Powered By Blogger

giovedì 5 giugno 2014

SANNYASIN : IL DARSHAN DELL'INIZIATO


 
 

 
Ogni giorno siamo chiamati a mettere in gioco le nostre scelte, rivalutandole ed eventualmente modificandole a seconda delle nostre aspirazioni e bisogni. L’uomo profano ( Ajnani = colui che ignora )  è senza dubbio condizionato da ogni tipo di impulso esterno che quotidianamente  bombarda la sua psiche e personalità. Lo vediamo ogni giorno attraverso i Media.
 
L’iniziato è anch’esso soggetto ad ogni tipo di “tentazione”, ma, a differenza  del primo, che agisce secondo gli impulsi e gli umori del momento, esercita la propria volontà nell’intento di rendersi ”libero” da ogni condizionamento subliminale e reale rifiutando compromessi con il “mondo”, aspirando ad essere nel  < mondo, ma non del mondo > . Con queste parole Gesù rivolgendosi ai suoi "iniziati" , vuole dire che il "mondo" di cui Lui parla è quello sottoposto ad Avidya (Ignoranza spirituale) e pertanto soggetto e dominato dal "Principe di questo mondo " che altri non è che la mente egoica completamente identificatasi con l'illusorietà di esso .
 
Ma non si fraintenda, non si tratta di agire contro corrente per finalità edonistiche ed elitarie ; si tratta di violentare la propria anima, esercitando la volontà, per sfuggire alla morsa delle “leggi” metalliche planetarie” che governano i nostri istinti. Ma perché distinguersi e violentarsi?
 
Perché un iniziato è essenzialmente un “trasmutatore”, colui, cioè, che esce dal giogo degli elementi e ne diventa padrone. Trasmutatore e non manipolatore. L’alchimista predispone gli elementi in modo che essi possano accogliere la Luce dello Spirito, perché la materia si spiritualizzi nella materializzazione dello Spirito.< Spiritualizzare la materia e materializzare lo Spirito > sono il suo ( dell'iniziato ) motto !
 
Scrive S.Giovanni nel prologo al Vangelo: < La luce entrò nelle tenebre, ma le tenebre non l’accolsero….>. Per questo, trasmutando questi elementi è possibile compartecipare alla realizzazione della creazione permettendo alla Luce di essere accolta e di diffondersi nella manifestazione. < FIAT LUX > !
 
Gesù nel Deserto
Ma come realizzare tutto ciò, qual è il luogo dove l’uomo profano diventa un iniziato? E’ il luogo dove la terra e il cielo sono “nudi”, uno davanti all’altra, e dove unendosi all’orizzonte compiono l’atto creativo :

                                     NEL DESERTO

E’ nel deserto che l’uomo si guarda e ascolta le proprie forze.
E la forza più potente che custodisce è senza dubbio quella del Fuoco sessuale.In questo luogo dell’anima ognuno di noi è chiamato ad un cambiamento nel rapporto con la propria sessualità.Non si tratta di castrazione, ma di castità ( Brahmacharya ), che non significa astinenza, ma sacralizzazione dell’impiego di quella stessa Forza.
 
Ma cosa significa sacralizzare? Riconoscere la vera natura delle cose e rispettarne lo spirito che le incarna. Il mondo, ogni giorno, ci indica l’”USO” caotico e irrispettoso di questa Forza Sacra. Esempi di degenerazione e ignoranza sono continuamente davanti ai nostri occhi. Il messaggio è di un uso arbitrario del proprio corpo fino al  massimo godimento fine a se stesso.
 
L’iniziato non è un moralista , un “bacchettone”, è soltanto, come già detto prima, un ricercatore e un operatore di Verità. Sacralizzare il proprio corpo e quindi la propria sessualità è il centro dell’esperienza nel Deserto di trasformazione. Si tratta di ascoltare, di regolare il ritmo biologico ed energetico del proprio Eros e gestirlo nell’armonia e nell’operatività creatrice di se stessi.
 
Questo lavoro, non è nient’altro che un lavoro di distillazione (Pranayama) di questa Forza creatrice che non può che portare ad un’accellerazione vibrazionale e di espansione di coscienza finalizzata alla realizzazione del Regno secondo lo Spirito. Secondo la Cabala , lo Spirito disceso dal piano " Atziluitico " in " Kether " ( Corona / Sahsrara chakra ) " , si materializza e si rende visibile in " Malkhut " , Regno ( Muldhara chakra , e di qui nuovamente chiamato ad "ascendere "  una volta spiritualizzata la materia (corpo) . 
 
Quello che nella Cabala è il ristabilimento della linea diretta tra la corona (Kether) e il regno (Malkuth), tra il Padre e il Figlio, tra la testa (Philòs) ed il sesso (Eros). La quadratura del cerchio. Sia ben chiaro quindi che operare per mezzo della sessualità è un mezzo e non un fine.
La stessa frase è ribaltata per la maggior parte dei profani.
 
Eros alato
Per questo il Deserto è una dura prova. E’ una morte a tutti quei condizionamenti che la società e il vivere comune ci propinano ogni giorno.  E’ una lotta eroica in cui l’Ercole ( Virat )  che vive in noi (la Forza e la Volontà) vince le dodici prove legate alle forze dello zodiaco e, quindi, alla materia cosmica, liberando l’ Anima, Prometeo, da quella stessa condizione di schiavitù  della materia a cui è incatenato.(vedi mio blog su Prometeo)
 
E’ difficile unire il vivere quotidiano, carico di impegni e di problemi a questa visione altamente ambiziosa.
Spesso ci si domanda se tutto ciò non possa isolarci dai semplici rapporti di tutti i giorni, se mai sarà possibile trovare ed incontrare una possibile compagna con cui condividere questo cammino parallelamente ad una vita”normale”.
 
Per esperienza, alcuni affermano che, se non subito, presto la persona con cui condividiamo amore  e progetti di vita, anche se ancora esterna all’esperienza iniziatica, verrà poi attratta da questa se la coppia vibra sulla stessa frequenza e lunghezza d’onda. Ma come ? Tutto dipende dal lavoro che uno dei due compagni avrà fatto su se stesso.

Ma soprattutto da quanto Amore vi sia e scaturisca per e dall’esperienza del percorso iniziatico.
Perché ciò accada, quindi, vi dovrà essere stretta corrispondenza tra il vivere e il dimostrare e ciò che verbalmente si comunica , la fede creduta non può mai essere disgiunta dalla fede (shraddà) vissuta . Vi è poi, altresì, una trasmissione indiretta su piani diversi della propria esperienza di percorso. L’altro si accorgerà, comunque, di un cambiamento sostanziale della natura intima del compagno  o della compagna anche soltanto attraverso un’interazione del campo aurico, proprio perché la trasmutazione è la naturale conseguenza di un’alchimia energetica e fisica tra Amore, Pensiero, Volontà, Forza, Emozione, Azione e Verbo.
 
E’ importante, quindi, non aver paura dell’ignoto, ma procedere nella Via ( Darshan)  ascoltando il cuore e la Forza che lo spinge oltre il buio. Il Deserto amplifica, quindi, tutto ciò, azzerando il frastuono ed il caos del mondo esterno e profano ed  evidenziando ed esaltando i ritmi sacri di quello interno. Si arriverà a ricevere le risposte alle domande del mondo esterno dal nostro stesso Io interiore e superiore o IO SONO !
 
L’Eremita
Si raggiungerà il ritmo giusto di ogni cosa realizzando il dischiudimento del nostro occhio interiore ( Ajna chakra )  sul mondo esterno fino alla centratura dell’Essere, alla realizzazione del nucleo aureo e alla sua naturale manifestazione nel mondo esterno. Tale manifestazione porterà al riconoscimento di una reale Maestria nello Spirito e nel Corpo.
 
Il mondo ti riconoscerà Maestro. Ma tu non dimenticare di continuare ad essere discepolo. Essere maestri non significa portare al Bene il proprio discepolo con la propria Forza, ma stimolare emozionalmente, mentalmente e spiritualmente la sua persona perché lui stesso liberi la propria Forza e ne faccia buon uso.
Riconoscere un Maestro significa anche riconoscerne la propria tradizione iniziatica, riconoscerne la Scuola. Per questo è anche necessario adeguarsi alla Scuola e non viceversa.
 
Entrare in una Scuola iniziatica non è come entrare in una scuola profana.
Non si entra soltanto per ricevere, ma anche per ri-dare.
Ognuno deve dare il suo generoso apporto, per non “rubare” energia e forza dall’egregoro e dal Maestro che lo rappresenta. Il Maestro non lavora per se stesso, ma per il bene universale. Anche lui ha ricevuto e quindi deve ridare.
 
La forza e il potere se non si riimmettono nel Bene Comune logorano e corrompono chi li detiene. Stesso discorso vale per il discepolo. Non sempre, però, è giusto elargire la conoscenza allo stesso modo per tutti. La Verità è qualcosa di molto prezioso e, quindi, ha bisogno di un “luogo” adeguato per essere accolta e compresa. E’ chiaro che chi non avrà preparato il suo luogo interiore in accordo con tale trasmissione riceverà in maniera adeguata al proprio livello.
 
Spesso il Maestro scandalizza l’allievo con atteggiamenti rigidi e inaspettati, ma è anche compito del discepolo non giudicare, poiché spesso è solo attraverso un shock che può arrivare un’illuminazione.
Il Maestro è un’entità mercuriale fecondante. L’abito bianco indica, oltre allo stato e la disposizione di purezza, anche la missione mercuriale fecondante di cui l’iniziato è portatore. E’ forse per questo che gli adepti di primo grado portano spesso l’abito nero, simbolo della nera terra, materia vergine da fecondare.

 


 
Chi attraversa il Deserto, attraversa la Vita, morendo come uomo profano e rinascendo a Uomo nuovo, pronto a procedere sicuro sul cammino della Verità ( Satya ) . L’iniziato diventa così partecipe della creazione in comunione con la divinità che regna ormai in sé . Fecondatore nel buio, del buio, con la luce dello Spirito.

< MI SARETE TESTIMONI FINO AGLI ESTREMI CONFINI DELLA TERRA > ( Yashuà )



 

lunedì 2 giugno 2014

PIAZZA BARBERINI : LA SHANKARA DEL BERNINI

Fontana del Tritone 2 by Gian Lorenzo BerniniNon passa mai l'81 , forse di tutti i bus romani il più noto per il fatto che " porta al centro " e tutti gli Yogi , ovviamente , cercano di prenderlo con la smania che hanno di arrivarci.....al Centro !
Ma quale è il "mezzo" che porta al "centro di se stessi " ? Quanto bisogna aspettare per prenderlo e soprattutto dove passa ? Erano un po' questi i pensieri che "trafficavano" la mia mente in attesa del suo passaggio ( dell'81) alla fermata sula Piazza Barberini . In tutte queste faccende affaccendato sento il mio sguardo scivolare sul gruppo marmoreo berniniano con il suo Tritone imperlato da miriadi di goccioline che disegnano striature multicolorate sul corpo del Naga ( così si chiama il Tritone in lingua sanscrita ) .
Il suo possente torace è teso nello sforzo di "soffiare" ( pranayama) nella "conca marina" (=shankara) , lo strumento che i Brahmini ( sacerdoti) suonano per adunare il popolo all'ingresso del tempio all'inizio del "rito" o " liturgia cosmica"  sacrificale . Il "SUONO" ( OM ) così liberato ri-chiama i fedeli .
La meditazione e la ripetizione del " Mahamantra " ( Grande Mantra OM ) , la cui ripetizione continua ( 108 volte con il Japamal , sorta di Rosario ) procura la purificazione dei corpi , mentale , emozionale e fisico . L'operazione di "soffiare" sulla fiammella posta sotto la  " Storta " (alambicco)  , in Alchimia , indica la : 

IGNIFICAZIONE DELLE ACQUE !

Infatti lo Spirito (soffio) insufflato nell'acqua , la infuoca e la fa "ascendere" evaporando verso l'alto , verso il cielo , comelo "zampillo" della fontana che sprizza verso l'alto .L'acqua in sanscrito si indica con la parola " APAS " ed è un principio "discendente" , però quando viene "ignificata" con il pranayama , si trasforma in " Tapas" ( Ardore ) , principio "ascendente" .
L'acqua indica la natura umana e il fuoco quella divina , per questo durante la celebrazione eucaristica il sacerdote dice : 

<L'acqua (natura umana) unita al vino (natura divina ) sia segno della nostra unione con la vita divina di Colui che ha voluto assumere la nostra natura umana >

Ora il corpo per un buon settanta per cento è composto di acqua che viene ignificata con l'immissione dello Spirito pentecostale e si trasforma in ACQUAM-VITAE , Acqua di vita , cioè : Acqua di Vita Eterna , Elisir di immortalità !
Il tritone/naga , essere anguiforme,  abitante delle profondità marine (inconscio) sprigiona nel suo soffio il fuoco celato dentro di esse nella "Coclea" , così si chiama l'organo spiraliforme che all'interno dell'orecchio raccoglie il "SUONO" , il " VERBO" , OM , che trasforma l'acqua in fuoco , apas in tapas ; una vera trasmutazione di atomi e molecole grossolani in corpi "sottili" .
Era passata circa una ora , a Roma , città dei simboli , tutto diventa eternità , anche le attese , l'autobus apre le porte davanti a me strappandomi dal Kairos (tempo sacro) in cui ero finito con la mia meditazione e ri-portandomi nel Cronos (tempo profano) mi ri-conduce al samasara da cui ero provvidenzialmente fuori-uscito per pochi istanti che a me erano sembrati eternità . Grazie Bernini ! In fondo anche la lentezza dei mezzi urbani come l'81 permette di raggiungere il....Centro !

Ps

Attenzione a non prendere quello in senso contrario ( di 81 ) altrimenti ...rischiate di andare fuori dal...Centro !
Yogacharya Eknathananda










giovedì 29 maggio 2014

SAMSARA : UN POLIPO CHE CI RENDE LA VITA DIFFICILE

 
Un soffio primaverile gonfia le guance di un tritone che soffia nella shankara ( conca marina) da cui fuoriesce lo zampillo d'acqua rutilante che riempie la vasca della fontana . Alle sue spalle si  scorge il " VIRAT " , l'EROE , che sta fiocinando un povero polipone avvinghiato alle sue cosce .
 
Il gruppo marmoreo fa parte di una delle due fontane ai lati di quella berniniana , meglio nota come la "fontana dei quattro fiumi " , stupendo gioiello del " Barocco Romano ".
 
La mattinata è stupenda , piccoli cirri , come batuffoli di ovatta , vengono trasportati nel cielo di un azzurro mariano che accoglie il mio sguardo estasiato e grato per tanta bellezza divina profusa nella magia di questa piazza ( Navona ) . Seduto sulla panchina , anche essa marmorea , d'incanto mi trovo immerso in una "marmoreità" fuori del tempo . Mi sembra di vedere il "Virat" muoversi , il vischioso polipo agitare i "tentacoli" nel tentativo di avviluppare il palestrato eroe che si appresta a fiocinarlo .
 
Scraaaacccc , d'un tratto la scena si arresta ,come in un "fermo d'immagine" , d'improvviso mi ri-trovo sulla panchina , ri-chiamato dalla voce alterata di un passante che si è fermato nei miei pressi intavolando una "rabbiosa" telefonata che evidenziava la presenza di un " corpo di dolore " ( vedi mio blog su corpo di dolore ) che stava tentando di farsi il suo "sorso di energia" proprio in quel momento .
 
Mi sono girato e ho visto il tentacolo del polipo che usciva dal cellulare e si avvinghiava attorno alla sua vittima "priva" però della lancia e impossibilitata a infilzarlo Tutta quella bellezza intorno a lui era muta , impercettibile , annegata nel SAMSARA rappresentato dal polipo .La bellezza è sempre intorno a noi , ma il samsara ,  luogo della dualità dolorosa del piccolo ego faraonico , ce lo impedisce con i suoi tentacoli che hanno tanti nomi , rumore , interno ed esterno , caos , fumo obnubilante , spot , musica a palla , televisioni , slogan della mantrica pubblicitaria che inebriano le nostre menti di immagini e di parole creando con i loro sankalpa (propositi) desideri e bisogni inutili passati per necessari ; tanti tentacoli , tanti nomi , una.....LEGIONE ! Come i demoni che affollano l'indemoniato di Gerasa esorcizzato da Gesù , il VERBO !
 
Ecco chi è la " LANCIA " tenuta in mano dall'eroe . la fiocina è il : VERBO !
Infatti solo il VERBO , il SACRO OM , può infilzare il samsara e metterlo a tacere . Ai demoni che si ribellano a Lui , Gesù dice semplicemente : < TACETE , abbandonate quest'uomo > !
 
Il polipo è il protagonista oscuro di tante malattie , ansie , depressioni , fobie , ossessioni , che si avvinghiano ai poveri mortali in preda alla "nigredo" ( stato patologico della materia).
Senza questa lancia salvifica (il Verbo) i tentacoli finiscono per risucchiare il malcapitato in un "vortice" ( Vritti ...vedi mio blog) in cui l'annegamento è inevitabile , in barba a tutti gli psicologi o analisti che di si voglia , perché< Senza di me (Verbo) non potete fare nulla > sono le parole del Vero Se , maestro .

" Lasciami parlare , ascolta , te lo dico io , tu non capisci mai ....ma cosa stai dicendo , non sei più tu , non ti ri-conosco , basta , hai capito ? basta , non andare oltre , lo sanno tutti chi sei ....perché lo hai fatto ?......" ecc...ecc.... è solo una piccola panoramica dei "tentacoli" di quella telefonata che isolavano quel poveraccio da tutta quella bellezza che aveva intorno, sono parole di conversazioni che per la maggior parte traversano l'etere dei nostri telefonini  . La Maya / Circe lo teneva saldamente avviluppato nelle maglie del suo samsara , del "mondo" come lo chiama Gesù , e chi è il Principe di questo "mondo" ? Lo sa bene chi "usa la fiocina" e cioè : l'EGO ! Il problema di quella telefonata samsarica è tutto lì !
Ma i poverini non lo sanno e per loro sono le ultime parole di Cristo sulla croce : < Padre perdona loro , perché non sanno quello che si fanno >.

Yogacharya Eknathananda
 

martedì 27 maggio 2014

CHI HA VERAMENTE PAURA DI KALI' ?

La terrifica dea Kalì che da il nome anche a uno dei quatto "YUGA" o ere di manifestazione , il KALI-YUGA appunto equivalente all'età del ferro secondo la quadripartizione occidentale , suddivisa nella iniziale età dell'oro , seguita da quella dell'argento , del rame e infine da quella del ferro . Nelle quattro ere i metalli oro , argento , rame , ferro , stanno a indicare che la "LUCE" è massimamente presente nella prima (oro) ; poi progressivamente si affievolisce nelle due seguenti (argento , rame ) ; e scompare del tutto nell'ultima ( ferro) . Quindi l'età del ferro è l'età in cui regna "Avidya" l'ignoranza spirituale al massimo grado .

In essa gli uomini/donne sono per lo più "Ajnani" ( ignoranti spiritualmente ) ; prevale il dualismo essendo le loro menti prigioniere di Maya ( illusione egoica) e quindi l'identificazione pressochè totale  con il proprio io empirico continuamente rifocillato dalle "VASANA" ( desideri sottili ) della mente egoica che produce "  SAMSKARA" ( semi o tracce menestiche ) che a loro volta producono continuamente karma con i suoi correlati di dolori , conflitti , guerre , malattie ,ecc...ecc...

La pratica dello Yoga , asana , pranayama , tapasya (austerità), satsanga ( cenacolo dei saggi) , svadhyaya ( studio di se e delle scritture o shastra ) , atti rituali ( Kriya ) , devozione ( Isvara Pranidhana ) o Bakhti , ecc...ecc...mira proprio a bruciare il karma di queste tracce (menestiche) per raggiungere la "MOKSA" ( liberazione) da quell'io empirico che tanti guai procura agli ajnani sottoposti quindi al "SAMSARA" (ruota delle reincarnazioni ).

In questi casi si presenta una Dea terrifica , la terribile Kali , con molteplici braccia , gli occhi insanguinati , la lingua lunga e rossa e tante spade nelle mani . Eppure , a ben vedere , metafisicamente parlando essa altri non è che il "Dharma" , la Legge Divina che taglia e recide tutte le illusioni , gli attaccamenti della personalità egoica . Essa ( Kali ) fa paura , si , ma all'io empirico , che con lei vede giungere la sua fine . Sotto le spoglie della terribile dea ritroviamo la strega cattiva , l'orco di tanti racconti e fiabe che tenta di uccidere l'eroe o l'eroina ; in effetti sotto quelle spoglie si nasconde il "sacerdote" , il maestro , che s'incarica di "scuoiare" l'io empirico , tamasico ,per portare in luce (sattva) e far nascere il suoIO TRASCENDENTALE o IO SONO . Cappuccetto rosso esce dalla pancia del lupo , Geppetto e Pinocchio da quella della balena o il bel Principe dalla betia in cui era celato .

Quanto spesso accade sentire le testimonianze di chi uscito da una malattia , da un incidente o comunque da una crisi letale , afferma di aver cambiato atteggiamento rispetto a certi modi di vedere le cose , oppure a dichiarare di non ri-conoscersi più nell'uomo/donna che era prima . Si Kali ha fatto giustizia , la sua spada è calata sulle false credenze nutrite da una vita irreale , ed aperto la "PORTA" ad una nuova dimensione di vita , questa volta si , REALE !

Il Jivanmukti , il liberato in vita , sicuramente ha conosciuto quella mannaia , ma non ne avrà più bisogno , Kali non si affaccerà più nella sua esistenza , il VERO SE , l'IO SONO trascendentale non ne ha più bisogno !!


Yogacharya Eknathananda