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giovedì 1 dicembre 2011

LA VERGINE , L'ANIMA E IL SALE FILOSOFICO....DEGLI ALCHIMISTI




La Vergine, L'anima e il sale filosofico degli alchimisti




Nel senso comune e nella visione materialista del mondo che caratterizza la nostra epoca, “l’anima” è spesso intesa come il veicolo di una “ricerca spirituale” tesa a ricercare la produzione di eventi straordinari o il possesso di poteri paranormali. Si tratta di una via rovesciata che utilizza il contatto con le “realtà sottili” per finalizzarlo al potenziamento dell’Io.

 
Le anguste prospettive del materialismo ci hanno fatto dimenticare che l’anima è essenzialmente, come suggerisce l’etimologia del termine, da anemos, vento, un soffio interno collegato al respiro, una domanda che emerge in tutti gli esseri senzienti spingendoli a cercare un senso per le loro vite e a collegare il loro interno con l’esterno, il microcosmo al macrocosmo. Questa domanda può essere trascurata o coltivata, cosi come possiamo rimuovere dalle nostre coscienze il rapporto col dolore e con la morte oppure utilizzare queste realtà come vie di trasformazione interiore.

 
E’ certo che la sordità del mondo moderno nei confronti delle domande poste dall’anima ha terribili conseguenze: ognuno è occupato unicamente dal proprio destino personale e diviene incapace di scorgere i legami sottili che tengono uniti i popoli e consentono la convivenza civile tra le nazioni, si perde anche la capacità di vedere con il cuore, di scorgere il proprio cammino attraverso il labirinto dell’accadere, si diventa ciechi alla bellezza dovunque essa si manifesti in ciò che ci circonda, negli oggetti di uso comune, negli edifici in cui viviamo, nelle meraviglie che caratterizzano la Natura, nella scintilla immortale che abita ogni essere vivente. Per questo motivo molti esseri umani divengono disponibili a distruggere la bellezza in tutte le sue forme.

 
Uno dei simboli più potenti che costellano l’idea di anima nell’immaginario cristiano è quello della Vergine. Nel simbolismo mariano la Vergine Maria è la Ianua Coeli, la porta misteriosa che, per opera dello Spirito Santo, può trasfigurare la terra che vincola l’uomo al mondo e alla morte e introdurlo al cospetto di Dio. Questo ruolo di Mediatrice tra uomo e Dio viene svolto dalla Vergine in uno spazio puro e incorrotto, celato nel profondo dell’anima e che dell’anima costituisce l’aspetto più vitale.

Ogni uomo nasconde nel cuore, secondo questa concezione, un calice che ha il potere di ricevere in sé una “ sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna” (Gv 4, 14) e che rende fertile quella parte di Terra Vergine che portiamo in noi.
Per molti padri della chiesa il concepimento del Cristo è anche una allegoria di ciò che ogni uomo è chiamato a ripetere dentro di sé (citiamo, tra gli altri, Sant’Ambrogio: “Quando un’anima si converte viene chiamata Maria”…”e diviene un’anima che spiritualmente genera Cristo”, De Virginitate, 4,20 PL 16, 271 e San Giovanni Crisostomo che sostiene che ogni anima porta con se, in un grembo materno, il Cristo, De Caeco et Zachaeo, 4, PG 59, 605)

 
Secondo il Vecchio Testamento la morte profana è il risultato della perdita della condizione edenica, l’azione del frutto offerto da Eva ad Adamo, che spezzò l’unità tra l’interno e l’esterno dell’uomo, tra microcosmo e macrocosmo. (Un’interpretazione, questa, certamente avvalorata dalla lettura dello Zohar).

La morte profana sarebbe dunque un fuoco che disperde e smembra , risultato ultimo dell’essersi sottomessi alla ciclicità e all’amore verso un Esterno che viene vissuto attraverso le nostre forme - pensiero e che si nutre di energie che sarebbero destinate alla nostra evoluzione interiore.

La morte iniziatica, invece, consiste, all’opposto, in una reintegrazione in cui l’Amore, attivato dalla preghiera del cuore, dalla contemplazione e dal contatto col Princìpio della Vergine, è a-mors, cioè senza morte, diretto verso Maria, porta del cielo e della Sophia, della sapienza, calice destinato ad accogliere il Cristo sulla terra.
In questo senso Maria è porta del Cielo anche perché collega Cielo e terra in senso inverso:è attraverso di lei che il verbo si fa carne , divenendo attivo e percepibile nel regno delle cose visibili.

 
E’ per il suo legame con lo Spirito Santo che Maria rappresenta la Sophia, il sale della sapienza (dice Sant’Agostino: “La verità è nata dalla Vergine Maria, Enarrationes in Psalmos, 84, 13, PL 37, 1079), nonché la Theotokos, la Madre di Dio fondamento e origine di tutto il creato, (Prv, 8, 22-36)
L'angelo, messaggero delle cose celesti, le annuncia infatti che la nascita di Cristo avverrà per mezzo dello Spirito Santo (Lc 1, 26-38) e la dichiara “benedetta tra tutte le donne”. Già nell’Antico Testamento la discesa di Dio sulla Terra per mezzo di una Vergine era stata predetta dal profeta Isaia (Is 7,14). La Vergine Maria accoglie in sé una luce che non è di questo mondo, è il mezzo perché l'invisibile divenga visibile, perché lo spazio e il tempo profani divengano sacri, perché ciò che è divino e trascendente si faccia umano. A ogni anima è stata data la possibilità di concepire il Verbo nel silenzio e nell'intimità del raccoglimento interiore. 

Maria rappresenta quindi quel luogo inaccessibile e misterioso, puro da ogni contagio e condizionamento, che si nasconde in ognuno di noi e che ci rende capaci di ricevere, concepire e generare il Logos. Raggiungere tale spazio sacro, che si cela in noi, significa prendere nella propria casa la Vergine santa, cioè interiorizzarla, seguendo l’invito di Gesù al discepolo prediletto Giovanni . 
Attraverso il dogma della sua Assunzione in cielo, infine, Maria ci riconduce al mistero del corpo glorioso che ci attende nel regno dei cieli e, nella pratica quotidiana, attira la nostra attenzione sul ruolo della preghiera profonda e della meditazione che sono “partecipazione all'assunzione della Vergine” e “recettività dell'anima che si apre all'azione dello Spirito Santo”. (Cfr lo scritto di Giovanni Vannucci: “La Vergine e l’anima del mondo” in Fraternità n. 3. 1982 ) Le diverse ricorrenze mariane (Immacolata Concezione, Presentazione al Tempio, Annunciazione, Natività del Verbo, Assunzione) ci riconducono ad altrettante tappe del percorso iniziatico.

RESPIRA E SAPRAI CHE...........






"Respira e sai che sei vivo
Respira e sai che tutto ti aiuta
Respira e sai che pure il fiore respira
Respira per te stesso e respiri per il mondo
Inspira compassione ed espira gioia

Respira e sii uno con l'aria che respiri
Respira e sii uno col fiume che scorre
Respira e sii uno col fuoco che arde
Respira e interrompi il pensiero di nascita e morte
Respira e vedi che l'impermanenza è vita

Respira per la gioia di essere stabile e calmo
Respira per il dolore che scivola via
Respira per rinnovare ogni cellula del tuo sangue
Respira per rinnovare le profondità della coscienza
Respira e prendi dimore nel qui e ora
Respira e ciò che tocchi sarà nuovo e reale"

YOGA E ARTE DELLA CREATIVITA'


                                   

                                        IL CREATORE
Nel mondo esistono due tipi di creatori: uno opera con gli oggetti - un poeta, un pittore opera con gli oggetti, crea qualcosa; l'altro tipo, il mistico, crea se stesso. Non lavora con gli oggetti, opera col soggetto; lavora su di sé, col proprio essere. È il vero creatore, il vero poeta, poiché fa di se stesso un capolavoro.

Ognuno di voi porta in sé un capolavoro nascosto, però voi siete d'intralcio. Spostatevi, e il capolavoro verrà alla luce. Ognuno di voi è un capolavoro, perché Dio non fa nascere altro che questo: per molte vite tutti si portano dentro quel capolavoro nascosto, senza sapere chi sono, eppure tentando in superficie di diventare qualcuno.

Lascia cadere l'idea di diventare qualcuno: sei già un capolavoro, non ti puoi migliorare. Devi solo arrivare a coglierlo, a conoscerlo, a realizzarlo. Dio stesso ti ha creato, non puoi migliorarti!
Osho Ah, This! Chapter 1

Commento:
Il Maestro Zen di questa carta ha imbrigliato l'energia del fuoco ed è in grado di usarla per creare, anziché distruggere. Egli ci invita a riconoscere e a partecipare con lui alla comprensione che appartiene a coloro che hanno padroneggiato i fuochi della passione, senza reprimerli, o permettere loro di diventare distruttivi e perdere di equilibrio. È così integrato che non esiste più alcuna differenza tra chi è all'interno e chi è nel mondo esterno. Offre questo dono di comprensione e di integrazione a tutti coloro che arrivano da lui: il dono della luce creativa che scaturisce dal centro del suo essere.

Il Re di Fuoco ci informa che qualsiasi cosa intraprendiamo in questo momento, con la comprensione che scaturisce dalla maturità, arricchirà le nostre vite e quelle degli altri. Usa tutte le tue capacità, qualsiasi cosa hai appreso dall'esperienza della tua vita: è tempo per te di esprimerti.

MATRIX...ILLUSIONE O REALTA' ?



« Matrix è ovunque. È intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore. L'avverti quando vai a lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità. »

(Morpheus a Neo)

Matrix è un film del 1999 scritto e diretto dai fratelli Andy e Larry Wachowski. È un film di fantascienza che ha vinto numerosi premi, tra cui quattro Oscar.
Il titolo deriva dal termine latino matrix, matricis (traducibile letteralmente in italiano con "madre" o "nutrice", "matrice", "utero", "stipite" e, in senso lato, anche con "canale"); le matrici sono anche elementi di tipo tabellare derivanti da strutture matematiche, molto utilizzate nell'informatica per associare dati tra loro. Il film è uscito nelle sale negli Stati Uniti il 31 marzo 1999, mentre nelle sale italiane il 7 maggio 1999.

Trama 

« Matrix è ovunque. È intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore. L'avverti quando vai a lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità. »

(Morpheus a Neo)

All'alba del XXI secolo, l'uomo dà alla luce IA: l'intelligenza artificiale, che gli permette di progettare macchine in grado di pensare. Tuttavia, in un indeterminato futuro, le macchine si rivoltano contro la specie umana, e per tentare di contrastarle, gli uomini oscureranno il sole (dato che era da quest'ultimo che le macchine traevano la loro energia). Gli automi riescono a trovare una fonte di energia alternativa: l'uomo, che poteva fungere da batteria visto che produce vari milioni di calorie. Fu così che tutta l'umanità venne imprigionata dalle macchine allo scopo di assorbirne l'energia vitale. Quella delle macchine è una prigione per la mente: grazie a impulsi cerebrali e a un mondo costruito al computer, gli uomini credono di vivere liberamente nel mondo del XX secolo. In realtà ciò che si pone davanti ai loro occhi è il programma, chiamato Matrix, ossia la realtà virtuale creata dalle macchine stesse e alloggiata alla Sorgente, una sorta di server da cui il mondo di Matrix ha inizio.
Soltanto poche migliaia di soggetti si sono svincolati dal giogo di Matrix, il sistema di controllo cerebrale che imprigiona gli individui: un sistema di impulsi elettrici inviati al cervello umano, che creano l'illusione di vivere in un mondo che, ormai, non esiste più da centinaia di anni.
All'interno di Matrix la gente vive senza accorgersi minimamente della propria condizione di schiavitù. Soltanto pochissime persone si rendono conto che "qualcosa non va", percependo una sensazione di stranezza ed estraneità che non riescono a descrivere. Una di queste "imperfezioni del sistema" è Thomas Anderson (Keanu Reeves), conosciuto nell'ambiente degli hacker come "Neo". Convinti che Neo sia "l'Eletto" - colui che sarà in grado di restituire la libertà alla specie umana - un gruppo di umani facenti parte della Resistenza, fra cui spicca la figura di Morpheus, il capitano della nave da guerra Nabucodonosor, lo contatta, convincendolo ad uscire da Matrix e ad essere riportato (dopo una sorta di risveglio dalla condizione di larva in cui le sensazioni erano solamente proiettate nella sua mente) nella vera realtà. Qui Neo scopre che, nel mondo reale, l'uomo è letteralmente "coltivato" dalle macchine.

             Il codice di Matrix
Neo acquisterà consapevolezza poco a poco delle proprie doti eccezionali, divenendo in grado sempre più di contravvenire alle regole di Matrix, acquisendo poteri pari o anche superiori a quelli di un programma della Matrice. Neo incontrerà molti software; in Matrix ogni programma, in quanto tale, ha un proprio scopo e, quando non lo compie, viene distrutto. Ad esempio, l'Oracolo, un software con le sembianze di una donna che ha come scopo quello di sbilanciare l'equazione che il suo opposto, "l'Architetto" (ovvero il creatore di Matrix), tenta di bilanciare.
Attraverso una morte virtuale per mano dell'Agente Smith, uno dei programmi che hanno il compito di eliminare le "imperfezioni", e la sua successiva "resurrezione" per merito dell'amore sbocciato con Trinity (Carrie-Anne Moss), anche lei membro della Nabucodonosor, Neo prende finalmente coscienza di essere stato scelto per liberare l'umanità dal giogo delle macchine, sconfiggendo gli agenti e riportando la speranza.
Tra i temi classici troviamo :
La scelta, che è in grado di cambiare sé stessi e gli altri e il mondo come rappresentazione interiore.
Il controverso rapporto con il destino, ed il desiderio di conoscerlo.
Il rapporto fra l'uomo e la tecnologia.

L'ipotesi che il mondo che noi vediamo sia solo un'illusione creata da opportuni programmi è ripresa da altri film, fra cui è doveroso segnalare Il mondo sul filo di Rainer Werner Fassbinder, Il tredicesimo piano e Nirvana di Gabriele Salvatores; film, quest'ultimo, nel quale il riferimento alla cultura orientale del buddismo zen è esplicito fin dal titolo. Il concetto che la propria vita è stata programmata, controllata e manipolata lo possiamo notare in The Truman Show, e la concezione della realtà virtuale è presente in molti film, tra cui Tron ed eXistenZ.
Il Gran Khan domandava a Marco Polo se fosse l'imperatore cinese a sognare di essere una farfalla o l'insetto a sognare di essere un imperatore cinese. Filosofi posteriori a Cartesio dal secolo XVII si ponevano il dubbio se la realtà percepita potesse essere reale. Una risposta plausibile giunse cento anni dopo con l'assioma che - a differenza di Neo e compagni - non vi è nulla a confermarlo e nulla a smentirlo.
L'idea che la ricerca della verità debba passare da un risveglio dal mondo delle illusioni verso un viaggio di rinascita ed emersione alla contemplazione della realtà è presente anche nel mito della caverna di Platone.
La ricerca della propria identità, che si appoggia al topos classico del "Conosci te stesso" (citato in una scena del film dal personaggio dell'Oracolo) è trattata attraverso il complicato rapporto uomo-macchina, all'interno del quale la seconda ha preso il sopravvento sul primo schiavizzandolo e sostituendovisi: l'uomo non è più in grado di distinguere sé stesso dalla macchina, e questo lo porta a perdere la coscienza di sé.
Questo viene anche reso più chiaro nella scena in cui Morpheus spiega a Neo come mai in Matrix la coscienza di se stesso cambia e prende il nome di immagine residua di sé cioè la proiezione mentale del proprio essere in digitale. (Citazioni del Film). Questa alienazione è un tema centrale dei romanzi di fantascienza di Philip Dick, di cui il film si mostra debitore.
Un romanzo che descrive un mondo in cui gli abitanti sono ignari di essere simulazioni, e anzi sviluppano a loro volta un simulatore, è "Simulacron-3" (1964) di Daniel Galouye. Uno degli abitanti del simulatore del romanzo riesce a "risalire di un livello", passando nel mondo del protagonista, come l'agente Smith nei capitoli successivi del film, suggerendo che entrambi i mondi siano in realtà una simulazione. Nel romanzo vengono anche "corrette" le conoscenze delle persone dopo una modifica, come nel film viene promesso a Cypher per il tradimento.
Nel dialogo tra l'agente Smith e Morpheus, che è stato sequestrato e drogato perché riveli con la forza i codici di accesso al mainframe di Zion, chiari riferimenti vengono fatti anche al tema dell'evoluzione, della lotta fra specie differenti (Darwinismo sia in senso naturalistico che sociale) e della creazione di un equilibrio naturale fra le specie all'interno di un ecosistema. Preponderante è poi il concetto di singolarità tecnologica; quest'ultimo è un punto critico di accelerazione dell'iter nella scala dell'evoluzione tecnologica della razza umana in cui le macchine acquistano consapevolezza di sè e divengono autosufficienti, diventano autonome e si distaccano dai loro stessi creatori ed in grado di autoprogrammarsi, di autoripararsi e di governarsi da sole, decidendo da sole il proprio destino e la propria esistenza, anche in contrasto con quelli della specie umana che le ha create.
Il concetto di libertà, di scelta, di autodeterminazione e di lotta contro il potere costituito che soffoca il libero arbitrio e la creatività personale vengono poi esposti nel film in chiave strettamente conforme.
Infine ci sono dei riferimenti anche al transumanesimo, finalizzato al potenziamento delle capacità umane sia a livello fisico che mentale e cognitivo.

mercoledì 30 novembre 2011

IL SEGRETO DELLA MEDITAZIONE

                                                  

Quando desideri qualcosa, la tua gioia dipende da quella cosa. Se ti viene portata via, ti senti infelice; se ti viene data, sei felice, ma solo per un momento. E anche questo va compreso: quando un tuo desiderio è appagato, solo per un istante ti senti felice. È qualcosa di fuggevole, poiché, una volta realizzata una cosa, subito la mente si mette di nuovo a desiderare di più, a volere qualcos’altro.

La mente esiste nel desiderio, per questo l’uomo non potrà mai vivere senza desiderare. Se sei privo di desiderio, la mente muore immediatamente. Il segreto della meditazione è tutto qui!

Un imperatore stava uscendo dal suo palazzo per farsi una passeggiata mattutina, quando incontrò un mendicante.

L’imperatore gli chiese: “Cosa vuoi?” Il mendicante disse: “Prima di chiedermelo, pensaci due volte!” L’imperatore non aveva mai visto un uomo la cui presenza fosse tanto potente, sembrava un leone. Aveva combattuto, aveva vinto, aveva sempre affermato la sua superiorità e il suo potere, ed ecco che un semplice mendicante gli diceva: “Pensaci due volte, prima di farmi una simile domanda, perché potresti non poter appagare il mio desiderio!”

L’imperatore disse: “Non preoccuparti, quello è un mio problema; chiedi ciò che vuoi e io esaudirò ogni tuo desiderio!”

Il mendicante disse: “Vedi la mia ciotola da elemosina? Voglio che sia riempita. Non importa come, la sola condizione è che venga riempita fino all’orlo. Puoi ancora tirarti indietro, ma se lo vuoi, puoi rischiare…”.

L’imperatore rise. Una semplice ciotola… e quell’uomo lo ammoniva? Disse al suo primo ministro di riempire quella ciotola di diamanti, per far vedere a quel mendicante con chi stava parlando.

E il mendicante disse ancora: “Pensaci bene!” E ben preso fu evidente che il mendicante aveva ragione, perché nel momento in cui i diamanti vennero versati nella ciotola, svanirono nel nulla.

La notizia si diffuse in un baleno nella capitale: migliaia di persone accorsero per osservare ciò che stava succedendo… e quando tutte le pietre preziose furono finite, il re disse: “Portate tutto l’oro e l’argento, portate il mio tesoro! Il mio regno, la mia dignità e la mia parola sono state sfidate!” Ma a sera tutto era scomparso e non restavano che due mendicanti: uno era l’imperatore di un tempo!

E l’imperatore disse: “Prima che ti chieda perdono per non aver ascoltato il tuo ammonimento, per favore puoi dirmi il segreto di questa ciotola?”

E il mendicante spiegò: “Non c’è alcun segreto. L’ho ripulito per farlo sembrare una ciotola, ma si tratta di un cranio umano: qualsiasi cosa vi riversi, scompare”.

Questa storia è incredibilmente significativa. Non hai mai pensato alla tua ciotola per elemosine? Tutto scompare – potere, prestigio, rispettabilità, ricchezze – tutto scompare e la tua ciotola continua ad allargare la bocca per avere di più. E quel “di più” ti allontana dal presente. Il desiderio, l’aspirazione a raggiungere qualcos’altro ti sottrae al momento presente.

Al mondo esistono solo due tipi di persone: la maggioranza rincorre le ombre, e le loro ciotole staranno con loro, fino a quando non entreranno nella tomba. E una piccolissima minoranza, uno su un milione, smette di correre, lascia cadere tutti i desideri, non chiede nulla – e all’improvviso scopre che ogni cosa è già dentro di lui, e lo ricolma.

( da un racconto di Osho )

INNO AL SOLE DEL FARAONE AKHENATON



I Tu ti ergi glorioso ai bordi del cielo, o vivente Aton ! Tu da cui nacque ogni vita. Quando brillavi dall'orizzonte a est riempivi ogni terra della tua bellezza sei bello, grande, scintillante, Viaggi al di sopra delle terre che hai creato, abbracciandole nei tuoi raggi, tenendole strette per il tuo amato figlio (Akhenaton). Anche se sei lontano, i tuoi raggi sono sulla Terra; Anche se riempi gli occhi degli uomini, le tue impronte non si vedono.
II Quando sprofondi oltre il confine occidentale dei cieli la terra è oscurata come se fosse arrivata la morte; allora gli uomini dormono nelle loro stanze, il capo coperto, incapaci di vedersi tra loro; vengono loro sottratti i tesori da sotto la testa e non lo sanno. Ogni leone esce dalla sua tana, tutti i serpenti emergono e mordono. Il buio è totale e la terra silente: Colui che li ha creati riposa nell'orizzonte.
III La terra si illumina quando sorgi Con il tuo disco scintillante di giorno. Davanti ai tuoi raggi l'oscurità viene messa in fuga il popolo delle Due Terre celebra il giorno, tu lo svegli e lo metti in piedi, loro si lavano e si vestono, Sollevano le braccia lodando il tuo apparire, poi su tutta la terra cominciano il loro lavoro.
IV Le bestie brucano tranquille, gli alberi e le piante verdeggiano, gli uccelli lasciano i loro nidi e sollevano le ali lodandoti: Tutti gli animali saltellano sulle zampe tutti gli essere alati volano e si posano di nuovo tornano alla vita quando tu sorgi.
V Le navi salpano su e giù per il fiume. Alla tua venuta si aprono tutte le strade. Di fronte al tuo volto i pesci saltano nel fiume. I tuoi raggi raggiungono l'oceano verde. Tu sei colui che mette il seme maschile nella donna, tu sei colui che crea il seme nell'uomo, tu sei colui che risveglia il figlio nel ventre ella madre, accarezzandolo perché non pianga. Anche nell'utero sei la sua balia. Tu dai respiro a tutta la tua creazione, aprendo la bocca del neonato, e dandogli nutrimento.
VI Quando il pulcino cinguetta nell'uovo gli dai il respiro perché possa vivere. Tu porti il suo corpo a maturazione in modo che possa rompere il guscio. E così quando lo rompe corre sulle sue zampette, annunciando la sua creazione.
VII Quante sono le tue opere! Esse sono misteriose agli occhi degli uomini. O unico, incomparabile dio onnipotente, tu hai creato la terra in solitudine come desidera il tuo cuore, gli uomini tu hai creato, e le bestie grandi e piccole, tutto ciò che è sulla terra, e tutto ciò che cammina, tutto ciò che fende l'aria suprema, tu hai creato strani paesi, Khor e Kush e anche la terra d'Egitto, tu metti ogni uomo al posto giusto con cibo e possedimenti e giorni che sono contati. Gli uomini parlano molte lingue, sono diversi nel corpo e nella pelle, perché tu hai distinto popolo da popolo.
VIII Negli Inferi tu sai sì che il Nilo straripi, conducendolo a tuo piacimento a portare vita agli egizi. Anche se tu sei signore di tutti loro, signore delle loro terre, ti affatichi per loro, brilli per loro, di giorno sei il disco solare, grande nella tua maestà, anche alle terre lontane hai portato la vita, stabilendo per loro un'inondazione del Nilo nei cieli, che cade come le onde del mare bagnando i campi su cui abitano. Quanto eccelse sono le tue vie, o Signore dell'eternità! Hai stabilito un Nilo nei cieli per i forestieri. Per il bestiame che cammina ogni terra, ma per l'Egitto il Nilo sgorga dall'aldilà. I tuoi raggi nutrono campi e giardini. È per te che vivono
IX Tu fai le stagioni per il bene delle tue creature, l'inverno per rinfrescarle, l'estate perché possano gustare il tuo calore. Hai creati cieli lontani in cui tu possa risplendere. Il tuo disco nella tua solitudine veglia su tutto ciò che tu hai fatto apparendo nella sua gloria e brillando vicino e lontano. Dalla tua unicità dai corpo a milioni di forme città e villaggi, campi, strade e il fiume. Tutti gli occhi ti osservano, lucente disco del sole.
X Non c'è nessuno altro che ti conosca tranne Akhenaton, tuo figlio. Gli hai dato comprensione dei tuoi intenti. Lui capisce il tuo potere: Tutte le creature del mondo sono nelle tue mani, proprio come tu le hai fatte. Con il tuo sorgere, esse vivono. Con il tuo tramontare, esse muoiono. Tu stesso sei la durata della vita. Gli uomini vivono attraverso di te. I loro occhi ricolmi di bellezza fino all'ora del tuo tramonto. Ogni fatica viene messa da parte quando tu sprofondi a ovest.
XI Tu hai stabilito il mondo per tuo figlio, lui che è nato dal tuo corpo, Re dell'Alto Egitto e del Basso Egitto, che vive nella verità, Signore delle Due Terre, Neferkhepure, Wanre il Figlio di Re, che vive nella verità, Signore dei Diademi, Akhenaton grande nella lunghezza dei suoi giorni. E per la Nobile Moglie del Re lei che lui ama, per la Signora delle Due Terre, Nefernefruate-Nefertiti, possa lei vivere e fiorire per l'eternità.

LA RELIGIONE DEL FARAONE / DIAVOLO




"...Offrite sacrifici al vostro Dio nel paese..." (Esodo 8:25).

La prima proposta di Faraone a Mosè può essere definita: L'OFFERTA DI UNA RELIGIONE NEL MONDO.
L'astuto monarca non si oppone all'esercizio di un culto o alla pratica di una liturgia, ma vuole che il popolo d'Israele rimanga in Egitto / matrix . Anche il diavolo viene a noi con la stessa offerta e dice: - Potete avere la vostra religione; anzi scegliete pure la denominazione più gradita al vostro cuore: confessatela, praticatela, predicatela..., MA RIMANETE NEL MONDO.
Cristo è venuto per liberarci dal mondo / matrix; il diavolo ci combatte per farci rimanere nel mondo; Cristo è venuto per offrirci la "Redenzione", ma il diavolo / ombra ci propone una religione che ci mantenga nella schiavitù, cioè sotto il suo diretto dominio.
Abbiamo veduto in ogni luogo e in ogni epoca intere folle di religiosi vivere nel mondo e assieme al mondo e questo ci dimostra che si può facilmente avere una religione e rimanere nel mondo; Il nome della religione può anche cambiare e non essere soltanto "Cattolica", "Anglicana" o "Metodista", per riferirci alle domande di John Wesley all'angelo, ma può essere Battista, Luterana, Episcopale, Pentecostale , Buddista , Taoista , Confuciana , ecc , ...: un‘etichetta non indica sempre il contenuto di un recipiente.
Il diavolo viene a noi e ci dice: Vuoi essere religioso? Vuoi essere membro di chiesa? Vuoi appartenere ad una comunità ? Puoi esserlo liberamente, anzi io ti aiuterò ad essere attivo, zelante e fervente...a condizione però che tu rimanga nel mondo. E se noi siamo disposti a seguire la corrente del "presente secolo" e a rimanere schiavi delle consuetudini e dei piaceri mondani, il diavolo firmerà un patto di pace con noi e ci permetterà di avere i "nostri articoli di fede", la nostra liturgia, le nostre attività  religiose" continuando però ad annoverarci fra i cittadini del suo regno di tenebre e di peccato.
Purtroppo, molti, in ogni secolo, hanno accettato questo accordo infernale e anche nella nostra generazione non sono pochi coloro che sono scesi a patti col diavolo, e se noi vediamo chiese o credenti contaminati dalla mondanità imperante è soltanto perché il "triste trattato" è stato concluso.
Faraone è riuscito a convincere che è possibile offrire sacrifici a Dio "nel paese" e per questa ragione incontriamo moltitudini di persone, di ogni confessione denominazionale, che fanno professione di religiosità pur accettando e vivendo quelle realtà visibili che sono in aperto contrasto con la religione stessa , in questo consiste il “ fariseismo” di ogni religione .
Ma se vogliamo godere la redenzione cristiana dobbiamo essere decisi nel resistere al diavolo e nel dirgli come Mosè disse a Faraone: - "Non è convenevole far così"... Colui che è venuto a redimerci vuole che usciamo dal mondo e dalle contaminazioni; Egli ci ripete con le parole del profeta: - "Esci di fuori Babilonia: o popol mio ed io ti accoglierò".
Noi non siamo più del mondo perché siamo stati liberati dal mondo per essere costituiti pellegrini del cielo; senza una città stabile e senza un luogo fisso di dimora dobbiamo seguire il Figlio dell'uomo, Gesù, che non è del mondo e che del mondo ha rifiutati i piaceri, la ricchezza e la gloria.
Il pellegrinaggio impone la rinuncia ad una residenza ferma e perciò non può essere accettato ed esercitato da coloro che vogliono rimanere nel paese e vivere dove hanno sempre vissuto. Abramo, per essere pellegrino di Dio accettò di lasciare Ur dei Caldei perché quel paese idolatra non poteva essere culla della sua fede. Oggi coloro che vogliono essere cristiani devono rifiutare l'offerta del Faraone infernale e devono uscire totalmente, incondizionatamente da quel luogo di schiavitù e di contaminazione che la Scrittura chiama "mondo" (= matrix)  oppure "presente secolo"; soltanto dopo aver lasciato alle spalle il luogo della schiavitù e aver deposte le catene spezzate, il credente potrà rendere un culto di adorazione puro al nome dell'Eterno.
"Offrite sacrifici al vostro Dio nel paese..." continua a dire il diavolo e nel dire questo non manca di sottolineare i vantaggi collegati alla sua proposta. Egli ci farà vedere che senza rinunciare alla religione potremmo avere una esistenza tranquilla e priva dei disagi del pellegrinaggio, ci farà anche vedere che "nel paese" potremmo continuare a godere i beni ed i frutti che si trovano in esso e cioè "la carne", gli "agli", i "poponi" e le "cipolle".
Nella "fiera della vanità" c'è merce per tutti e Faraone sa di poter riuscire nei suoi intenti quando presenta la "superbia della vita" e la "concupiscenza della carne e degli occhi" e i "piaceri del secolo" e poi la "gloria", la "ricchezza, "le voluttà", "la moda", "lo sfarzo", queste cose possono continuare ad essere vostre e assieme a queste cose, egli dice, potete avere la vostra bella religione; potete dividere il vostro tempo fra il cielo e la terra, fra le cose dello spirito e quelle della carne, fra l'adorazione al vostro Dio ed il servizio a me.
Vinti da queste parole seduttrici, i cristiani mondani aumentano ogni giorno e la religione per essi si trasforma in un comodo annuncio che lascia loro tutte le comodità del presente secolo e non toglie la possibilità di avere... la illusione della vita eterna. Essi non pensano che se questa ibrida unione fosse possibile, il Signor Gesù avrebbe lasciato al giovane ricco quelle ricchezze che costituivano l'unico legame alla sua vita di religioso verso la libertà; anche quel giovane avrebbe ricevuta la concessione di offrire sacrifici a Dio "nel paese" di Faraone e quindi, nell'esercizio di una vita moralmente ineccepibile, avrebbe compiute le pratiche devozionali necessarie a rendere concreta la sua pietà di credente.
Ma Gesù Cristo fece chiaramente comprendere a quel giovane, come d'altronde ad ogni candidato al regno dei cieli, che la schiavitù è inconciliabile con la libertà e di conseguenza che una religione che ci lascia sotto il dominio del principe di questo secolo non può avere comunione con la "redenzione cristiana".
Il Redentore è venuto per chiamare fuori di "Babilonia" coloro che vogliono portare i vasi del Signore, anzi che vogliono essere loro stessi vasi all'Eterno, e se Egli è uscito al Calvario con il legno dell'obbrobrio sulle spalle, lo ha fatto per darci la possibilità di seguirLo fuori anche di Gerusalemme, città della religione, ed essere con Lui, assieme a Lui crocifissi al mondo.
Una decisione s'impone: - Uscire o rimanere! La decisione ci fa cristiani o ci allontana da Cristo; se usciamo fuori dal mondo per seguire Colui che non è stato del mondo, noi siamo veramente redenti e godiamo la libertà di un cristianesimo autentico; se invece rimaniamo nel paese, noi siamo soltanto "sedicenti cristiani" ed anche se arriviamo a rivestire l'apparenza della pietà, non abbiamo, non possiamo avere in noi la potenza di essa.
Uscire o rimanere! Rimanere significa rendersi amici del mondo; significa essere adulteri nella presenza di Dio; significa anche amare il mondo e le cose che sono nel mondo, quindi significa non avere l'amore del Padre. Rimanere equivale a respingere il Calvario; è inutile sottilizzare intorno alle opere di quelli che RIMANGONO; è inutile far notare che la loro vita è schiava della vanità, schiava dei piaceri e dei vizi del presente secolo, schiava delle mode e delle consuetudini del mondo... È più semplice dire: - Hanno respinta la croce!
Se le donne cercano i cosmetici ed i belletti e se sono ossequenti ai dettami dell'arte dell'acconciatura o del vestiario, è soltanto perché sono rimaste nel paese, hanno rifiutata la redenzione. Se gli uomini cercano di conciliare la religione con gli spettacoli artistici o sportivi, se ancora sono sotto il dominio dei vizi comuni a tutti, è perché non sono usciti dal mondo.
Quindi, ripetiamo, è inutile analizzare queste spicciole manifestazioni di mondanità per arrivare a quelle ancora più sottili o più vaste come la cupidità della ricchezza, della fama, della gloria... Tutte queste cose esistono e tutte si trovano dove non è stata fatta una decisione positiva di fronte a Cristo.
"NON È CONVENEVOLE FAR COSI'..." disse Mosè a faraone; "Non è convenevole far così": dobbiamo decisamente dire di no al diavolo; questa religione nel mondo ci vuol togliere la redenzione cristiana e noi non possiamo, non dobbiamo accettarla.


tratto da un libro di Roberto Bracco
(testo di riferimento: Esodo 10:24)

domenica 27 novembre 2011

L'APOCALISSE..... SCENEGGIATURA DI OGNI " MOKSA " (Liberazione)

L'Apocalisse di Giovanni è il libro che conclude la Bibbia. Partito dalla sua creazione nella Genesi , attraverso 72 libri ( dal greco Biblia = libri ) l'uomo approda all'Apocalisse , in un crescendo di saette , lampi , tuoni , fulmini , bestie orripilanti , dragoni fiammeggianti , ecc... ; insomma una sceneggiatura degna dei più rinomati thriller . Lo stesso termine ( Apocalisse ) passa nell'immaginario comune come sinonimo di distruzione . Ma è veramente così ? Infatti il termine correttamente tradotto dal greco significa : RIVELAZIONE

A cosa è dovuta questa ambivalenza ? Semplicemente dal fatto che una distruzione in effetti avviene ; infatti va in frantumi , letteralmente in pezzi il piccolo/se egoico , legato alla nostra natura istintuale inferiore ( la bestia ) , per la sciar posta alla "rivelazione" della nostra natura superiore , il " VERO SE " trascendentale !

                                                                            Tutta l'ascesi (tapas) perseguita dagli yoghi e dai santi di ogni tempo , mira a liberarsi dalla schiavitù (=cattività) del piccolo/ego/faraone ( = jivatman = jiva/bestia  + atman/anima )  ,  l'anima  deve liberarsi dalla bestia , dal diavolo , cioè dalla sua natura-dvaita , "dualista " ( le corna del diavolo ). Solo quando si è liberata (moksa) da questa natura , l'atman si può unira al " Brahman " , Dio , principio " advaita " , non-duale :  UNO SENZA SECONDO !    

1 Vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo. 2 La bestia che io vidi era simile a una pantera, con le zampe come quelle di un orso e la bocca come quella di un leone. Il drago le diede la sua forza, il suo trono e la sua potestà grande. 3 Una delle sue teste sembrò colpita a morte, ma la sua piaga mortale fu guarita.
Allora la terra intera presa d'ammirazione, andò dietro alla bestia 4 e gli uomini adorarono il drago perché aveva dato il potere alla bestia e adorarono la bestia dicendo: «Chi è simile alla bestia e chi può combattere con essa?».

5 Alla bestia fu data una bocca per proferire parole d'orgoglio e bestemmie, con il potere di agire per quarantadue mesi. 6 Essa aprì la bocca per proferire bestemmie contro Dio, per bestemmiare il suo nome e la sua dimora, contro tutti quelli che abitano in cielo. 
  
( Apocalisse 13,1-7)

Secondo la Scienza Iniziatica , esistono "egregore " (vedi mio articolo in merito) , cioè "forme pensiero" 
generate dai pensieri , dai sentimenti , dalle emozioni e dalle azioni cattive degli esseri umani . Questi serbatoi "karmici" sono le egregore , che possono essere "tenebrose" o "luminose" a seconda della qualità karmica accumulata . I chiaroveggenti che possono osservare tali egregore tenebrose affermano che esse si presentano sotto forma di animali feroci , che in fondo altro non sono che le proiezioni virtuali della nostra mente egoica inferiore . Dante entrando nell'Inferno incontra tali bestie mostruose e nouminose materializzate dai nostri residuati karmici inferiori non-redenti !



La bestia che emerge dal mare e quella che sale dalla terra appartengono a tali egregore !
A proposito della seconda egregora che sorge dalla terra , S. Giovanni dice che il suo nome è "seicentosessantasei" (666) , numero fatidico che ha visto impegnate generazioni di interpreti , che di volta in volta l'hanno affibbiato ai Nerone , agli Hitler , ai Napoleone ,  al protestantesimo , al vatcan . Il   comunismo , ecc...ecc... 

Per comprendere tale numero , il sei , è necessario studiarlo in relazione al cinque . Il cinque è il numero dell'Uomo "realizzato" , redento , trasceso , che disegnato con le braccia e le gambe aperte lo si inscrive nella " stella a cinque punte " ( pentagramma ) , cioè l'Uomo che si è sbarazzato del suo lato animale , il  "sesto elemento ", la coda . Il sei , dunque è il numero dell'animale . Il discepolo deve lavorare per instaurare in lui il numero cinque , attraverso la pratica delle cinque virtù :

Bontà , Saggezza , Amore , Verità , Giustizia 


E' per questo che i santi , i rishi , chiamano "tapas " , ascesi , anche " combattimento spirituale ". Lo Yoga stesso è combattimento spirituale al fine di dominare la "natura inferiore" con il suo bagaglio al seguito , uno zoo ambulante fornito di bestie di ogni sorta : astuzia , brutalità , violenza , voracità , sensualità , ecc...una natura animale molto potente perchè retaggio di un passato antico in cui è stata esercitata per permettere la sopravvivenza in momenti difficili . Come si può pretendere che tale natura (animale) sia cancellata di colpo e sostituita all'istante dalla intelligenza e dalla saggezza ?

Questo è ciò che l'Apocalisse chiama LA BESTIA ! Dove cercare questa Bestia ? Negli altri ? No , è in ciascuno di noi , interiormente , esteriormente , collettivamente . La vera comprensione è sapere che è in noi e che è la nostra natura inferiore , e su di essa si lavora con  le armi dell'intelletto , dell'anima e dello spirito . E' giocoforza liberarsi della Bestia ( Moksa ) altrimenti sarà lei a "divorarci" , come si legge sempre nell'Apocalisse : < Le dieci corna ( simbolo delle dieci sefire nere ) e la bestia odieranno la prostituta , la spoglieranno e la lasceranno nuda , ne mangeranno le carni e la bruceranno con il fuoco >
Sarebbe un grave errore balndirla e nutrirla ( la Bestia ) , perchè se non si è vigili , si finisce sempre per essere fatti a pezzi dalla natura inferiore dopo averla riscaldata , nutrita e coccolata ! 

Dall'interessante studio sulla Bestia  di una ricercatrice americana Mary Stewart Relfe :


”Poi vidi un’altra bestia che saliva dalla terra... Essa fece sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e servi, ricevessero un’impronta sulla loro mano destra o sulla loro fronte, di modo che nessuno potesse comprare o vendere, se non chi aveva l’impronta, il nome della bestia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza! Chi ha intelligenza, calcoli il numero della bestia; perché è un numero d’uomo. E il suo numero è 666.” ...l'apostolo San Giovanni era ebreo e scrisse
  

le tre teste della lettera ebrea "shin" -ossia "vav vav vav"- e questo equivale numericamente a "6 - 6 - 6" - Apocalisse 13:16-18). Mary Stewart Relfe suppose che, se il versicolo 17 del capitolo 13 della Apocalisse insisteva sul fatto che “nessuno potesse comprare o vendere” senza la marca di Satana, lei avrebbe dovuto orientare le sue indagini verso il mondo della economia. E lì s’incontrò con i codici di barra, un ingenioso sistema di classificazione informatica che è già impresso praticamente nella totalità dei prodotti che acquistiamo. Se ci deteniamo un’istante ad osservare uno di questi codici (il lettore può fare ora stesso la prova), vedremo come al principio dello stesso c’è una doppia barra, un poco più lunga, che non ha un sotto numero come le altre; propio nel mezzo c’è ne una altra uguale, ed una terza identica s’incontra alla fine del codice.

Orbene, Mary Steward, dopo aver localizzato l’impresa che aveva disegnato questo sistema, ha scoperto che cadauna di queste doppie barre simbolizza un 6, la chiave esadecimale che decodifica tutta la informazione accumulata nel codice. Si direbbe -secondo questa autrice-, che in ognuno di questi codici di barra si occultano tre 6; o, detto in un’altra maniera, una chiave 666 già controlla l’economia internazionale. In Belgio -ed in Svizzera- si è già pensato in identificare gli
appena nati marcandoli (per proteggerli dai furti di bebè, e dotarli di una Carta d’Identità epidermica, non smarribile) con un codice di barra, tatuato con tinta ultravioletta e perciò invisible all’occhio umano, sulla pelle. Lo si può leggere attraverso di un lettore laser, come quello presente nelle casse registratrici dei grandi supermercati (¡come una lattina di gazzosa!). Anche le imprese delle carte di credito, con alla testa la VISA, sono interessate in rimpiazzare le targhettine di plastica con questo nuovo sistema a prova di ladro; e che elimina il problema della identificazione di chi la utilizza.

Sembra che, siccome il supercomputer “La Bestia” di Bruxelles computa con gruppi di sei digiti in esadecimale, si adotteranno come numerazione tre “treni” di sei cifre esadecimali; espressi con un codice di barre ultravioletto; utilizzando le prime tre cifre per codificare il prefisso 666; che MasterCard utilizza già dal 1980. Il numero “6” compare frequentemente sopratutto dove ci sono transmissioni di dati, o riconoscimenti di codici di barre, per il seguente motivo: la sequenza esadecimale 6666... espressa in binario diventa 011001100110011001100110... che, vista in un grafico, è un’onda quadra con frequenza un quarto della frequenza di cifra. Serve per sincronizzare gli apparati di ricezione quando la transmissione è asincrona -ADSL-, cioè non è supportata da un “clock” diretto di riferimento (...in ebreo antico le tre lettere "vav vav vav" corrispondevano ai numeri arabi 6 - 6 - 6 ed in inglese si scriverebbero cosí: "w w w"; è la World Wide Web di Internet !!! ).
A tutti i codici di barre dei prodotti che ho in casa li antecede un 3 o 4 o 5 o … 7, ed a quelli delle riviste e dei libro un 8 o 9. Ignoro che identifichino le serie 0 o 1 o 2 però credo che la serie 6 sia riservata per le persone.

NON LASCIATEVI MARCHIARE !

Il “666” ed il potere monetario internazionale

- Il Nuovo Ordine Mondiale ed il nuovo sistema monetario -

Forse non abbiamo sempre di più la soffocante sensazione che nessuno potrà vivere -comprare o vendere- se non è alienato nel sistema? In ciò, come nelle altre cose, l’Apocalisse di San Giovanni è il libro con maggior verosimiglianza -a tanti secoli di distanza!- di tutti i testi profetici che si hanno dato all’Umanità. Due sono gli elementi per i quali, senza darsi conto (ricordiamo che le modalità della attuazione dell’Anticristo sono l’astuzia, l’apparenza, l’inganno), la nostra attuale civilizzazione planetaria beve il veleno della sua paralizzazione spirituale. Mediante l’economicismo del denaro e la transparenza, l’Umanità è caduta in una nuova rete di schiavitù. Si dice che il potere monetario internazionale ha confermato il ruolo del denaro come nuovo idolo di adorazione, per il quale l’uomo d’oggi vede solamente da un occhio (...o meglio detto è cieco -N.d.R.), E per questa schiavitù sacrifica tutta la sua esistenza. Ma ciò non è in se stesso molto significativo se non dovessimo aggiungervi un nuovo fattore, per il quale il denaro passa ad essere sintetico, ad essere sostituito da un biglietto di plastica informatizzato che permette effettuare transazioni in base ad un fondo di credito (...di “usura” -N.d.R.), e che perdipiù costituisce la chiave della nostra completa nudità. Questo sistema ci permetterà mettere il mondo ai nostri piedi, ai piedi della collettività, ma anche -come nel patto di Faust con Mefistofele- l’uomo finisce per incatenare la sua anima e la sua vita. Le carte di credito si convertono nelle chiavi della trasparenza, per le quali l’uomo, al perdere la sua intimità ed il suo segreto, si dichiara “città aperta”, una città non più già vulnerabile, sennò completamente arresa, indifesa, a la mercé di ogni classe di nemico di passaggio. La questione di questo commentario ha a che vedere con l’Apocalisse perché, come si è potuto dimostrare, la cifra “666”, il numero della Bestia apocalittica del quale parla San Giovanni, appare con una frequenza inaspettata, allarmante, in questo mondo.