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sabato 12 aprile 2014

TONAL E NAGUAL : DUE MONDI CONFINANTI


 La realtà , secondo Carlos Castaneda ,  è formata da due parti, IL TONAL e il NAGUAL. Il Tonal è il principio di coscienza, che nel neonato è solo potenziale; crescendo, l’io a poco a poco costruirà il mondo; il Tonal è il principio che organizza, codifica e configura la conoscenza, è l’io che conosce ovvero il principio di coscienza. Il Tonal prende il materiale della realtà assoluta e lo elabora trasformandolo in rappresentazione, ordina il caos, e dalla vacuità dell’indifferenziato trae il mondo della realtà conosciuta.
 
Senza il Tonal nulla di ciò che chiamiamo mondo esisterebbe, esso è l’energia che crea il mondo come conoscenza. Ma a un certo punto diventa geloso e totalitario e pretende che tutta la realtà sia ciò che ha elaborato, come se un ragno pretendesse che la sua tela comprenda il mondo. Tutto ciò che siamo, tutto ciò per cui abbiamo un nome, tutto ciò che facciamo o sappiamo è Tonal. Ma non possiamo pretendere che esso esaurisca l’intera totalità dell’essere.
 
 
La costruzione operata dal Tonal, cioè dal nostro principio di coscienza, comincia con la nascita e finisce con la morte. Il Tonal ha la funzione di creare il mondo secondo le proprie leggi ma diventa sempre più dispotico e assolutista. Il Tonal è ciò che conosco, un’isola di coscienza, la mia realtà, l’insieme dei contenuti di consapevolezza, l’azione continua di costruzione della realtà. Il Tonal pone in essere tutto ciò che siamo e sappiamo. Questo insieme conoscitivo è come un’isola; l’isola è la fetta di realtà che crediamo totale. Alcuni hanno realtà più ampie, altri meno, le isole non sono simili, e ognuno vede solo la propria, il proprio territorio di conoscenza.
 
Il Tonal è come una tavola apparecchiata, su cui alcuni hanno più cose, altri meno. Il Nagual invece è l’ignoto, tutto ciò con cui non abbiamo a che fare, che non conosciamo, che non immaginiamo nemmeno, tutto quello che cade fuori dalla nostra consapevolezza, che non è messo a fuoco dal nostro sguardo, il pensiero che pensa fuori di noi, la parte di realtà per cui non abbiamo percezione, né descrizione, o parola o sospetto.
Tutto questo avviene dentro o attorno alla mente. Ma anche la mente è un elemento della tavola e anche l’anima è un elemento della tavola e anche i pensieri sono un elemento della tavola. Anche Dio è sulla tavola, se penso a Dio.

 Il Tonal è tutto ciò che penso sia il mondo, compreso l’io e Dio, è la totalità dei pensieri che penso, il conoscibile in quanto entra nella mia mente. Il Nagual è invece ciò di cui non sono cosciente, il pensiero che fuori di me si pensa, la realtà a me inconscia, tutto ciò che non appare nell’arco del mio sguardo, che non entra nella mia consapevolezza, la realtà oscura oltre la soglia di ogni possibile percezione e idea.

 Ognuno di noi ha una zona di realtà abitata, controllata e conosciuta, un’isola coi suoi confini, ma il Guerriero andrà oltre i confini, entrerà nel Nagual diventando ‘nagual’ egli stesso, dunque sciamano, affrontando l’ignoto.
Il Nagual è l’energia che può essere a servizio del guerriero, che ne può essere testimone ma non ne può parlare, è indicibile perché non sta sulla tavola ma fuori di essa. Là il potere si libra.

 All’istante della nascita siamo tutti Nagual, realtà inconscia, poi il Tonal comincia il suo paziente lavoro per delimitare il mondo, per ritagliare l’isola del conosciuto. Dall’oceano inconscio iniziale comincia a individuare una zona di controllo che è la nostra realtà di coscienza; alla fine questa cresce e si sviluppa tanto da negare che l’oceano inconoscibile esista e la volontà le crede perché non vuole aver paura.
 
Ma il Guerriero abbandona ogni sponda sicura e sfida l’oceano, si immerge nella conoscenza totale col rischio di essere travolto, perché il Guerriero sa che la nostra isola è una realtà piccolissima rispetto alla realtà assoluta e il Guerriero, sopra ogni altra cosa, è curioso. La curiosità in lui vince la paura. Perché fa questo? Perché la sofferenza di non sapere è per lui troppo forte, perché non sopporta i propri limiti, per un amore irrefrenabile di libertà.

 Quando noi viviamo solo in ciò che siamo, senza andare oltre, finiamo col soffrire un senso di incompletezza, di insufficienza, una inquietudine che a volte diventa lacerante, siamo depressi e angosciati, qualcosa ci chiama oltre il conosciuto, soffriamo un senso di mancanza. Non è facile vivere solo nel Tonal, perché la nostra stessa natura anela a qualcosa che sta oltre. Se ciò non avviene, qualcosa è morto dentro di noi e non stiamo vivendo ma solo vegetando.

 L’uomo ha tre facoltà : la capacità di crearedi conservaredi trasformarsi. Se resta a un livello di mera conservazione, qualcosa dentro di lui comincia a soffrire e a morire. L’amore è la prima forma di trasformazione, la conoscenza è un’altra grande via, lo sciamano intende ciò che fa come una via del cuore, che non coinvolge solo la sua mente ma tutto il suo essere. Su chi lo avvicina eserciterà l’amore con vari mezzi: la guarigione dalla malattia, l’insegnamento liberatorio, la protezione contro le forze pericolose, l’evoluzione delle energie, perché ogni immobilità è morte.
 Ogni cultura non ha fatto che occuparsi di Tonal e Nagual chiamandoli in molti modi: coscienza e inconscio, materia e spirito, mondo e Dio, Atman e Brahman, Tonal o Nagual, Io e Non Io… noi riusciamo a fare coppie solo di ciò che appare sulla tovaglia, ma nessuna coppia esiste in fondo, né Tonal né Nagual, la realtà è una sola, energia che appare o non appare , tutto è PRANA , tutto è manifestazione di Prana. Il Tonal è prana allo stato solidificato , il Nagual è prana allo stato di pura potenzialità . Il Tonal è "locale" , il Nagual è "non-locale" ,ma entrambi sono manifestazioni differenziate di Prana .
Il Nagual non lo vediamo ma il Nagual ci chiama, noi ne sentiamo la mancanza, esso è innanzitutto proprio questo senso di mancanza, la sua presenza è l’assenza, come il Dio ignoto di cui S. Agostino dice: “Quando io non ti conoscevo, tutto il mio essere aveva sete di te, tu eri questa sete”.

Vocatus aut non vocatus Deus aderit”, “Chiamato o non chiamato il Dio sarà presente

Noi non possiamo dire cosa sia il Nagual perché ciò significherebbe porlo sulla nostra tavola, nominandolo lo faremo essere altro da sé, come “Il TAO che se si chiama TAO non è più il TAO”.

Anche nel Buddhismo tibetano il mondo che conosciamo è una realtà virtuale, una proiezione del pensiero. Il pensiero può elaborare mondi e può creare o cogliere fasce di realtà diverse che corrispondono a elaborazioni mentali, ma ogni mondo non è in fondo che una costruzione mentale, una realtà ideale. Il mondo è apparizione o rappresentazione. L’uomo comune crede che questa sola sia la realtà oggettiva e che ogni altra realtà sia virtuale, ma lo sciamano sa perché lo sperimenta che le realtà sono molte tutte vere e oggettive. Quante volte ci accade di commentare gli usi e le abitudini di qualcuno che conosciamo ( o pensiamo di conoscere ) con la seguente frase : <Vive in un mondo tutto suo > , per dire che non vive secondo le abitudini e gli usi del mondo collettivo che lo circonda ?

 Nel Buddhismo tibetano la ruota delle vite è divisa in sei spicchi, ognuno dei quali corrisponde a una sfera di realtà, che è insieme un tipo di esistenza e un tipo di rappresentazione, ognuna è insieme un modo di vedere il mondo e un mondo. Ciò che uno è determina ciò che vede e viceversa. La fascia di pensiero, ovvero la fascia vibrazionale, individua una posizione dell’energia e un tipo di realtà percepita. Le sei fasce vibrazionali buddhiste sono sei modi simbolici cui l’energia originaria può vibrare, ogni vibrazione crea esseri che vedono il mondo in un certo modo, dunque vivono in mondi diversi.
 
 Queste sei fasce sono chiamate LOKA e sono: esseri infernali, spiriti affamati, animali, uomini, divinità gelose, divinità celesti. “Un giorno, presso un fiume, si incontrarono i rappresentanti delle sei Loka. Ognuno vide una cosa diversa: l’essere infernale vide fuoco e ghiaccio, lo spirito affamato vide carne e sangue, l’animale animali e pesci, l’uomo acqua da bere, il dio geloso un campo di battaglia, il dio celeste un paradiso di luce. Ognuno vide secondo ciò che era e vide il mondo per come lui era.”

Famosa è anche la storiella di un uomo che lascia il suo paese stanco di viverci e si mette alla ricerca di un altro posto dove piantare le tende . Nel suo peregrinare giunge in un paese che ritiene possibile per le sue esigenze . Su indicazione si reca dal saggio del paese e gli domanda : < Come è la gente qui ? > Il saggio gli rispose : < Al tuo paese come era la gente > ed egli di rimando :< Cattiva , maldicente , invidiosa , violenta...ecc> . Gli rispose il saggio : < Anche qui è così > . E il tapino se ne ritornò sconsolato . Sempre dal saggio dello stesso paese viene un altro e gli pone la stessa domanda del primo , mentre il saggio gli formula la stessa domanda alla quale il cercatore risponde :< lì la gente è buona , onesta , lavoratrice , altruista ,..ecc.> E il saggio soggiunse : < Anche qui è così > !

Chi vive "raggomitolato" negli angusti limiti del Tonal somiglia un po' al protagonista del film " The Truman Show " , un uomo che a sua "insaputa" fin dalla nascita vive e cresce all'interno di un teatro di posa partecipando ad un "reality" che lui scambia per vero , fino al giorno che strani segnali da lui percepiti non iniziano a dargli l'impressione che qualcosa in quel posto , in quella cittadina non va . IL Nagual comincia ad affiorare in lui , a spingerlo verso un "ignoto"che però per lui diventa necessità , suscitando le ire del regista/D-o che non vuole assolutamente che lui abbandoni quel teatro . In un altro blog ho parlato di due componenti bibliche dell'essere umano , ovvero della componente " Jhavista " e quella " Elhoista " , che potremmo definire per abbreviare , la componente "conservatrice " ( Tonal) e quella "liberista" ( Nagual) .

Il primo ( conservatore) è dominata dal D-o conservatore dei comandamenti , non farai questo , non farai quest'altro , non mangerai dell'albero i suoi frutti , ecc...ecc...mentre il secondo (liberista) è quello che in qualche maniera invita a uscire dai confini per vedere cosa c'è fuori , al di là dei propri confini ,magari rischiando il "diluvio universale" come Noah (Noè) e lo stesso protagonista del  film che sale su una barca sulla quale il regista scatena una tempesta pluviale , che però non gli impedisce di vedere un "altro mondo" , questa volta reale , un mondo sempre "proiezione di una mente , ma di un mente divina ,non di quella egoica capace solo di creare teatri di posa intorno a se popolati di personaggi irreali come le tragiche mascherine che si muovono intorno a Pinocchio ( vedi mio blog su Pinocchio) sul palcoscenico dei burattini !
Per non rimanere su quel palcoscenico , anche Pinocchio , come Truman ( che poi in inglese significa "Vero Uomo " , True = vero , Man = uomo ) corre mille pericoli e si avvia vero il suo Nagual !

Yogacharya Eknathananda

  Per i Toltechi, tutto è energia.. Il cosmo è un intreccio infinito di energie con frequenze differenti.
  • Tutta la realtà è costituita da energia, da campi di energia: “le emanazioni dell’aquila”.
  • Queste emanazioni si raggruppano in fasce tra loro simili e ogni fascia costituisce un mondo a sé.
  • Solo due di queste fasce sono percepibili all’uomo attraverso i sensi fisici: quella che raggruppa la vita organica e quella che raggruppa strutture senza coscienza: minerali, gas, liquidi ecc. L’insieme di queste due fasce costituisce la Banda della materia.
  • L’essere umano in realtà è in grado di accedere anche alle bande successive nelle quali ha una propria “vita” energetica.
  • Fino a quando la consapevolezza dell’uomo rimane allineata all’interno della propria banda, la sua percezione è allineata a quella dei suoi simili.
  • La realtà e l’insieme delle percezioni raggiungibili attraverso questa focalizzazione di consapevolezza è chiamata il Tonal.
  • Le emanazioni che si trovano invece completamente al di là della banda dell’umanità costituiscono il vero e proprio ignoto. Esse sono il Nagual, detto anche il lato sinistro o la realtà separata.
 

martedì 8 aprile 2014

MOKSHA : LIBERARSI DAL FARISEO DENTRO DI NOI

  
                                        
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire». Dicevano allora i Giudei: «Vuole forse uccidersi, dal momento che dice: "Dove vado io, voi non potete venire"?».
E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati».
Gli dissero allora: «Tu, chi sei?». Gesù disse loro: «Proprio ciò che io vi dico. Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo». Non capirono che egli parlava loro del Padre.
Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui.


Poveri Farisei ; infatti farisim in ebraico significa  "separato" , ovvero colui che si separa dagli altri per il suo stile di vivere , di pensare , di comportarsi , al punto di ritenersi al di sopra degli altri , finendo così nei recinti angusti di un pensiero limitante e limitato facilmente preda di  un orgoglio spirituale che lo rende poco simpatico agli occhi dei contemporanei . I Farisei  al tempo di Gesù era una delle tante fazioni presenti nell'area giudaica ; infatti se ne contavano molte altre come : Sadducei , Zeloti , Sikarioti , ecc...alcune con connotazioni più politico teologiche  come i Farisei o i Sadducei , altre con caratterizzazioni più politiche , Zeloti e Sikarioti . Comunque il termine fariseo ha travalicato i confini spazio temporali propri del tempo ed è finito per indicare un comportamento ipocrita , falso , una patina spiacevole che però andrebbe rimossa e riconsiderata in una luce un po' meno di parte e più sensibile a una ricerca spirituale scaricata di una eccessiva "emozionalità" che fa del povero fariseo un "cattivo" per natura , il che non è vero e rischia di produrre alla lunga solo inutile e becero fondamentalismo .


Il fariseo , e la lettura evangelica sopra lo mostra chiaramente , è solo "cattivo" , ma non in senso morale , qui la moralità non c'entra affatto , quanto in senso etimologico . " Captivus " , da cui cattivo , in latino vuol dire solo "prigioniero" . Gesù , IO SONO , è un " MUKTI" , un "LIBERATO" dalla "cattività" in cui invece sono trattenuti gli uomini e le donne incapaci di andare "oltre" , in quanto "attaccati" alle loro convinzioni "legalistiche" , alle loro teologie imposte da gruppi di potere ( Sinedrio ) , ai loro schemi di vita in cui c'è posto solo per un certo tipo di D-o trasformato spesso in vera e propria ideologia religiosa e fondamentalista . Gesù dice loro : < Dove IO SONO , voi non potete venire > .
 
Non dice ( Gesù) : IO non voglio che voi veniate > , No , dice : < Voi non potete venire > ; infatti IO SONO è un luogo della coscienza , una realizzazione spirituale ( Moksa = libertà dall'io empirico faraonico) e chi non ha realizzato la Moksa necessariamente rimane ancorato in una vita "separata" da quella divina , una vita addormentata nel sogno di una religione di prammatica , di una spiritualità "normopatica" (vedi mio blog su normopatia) che si colloca nell'ambito della razionalità dell'emisfero cerebrale sinistro , maschile , ma priva del pensiero analogico , poetico , femminile dell'emisfero destro . Il fariseo è un uomo/donna tagliato a metà cerebralmente parlando , vede solo una parte , ma non quella in cui è collocato il Cristo , IO SONO !
 
Infatti i farisei di ogni tempo difettano di vista metafisica e vivono inevitabilmente in una dimensione monoculare , un po' come quella di Polifemo ( vedi mio blog in merito ) , relegati nell'Aldi Qua della loro coscienza inevitabilmente sono impossibilitati a vedere l'Al di Là del Cristo , ed per questo che Lui dice loro : < Dove IO SONO voi non potete venire > . Cristo risiede ri-siede in un'altra " VRITTI" ( vedi mio blog su Vritti e Klesha ) e può spostarsi da una vritti ( stato di coscienza) all'altra senza alcuna difficoltà ; mentre i farisei sono intrappolati dalle loro " Klesha" ( macule /peccati) in una vritti soltanto , come ad es.colui che dorme non si svegliasse mai e quindi non potrebbe esperire lo " stato di veglia " ( Jagarithasthana ) .
 
I farisei non vogliono capire in quanto proprio non possono e Gesù lo sa bene . La parola stessa "capire" dal latino "CAPERE" vuol dire portare dentro , immettere in un recipiente , e qui il recipiente è costituito dalle loro categorie mentali e teologiche , per cui tutto ciò che non rientra in esse ( capere) non può essere "compreso" ( cum prehendere = portare dentro di se ) ; infatti il Cristo è troppo vasto e non può essere "capito" , contenuto in un ambito ristretto . Chi vede l'Atman vede il Brahman , < chi vede Me , vede Colui che mi ha mandato > < Io e il padre siamo UNO > . IL fariseo è uomo diviso in se , non ancora "individuo" ovvero "non-diviso" , solo quando diventa tale , per Grazia , può veder l'UNO !
 
I farisei sono rappresentanti paradigmatici del "mondo" che si oppone a Cristo , un mondo irredento e irredimibile in quanto opposto allo Spirito ,un mondo "plumbeo" impenetrabile alla Luce ( sattva ) , "mondo" che purtuttavia presume di possedere la Luce e la comprensione teologica di essa basata su una lettura meccanica e calligrafica della lettera senza penetrarla con la luce dell'Amore e della devozione vera ( Bakhti Yoga ) . Si tratta del " Grande Peccato " , della grande "macula" ( Klesha ) , del peccato che non potrà essere perdonato , il peccato contro lo Spirito Santo è questo . La completa mancanza di "caritas" , Amore fatto carne , che chiude la porta ad ogni salvezza.
 
 

Il fariseo non è un ebreo , non è un induista , non è un pagano , non è buddhista , non è identificabile con una razza umana ; infatti è semplicemente l'archetipo dell'uomo ottuso , tamasico , chiuso a ogni D-o che non sia il Dio che si è fabbricato con le sue ideologie , in cui si è rinchiuso in una sorta di bozzolo , di crisalide , di zona di conforto , per cullarsi nelle sue in-ceretezze spirituali e non essere così costretto a "cambiare" vita (conversione) la cosa che gli sta più a cuore . Per i farisei di ogni tempo gli uomini spirituali come Cristo , Buddha , Mahavira , sono uomini pericolosi perché segnano la fine del loro Dio di cartapesta !

<......Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: "È nostro Dio!", e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia».Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant'anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono».
Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio......> ( Gv 8,51)


La chiave di questo passo è tutta in quell'IO SONO rivolto ai Farisei ; infatti essi sono talmente chiusi nei loro dogmatismi religiosi da essere incapaci di vedere l'IO SONO davanti a loro , chiusi come l'Ouroboro , arrotolati su se stessi nel tempo di Kronos , il tempo profano , mortale , da non vedere il Kairos , tempo dell'eternità , tempo sacro , tempo dell'immortalità , tempo che tutti i figli di D-o a partire da Abramo sono riusciti e riescono a vedere quando l'IO SONO si manifesta in loro ; infatti lo ha visto Abramo , lo ha visto Elia , lo ha visto Mosè , nell'Antico Testamento ; come  lo hanno ha visto Pietro , Giacomo , Giovanni , Maddalena , Tommaso , Marta , Maria , nel Nuovo . Vedere l'IO SONO , è vedere il " GIORNO DEL SIGNORE " , questo è il VERO SHABBAT , questa è la VERA DOMENICA di ogni eucarestia degna di questo NOME ( Hashem) , allora la PAROLA si manifesta in tutto il suo SATTVA ( Luce).

Quanti riescono a vedere nella Domenica tutto questo ? Troppo spesso i corpi sono talmente "densi di dolore" ( vedi mio blog su corpo di dolore) resi così "tamasici" (ottenebrati) dai loro drammi esistenziali dovuti al lungo permanere nel Samsara ( mondo sottoposto alla tirannia dell'ego faraonico , vero Principe di questo mondo e padre di ogni menzogna ) . Un corpo dolorante cerca solo refrigerio al proprio dolore e in questo stato non può entrare in alcun stato meditativo ( Dhyana ) o ritirare i sensi dal "mondo esterno" (Pratyhara) , anzi i sensi attraverso il meccanismo del dolore , della malattia , della paura della morte , rendono ancora più mortale l'attaccamento all'unico , per loro , mondo visibile .

Può accadere che il corpo stia bene , ma a difettare è invece la mente con i suoi " figli di Egitto" ( pensieri della natura egoica ) instabili a portare "fuori" nei rimorsi o rimpianti del passato o a proiettare verso il futuro gli appuntamenti mancati del presente , costringendo di fatto a non "vivere" il presente , che è la unica , vera , sola realtà . E' questa realtà negata che il Cristo/Parola è venuto a "redimere" ; infatti IO SONO non è un verbo al futuro  o al passato , è solo e unicamente al "presente" < IO SONO Colui che era , che è , che viene > , Christo hodie et semper , Cristo oggi e sempre !


 
 
 
Yogacharya Eknathananda

sabato 5 aprile 2014

SAMSARA : MEETING POINT CON IL DIVINO



Le discipline iniziatiche come lo Yoga p.e. postulano l'esistenza di una "ruota" delle reincarnazioni , meglio noto come SAMSARA , praticamente un luogo di "dolore" in cui viene a trovarsi l'Atman ( anima) nel momento in cui si individualizza in un corpo (Jiva) e diventa prigioniera della "nescienza" o " Avidya" (ignoranza spirituale) .

La teoria della metempsicosi o trasmigrazione delle anime non è certamente una prerogativa originale del pensiero orientale ; infatti è presente anche nel pensiero greco di indirizzo platonico per cui una "scintilla divina" , luminosa, viene a trovarsi "prigioniera" nella materia ,nel corpo . Solo un processo ascetico (Tapas) permette di liberarsi da questa schiavitù e tornare a fondersi nella matrice divina originale .

Questo concetto si troverà travasato anche nel primo cristianesimo ,importato da un padre della Chiesa , Origene , che non sottolinea tanto la reincarnazione , anzi la ignora , quanto il fatto che l'anima fosse intrappolata nella materia e quindi quest'ultima ,il corpo , ista come "oscura" , diabolica , un peso di cui liberarsi quanto prima .

Tutto il cristianesimo dei primi secoli fino al Medioevo si contraddistingue per una guerra vera e propria nei confronti del corpo , quello "femminile"  in particolare , visto come sorgente di tentazione e di peccato. Il racconto del primo peccato della coppia adamitica è paradigmatico in questo senso ; infatti in esso Eva , il femminile , è rappresentato come la causa primaria del drammatico evento che catapulterà i due fuori dall'Eden e li farà cadere nel dualismo del Samsara in eterno conflitto tra loro .

Purtroppo la traduzione in lingua corrente dei glifi ebraici non rendono giustizia a questo racconto che sottintende ben altri significati più reconditi che tolgono alla donna l'aura di "colpa" in cui l'ha relegata un cristianesimo malinteso e , diciamolo , anche misogino , da cui , gradualmente , e per fortuna , si è andato via via liberando . Il ruolo di Eva/Kundalini è ben altro , è un ruolo di ri-sveglio , premessa quest'ultimo per "accorgersi" , per prendere coscienza di un'altra Vritti ( vedi mio blog si Vritti e Klesha) .

 Il Samsara nella prospettiva platonica e orientale non è altri che il mondo della "proiezione" illusoria operata dalla mente egoica avviluppata in una ragnatela di narcisismo psichico , un vero labirinto , in cui rischierebbe di perdersi per sempre se non intervenisse un qualche eroe ( Virat ) , Ercole , Teseo , Orfeo , Ulisse , ecc...ecc...o Avatar , Buddha , Gesù , Mahavira , ecc...ecc....  

Quando si cade nel "dualismo" ( Dvaita ) si diventa automaticamente preda del Samsara ; infatti il mentale oscurato e reso "plumbeo" oscilla continuamente tra il "soggettivo" e l'"oggettivo" prendendo di volta in volta le parti dell'uno o dell'altro ; rifugiandosi nel soggettivo , spirito , o nell'oggettivo , materia a seconda dell'illusione o dell'attaccamento che hanno prevalso verso l'uno o verso tra l'altro e così facendo rimane imprigionato in una "Vritti" e incapace ad uscirne si trasformerà inevitabilmente in un folle spiritualista o in un altrettanto folle materialista , comunque un folle che sogna una realtà ad occhi aperti , e comunque sia una realtà "virtuale" , luciferica .

Uno spiritualista e un materialista hanno in comune più cose di quanto si pensi , primo fra tutte il "sogno" che li porterà sicuramente allo scontro frontale , come Peppone e Don Camillo intrappolati entrambi in una Vritti antitetica , con uno che sogna lo spirito , Don Camillo , e l'altro che sogna la materia , Peppone  . Lo spirito e la materia quando si trasformano in ideologie diventano inevitabilmente antitetici l'uno a l'altro , solo l"uscita" dallo stato dualistico e l'ingresso in una Vritti non-dualistica (Advaita) permette la ri-unificazione delle due sfere soggettivo/oggettivo .

La spiritualità orientale ( da orior = dove il sole sorge )  ha più privilegiato l'elemento soggettivo a scapito di quello oggettivo , al contrario dell'occidente ( da occasum = dove il sole tramonta) che invece ha privilegiato più l'oggettivo a scapito del soggettivo . Se l'oriente squalifica l'oggettivo come illusorio o Samsara , l'occidente all'opposto lo nobilita fino a sfiorare l'idolatria .

Per il saggio orientale il Samsara è Maya , illusione , per l'occidentale , dopo Cartesio , il problema non si pone più , tutto ciò che vede è centro del suo interesse esistenziale , tutto ciò che è al di là che non vede , nel migliore dei casi , è sotto la giurisdizione di una divinità imperscrutabile cui rivolgersi una volta a settimana , magari la domenica , per arssicurarsi che ognuno rimanga al suo posto , che nell'al di là , chi nell'al di qua , in una coesistenza equilibrata di soggettivo/oggettivo che non da fastidio a nessuno . 

Religioni istituzionali e normopatiche provvedono all'uopo con tranquillizzanti riti e cerimonie che delimitano i rispettivi ambiti operativi in maniera che nessuno sia d'intralcio all'altro  , tanto in oriente che in occidente .

Così però il problema è solo....gestito , ma non risolto !

Il Samsara con il suo bagaglio di dolore rimane , eccome , che poi sia soggettivo od oggettivo non importa , il fatto è che rimane e uomini e donne ci sono invischiati dentro nolenti o volenti , che fare dunque ? Dire che tanto è Maya , è un sogno illusorio , non evita comunque di provarlo. Lo Yoga propone una sua elaborazione attraverso una disciplina di progressivo distacco sia dal piacere che dal dolore , che hanno la loro sorgente comune nel desiderio .

Il Cristianesimo propone invece la sua assunzione e trasformazione attraverso la croce , che di fatto rappresenta la "croci-fissione" dell'ego illusorio , da cui nasce il frutto maturo della Ri-surrezione ,l'io empirico trans-formato nell'IO SONO celeste . Entrambi le "vie" ( Marga ) conducono alla "Moksa" , liberazione finale dell'Atman (anima) sciolta dal "Jiva" , ego empirico individualizzato e oscurato . La differenza , e non è cosa da poco ; infatti mentre nel primo caso (orientale) il corpo è solo un contenitore , un abito da gettare via dopo l'uso , nel secondo (cristianesimo) il corpo viene divinizzato , assunto ,  transustanziato , il corpo terreno transustanzia in quello di " Luce" ( Merkabà ) , CORPO GLORIOSO DI RISURREZIONE !
 
Il " Corpo Taborico " del Cristo !

Per compiere questa operazione , Cristo Avatar , le sue ultime parole prima di morire sono :< Tutto è compiuto > , scende fra gli uomini/donne , il divino assume un corpo umano per farsi compagno di strada , scende nel samsara , si veste di carne , di sudore , di fatica , di quotidianità consumata tra le miserie , le meschinerie e le debolezze umane , le malattie ,i drammi esistenziali di famiglie colpite da lutti , insomma tutto il panorama di una umanità derelitta e abbandonata scorre sotto la misericordia del suo sguardo compassionevole .

Il suo linguaggio è alieno da filosofie metafisiche raffinate , le sue parole , poche , sempre mirate a raggiungere il cuore del problema per risolverlo . Mai giudica , mai critica , tutto al più invita a cambiare vita e atteggiamenti mentali del tipo :< Va e non peccare più > rivolto alla adultera che aveva salvato dal linciaggio dei suoi compaesani , tutti maschi .

Avvicina la samaritana al pozzo , una donna chiusa in una "Vritti" (vortice) emozionale , bloccata nello svadisthana chakra ( centro di acqua = emozioni ) , imprigionata in un samsara di relazioni sbagliate ( cinque mariti ) incapace di uscirne ; Avvicina un giovane ricco invitandolo a "uscire" dai suoi attaccamenti materiali , imprigionato in un Muladhara chakra ( centro di terra = materialità/ricchezze) e così a seguirlo ; Guarisce un cieco , Bartimeo ,   imprigionato in Ajina chakra il terzo occhio oscurato dall'illusione e dall'idolatria dove lo aveva condotta una spiritualità ipocrita e farisaica ;


Ri-sveglia , su richiesta del padre affranto , una giovinetta caduta nel "sonno profondo" di una sessualità incapace di affermarsi intrappolata in un dramma edipico < Talità Kun > < Giovinetta dico a te alzati > ; Ri-sveglia dodici uomini incapsulati nel torpore di un samsara quotidiano che li aveva resi ottusi a qualsiasi realtà spirituale che non fosse quella di una religione imbalsamata offerta loro dai sacerdoti ipocriti di una scienza religiosa cristallizzata in vuoti e prolissi cerimoniali , privi di ogni qualsivoglia mistica e ben attenti a perseguitare chi fosse portatore di "fermenti nuovi" e "Divergenti" e Cristo "divergente" lo era di sicuro ;

Ri-suscita l'amico Lazzaro mummificato dentro le bende di una esistenza "malata" e avvolta nelle spire di un samsara in cui non c'è spiraglio che per la morte . Dalla tomba viene fuori una mummia "bendata" che solo il VERBO è in grado di "sciogliere" con la potenza del suo AMORE . LIBERATELO ; SCIOGLIETELO , sono le parole imperiose del Verbo / Logos , liberatelo dalle sue paure , dalle sue angosce , dai falsi miti idolatrici della sua personalità ; dal Nasdaq , dal Mibtel , dallo SPREAD , dal PIL , dalla Maya illusoria in cui è avvolta in vortice samsarico senza fine abilmente manovrato dall'occulto Mago di Oz ...! LIBERATELO dal D-o esteriore che lo trattiene in una ragnatela di dogmi e cerimonialismi senza vita . Liberate il suo D-o interiore ; LIBERATELO dq quell'inutile samsara |

< Omnia vincit Amor > , < Tutto vince l'AMORE > che , come dice Artaud < E' una riappropriazione della vita fin dentro la morte > ; infatti la stessa parola a-more non vuol significare forse A ( privativo = senza ) e Mors ( morte) , quindi senza - morte , ovvero Eternità ?

Si la bellezza del Cristo è questa , il suo farsi compagno di strada e conoscere da ultimo pure quel tremendo momento che è la morte . Per questo Egli diventa una "cerniera" tra il divino e l'umano . Egli conosce l'UNO e il MOLTEPLICE o SAMSARA . Solo realizzando la propria "cristicità" , l'uomo/donna può realizzare il suo distacco dal samsara con il quale si era identificata . Cristo è la " Via " ( darshan ) , il sentiero che si diparte dal samsara e termina nell'UNO . Non rinnega il samsara , pur sapendo che è un  mondo proiettato dalla mente egoica , vi si getta dentro e lo riassorbe in se estinguendolo nella fornace d'Amore del suo cuore misericordioso . Altre vie non ce ne sono !

Omshanti