peccaminosa nel piacere sessuale, anzi: è buono, sano e raccomandabile», spiega Emmanuele Jannini (
 
- L'impuro crede amore e diletto quello che è sconvolgimento dei sensi e infelicità dello spirito e della carne. L'Eros è il motore dell'energia , una forza che può condurre tanto in paradiso quanto all'inferno , il suo esercizio equilibrato richiede una grande maturità psico-fisica , perché facilmente può trasformarsi in pura ricerca di piacere , che seppure in se non ha alcunché di male , può facilmente diventare manipolazione dell'altro/a trasformandolo in puro oggetto di desiderio . Il Tantra Yoga spiega molto bene come l'uomo e la donna nell'esercizio della sessualità siano chiamati a ricomporre la originale condizione di androginia , che nasce da un intimo colloquio con il divino , spirituale e materiale ad un tempo . Al di fuori di questo contesto metafisico la sessualità si oggettivizza in semplice lussuria con le conseguenze che possono giungere fino alla patologia come ad es. la sesso-dipendenza .
                                         
 
- L'iracondo crede dominio sugli altri e affermazione di sé quello che è disordine ripugnante e sconvolgimento dell'ordine della vita. L'Iracondia si presenta come il peggiore degli attributi della mente egoica inferiore , che vuole a tutti i costi affermarsi sull'altro/a per imporre la sua volontà . I veleni che si liberano dall'iracondia finiscono nel sangue (ndr. "farsi il sangue amaro" nei detti popolari significa  arrabbiarsi ) inquinandolo ; nel sistema cardiocircolatorio ( = attacchi di petto , mangiarsi il fegato , sangue al cervello , ...ecc...ecc.....)


                          «
 
- Il goloso cerca il diletto nell'infelicità, accrescendo le esigenze del corpo, ed opprimendosi nell'insaziata avidità di ciò che si muta in peso, in malanno, in disturbo fisico e morale. Gola e Lussuria tra i sette vizi capitali sono quelli che si manifestano nella fisicità , a differenza degli altri cinque che trovano espressione nella sfera emotiva e psichica , molto spesso la golosità trae alimentazione da una sessualità e da una affettività insoddisfatta trasformandosi facilmente in bulimia , anoressia , diabete ,obesità , ecc...ecc....Biblicamente il primo peccato è stato di "gola" (la mela) e poi si è trasferito subito nella sessualità ( foglia sulle pudenda) . Gli altri poi hanno fatto seguito ( invidia , ira , accidia , avarizia , superbia )  
     
 
- L'invidioso sospira a ciò che non può avere, non gode di quello che ha, e si rode in un'inane avversione verso quelli che hanno ; l'invidia è perversa , perché sottilmente desidera appropriarsi delle virtù dell'altro , e se non può , arriva a desiderarne l'eliminazione , alimentando un oscuro e malcelato desiderio di morte .   

                       ACCIDIA. «Concedersi momenti di pausa dalle tensioni quotidiane è essenziale: bisogna rendersi conto quando si sta esagerando con gli impegni, prima che compaiano anche sintomi fisici come emicrania, mal di collo, inappetenza, insonnia», spiega Giampaolo Perna, professore onorario di psichiatria a Maastricht. «Chi ha tirato troppo la corda, deve prendersi una vacanza per ricaricare le pile o ne andrà della sua salute: quando le tensioni si accumulano e si protraggono a lungo si va incontro a un'evoluzione patologica dello stress.  D'altra parte, un po' di stress ci vuole, è una risorsa indispensabile per l'uomo perché permette di trovare la carica. Non fare nulla è dannoso tanto quanto fare troppo. L'accidia inizia come smarrimento: non si sa cosa fare e cosa volere dalla propria vita, quali obiettivi prefissarsi. Poi si trasforma in scoraggiamento, prostrazione e noia per tutte le attività quotidiane, dal mangiare all'uscire con gli amici. Non si accolgono più gli stimoli che vengono dall'esterno e ci si chiude in se stessi. Il rischio? Che questa pigrizia dell'animo si trasformi in depressione».  Le foto della gallery (pubblicate su un numero di OK) sono firmate dal grande artista americano Howard Schatz, autore di questo reportage di moda dedicato ai sette peccati capitali.
 
- L'accidioso manca di vita, è come un paralitico nell'anima e nel corpo, e crede riposo il marcire inerte, quando tutto intorno a lui è vita . L'accidioso , detto anche pigro nei casi meno gravi , ha tutte le carte in regola per aprire le porte alla "depressione" ; infatti l'accidia conduce facilmente alla "morte spirituale" , forse la più temibile fra tutte le malattie spirituali . Gesù disse al riguardo : < Temete coloro che uccidono l'anima , più che quelli che uccidono il corpo > ; e ancora : < Che vale guadagnare il mondo intero se perdi l'anima > .

I sette casi riportati costituiscono quelli che in alchimia si chiamano : ACIDI CORROSIVI  . Infatti corrodono l'anima , l'inquinano , ed il corpo finisce per subirne la somatizzazione patologica . La mente si "oscura" , diventa plumbea , soggetta alle " Vritti " ( modificazioni di Chitta ) , stati mentali agitati , il respiro diventa sempre più breve , assorbe meno ossigeno , meno prana (energia vitale) , le endorfine (vedi mio blog) si bloccano e di conseguenza la circuitazione energetica diviene aritmica con le conseguenze che si possono facilmente immaginare . I cinque Yama (divieti) e Niyama ( precetti)  dello Yoga di Patanjali ( vedi mio blog su essi ) parlano esattamente di questo , forniscono l'antidoto necessario a espellere questi demoni-psichici , che trasformandosi spesso in vere "possessioni" finiscono per rendere la vita difficile e soggetta alle leggi di Maya , la mente illusoria , vera sorgente matriciale di essi , virus emozionali(emo-vere in greco muovere dal sangue/emo) tossici presenti nella personalità . Una buona diagnosi del medico dovrebbe sempre tenere conto da quale sorgente tossica è insorta la malattia invece di arrestarsi al semplice sintomo . Quando giunge la consapevolezza .si trova l'antidoto e la guarigione . Come sbarazzarsi di questi veleni  ? Semplicemente praticando "Tapasya"  (Austerità ) , unita a umiltà , virtù insopportabile per l'ego ...ma di questo vi parlerò in un prossimo blog !

Yogacharya Eknathananda




 





.

giovedì 15 agosto 2013

MAGIA O ILLUSIONE ? SIDDHA YOGHI O FACHIRO ?

<Apriti sesamo >< Abracadabra><A me gli occhi>....quante volte nei giochi d'infanzia o nei racconti fiabeschi abbiamo incontrato queste frasi "magiche" che ci facevano sognare la possibilità di vedere materializzati i nostri desideri un po' come il simpatico Masimo Troisi di " Ricomincio da tre " che in una esilarante scena cerca di convincere un vaso di porcellana a spostarsi vero di lui , ma , ahimè, la magia non gli riesce e il poverino deve rinunciare ai sogni di una "svolta" magica della propria esistenza. Ricordo altresì quando nel corso di un mio seminario sugli archetipi chiesi agli allievi di scegliere un archetipo di loro gradimento e la maggioranza si pronunciò , guarda un po' , in favore di quello del "Mago". Evidentemente la magia è inscritta nel profondo della nostra coscienza atavica , in fondo , a ben vedere , siamo esseri magici , materializzati dalla mente cosmica , tanti piccoli OM individualizzati ; i VEDA ( testi sacri indù) iniziano così : < Tutto ciò che è , è OM > del resto come anche laBibbia : <All'inizio era il Verbo> , siamo esseri "verbificati" .

 
 
Fatta questa necessaria premessa , e visto che siamo portatori di un "verbo creativo" , possiamo tranquillamente affermare che la "magia" non è relegata solo nel mondo delle fiabe , ma anzi queste ultime ci indicano come essa sia accessibile utilizzando la metafora esoterica di racconti fantastici , come p.e. : La Bella addormentata nel bosco ; Biancaneve e i sette nani ; La bella e la bestia : Cenerentola ; L'apprendista stregone , ecc....ecc....
Però hai voglia a fare abracadabra , apriti sesamo , e via dicendo , non succedeva nulla , perché ? Provate a farlo anche voi e vedete cosa succede , probabilmente nulla . Perché ? Beh , non la tiro per le lunghe , il fatto si è che per far accedere qualcosa occorre "potenza" !

Già proprio così , il Mago , rispetto all'uomo comune , possiede la potenza necessaria per far accadere e trasformare . Il suo abracadabra è carico di energia concentrata . Egli possiede il VERBO , la PAROLA CREATRICE , che provoca l'apertura dei centri energetici (chakra) e relativi stati di coscienza correlati , il Mago domina lo "stato sottile" (= svapnasthana) , il mondo di sogno , uno stato estatico dell'essere  . Il Mago non va però confuso con l'ILLUSIONISTA , essendo quest'ultimo un mago minore , o meglio , un fachiro che si serve della ipnosi per indurre uno stato letargico e illusorio in cui sembrano reali cose cahe sono soltanto virtuali . E' l'illusionista che spaccia per vera la virtualità e d'altra parte la ipnosi rientra nell'alveo delle tecniche diaboliche ; infatti l'ipnosi mira al possesso dell'altro/a , mira a creare dipendenza psicologica . Il fachiro è uno yoghi che nel suo processo evolutivo si è "arrestato" , è caduto nella trappola di Maya/Matrix e si è fermato a giocare con le "SIDDHI" (= poteri psichici) .





Nel cammino evolutivo dello Yoga prima o poi si incontrano le "siddhi" , è inevitabile , come insegnano tante fiabe e racconti mitologici . Siddhi che si presentano sotto le vesti paurose di draghi , idre a cento teste , minotauri , cerberi a tre teste , ecc...ecc....che altro non sono che le proiezioni fantasmatiche della mente egoica inferiore , che nutre i "lati ombra " del VIRAT (= eroe) del racconto . Mostri che , sconfitti , diventano poi l'alleato migliore dell'eroe fornendogli la propria energia , perché le siddhi forniscono energia , l'energia rafforza il "campo magnetico " del mago , che senza energia e potenza non può produrre miracoli e tanto meno trasformazioni . MANDRAKE è un illusionista , un fachiro che si è messo a giocare con le siddhi . MOSE' è un mago , che stende il "bastone" verso il Mar Rosso , lo fa aprire , e libera il suo popolo dalla schiavitù , "illumina" i suoi lati ombra , li conduce nella terra " < dove scorre latte e miele " , non li ipnotizza , li libera !

Un esempio significativo è la vicenda di Mosè e i maghi (fachiri) del Faraone . Entrambi compiono gli stessi "miracoli" con la sola differenza che Mosè usa le siddhi in favore degli uomini/donne per far uscire loro e se stesso dall'Egitto (=Avidya=ignoranza spirituale ) mentre i fachiri del faraone vogliono trattenerli nella schiavitù ipnotica dell'ignoranza , "involuti" e non "evoluti" . Il mondo magico della virtualità indotta , ipnotica , vuole assolvere solo a questa finalità . Un po' come accade oggi nel mondo moderno in cui l'energia e la volontà di milioni di uomini/donne viene catturata attraverso gli occhi ( ndr attraverso gli occhi si disperde l'80% della nostra energia ) .
 
< A me gli occhi please > suggeriscono gli schermi televisivi , cinematografici , dei cellulari , dei palmari , dei pc ,  .ecc.ecc..un vero "INCANTESIMO" di massa , che rivela l'utilizzo di una magia ancora più potente di quella "ammonica" dell'antico Egitto , fra le più potenti apparse sulla terra. 





Il mondo della magia è il mondo della virtualità , un mondo pericoloso in cui si scambiano facilmente fischi per fiaschi , come ben sa maliziosamente l'illusionista , e ciò spiega l'importanza del maestro , del guru , del sacerdote/mago che accompagna il viaggio del neofita , peraltro sempre esposto al pericolo di capitare nelle mani di un falso maestro ( ce ne sono tanti) , falso profeta e illusionista per giunta . Nel Giardino originario di Eden non ci sono due alberi , c'è solo quello della vita , quello reale , quello del Bene ; infatti quello del Male è solo una proiezione virtuale della mente egoica , in cui la coppia adamitica si perderà entrando nel giardino "dualistico" di Avidya (=ignoranza spirituale) , che abbandoneranno di nuovo solo ritrovando l'UNITA' del VERO SE ( IO Trascendentale , Dio ) per entrare nella realtà della
Grande Magia , la " TEURGIA " che apre loro la realtà di un mondo in cui il "loro pensiero" diventa divino alla stregua di quello di Dio , in quanto fatti a "Sua immagine e somiglianza " , eredi divini , figli/e di Dio , in quanto tali chiamati a co-creare con Lui . Ecco perché il saggio Yoghi è chiamato a meditare sull'aforisma : < NETI , NETI TAT VAM ASI "...<NON QUESTO , NON QUESTO , TU SEI QUELLO > .

Cioè , non ti identificare con la virtualità illusoria delle tue proiezioni egoiche , ma con il tuo Vero Se , con la tua natura trascendentale , con la tua coscienza cristica . Usa la tua "bacchetta" magica (= Sushumna) , il tuo scettro regale , il tuo pastorale , per concentrare la potenza di Kundalini/Shakti , per concentrare Prana , nella vibrazione del tuo mantra riempito di Spirito Santo dal tuo pranayama interiore e allora vedrai che quando pronuncerai < Apriti Sesamo > , le porte dei tuoi chakra si apriranno d'incanto e come tanti stargate ti introdurranno di nuovo nel Regno dei cieli dai quali la virtualità della magia nera di un illusionista ti aveva strappato ipnotizzando la tua anima (Eva) . Non esiste magia Bianca o Magia Nera , esiste solo la magia , il nero e il bianco sono focalizzati dall'intenzione , una si chiama illusoria , l'altra Teurgia che diventa tale quando la volontà dell'uomo/donna si allinea con quella divina : < Sia fatta la Tua volontà >. La volontà dell'io egoico ipnotizza , quella di Dio libera . L'io si sforza < guadagnerà il pane con il sudore della fronte > , il figlio di Dio , desidera , formula un "sankalpa" ( proposito interiore ) , lo veste di vibrazione (mantra , salmo, ecc) lo canta e raccoglie il frutto . Dio non ha bisogno di sforzarsi ; infatti < ai Figli di Dio , sarà dato ogni potere > .

Yogacharya Eknathananda

 

venerdì 9 agosto 2013

SOSTITUIRE LE IMMAGINI MALATE : AMARSI E ACCETTARSI ...QUANTO CI FA BENE !


< La salute è la presenza di un'immagine ideale, dell'essere in equilibrio perfetto.
La malattia è lo scordarsi questo modello.
La vera guarigione è ritrovare il Sé
>


( saggio del xxI° sec.)


Molto spesso ( dopo trenta anni e più di insegnamento ho accumulato una buona casistica ) il primo contatto con lo Yoga avviene sotto la spinta di un disagio fisico o psichico persistente , molto più raramente è motivato da una vera e propria ricerca spirituale , anche se quest'ultima è sicuramente presente a livello non cosciente , il Grande Regista , come il Mago di Oz , si nasconde dietro le quinte , pronto a "rettificare" le nostre esistenze quando prendono a percorrere "vie" errate  ; infatti la malattia , gli incidenti in genere , sono gli "strumenti" karmici con i quali veniamo "snidati" dalle nostre grossolane certezze e gettati in pasto all'incertezza , alla instabilità fisica e psicologica , che aprono la strada all'ansia , all'angoscia , al timor panico , alla depressione , al tumore , .....ecc...ecc....via dicendo la casistica patologica , come si sa , è bella lunga . 
 
Fatte queste debite premesse si può evincere come lo Yoga , disciplina mistica , sia percepito in Occidente come una "medicina" e gli insegnanti come "succedanei" della Usl , prodighi di consigli respiratori e fisici atti a rassicurare il piccolo/ego/faraone , vero pro-motore di ogni disagio psico-fisico . Lo Yoga in questo caso diventa una vera "trappola mortale " inventata da Maya / Matrix ( mente egoica inferiore ) con il deliberato fine di mantenere prigioniero e "dipendente" il tapino preda dei disturbi e dei sintomi , sui quali prosperano le multinazionali della sanità , dei farmaci , della alimentazione , nel circolo di una catena "viziosa" a cui non si sottraggono nemmeno le religioni "istituzionali" e non (sètte) che creano "dipendenze di altra natura , ma che sempre dipendenze sono , surrogati , "ciucci" psichici somiglianti alle sigarette "elettroniche" che vogliono sostituire il tabacco creando altre dipendenze sostitutive del "capezzolo" materno venuto a mancare ai pseudo-adulti ancora in piena fase orale , che si aspettano sempre "miracoli" dall'esterno , cosa questa totalmente estranea allo Yoga correttamente inteso .
 
Stabilito che lo Yoga non è una medicina , anche se viene usato dalle "volpi" della mente egoica inferiore per mantenere il piccolo/ego/faraone nell'alveo delle sue sicurezze acquisite con enormi sforzi della tasca , ciò premesso lo Yoga non può non rispondere alla richiesta di recupero dell'equilibrio psico-fisico che venuto a mancare ha determinato l'insorgere della malattia , soprattutto sostituendo il mondo immaginale in cui si è prodotta la malattia .
 
La malattia nasce , è bene tenerlo  presente , nell'ambito della " personalità " e dei suoi " lati ombra ", lati che la medicina allopatica si guarda bene dall'esplorare , preferendo assegnare semplicemente un farmaco " tappabuchi" , che non guarisce la malattia , la tiene semplicemente sotto controllo esonerando il medico  dall'impegno del dovere comprendere la sua causa originaria , il disturbo della personalità che l'ha determinata   ; infatti quando un "lato ombra" è illuminato , cioè ri-congiunto con il " Vero Se " , la malattia scompare . Prendiamo ad esempio i miracoli narrati nel Vangelo , si tratta di sofferenti nell'anima o nel corpo che si presentano davanti al Vero Se ( Cristo ) , entrano in contatto con Lui , il loro stato vibrazionale è basso , presentano storie esistenziali infarciste di dis-tima ( la samaritana ...vedi mio blog) ; autocritica , rabbia ( l'indemoniato di Gerasa ) ; personaggi il cui immaginario è dominato da "immagini malate " , il cui contenuto energetico è così basso da aprire ampi varchi nel sistema immunitario che lascia così spazio alla malattia , alla maledizione ( male a tia = male a te ) . Quale medico moderno ti dirà mai che ti stai portando a spasso nel tuo immaginario una maledizione che ti fa campare male ? Cui prodest ? A chi giova la guarigione , di certo al malato , ma non altrettanto a tutta la struttura finanziario-sanitaria- alimentare che ruota intorno al "prodotto malattia " !
 
Ogni malattia dis-quilibra la nostra naturale condizione di benessere ; infatti noi possediamo nel nostro corpo tute le condizioni per poter vivere in armonia e benessere , in simbiosi con la natura , con noi stessi e con gli altri , un equilibrio naturale (omeostasi) che possediamo fin dalla nascita che può essere alterato dalle nostre cattive abitudini aprendo di fatto la porta alla malattia e alle sue conseguenze .Tutto dipende da noi, dal nostro modo di vivere e relazionarci con la natura… e con gli altri!  
La nostra alimentazione ci può apportare benessere così come, se esageriamo, può recarci grandi danni a carico di organi quali cuore, fegato, pancreas ecc… con l’esplosione di malattie correlate quali cardiopatie, epatiti, pancreatiti, diabete, ecc… ecc…
Il nostro modo di curarci con le medicine può a volte non darci affatto sollievo, anzi molte volte le medicine così dette ufficiali quali antibiotici e sedativi, vanno a creare solo una maggiore resistenza al corpo stesso nei riguardi della malattia che dovrebbero curare e questo comporta che a lungo andare il corpo diventa refrattario a quelle medicine e per questo ne vengono somministrate in maggior quantità senza però aver assolutamente un riscontro di benessere altrettanto aumentato…
Anzi, molte volte, la somministrazione di antibiotici (ndr anti-bios = contro la vita )
in caso di febbri ricorrenti porta il corpo a debilitarsi maggiormente…

Alla luce di tutto questo, è bene documentarci sulle medicine alternative come Omeopatia, Medicina Omeosinergetica,  Medicina Biosinergetica e quanto altro esiste per aiutare il nostro benessere a mantenersi o per recuperarlo, in caso di malattia, nel tempo  più breve e in modo  meno aggressivo possibile…

Tutte queste nuove metodologie dolci di terapia per mantenere o ripristinare il benessere , puntano la loro forza sulle cause che portano disequilibrio e quindi malattia al soggetto, e non viceversa, come le medicine ufficiali che puntano la loro forza sui sintomi che si manifestano nella malattia e quindi tralasciano completamente il messaggio nel corpo,  che causa la malattia stessa… si capisce quindi che non andando affatto a scardinare la causa, l’effetto (malattia), si presenterà nuovamente!
Inoltre, è importante risvegliare nel paziente la sua innata capacità di auto guarigione.

 Il percorso che porta l’individuo a rendersi pian piano conto che può guarirsi, inizia con la consapevolezza che questo possa davvero accadere.  Bisogna iniziare ad accettarsi, amarsi e stimarsi.
Questo passaggio rende possibile accettare e amare se stessi e  gli altri, e ciò comporta la propria guarigione. Quando si "tocca" il Vero Se ( miracolo dell'emorroissa :< se soltanto riuscirò a toccargli il mantello > )

 Anche se sembra paradossale tutto ciò proviamo a dare una spiegazione tramite il cosiddetto “effetto specchio”, che afferma che quello che vediamo negli altri che ci circondano è sempre una proiezione di ciò che è dentro di  noi.
Questo comporta che entriamo in relazione con gli altri in conformità a ciò che viviamo dentro di noi.
Noi siamo fatti di cellule, che funzionano tramite energia vitale, e quindi vibrano ad una certa potenza energetica, e ciò che attrae è proprio questa vibrazione; per cui tendiamo ad attrarre ciò che vibra allo stesso nostro livello.

 La SALUTE dipende da tre componenti principali :
 
- La relazione con la propria immagine
- La relazione con gli altri,  gli effetti di tali relazioni sul quotidiano cioè la relazione con la vita
  stessa.
- La relazione con gli altri dipende dalla relazione che abbiamo con noi stessi, perciò se nutriamo dei pensieri e delle emozioni  negative che alterano il fisiologico funzionamento delle ghiandole endocrine, si capisce che questo comporta  il cattivo funzionamento  del sistema immunitario, del metabolismo e quindi causa malattia.
Anche il continuo giudizio e confronto porta a separarci dal bene, a dividerci (= stato separativo = stato diabolico ) , e ci avvicina  alla malattia.

In breve :  più ci avvicina alla nostra Anima, che è la parte più profonda di noi e che ci collega a tutto l’Universo , più il nostro sistema immunitario si rafforza e aumenta il nostro equilibrio psico-fisico.
 
Allora uno Yoga così inteso diventa veramente "operativo" e non crea dipendenza alcuna ;  infatti lo Yoga , come tutte le discipline spirituali correttamente intese , religioni istituzionali incluse , è uno strumento di "catarsi" spirituale  psico-corporea ( vedi mio blog su trasfigurazione ) , che favorisce il trasferimento dalla macchina biologica (personalità) illusoria al corpo illusorio di saggezza e da quest'ultimo a quello immutabile (Risorto) della trasfigurazione taborica , qui la malattia non ha più accesso , non ce ne è più bisogno , quello che si doveva capire è chiaro e cioè quella che S. Agistino chiamava : Piccola Trinità . ESSERE , CONOSCERE , AMARE ( Sat - Chit , Ananda )


           POTENZA ALCHEMICA DELLE IMMAGINI 
                                ( YOGA NIDRA )

 
 
 
 
  Quando il mondo spirituale è vissuto , l’uomo ne nutre insieme l’anima psichica , che si spiritualizza , e il corpo fisico che si identifica a poco a poco con la sostanza stessa del suo nutrimento … Il mistico cristiano occidentale , a forza di contemplare il Cristo sofferente sulla croce , riceve le stimmate ..Cosi’ successe a Francesco d’Assisi , a Teresa d’Avila e , piu’ recentemente , a Teresa Neumann , a padre Pio e a tanti altri … L’oggetto della contemplazione dei mistici orientali è l’icona di Cristo glorioso , del Cristo risorto che ha vinto la morte e rivestito l’uomo cosmico con il suo corpo di luce . Di conseguenza non è raro incontrare in quest’altro contesto del mondo cristiano fenomeni di trasfigurazione . Motovilov , discepolo di Serafino di Sarov , racconta come il suo maestro l’abbia avvolto con la luce che era divenuto il suo corpo . A questo livello la materia ridiventa energia ; ma potenzialmente essa lo è già e irradia ciò di cui si nutre . Secondo il grado di partecipazione dell’uomo al suo essere divino , il corpo irradia , a differenti gradi , il mondo dell’alto . In tale prospettiva , il corpo umano sembra veramente essere ciò che di piu’ concreto ci è dato per riflettere il mondo divino .   (Annick de Souzenelle : Il simbolismo del corpo umano , Servitium 1999 )