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lunedì 18 gennaio 2016

TRISHULA DI SHIVA o TRIDENTE DI POSEIDONE : UN'ARMA PER INFILZARE LE NOSTRE PASSIONI

Il simbolismo del Trishula è polivalente e ricco. Il Trishula è abitualmente utilizzato dal dio indù Shiva e si dice che sia stato adoperato per tagliare la testa originale di Ganesha. Anche la sua sposa la terrifica Durga detiene un Trishula, come una delle sue molte armi. Ci sono inoltre vari altri dei e divinità, che detengono la stessa arma , si pensi soltanto al Poseidone , dio dei mari , della tradizione greca o al Nettuno di quella romana , il poderoso dio marino 

Le tre punte hanno vari significati ed importanza, e, comuni a religione indù, hanno molte storie alle spalle riguardanti la loro origine. Esse sono comunemente identificate come un rappresentare la divinità della creazione (Brahma) , della conservazione (Vishnù)  e della distruzione (Shiva), (rispettivamente il passato, presente e futuro, i tre Guṇa-attributi raffigurati dalla Trimurti costituita da Brahma-Vishnu e Shiva).

Quando viene considerato come arma di Shiva, il Trishula è detto che possa giungere a distruggere i tre mondi: il mondo fisico, il mondo degli antenati (che rappresentano la cultura tratta dal passato) e il mondo della mente (che rappresentano i processi di percezione e di azione). I tre mondi dovrebbero essere distrutti da Shiva per arrivare ad un unico piano di esistenza non-duale, cioè fatto di sola beatitudine.


Giglio Fiorentino ( trishula ? )


Nel corpo umano, il Trishula rappresenta anche il luogo dove le tre nadi (yoga) principali, o canali energetici (Ida, Pingala e sushumna) si incontrano frontalmente. Sushumna, il canale o nodo centrale, continua verso l'alto fino al 7º chakra, o centro di energia (il sahasrāracakra posto alla sommità del capo), mentre le altre due estremità volgono in direzione della fronte, ove si trova posizionato il 6º chakra (ājñācakra, il plesso cavernoso fra le due sopracciglia). Il Punto centrale del trishula rappresenta Sushumna, ed è per questo che è più lungo rispetto agli altri due, che rappresenta invece ida e pingala.


Il simbolismo del Trishula è polivalente e ricco. Il Trishula è abitualmente utilizzato dal dio indù Shiva e si dice che sia stato adoperato per tagliare la testa originale di Ganesha. Anche la sua sposa la terrifica Durga detiene un Trishula, come una delle sue molte armi. Ci sono inoltre vari altri dei e divinità, che detengono la stessa arma , si pensi soltanto al Poseidone , dio dei mari , della tradizione greca o al Nettuno di quella romana , il dio marino che si muove nelle profondità dell'inconscio capace di sollevare con il suo tridente tempeste emozionali tali da rendere procellosa la navigazione di ogni esistenza a partire da quella paradigmatica dell'eroe omerico , Ulisse , che vide il suo tranquillo ritorno a Itaca compromesso proprio da Poseidone irato contro di lui che gli aveva reso cieco il figlio , Polifemo . 
La trishula può essere devastante , soprattutto quando capita nelle mani sbagliate...........!



Quando viene considerato come arma di Shiva, il Trishula è detto che possa giungere a distruggere i tre mondi: il mondo fisico, il mondo degli antenati (che rappresentano la cultura tratta dal passato) e il mondo della mente (che rappresentano i processi di percezione e di azione). I tre mondi dovrebbero essere distrutti da Shiva per arrivare ad un unico piano di esistenza non-duale, cioè fatto di sola beatitudine.


Giglio Fiorentino ( trishula ? )
NB 

Nel corpo umano, il Trishula rappresenta anche il luogo dove le tre nadi (yoga) principali, o canali energetici (Ida, Pingala e sushumna) si incontrano frontalmente. Sushumna, il canale o nodo centrale, continua verso l'alto fino al 7º chakra, o centro di energia (il sahasrāracakra posto alla sommità del capo), mentre le altre due estremità volgono in direzione della fronte, ove si trova posizionato il 6º chakra (ājñācakra, il plesso cavernoso fra le due sopracciglia). Il Punto centrale del trishula rappresenta Sushumna, ed è per questo che è più lungo rispetto agli altri due, che rappresenta invece ida e pingala.


Ii tridente dunque nelle mani della divinità sta a simboleggiare la sua potenza "distruttrice" , già distruttrice , ma di cosa ? Cosa distrugge la divinità ? 
Risposta : distrugge le nostre passioni , i nostri attaccamenti plumbei , che tutti insieme costituiscono il coacervo , gli aggregati di "avidya", l'ignoranza spirituale , di ciò che siamo e soprattutto di ciò che siamo chiamati a essere , cioè : 

                      esseri spirituali , divini

cosa resa possibile solo dalla scomparsa di avidya la cui impalcatura è frutto dell'opera del nostro piccolo ego empirico  che il "tridente" di Shiva o di Poseidone s'incarica di "inchiodare" alla stregua della "lancia" di San Giorgio che infilza il drago o demonio che dir si voglia .

Nelle mani dell'adepto Yogi dunque il tridente ( le tre guna equilibrate ) diventa lo strumento per aprire le porte  (chakra) della "conoscenza" (Jinana  / Gnosi ) liberandoli dai loro blocchi energetici  e accedere alla "vista spirituale" ( Ajina chakra ) e conseguentemente la "liberazione" (moksa) !

domenica 10 gennaio 2016

UN CRACCATORE DI NOME JESHUA'

        
Molte lingue europee soprattutto nell’ultimo scorcio del secolo passato hanno visto l’infiltrazione di altre espressioni idiomatiche provenienti da altri sistemi linguistici e così una bibita è diventata “drink” ; una piccola colazione “snack” ; non si mangia più qualcosa al ristorante seduti comodamente ma più semplicemente qualcosa al volo in un “ fast food “ ; la macchina non va più all’autorimessa ma al “garage , se non al “ box “ ; l’autista è diventato lo “choffeur” ; il magazzino di vestiario l’” outlet” ; ….ecc….ecc….. ….

Gli studiosi delle lingue e dell’origine delle parole , indicati come glottologhi o filologi hanno forgiato un sostantivo preciso per evidenziare queste intrusioni letterarie provenienti da altre tradizioni linguistiche e letterarie e cioè :

                                           BARBARISMI

Che nell’era della globalizzazione telematica sono aumentati in maniera esponenziale contribuendo all’arricchimento della già affollata sala dei linguaggi nazionali e vernacolari . Così espressioni come dare una indicazione in campo lavorativo è stata sostituita da :
                                      DARE UN INPUT

Rimettersi in ordine mentalmente o fisicamente

                                         RESETTARE

Oppure violare un sistema informatico e il suo software blindato indicato con :
                                           CRACCARE

Dal verbo inglese “ to crack “ che indica appunto :

                        ROMPERE  -- METTERE FUORI USO

“ CRACCARE “ dunque è il termine che mi ha condotto in una riflessione assai stimolante sulla figura del Maestro , del Guru , perché , secondo me , questo termine li riguarda molto , ma  molto da vicino ; infatti l’archetipo del maestro o del guru o di colui/colei che si espone in questa veste , si assume la responsabilità di dire un “qualcosa” che poi produrrà un effetto nel “ricevente” , un effetto che sarà tanto più dirompente quanto maggiore sarà la “forza pranica” e il magnetismo dell’agente emittente .

Un passo biblico del profeta Isaia così recita :

< Come l’acqua discesa dal cielo non ritorna ad esso senza aver prodotto il suo effetto così è la mia PAROLA che non ritorna a me senza aver prodotto ciò per cui l’ho inviata >

Si evince la delicatezza e la responsabilità che il ruolo di maestro o di guru comporta soprattutto in questa nostra epoca di tzunami verbali che si riversano su folle oceaniche globalizzate dai media di ogni genere .
Le parole entrano come i “virus” all’interno di un computer e scardinano le blindature dei loro software che richiedono l’intervento di un tecnico per ri-attivarne il funzionamento . Operazione che normalmente richiede la “sostituzione” del vecchio software con un uno “nuovo”.


La“CONTESTAZIONE GLOBALE” del filosofo Herbert Marcuse fu il “VIRUS EMOZIONALE” che scardinò il software cerebrale di una intera generazione , quella del ’68 , che dapprima si presentò nelle vesti eteree dei “ Figli dei Fiori “ e poi in quelle più aggressive dei “ Che Guevara “ .
 Due sistemi rivoluzionari entrambi anche se con accezioni diverse che comunque mandarono in tilt il “software” della vecchia generazione politica , finanziaria , sociale , culturale , universitaria , ecc..ecc..ma come recita il vecchio andante andante popolare :

                       < Si nasce incendiari e si muore pompieri >

Molti dei rivoluzionari di allora si sono trasformati nei borghesi di oggi e i loro metodi politici , o meglio politichesi seppur cambiati di abito rimangono uguali nella sostanza a riprova che il “ Mito dell’Eterno ritorno “ non è una fantasticheria orientale .

Figli dei Fiori e Rivoluzionari con il mitra , in fondo erano , sono e resteranno anche in avvenire il rovescio della stessa medaglia  coniata con il materiale del piccolo se empirico e narcisistico che si ammanta ed adorna con i più sfavillanti emblemi ideologici di Libertà , Fratellanza Universale , Egualitarismo Sociale , pur di seguitare a manipolare menti e corpi , ben lontani dalla VERA RIVOLUZIONE che può essere attuata e realizzata solo dall’ESSERE e dal suo AMORE , gli agenti soli capaci di

                                          CRACCARE

Tanto il software dei Figli dei Fiori quanto quello dei Rivoluzionari armati .


Come emblemi di questi due sistemi potremmo assumere quello del CRISTO ridotto “ Ecce Homo “ davanti alla folla inviperita e quello di BARABBA , il terrorista osannato invece dal popolo e alla fine salvato .

Dei due Barabba sembrerebbe il più pericoloso , invece no , perché l’altro , Cristo , è il maestro senza armi se non quelle della parola , ma che PAROLA ! Barabba con un mitra è capace di spianare una intera folla , ma rimane pur sempre congeniale e coeso con il sistema mentale di quella folla di cui non è altro che una espressione fisica della sua aggressività . Il Cristo , al contrario , è espressione dell’AMORE della unica e vera forza capace di “CRACCARE” la mente di un intero sistema sociale , politico , finanziario , di scardinarlo , semplicemente per aver affermato :

         < IL MIO REGNO NON E’ DI QUESTO MONDO >

Come a  dire che l’ESSERE è fuori dallo Spazio e dal Tempo della Mente Egoica del piccolo io empirico incapace di captare quella realtà metafisica , incapace di imprigionarla , come fece con gli apostoli Pietro e Paolo  gettandoli nelle  carceri da cui vennero liberati (Mukti) da un Angelo inviato dall’ESSERE ,perché l’ESSERE , l’IO SONO , non può essere imprigionato da alcuna forza , nemmeno dalla morte , come insegna la Risurrezione la morte non può contenere l’ESSERE , l’infinito .

L’ESSERE “cracca” qualsiasi realtà fittiziamente creata dalla Maya egoica , perché proprio in quanto Maya , illusione , non può sopravvivere , lo sapeva il Sinedrio ( collegio ebraico dei sacerdoti) , potere sacerdotale : lo sapeva Pilato , potere politico ; lo sapevano i “cambia-valute , i banchieri del tempio frustati da un Cristo infuriato e ne aveva ben donde ( vedi oggi che stanno facendo le banche ) ; non lo sapeva il popolo perché il loro software era saldamente blindato dalla Matrix , un popolo di macchine biologiche , che però correvano il rischio di essere “craccati” e quindi andavano “pilotati” ; non lo sapeva Barabba , un rivoluzionario ma congeniale al potere della Maya / Matrix !

Ecco come si distingue un vero maestro , un vero guru , allora se tale è , state sicuri che è capace di “craccare” , questa è la sua

                                  “ PERICOLOSITA’ “ 

rivoluzionaria ! I falsi maestri , i falsi guru , i falsi profeti non sono veri “craccatori” in quanto perseguono le stesse logiche “mondane” installate in loro dalla Matrix/Maya , sono automi inconsapevoli della mente egoica , che si vestono da sacerdoti , da guru , da maestri di platee ipnotizzate da incensetti , dentro centri olezzanti di profumi esotici parlando di vaghi sentimenti di amore e dei più triti luoghi comuni del piccolo se egoico , ma tuttocon il deliberato fine di mantenere il piccolo se egoico nel suo stato di prigionia spirituale . Esiste anche un sinedrio della New Agedove comanda lo stesso padrone di sempre , il “ Principe di questo mondo “ , sua maestà l’ego !

L’AMORE fa più paura delle armi perché “cracca” le Sinapsi , un vero Alzheimer neurale che cancella ogni traccia mnestica residua del picco ego empirico .


Si , Jeshua è veramante il più grande di tutti i “ CRACCATORI “ di ogni tempo !

domenica 3 gennaio 2016

ABRACADABRA....LA PRIMA PNL DELLA STORIA

                              
                           « Avrah Ka Dabra »< Creo quel che dico >

Questa è la legge. Che  lo si sappia o no, che  ci si creda o no, che lo si voglia o no, i pensieri e le parole determinano la realtà, la creano letteralmente. Quali pensieri, quali parole? Tutto ciò che è frutto della tua psiche, la quale, come ben sappiamo, ha dei contenuti consci e molti di più inconsci. E da questo deriva l’impellente necessità, per tutti, di lavorare su di sé, per 

                                               «ricordarsi di sé»

Se ci pensi, a volte la tua vita sembra simile a un’arena in cui moderni gladiatori, anche quando vestiti con giacca e cravatta, sono posti l’uno contro l’altro, in un «tutti contro tutti». E la cosa sconcertante è l’impressione generale di consenso che aleggia in tale contesto, sotto forma di tacita mesta rassegnazione, nei panni malcelati di un profondo senso di impotenza.
Tu però non hai mai davvero voluto accettare questo ruolo che la società sembra averti subdolamente riservato. Tu ti senti diverso dalla massa, dal gregge semi-analfabeta e imbambolato che si beve tutte le cose sapientemente pilotate dalla TV.

Tu hai sempre voluto di più, hai guardato oltre, ti sei spinto al di là dei paletti che il sistema ha piazzato davanti al giardino della tua mente. Hai letto molto, hai tenuto gli occhi ben aperti, ti sei preso cura di te cercando di alimentarti correttamente, facendo attività fisica, investendo il tuo prezioso tempo in attività creative e rilassanti. Ti sei informato a più non posso in internet. Hai fatto corsi di meditazione, di Reiki, di Yoga, di crescita personale. Hai sperimentato e praticato con costanza il «pensiero positivo».

Eppure, ancora, senti che i conti non tornano. A volte ti senti persino perso. Solo, incompreso, tradito. Percepisci in te, in modo inspiegabilmente chiaro, di avere un potere enorme, ancora più grande di quello della mitica bacchetta magica di Harry Potter. Tuttavia non sai dove esso sia celato né come riportarlo in vita.
Questa forza è in te. Anche se in modo flebile, tu la senti. Questo libro vuole semplicemente ricordarti come riscoprire e utilizzare non tanto il potere che tu hai, quanto piuttosto il potere che tu sei.

L’Essere è la più alta verità dell’universo. E tu sei. Fai finta di non saperlo, o meglio, ti hanno abilmente insegnato a dimenticarlo, e quasi ci stavi cascando. Fino al momento in cui qualcosa di magico è scattato in te. E ora non puoi più tornare indietro. A volte sei stato persino tentato di farlo, di tornare indietro, forse immaginando che nell’inconsapevolezza si possano evitare i problemi, ma… niente, non è possibile. A conti fatti, per quanto «invidiato» possa essere lo scemo del villaggio, nessuno ne prenderebbe il posto. E credo tu non faccia eccezione.

È legge anche questo. Un altro principio cosmico: quando prendi coscienza di qualcosa non puoi più regredire. Puoi raccontartela, certo, ma sai già che non puoi farlo a lungo. La coscienza è tutto ciò che davvero sei ed è talmente vibrante di vita che nasconderla è un’impresa impossibile.

Tutto è collegato, nulla accade per caso, una forza immanente all’Essere è all’opera sempre e ovunque e tu stesso ne fai parte in modo indissolubile e importante. Applicando nella vita di tutti i giorni quanto qui stai leggendo, puoi letteralmente «risognare la realtà». Puoi utilizzare consapevolmente le forze che governano il tuo stesso «destino» o storia personale. Puoi trovare quello che stavi cercando, puoi raccogliere i frutti che hai a lungo coltivato, puoi ritrovare, comprendere, amplificare e dirigere il tuo potere personale con semplicità. Puoi accedere in modo rapido a modalità conoscitive e realizzative nuove. Puoi rendere più semplice realizzare i tuoi obiettivi e plasmare il tuo presente proprio come desideri che sia.

Tu di fatto eserciti un enorme potere nelle faccende della vita di ogni giorno, ma ti hanno insegnato a non riconoscere questo ruolo attivo; ne consegue che usi il tuo potere per lo più inconsapevolmente.
E qui la faccenda si fa davvero interessante: come non daresti mai in mano la tua auto a tuo figlio di dieci anni, così non dovresti nemmeno permettere a te stesso di essere involontario gestore di un immane potere creativo.
Tutto ciò che puoi percepire fuori di te, tu lo stai letteralmente creando dentro di te, avendo luogo la percezione soltanto dentro al tuo essere. E di ciò che percepisci, tu sei totalmente responsabile, sia che la tua capacità creativa sia sotto il tuo controllo sia che tu te ne sia scordato.

Tutto il mondo che vedi, tutto ciò che definisci universo, che credi essere «la» realtà, cioè qualcosa che ti hanno insegnato a situare fuori dalla tua Coscienza, in realtà si trova dentro la tua Coscienza, è qualcosa che viene creato dal tuo sistema percettivo. I tuoi sensi ti fanno vedere qualcosa che tu credi là fuori, un mondo di immagini, di suoni, di forme, di colori, di materia, un mondo interamente generato dal tuo sistema percettivo che rileva dati sensoriali, dal tuo cervello che li elabora, dal tuo sistema nervoso che li trasmette, dalla tua mente che attribuisce loro significati. Di fatto, la percezione è un evento di natura esclusivamente psichica e soggettiva, è qualcosa che avviene nello spazio interiore di ogni individuo.

Il mondo, così come ti si presenta nella sua maestosa e multisfaccettata apparenza, non ha alcuna esistenza oggettiva: è piuttosto la risultante di un’azione combinata di un trasmettitore e di un’antenna ricevente, lo schermo psichico del tuo spazio interiore.
Il potere c’è, è proprio lì, dentro di te; vale dunque la pena di rammentarlo, divenirne via via cosciente e poi usarlo «come Dio comanda», ovvero come la tua Coscienza ti dice.
Sei il co-creatore di tutto-ciò-che-esiste.

La tua coscienza è in contatto continuo con le coscienze di tutte le altre creature attualmente viventi e con tutte le coscienze dislocate su infiniti altri piani dell’universo di ogni tempo. La Coscienza controlla l’onnipotente, onnipresente, infinito campo quantico che avvolge tutto e si manifesta come universo olografico.

«Dio disse: “Sia la luce!”. E la luce fu.»
Nel principio era la Parola,
la Parola era con Dio,
e la Parola era Dio.
Essa era nel principio con Dio.
Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei;
e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta.
In lei era la vita, e la vita era la luce degli uomini.

La nota parola «abracadabra» secondo taluni risale all’espressione mesopotamica «ab-ba-tab-ba-ri» che veniva recitata come un mantra nei culti sumerici, ed era di aiuto nell’indurre stati alterati di coscienza.
Le parole aramaiche «Avrah KaDabra» evocano un collegamento diretto al divino, significando «io creo quel che dico». Fu Quinto Sereno Sammonico, medico dell’imperatore Settimio Severo, a scrivere nel 208 d.C. le «istruzioni per l’uso» di queste antichissime parole magiche: ad esempio, esse venivano scritte su della pergamena che l’ammalato doveva indossare per nove giorni al collo, trascorsi i quali veniva gettata sulla riva di un torrente fluente verso est.
La parola magica andava scritta su 11 linee parallele, in questo modo:


Si intendeva così indicare la decrescita della malattia fino alla sua completa trasformazione in guarigione.
In altri contesti le parole magiche venivano usate per allontanare e debellare le forze malvagie.

Oggi l’antica sapienza sembra essere perduta ai più. La magica formula «Avrah Ka Dabra» viene pronunciata ormai solo da qualche prestigiatore. Ti ricordo tuttavia che anche tu quando eri bambino la pronunciavi con sentimento. La purezza dei bambini riconosce in essa la parola magica per eccellenza. Quanta saggezza dove non è ancora arrivata la corruzione del triste mondo senza magia dei grandi !

Avrah Ka Dabra, io creo quel che dico, reca in sé la conoscenza del primordiale potere generativo.
Riscopri ora la tua magia, oppure approfondisci il tuo contatto con questo immane potere creativo, per vivere una realtà felice risvegliandoti al Momento Presente.


venerdì 1 gennaio 2016

HO'OPONOPONO : UNA PIACEVOLE TECNICA PER DONARSI UNA PIACEVOLE ESISTENZA

                                       PREFAZIONE

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Ho’oponopono è una tecnica ed una filosofia di vita mirata alla guarigione psico-fisica del corpo e delle relazioni sociali. Vorrei precisare che Ho’oponopono è principalmente efficace nella risoluzione di problemi che hanno origine nella mente e nei comportamenti interpersonali. E’ possibile ottenere anche un miglioramento della salute fisica, ma se non si interviene anche con una alimentazione corretta, è da stolti pensare di poter correggere tutti i problemi di salute con la sola tecnica Ho’oponopono.  La nostra salute dipende per il 50% da uno stile di vita positivo  e per l’altro 50%  da una alimentazione adatta al corpo umano, che privilegia i cibi crudi e vegetali ed esclude i cibi di provenienza animale. Uno di questi stili di vita positivi è senza dubbio Ho’oponopono.


           Ho’oponopono è una pratica semplicemente magica 


Descrizione: E’ una tecnica che permette di eliminare il pensiero erroneo e le vecchie memorie dolorose, partendo dal riconoscimento e dall’accettazione  che tutto ciò che ci accade è il prodotto del nostro proprio pensiero. Tutto ciò che vediamo è una nostra creazione.


                                Che cosa è Ho’oponopono?


E’ un antico metodo hawaiano  di guarigione elaborato ed adattato per il mondo di oggi dall’ultima sciamana kahuna Morrnah Nalamaku Simeona e dal dr. Ihaleakala Hew Len. Questa tecnica ci insegna a lasciar andare, liberare e cancellare i blocchi e i problemi che causano uno squilibrio in noi stessi e negli altri.


Ho’oponopono è una tecnica di guarigione riscoperta, riadattata e semplificata  dal Dr. Len (Ihaleakala Hew Len),  basata sulle tradizioni e sulle  credenze hawaiane. Questo dottore (laureato in psicologia) è stato in grado di curare un’intero padiglione di pazienti mentalmente squilibrati e criminali senza aver mai visitato o visto nessuno di loro. Egli studiava la cartella clinica di un ricoverato, e poi, guardava dentro di sé per vedere come egli aveva creato la malattia di quella persona. Nella misura in cui egli cominciava a migliorare, anche il paziente migliorava il suo stato di salute.

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Ho’oponopono significa “correggere un errore” o “fare la cosa giusta” o “mettere le cose a posto”, ed è una tecnica che si praticava già nelle isole Hawaii da tanto tempo, frutto  della Tradizione Huna.


                   Ecco alcuni punti fermi di questa tecnica:


1. Assunzione del 100%  della responsabilità per tutte le cose che accadono nella nostra realtà

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1. Questa tecnica si basa sulla convinzione che noi creiamo la nostra realtà intorno a noi, che noi tutti siamo co-creatori del nostro mondo, e che tutto ciò che vediamo, sperimentiamo, e tutte le persone intorno a noi, e tutto ciò che costituisce il nostro mondo, è lì perché noi lo abbiamo creato, e lo abbiamo richiesto  così perchè così lo abbiamo voluto, per un qualche motivo personale o per una nostra ragione inconscia. Comunque, questa nostra realtà è  lì perché così l’abbiamo richiesta noi, e di conseguenza noi siamo i soli responsabili di tutto ciò che accade all’interno del nostro mondo. Quindi, base fondamentale e inscindibile del Ho’oponopono è che noi dobbiamo accettare il fatto che abbiamo il 100%  della responsabilità per tutte le cose che accadono nella nostra realtà.


2. Il Bambino/a Interiore detiene la chiave della nostra felicità


2. Il nostro corpo mentale è composto da una Mente Cosciente, una Supercosciente ed il Subconscio, che viene identificato  con il Bambino/a Interiore. Il Bambino/a Interiore possiede la chiave della nostra felicità e memorizza nel suo archivio mentale tutte le informazioni riguardanti tutto ciò che è successo nella nostra vita ed in quella delle altre persone che fanno parte del nostro mondo. Il Bambino/a Interiore detiene la chiave della nostra felicità, perché ci sono molte esperienze che abbiamo fatto o stiamo facendo, ma delle quali non ne siamo veramente consapevoli, perchè le sta creando il nostro Bambino/a Interiore per i suoi scopi. Il nostro Subconscio crea basandosi sulle informazioni dei suoi archivi di memorie delle nostre esperienze passate.


              Il nostro Bambino/a  Interiore vuole essere felice


L’anelito principale di questo Bambino/a Interiore è di essere sempre felice, come qualsiasi altro bambino al mondo. Egli ti  ama e si identifica con il tuo corpo fisico. Come ogni bambino  ha bisogno di attenzioni, gli piace essere coccolato ed ha bisogno di sentirsi veramente amato, apprezzato e protetto.


                     La nostra Mente  è virtualmente perfetta


Si deve anche arrivare a comprendere che la nostra Mente  è perfetta, ma non tutte le vecchie memorie che essa contiene sono perfette. Tuttavia esse sono i dati con i quali la Mente lavora,  ed è lì dove incide efficacemente questa tecnica Ho’oponopono, cioè nella correzione degli errori in quelle memorie dolorose ed erronee, e in quei dati nocivi alla salute, nella correzione delle vedute e delle future creazioni di questo Bambino/a Interiore, il quale a tutti i costi cerca sempre di proteggerti a modo suo e farsi prendere in considerazione, anche utilizzando il sabotaggio dei vostri progetti, se lo ritiene necessario, pur di raggiungere i suoi scopi.

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3. Esiste una Divinità la cui saggezza e  potenza sono di gran lunga superiori alle nostre e che ci ama incondizionatamente. Non si tratta di creare una nuova Divinità, immaginatela come credete, ma deve esistere, perchè è solo essa che può modificare o cancellare le nostre vecchie memorie erronee.

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4. Dobbiamo essere disposti a lasciare tutto nelle mani di questa Divinità per guarire i nostri ricordi, i nostri sentimenti, le nostre convinzioni, e per guarire la radice stessa di tutte le esperienze indesiderate o dolorose che abbiamo vissuto, e per guarire al tempo stesso le altre persone coinvolte nella nostra realtà. Dobbiamo essere disposti ad accettare la nostra totale responsabilità e al tempo stesso ad accettare l’aiuto del Divino, ed accettare il fatto che tramite questo aiuto divino siamo in grado di guarire gli altri  mentre guariamo noi stessi.

                 Come praticare correttamente questa tecnica?
Per praticare correttamente questa tecnica è necessario connettersi con il nostro Bambino/a Interiore e  chiedergli di contattare la Divinità, e dirle: “Divinità, pulisci  in me ciò che sta contribuendo a far apparire questo problema”.  Dopo devi recitare il mantra “Mi dispiace, perdonami, grazie, ti amo”. In questo modo stai chiedendo al Divino di cancellare le vecchie memorie negative  in te, affinchè esse siano cancellate anche nelle altre persone che le condividono. In pratica stai chiedendo di guarire il tuo Bambino/a Interiore (il tuo Subconscio) per guarire te stesso e per poter guarire gli altri.

                           Che cosa significa Ho’oponopono?  


                            Significa: “Correggere un errore”.


                        Qual è l’obiettivo della sua pratica?

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L’obiettivo della pratica di Ho’oponopono è di portare la pace e l’equilibrio in noi  in una maniera semplice ed efficace, mediante la pulizia mentale delle vecchie memorie dolorose e la pulizia fisica delle tossine accumulate a causa delle emozioni negative,  attraverso un processo di pentimento, di perdono e di trasmutazione. Questa pace si trasmetterà di conseguenza all’ambiente ed alle  altre persone che condividono la nostra realtà, perciò in famiglia, sul posto di lavoro, con i nostri parenti ed amici, nella nostra comunità.


Ho’oponopono può essere utilizzato da tutti, senza distinzione di età, di etnia e di cultura. 


Cose che possiamo ottenere con Hooponopono:


1. Risoluzione dei problemi sociali e di relazione con gli altri  in modo semplice, veloce ed efficace.

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2. Eliminazione dei problemi che causano stress, malattie e squilibrio.

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3. Sapere realmente chi sei e trovare la tua propria identità attraverso l’introspezione. Guarire te stesso e gli altri attraverso la cancellazione delle vecchie memorie negative e condivise.

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4. Comunicare e proteggere il tuo Bambino/a  Interiore, che è il tuo Subconscio, ed è colui che crea  e materializza le cose nella tua vita.

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5. Raggiungere la pace interiore e l’equilibrio mediante la purificazione spirituale, mentale e fisica.

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6. Guarire e lasciare andare le vecchie e dolorose memorie emozionali, senza doverle più rivivere.

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7. Perdono e trasmutazione.

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Se siamo in grado di accettare il fatto che noi siamo la somma totale di tutti i nostri precedenti pensieri, emozioni, parole, opere e azioni, e che la nostra vita e le nostre scelte sono determinate dalle vecchie memorie registrate negli archivi  del nostro Subconscio, allora cominceremo a comprendere come questo processo  di correzione degli errori sia in grado di cambiare la nostra vita, le nostre famiglie e la nostra comunità.

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L’antica tecnica  Ho’oponopono

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Questa terapia prende forma da una tecnica ancestrale Hawaiana detta Ho’oponopono, che consiste nel ripulire le memorie del nostro Subconscio, perché, come già spiegato, da esso è diretta tutta la nostra vita, e tutto accade dentro di noi. Inoltre ci assumiamo la piena responsabilità di tutto ciò che succede nella nostra realtà.

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Noi siamo totalmente responsabili non solo della nostra vita, ma anche degli eventi esterni, di tutto ciò che ci riguarda sia direttamente o indirettamente. Senza questa chiara comprensione ed accettazione di base non si possono ottenere risultati apprezzabili dalla pratica del Ho’oponopono.

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La guarigione è il risultato del poderoso sentimento del perdono

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Se vi è un problema, non importa se proviene dall’interno o dall’esterno, cioè se pensate che questo problema viene generato dagli altri o da voi stessi, esso dovrà essere sempre risolto internamente, cioè dentro di voi, perchè siete stati sempre voi a crearlo. Come si fa? Secondo Ho’oponopono per risolvere il problema  bisogna  recitare la seguente preghiera:

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“Divino Creatore, Padre, Madre, Figlio, tutti in uno.  Se io, la mia famiglia, i miei parenti o i miei antenati  hanno offeso voi, la vostra famiglia, i vostri parenti o i vostri antenati in pensieri, parole, opere e azioni, dall’inizio della nostra creazione ad oggi, chiedo il vostro perdono.  Che questo perdono pulisca, purifichi, liberi, elimini tutti i ricordi dolorosi, i blocchi, le energie e le vibrazioni negative e che trasmuti queste energie indesiderate in pura luce, e cosi sia fatto.”

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La tecnica di guarigione del Dr. Hew Len Haleakala prosegue con la ripetizione  delle frasi seguenti rivolte al Divino Creatore, pensando che noi siamo i responsabili di questo problema:


 MI DISPIACE


 PERDONAMI


 GRAZIE


 TI AMO


A questa preghiera ed alla recitazione del mantra H0′oponopono segue un complicato processo mentale-spirituale che si sviluppa nella Mente Cosciente, per passare alla Mente SuperCosciente e poi alla Divinità, per culminare infine nel Subconscio. In breve lo scopo di questo processo è la cancellazione delle vecchie memorie ricorrenti dal Subconscio.

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 Le memorie sono condivise

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Praticando Ho’oponopono, non lo facciamo per modificare i comportamenti di un altro, ma affinché la Divinità pulisca in  “noi” quei pensieri carichi di memorie dolorose, che ci fanno vedere l’altro come un problema. La pulizia avviene in noi, il lavoro va fatto in noi, però, siccome queste memorie sono condivise con gli altri, al pulirle in noi stessi   le stiamo pulendo anche negli altri.

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Le memorie erronee

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 E’ essenziale capire che, quando osserviamo un problema in qualcuno, quel problema è solo un riflesso di una memoria erronea conservata nel nostro Subconscio, che si esprime attraverso quel problema in quella persona. Il problema non è quella persona ma i nostri pensieri su di essa.


Queste memorie, sia che abbiamo coscienza o meno di esse, sono proiettate perennemente fuori di noi, creando la nostra realtà,  facendoci ripetere esperienze già successe,  che non ci lasciano capire nè il perché avvengono, nè il modo per uscirne fuori da questo circolo vizioso.


Il problema non è l’altra persona


Spesso in queste situazioni dolorose che si ripetono, abbiamo l’illusione che il problema sia l’altra persona e che, se questa cambiasse i suoi atteggiamenti verso di noi,  la nostra sofferenza sarebbe finita, per cui investiamo inutilmente tante energie nervose nel cercare di modificare i comportamenti degli altri.


Altre volte,  preferiamo mantenerci ad una certa distanza, distaccati, da un punto da dove possiamo mantenere sotto controllo la situazione, e continuare a interferire nella vita dell’altro con i nostri pensieri, i nostri giudizi e le nostre critiche. Soltanto che dimentichiamo che l’ “altro” … siamo noi stessi … e che è nostra responsabilità la pulizia di tutto ciò che noi abbiamo creato con i nostri pensieri negativi e le nostre credenze erronee, accumulate fin dall’inizio della nostra vita.

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Ho’oponopono  ci dà la possibilità di assumerci il 100% della responsabilità di tutto ciò che ci dà fastidio, delle situazioni di conflitto, delle persone scomode, di ambienti sgradevoli, e da lì ci fornisce i preziosi strumenti per la pulizia di quei ricordi  che creano  questo tipo di problemi.


Veramente il nostro lavoro dovrebbe consistere solo nell’accettare tutto ciò che ci viene ogni giorno  come un “dono”, gioie e dolori compresi.


“Le vecchie memorie sono le compagne costanti della Mente Subconscia. Esse non permettono mai che la Mente Subconscia possa andare “in vacanza”. Esse non consentono mai  alla Mente Subconscia di ritirarsi in se stessa. Le memorie non mancano mai di ricordare incessantemente! Per porre fine una volta per tutte a queste memorie dolorose, esse devono  essere cancellate una volta per sempre.”

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Come licenziare per sempre le vecchie memorie dolorose

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Quando la vostra anima sperimenta problemi a causa di ricordi ed emozioni dolorose passate, mentalmente o silenziosamente dite loro: “Io vi amo, care memorie. Vi ringrazio per l’opportunità di liberarmi di tutte voi e così liberare me stesso”. “Vi amo” può essere ripetuto più e più volte mentalmente o silenziosamente. Le memorie dolorose non vanno mai  “in vacanza” e neanche in pensione, a meno che non siate voi a mandarle in pensione. “Vi amo”, può essere usato anche se non si è a conoscenza del problema contingente.

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Possiamo dedicare tutto il tempo che vogliamo a questo processo di smaltimento delle vecchie memorie dolorose e così ripristinare la nostra propria identità, non contaminata da inutili memorie distruttive, e così fare spazio in modo che la nostra nuova realtà sia creata per ispirazione divina.

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15 Considerazioni finali:


1. Non ci sono maestri, ma solo fratelli,  e  tra i fratelli, alcuni possono fungere da docenti.


2. A volte la gente scambia il sentiero con la mappa, e perciò rimane confusa e bloccata sempre nello stesso punto.


3. Il viaggio (il percorso verso la realizzazione) di ciascuno è unico, sacro ed irripetibile.


4. Siamo assolutamente noi a creare la nostra realtà. Noi siamo anche  co-creatori nelle  realtà altrui.


5. Hooponopono è la scelta consapevole di smettere di giocare il vecchio e dannoso  gioco fatto fino ad ora.


6. Il segreto ed il potere di Hooponopono è renderci responsabili al 100% della nostra realtà, per poter effettuare dei cambiamenti consapevoli nella nostra vita, per  cominciare a crearci la nostra nuova realtà.


7.  MI DISPIACE significa riconoscere che sono l’unico responsabile della mia realtà al 100%.


8. PERDONAMI significa  riconoscere che la causa di ogni  problema è dentro di me.


9.  GRAZIE esprime la mia gratitudine per l’opportunità di cancellare le vecchie memorie dolorose.


10.  TI AMO è la scelta di essere e vivere felice con se stessi e gli altri.


11. Colui che comincia a praticare seriamente Hooponopono inizia a sentire dentro una profonda connessione con il proprio sé interiore.


12. In Hooponopono non ci sono  livelli. Non ci sono maestri. Non ci sono leader.


13. C’è soltanto la necessità di assumersi veramente al 100%  la responsabilità di essere il creatore della propria realtà.


14. Cosa accade quando si inizia a cancellare le vecchie memorie dolorose e le vecchie convinzioni negative?


15. Ci sentiamo molto bene, perché abbiamo scelto per la prima volta ciò che è giusto e ciò che diventeremo, perchè abbiamo iniziato a creare consapevolmente la nostra realtà.