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mercoledì 7 agosto 2013

BHAGVADGITA...: UN POEMA DA MEDITARE

Arjuna e Krishna sul carro

I poemi  epici di molti popoli dell'antichità  narrano di leggendarie battaglie combattute in genere da due popoli eternamene in lotta fra loro , coinvolti in una faida senza fine da fazioni e clan avversari ; , gli Israeliti e i Filistei  ; Gesù e i Farisei ; i Kaurava e i Pandava . Battaglie  in cui spiccano figure leggendarie di eroi ed eroine che ri-portano l'ordine nel caos scatenato dalla guerra ,  come Davide contro Golia ; o Arjuna contro Duryodhana ; Giuditta contro Oloferne , ....ecc....ecc.....una galleria di archetipi disegnati nella cornice di uno psicodramma collettivo e individuale con l'evidente intento di offrire un quadro di riferimento , di riflessione e di meditazione per gli uomini e le donne di ogni tempo impegnati a comprendere il "senso" dell'esistenza e ad affrontare le inevitabili battaglie e ostacoli che essa presenta tanto a livello individuale che collettivo .

La Bibbia , la Bhagvadgita , il Ramayana , i Veda potrebbero sembrare romanzi fantastici per chi li leggesse senza un coinvolgimento personale , ma diventano vere e proprie "letture sacre" per chi le affronta in profondità vedendo quelle storie , quei racconti , i riflessi nella propria vita . Allora queste letture diventano dei veri e propri luoghi "trans-formazionali" della coscienza , del corpo , e della mente ; infatti spirito , corpo , mente , emozioni , vengono totalmente coinvolti e invitati a "vedere" (viveka) i propri "lati ombra" rappresentati dai personaggi "negativi" , privi di luce  (asura) , che smettono di essere negativi nel momento stesso che vengono illuminati dalla coscienza cristica (chaitanya).

 
               Breve  storia   di due popoli in lotta : Kaurava e Pandava

  
Un vecchio dipinto che illustra la scena di battaglia della guerra del Mahabharata. Arjuna è visto combattere i Kaurava con gli dei a guardare il campo di battaglia. Molto tempo fa Vicitravirya era re di Hastinapura (l'odierna Delhi), in India. Dopo la sua morte, il fratello Vyasa sposò le sue congiunte. Da questa unione nacquero due figli: Dhritarashtra (la Mente cieca) e Pandu (pura intelligenza discriminante). Il figlio maggiore Dhritarashtra ebbe a sua volta 100 figli; mentre Pandu, il minore, ebbe 5 figli puri guerrieri.Dhritarashtra divenne re, ma era cieco, perciò suo figlio Duryodhana (Desiderio materiale) regnava in sua vece.
Nella storia, i figli di Pandu, i Pandava, vengono sfidati da Re Desiderio materiale, Duryodhana, che vuole impadronirsi del regno che è loro per diritto di nascita.
Il nostro diritto di nascita è la coscienza divina , coscienza dell'animo ,  e Pandu è l'erede legittimo di questo regno.
 
Pandu muore e i suoi figli (le qualità dell'animo), avrebbero dovuto succedergli. Ma Duryodhana, che voleva tutto il regno per sé, sfidò ai dadi Yudhisthira. I dadi erano truccati. Sakuni, che a questo scopo fu assunto da Duryodhana, era un giocatore abile che sapeva come vincere con l'inganno. Così, Yudhisthira perse e i cinque fratelli furono esiliati dal regno per dodici anni. Durante il tredicesimo anno sarebbero dovuti rimanere completamente nascosti, dopo di che, se avessero avuto successo nel non farsi riconoscere, sarebbe stato loro permesso di ritornare e riprendere il regno.
L'essenza di tutto ciò è questa: Yudhisthira rappresenta la qualità dell'animo della calma. La tendenza, quando una persona si sente molto calma ed in armonia è di pensare: "Posso pure giocare d'azzardo. Ciò non mi tocca". Ma il mondo dell'illusione ha il suo potere.
 
Quei dodici anni hanno un significato astrologico. Le scritture indiane dicono che noi progrediamo per cicli di dodici ann,i in effetti, si riferiscono ai cicli di Giove.
Ebbene, Yudhisthira - cioè la calma dell'anima - è sconfitto ed allora la natura interiore viene bandita nella foresta dell'illusione. In questo caso non è una solitudine ordinaria. L'uomo viene spinto fuori da quello che è un suo diritto per nascita, dal suono interiore, e vivrà nell'illusione per dodici anni.
Al tempo stabilito i buoni Pandava tornarono e chiesero il loro regno, ma i Kaurava rifiutarono di privarsi di qualsiasi pezzo di terra, fosse stato anche 'largo e lungo quanto un ago'.
 
Perciò i cinque fratelli chiesero l'aiuto del Profeta Sri Krishna - l'allora re di Gijarat - che offrì di essere l'auriga e consigliere di guerra di Arjuna, uno dei cinque fratelli.
I Kaurava guidati da Duryodhana e i Pandava, guidati da Arjuna e i suoi fratelli si affrontarono sul campo di Kurukshetra.
Re Dhritarashtra, essendo cieco, chiese al saggio Vyasa di parlargli della battaglia. Invece il saggio Vyasa gli diede un uomo dalla visione imparziale, Sanjaya, che egli dotò di visione spirituale.
Il saggio Vyasa ha preso una vera battaglia - che una volta ebbe effettivamente luogo, sul campo di Kurukshetra - e i nomi di alcuni guerrieri, e ha intrecciato ad essi nomi e caratteri psicologici, dando così vita alla descrizione della guerra psicologica tra le malvagie tendenze mentali e i desideri dei sensi dell'uomo (i Kaurava) contro le buone tendenze discriminative (i Pandava).
 
Come si può facilmente arguire , in questa vicenda , ci sono tutti gli elementi "archetipali" per una meditazione sia individuale che collettiva ( satsanga) , perché sul "kurukshestra" , campo di battaglia , nolenti o volenti ci entriamo per nascita  tutti quanti e tutti i giorni , con i nostri conflitti interiori ed esteriori , che poi altro non sono che il "riflesso delle proiezioni " dei nostri lati ombra , dei quali ci liberiamo solo raggiungendo la "MOKSA"  , liberazione dalla nostra mente egoica inferiore . Questa è la mèta dello Yoga che Krishna illustra ad Arjuna lungo tutto il suo percorso spirituale , alla stessa maniera di Virgilio che accompagna Dante lungo i "gironi" infernali e le "sfere" celesti facendogli prendere coscienza dapprima dei suoi lati ombra (gironi infernali = chakra capovolti) e poi del suo destino celeste ( chakra superni ).

Non a torto il poema con i suoi diciotto capitoli all'interno del " Mahabarata " è considerato il Vangelo Indù ; infatti la sua profondità è tale che quando a Sri Yukteswar, il guru di Paramhansa Yogananda, fu chiesto da un grande maestro della Gita se l'avesse letta egli rispose: "No, sebbene i miei occhi abbiano scorso le sue pagine per molte volte  ". Egli voleva dire: "Non l'ho ancora veramente capita". E il santo gli disse: "Sei benedetto per esserti reso conto della profondità di questa scrittura". Ogni singolo verso della Bhagavad Gita ci apre grandi visuali spirituali e ogni frase è stata oggetto di vari commenti. Le verità insegnate nella Gita sono le verità essenziali di ogni grande insegnamento di ogni grande maestro. Capire la Gita è capire la religione. 

Kaurava e Pandava costituiscono il nostro bagaglio archetipale di luci e di ombre , imparare a conoscerli è la premessa di ogni viaggio iniziatico  : Parsifal , Ulisse , Dante , Ercole , Mosè , Esther , Giuditta , Arjuna , Bhismha , ecc...ecc...costituiscono le "chiavi" di accesso al "castello interiore " dove ci attende il dono di un "diamante" divino , il Kook-I-Noor , la montagna di luce , il VERO SE' , l'EMMANUELE , il " Dio in noi" , è questa la conquista di Arjuna , la conquista di se stesso del suo Vero Se , KRISHNA !

 

                                       



                          SIMBOLISMO

Arjuna e Krishna sul carro



Il corpo è il carro; il padrone del corpo è l'anima; l'auriga è l'intelligenza; i cavalli sono i sensi; e la mente è 'cieca' perché non può vedere senza l'ausilio dei sensi e dell'intelligenza.
Vyasa rappresenta l'anima originaria passiva-attiva dell'uomo , responsabile della creazione dei due figli: il re cieco o Mente (Dhritarashtra), e il puro re Discriminazione (Pandu).
Pandu deriva da una parola che vuol dire 'ciò che significa intelligenza'.
Il nome del campo di battaglia sta per 'corpo': Kurukshetra (kuru, azione; kshetra, campo) significa il 'campo dell'azione'.
Il maggiore dei cinque fratelli Pandava era Yudhisthira (Yudhi Sthira Ja Sa - chi è calmo nelle battaglie psicologiche); la calma è quindi il primo prodotto della discriminazione.
 
Gli altri quattro fratelli sono: Bhima (potere di vitalità); Arjuna (autocontrollo, chi non è attaccato), Nakula (potere di obbedire alle buone regole, Niyama) e Sahadeva (potere di stare lontano dal male, Yama).
Dopo l'infanzia, l'ego, la pseudo-anima o l'anima legata al corpo (Duryodhana, il figlio maggiore della mente agitata), e le cento inclinazioni dei sensi nate dalla mente agitata, con un astuto gioco ai dadi - con le lusinghe dei sensi e i desideri materiali - rubarono il regno corporeo alla pura discriminazione e alle sue affini facoltà principesche e le mandarono in esilio per dodici anni.
Una volta che le cattive abitudini dei sensi sono ben stabilite nel corpo, le buone abitudini e la saggezza sono di solito bandite almeno per dodici anni. Dei completi cambiamenti fisiologici e mentali, come pure la creazione di nuove abitudini, sono spesso possibili dopo dodici anni.
 
 

La storia della Bhagavad Gita ci dice allegoricamente come, dopo che le cattive abitudini avevano regnato per dodici anni nel regno corporeo, le buone abitudini ora risvegliate dalla discriminazione cercarono dopo dodici anni d'esilio di riconquistare il regno con l'aiuto di Krishna o la Forza dell'Anima. 

  In maniera simile, dopo che per dodici anni il giovane passa attraverso cattive esperienze e riceve molte 'batoste' sotto il regime dei sensi dominato da cupidigia, collera, sesso, gelosia ed egoismo - allora la discriminazione e i guerrieri di calma, forza vitale e autocontrollo, dopo i dodici anni d'esilio subiti da parte delle cattive abitudini dei sensi, cercano di ritornare e di riconquistare il regno corporeo perduto.
Ma i malvagi Kaurava, o le cattive tendenze mentali, con il loro esercito dei sensi rifiutano di separarsi anche minimamente dal regno del corpo, che originariamente apparteneva alle facoltà discriminative.
 
 
KRISHNA NELLA SUA MANIFESTAZIONE PLENARIA
                                       


Così Krishna, il Guru, o l'Anima attivamente risvegliata, o l'intuizione nata dalla meditazione, viene ad aiutare l'Autocontrollo, o Arjuna, e le altre quattro tendenze discriminative per combattere la battaglia psicologica con l'Ego e il suo esercito, fatto delle seguenti cattive tendenze mentali: avidità, avarizia, odio, gelosia, malvagità, mania sessuale, meschinità, crudeltà, cupidigia, cattiva volontà, risentimento, procrastinazione spirituale, orgoglio, pigrizia fisica, indifferenza spirituale, avversione a meditare, avidità sessuale, impurità di corpo, mente e anima; collera, desiderio di ferire gli altri, infedeltà a Dio, ingratitudine a Dio, impertinenza, scortesia, ignoranza fisica, mentale e spirituale; disarmonia, asprezza del linguaggio, egoismo, asprezza di pensiero, cattive azioni, senso d'attaccamento, illusione, amarezza mentale, rancore, pensare, volere, sentire, ricordare il male; paura della malattia, preoccupazione, paura della morte, mancanza d'iniziativa, attitudine litigiosa, giurare, parlar male, malattie del corpo, preoccupazione, paura della morte, abuso sessuale, smoderatezza, dormire troppo, mangiare troppo, troppa pretesa virtù, evitare Dio, posporre la meditazione.
 
Perciò il teatro della battaglia è il corpo , campo incarnazionale , dove Krishna - la Forza dell'Anima - e i cinque principi della discriminazione stanno cercando di riconquistare il loro regno perduto, cacciando via il male ivi trincerato con le sue abitudini dei sensi.
La Forza dell'Anima risvegliata e l'Autocontrollo sviluppato dalla meditazione devono impadronirsi del regno del corpo e stabilirvi pace, saggezza, abbondanza e salute.
 

                                File: Vishnuvishvarupa.jpg



 


 

 

 

 
                                        GUERRIERI PANDAVA
 
ABHIMANYU: Abitudine nata dalla padronanza di sé.
AMBALIKA: Facoltà discriminante positiva.
ARJUNA(Terzo Chakra): Autocontrollo, vigore, forza, potenza, dedizione alle giuste cause, "guerriero divino", capo, guida, insegnante, dedizione alle giuste cause.
BHIMA (Quarto Chakra): Amore divino, amore incondizionato, vitalità, perdono, energia unificante. CHEKITANA: Memoria umana e divina (ricordare chi è Dio).
DHRISHTADYUMNA: Calma luce interiore
DHRISTAKETU: Yama, le astinenze, (Non violenza; verità; non rubare; celibato (sensualità); non avidità)
DRAUPADI: il potere di Kundalini
DRAUPADA: Calma assoluta, distacco
GANGA (la prima moglie di Dio): Intelligenza primordiale della natura; lo Spirito Santo.
KASHI (Re di kashi): facoltà illuminante, intelligenza
KRISHNA: Lo Spirito, la Forza dell'Anima
KUNTI: Potere del distacco
KUNTIBHOJA: Giusta posizione, Asana
MADRI (moglie di Pandu): Distacco, Imparzialità
NAKULA (Secondo Chakra) gemello di Sahadeva: Potere di praticare Niyama, le osservanze: obbedire alle buone regole. Perseveranza, determinazione, forza di volontà, risolutezza, stabilità, disciplina, capacità di resistere, coraggio di stare nelle proprie credenze, affidabilità.
PANDU (figlio di Vyasa e Ambalika): Pura intelligenza discriminante
PURJIT: Pratyahara, interiorizzazione della mente, concentrazione.
SAHADEVA (Primo Chakra)gemello di Nakula: Potere di praticare Yamas, di stare lontano dal male. Flessibilità, apertura, creatività, intuizione, docilità, adattabilità.
SANJAYA: Introspezione
SATYAKI: Devozione
SATYAVATI (la seconda moglie di Dio): La materia primordiale.b
SHAIBYA: Niyama, le osservanze, il potere di seguire le buone regole.
SUBHADRA: Padronanza di sé
UTTAMAUJA: vitalità o celibato
VIRATA: Unione, Samadhi
VYASA: Legge della relatività
YUDHAMANYU: Pranayama, controllo dell'energia
YUDHISTHIRA (Quinto chalra): Calma nelle battaglie psicologiche. Calma perfetta, pace, comunicazione, coscienza in espansione, tranquillità, centratura
YUYUTSU: Desiderio di dar battaglia alle tendenze psicologiche

                                 GUERRIERI KAURAVA




AMBIKA: dubbio
ASWATTHAMA: desiderio nato dalle passate abitudini
BHARATA: Coscienza cosmica
BHISHMA: EGO
BHURISHRAVAS: Karma
DHRITARASHTRA (fratellastro di Pandu): La mente cieca
DRONA: Tendenza al passato; l'abitudine
DURYODHANA: Desiderio Materiale
DUSHASHANA: rabbia
GAUDHARI: il potere del desiderio
JAYADRATHA: inclinazioni legate al corpo, passioni, paura della morte.
KARNA: attaccamenti; inclinazione a cercare la felicità; avidità.
KRIPA: illusione
SHAKUNI: Attaccamento materiale
SHALYA (auriga di Karna): Orgoglio materiale
VAISHYA: Attaccamento ai desideri
VIKARNA: Repulsione, avidità




                                                           EGO   


                                    
 

Si può dire che in fondo ognuno di noi è come un regno. E questa esattamente è l'idea del Mahabharata: è un quadro del regno della mente, nel quale ogni cittadino costituisce un tratto psicologico diverso e ciascun tratto psicologico ha una propria vita. Siamo noi stessi che viviamo quella vita; ma, nonostante ciò, ogni idea è come una personalità separata. Il racconto epico si presenta come un grande teatro psichico , i cui attori sono gli abitanti della  nostra stessa coscienza ,  migliaia di cittadini dalle caratteristiche diverse: nobili, ignobili, altruisti, egoisti, alcuni alla ricerca delle verità spirituali ed altri invece che pensano al modo si sfuggire tale ricerca. Perciò, abbiamo dentro di noi una lotta costante tra tenebre e luce.
( Vedi mio blog su Sura e Asura )
 

Nel simbolismo del Mahabharata e della Bhagavad Gita, Bhisma rappresenta l'ego !

Bhisma combatte dalla parte del male e finisce per essere ucciso. Ma ha il potere di non morire fintanto che egli stesso non si arrenderà alla morte e così viene crivellato da frecce. I ritratti di Bhisma lo mostrano con centinaia di frecce che fuoriescono dal suo corpo e che diventano addirittura un letto sul quale egli giace. C'è un bel passo nel quale egli giace su quel letto di frecce e dà ancora profondi insegnamenti alla gente prima di consegnarsi alla morte. Cioè, egli raggiunge il punto nel quale è illuminato, nel quale capisce la verità. Ma nessuno può uccidere l'ego se non lo stesso ego. Dobbiamo offrirci completamente all'Infinito. Deve essere la scelta del nostro stesso ego che porta a dire: "voglio il Sé infinito, non il piccolo sé". Dove c'è l'ego, vi sarà dualità fra noi e Dio. In ambito cristiano la CROCE rappresenta lo scoglio sul quale naufraga l'ego o mente egoica che di si voglia ! 
 

Dovremo alla fine distruggerlo e prendere coscienza che noi siamo Dio. Il nostro ego non può dire di essere Dio, allo stesso modo che l'onda non può dire di essere l'oceano. Dobbiamo arrivare a capire che l'oceano è la realtà dell'onda, che l'onda non ha nessuna realtà se non l'oceano.
Quando vedremo che Dio è diventato questo io, che Dio 'è' l'io, che non c'è nessun'altra realtà se non Dio, a quel punto infine l'ego offrirà sé stesso all'infinito e arriverà la libertà.
 

      Simbolismo psicologico dei personaggi

 
 
                          
 
 
 I principali personaggi del Mahabharata e della Gita, come Arjuna, Sahadeva, Nakula, Bhima, Yudhisthira, Draupadi, Drona e gli altri sono veramente esistiti. La maggior parte dei personaggi rappresenta tendenze psicologiche. Se prendete la radice sanscrita dei loro nomi, troverete il loro vero significato: rabbia, cupidigia, gentilezza, umiltà e così via.
Ciascuno di loro sta per un diverso tratto psicologico. Infatti, Lahiri Mahasaya disegnò una carta che mostrava dove tutte quelle diverse qualità fossero localizzate nel cervello
 
Perfino i principali personaggi sono stati romanzati in varia maniera. Per esempio, nel Mahabharata si trova la storia di una donna che sposa più uomini: Arjuna vince Draupadi in una gara d'arco e la porta a casa dove vivono pure i suoi fratelli. Mentre loro sono ancora fuori, egli rivolgendosi alla madre le dice: "Madre, ho portato a casa un premio". E sua madre, senza vedere chi o cos'è, risponde: "Ebbene, voi fratelli dovrete dividervelo equamente". Poiché la parola della madre non poteva essere trasgredita, tutti dovettero sposare la stessa donna!
 
Il vero. significato spirituale di ciò è che Draupadi rappresenta la Kundalini e ciascuno dei fratelli Pandava rappresenta un diverso centro o chakra della spina dorsale e quelle qualità mentali che sono il risultato dello svegliarsi del centro. 1) La più bassa è yama, la qualità del controllo, l'abilità di non fare le cose che non si dovrebbero fare. Questa qualità è rappresentata da Nakula (Primo chakra). 2) Proseguendo verso l'alto, la successiva è niyama, letteralmente l'abilità del 'non controllo' ma ciò che effettivamente significa è l'abilità d'attenersi all'azione giusta, di continuare a fare ciò che uno dovrebbe fare per crescere spiritualmente. Questa qualità è rappresentata da Sahadeva (Secondo Chakra). 3) Il centro successivo, opposto all'ombelico sulla spina dorsale, è rappresentato da Arjuna (Terzo Chakra). Una volta che l'energia è risvegliata all'ombelico o centro lombare - Manipura chakra - sopraggiunge allora la qualità d'un più potente autocontrollo. 4) Dopo si sale al cuore o centro dorsale - Anahata chakra - rappresentato da Bhima. Quando l'energia si sveglia, si sviluppa il vero amore. 5) Quando si sveglia il centro opposto alla gola, si sviluppa una grandissima calma ed una grandissima pietà. Questo centro è rappresentato da Yudhisthira.




 
E così si arriva all'occhio spirituale, che è il polo positivo del midollo allungato, attraverso il quale si passa al di là delle qualità, l'Infinito. Noi abbiamo qui due triadi: i tre chakra più bassi che rappresentano i desideri materiali ed i tre centri superiori che rappresentano la coscienza spirituale.
Quando l'energia del cuore è rivolta in alto, la mente automaticamente è rivolta a pensieri spirituali. Quando invece l'energia è nei tre chakra inferiori, è automaticamente rivolta a pensieri materiali. concentrarsi nel punto fra le sopracciglia attira tutta l'energia verso il divino.
 
Il simbolismo di tutti i fratelli sposati ad una sola donna significa che la qualità femminile, il polo negativo alla base della spina dorsale, e la qualità maschile, o polo positivo nel punto fra le sopracciglia, sono parti d'una stessa realtà e devono essere neutralizzate affinché l'illuminazione divenga possibile. E così si parla della Kundalini come d'una energia femminile. Quell'energia ha bisogno d'essere 'sposata' a tutti i chakra, cioè innalzata attraverso ciascuno dei centri della spina dorsale ed alla fine riunita nell'occhio spirituale, nel punto in mezzo alle sopracciglia. Da qui, il simbolo d'una donna che sposa cinque mariti.
 
Arjuna rappresenta il Chakra del Plesso, l'autocontrollo, il centro lombare 'Manipura'.
 
Dalla Ghagavad Gita :
 
"Arjuna vide là allineati, in ambedue gli eserciti, zii e prozii, maestri, fratelli e cugini, figli e nipoti, amici, suoceri ed anche sostenitori. Vedendo tutti quei parenti del suo presente fu preso da una grande pietà e pronunciò con tristezza queste parole: "O Krishna, alla vista di questi congiunti qui allineati, desiderosi di combattersi l'un con l'altro, le mie membra cedono, la mia bocca è inaridita, la mia armatura trema e i miei capelli si drizzano. Il mio arco Gaudiva mi cade dalle mani"!
 
"MI cade dalle mani" significa che egli cade in avanti, la sua posa meditativa si interrompe, mentre pensa. "Oh non posso meditare! E' troppo difficile!" Egli si accorge che persino quelle qualità che sono sue nemiche, sono tuttavia suoi congiunti, membri della sua famiglia psicologica. Ecco il guaio nel quale ci troviamo tutti. All'inizio possiamo essere categoricamente contrari o critici sulle qualità negative, ma quando si tratta delle 'nostre' qualità negative, è un'altra cosa.
Arjuna dice: "Questi sono i miei parenti, come posso ucciderli?"
 
Lo sbarazzarsi delle brutte abitudini sembrerebbe voler uccidere una parte della propria natura. "Che peccato uccidere queste qualità in me !"  L'ego può raggiungere estremi assurdi per le sue razionalizzazioni. L'ego inventa ragioni assurde per non fare ciò che sa che dovrebbe fare. Voi pensate di rinunciare ad un desiderio ed ecco la risposta: "Oh no! Che cosa terribile! Questa è la battaglia che devono sostenere tutti i devoti. La mente vi dirà: "Non posso proprio rinunciare a questo !" . Tutto il mondo illusorio di Maya / Matrix vuole mantenerci schiavi in questa visione del "nulla". (Vedi mi blog sulle tentazioni di Gesù nel deserto).
Ma, ricordate che voi in effetti non rinunciate a niente! State semplicemente mettendo la vostra energia in qualcosa che vi darà gioia invece che sofferenza.
Questa è la chiave della Bhagavad Gita. Tutto quello che Krishna dice si riferisce primariamente alla divina ricerca interiore. Avvicinandovi in questo modo alla Gita, troverete degli insegnamenti meravigliosi. La Bhagavad Gita è la storia del nostro Sé interiore, della nostra aspirazione verso il divino e di come vincere la battaglia con la nostra natura più bassa.
Il messaggio della Bhagavad Gita è quello di portare ad una visione della vita quale lotta costante, fino a che la battaglia è vinta dalle forze dell'eterna beatitudine.
 

                        Simbolismo psicologico dei Chakra

 

                                     
 
 
1° CHAKRA (MULADHARA) - CENTRO COCCIGEO - ELEMENTO TERRA
NAKULA - Attitudini positive: lealtà; coraggio; perseveranza; fermezza di propositi; determinazione; risolutezza; forza di volontà; forza; tenacia; costanza; fiducia; affidabilità; sicurezza; stabilità; disciplina; metodicità; fermezza; "si può contare su di lui"; abilità di concentrare la mente; pazienza; coraggio di restare nelle proprie credenze; fedeltà alla verità; portare a termine ciò che si fa.
Attitudini negative (quando l'energia non è diretta propriamente): rigidità; troppa disciplina; perversione; ostinatezza; cocciutaggine; dogmatismo; "che non cede"; bigottismo; intolleranza; Inflessibilità; caparbietà; intrattabilità; ottusaggine; Grossolanità; pesantezza; soggiogato alla materia; abitudine alla routine; critica; mancanza di umorismo.
 
2° CHAKRA (SWADISTHANA) CENTRO SACRALE - ELEMENTO ACQUA
SAHADEVA - Attitudini positive: Flessibilità; apertura; adattabilità; grazia; mente aperta; mobilità; intuizione; capacità di risorse; discernimento.
Attitudini negative (quando l'energia non è diretta propriamente): mancanza di rispetto; troppa malleabilità; incostanza; inconsistenza; Troppa apertura (il cervello "cade fuori"); mollezza; fiacchezza; trascuratezza; scaltrezza; debolezza; incertezza; inaffidabilità; indecisione; non entusiasta; incapacità a completare progetti.
 
3° CHAKRA (MANIPURA) CENTRO OMBELICALE - ELEMENTO FUOCO
ARJUNA - Attitudini positive: autocontrollo; forza; autodisciplina; vigore; vitalità; entusiasmo; velocità; energia; potenza; attitudine positiva; amore per la vita; serietà; dedizione alle giuste cause; zelo; ardore; capacità di dirigere (capo, guida, insegnante); capacità di essere un "guerriero divino"; responsabilità. Attitudini negative (quando l'energia non è diretta propriamente): controllo sulle situazioni e sulle persone; crudeltà; abuso; bigottismo; dogmatismo; energia fuori controllo; fanatismo; tendenza ad essere un dittatore; dipendenza da sostanze; avidità; inflessibilità; crudeltà; severità; malvagità; avarizia; abuso di potere.
 
4° CHAKRA (ANAHATA) CUORE - ELEMENTO ARIA
BHIMA - Attitudini positive: amore divino; devozione; amore universale; perdono; amore incondizionato; compassione; empatia; altruismo; generosità; servizio; guarigione; buona energia; potere unificante; armonia; pochi attaccamenti o desideri.
Attitudini negative (quando l'energia non è diretta propriamente): emozioni senza controllo; gelosia; bramosia; rabbia; paura; amore condizionato; possesso; amore soffocante; avarizia; attaccamenti; desideri; odio; lingua tagliente; indulgere nei sensió; orgoglio; presunzione; menzogna, inganno; grettezza; chiacchiere; giudizio; lamentele, cavilli.
 
5° CHAKRA (VISUDDHA) GOLA - ELEMENTO ETERE
YUDHISTHIRA - Attitudini positive: calma perfetta; espansione della coscienza; comunicativa; bella voce; serenità; tranquillità; fermezza; padronanza di sé; centratura.
Attitudini negative (quando l'energia non è diretta propriamente): noia; stanchezza della pace; desiderio di coinvolgersi nuovamente in cose mondane; energia repressa; inibizione; mancanza di comunicazione; senza "piedi per terra".
   
6° CHAKRA (AJNA) MIDOLLO/OCCHIO SPIRITUALE - ELEMENTO SUPER-ETERE
Attitudini positive: perfezionamento della volontà divina; illuminazione; sintonia perfetta con Dio; ricettività alla grazia di Dio; saggezza suprema; alto stato di coscienza; autorealizzazione.
Attitudini negative (quando l'energia non


è diretta propriamente): egocentrismo; egoismo.
 
7° CHAKRA (SAHASRARA - LOTO DAI MILLE PETALI)
Sede dell'anima; unificazione totale;armonia; realizzazione; onnipresenza; onniscienza; gioia; libertà; betitudine del Samadhi






 

 
Yogacharya Eknathananda









 

 

sabato 3 agosto 2013

VIDEO MELIORA PROBOQUE , DETERIORA SEQUOR ...........( Ovidio )



< Video meliora proboque, deteriora sequor > , tradotta letteralmente, significa: "Vedo le cose migliori e le approvo, ma seguo le peggiori" (Ovidio , Metamorfosi, VII, 20).
La loquzione viene ripresa da San Paolo nella sua lettera ai Romani ( 7,18-19 ) <  Io so infatti che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene; c'è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio  >. In questa breve considerazione si può ri-assumere il " combattimento spirituale " di ogni tradizione religiosa o iniziatica che dir si voglia , riflessione che coglie la "divisione " originaria tra le spinte della mente , del cuore e del corpo .

 Tutta la disciplina dello Yoga nelle sue più disparate diramazioni ( Hatha Yoga ; Gyana Yoga ; karma Yoga ; Kryia Yoga ; Raja Yoga ; Kundalini Yoga ; ecc....ecc....) mira alla ri-composizione di queste tre dimesioni ( spirito , mente , e corpo ) al fine di permettere il raggiungimento della " MOKSA " , ovvero della liberazione dalle pastoie della mente egoica inferiore , rappresentata nelle varie tradizioni religiose come il satana della tradizione cristiana ; il mara di quella buddista ; il guardiano della soglia , ecc...ecc....nomi diversi , con rappresentazioni iconografiche diverse , ma sostanzialmente indicanti la medesima cosa e cioè : lo stato separativo , duale , dvaita , in cui il VERO SE' trascendentale rimane oscurato nelle maglie di Maya , che lo avvolge nelle  proiezioni  illusorie della personalità , l'armatura caratteriale che imprigiona l'eroe , il Virat , il Parsifal , che per entrare nel castello del " Re Pescatore " , dovrà perdere appunto la sua corazza , e rimasto nudo , avendo annichilito tutte le sue sub-personalità potrà porre al Re malato la domanda che lo farà guarire : < CHI SEI TU ? > . Che è poi domandarsi : < CHI SONO IO ? > . Che cosa sto a fare qui ? Immerso in questa incomprensibile e insensata battaglia alternata tra ricerche di piacere e fughe dal dolore  .

Questo tema traversa tutta la vicenda di Arjuna , il cavaliere protagonista del racconto epico narrato nella "BHAGVADGITA " . Quella di Arjuna è la storia di una " depressione " che si sviluppa in un uomo ormai incapace di comprendere il "senso"  dell'esistenza anticipando di molti secoli la domanda di Amleto : < Essere o non-essere ? ........questo è il problema > . Amleto non riuscirà a rispondere e verrà risucchiato nel buco nero della "follia" di Ofelia , la Kundalini che non riesce a trascendere la mente egoica inferiore e rimane così impigliata nell'oscurità della pazzia . Purtroppo Amleto , imprigionato in dramma edipico irrisolto , non può godere della presenza di un mentòre divino , come Krishna , coscienza divina , Vero Se , che affiora in Arjuna prendendo il posto del suo piccolo se egoico .

 Un " Sura " ( essere illuminato ) e un "Asura " ( essere demoniaco ) vivono in noi , procurandoci ogni sorta di conflitto interiore , di disagio fisico , psichico e spirituale . Fintanto che vivremo ancorati alla personalità saremo costretti e costipati nei limiti che essa ci impone ( Jivatman ) , solo quando l'Atman ( anima individuale ) si sarà liberata (moksa) del "Jiva " , personalità individuale identificata con le seduzioni della mente egoica , allora il "guardiano della soglia " si farà da parte , passeremo lo "stargate" che ci porterà al di là del bene e del male , saremo accolti da " mahat " , la mente cosmica , divina , unificante , che ci mostrerà i < nuovi cieli e le nuove terre > , entreremo nella "terra dove scorre il latte e il miele " della sapienza  e delle verità ( satya ) . Kundalini ormai in cielo danza la sua danza cosmica al canto dei Kirtana e dei Mantra . Questa è lafesta che attende i " figli di Dio " , cioè coloro che sono passati attraverso la " grande tribolazione " , cioè : la morte dell'ego faraonico ! Un vero supplizio , una croce ! La "risurrezione" o moksa è il premio di questa lotta

Ecco perché tanti santi , rishi , hanno amato la croce , perché li ha liberati dalla schiavitù dell'ego inferiore , da Avidya ( ignoranza spirituale ) , dal piombo della personalità egoica , faraonica . Anche Arjuna è dovuto salire sul carro (croce) per intraprendere la battaglia che lo avrebbe liberato dalla depressione in cui era caduto , ma èproprio sul campo di battaglia (dharmashastra) che egli ri-trova la "coscienza cristica " ( Krishna ) . Era da sempre dentro di lui , ma il tapino non lo sapeva , ignorava che il < Regno dei cieli è dentro di noi > . Copmrese quello che prima o poi uomini e donne tutti dovremo comprendere : SIAMO QUI PER REALIZZARE IL NOSTRO DHARMA . SCOPRIRE IL DIO IN NOI  , PER LIBERARLO DA TUTTE LE PASTOIE DOGMATICHE CHE LO TENGONO PRIGIONIERO . LUI VIENE PER LIBERARCI , MA ANCHE NOI DOBBIAMO IMPEGNARCI PER LIBERARE LUI PERCHE' POSSA LIBERAMENTE MANIFESTARSI IN NOI !

Yogacharya Eknathananda

sabato 6 luglio 2013

TRASFIGURAZIONE : ULTIMA TAPPA SUL TABOR



 
Gesù fu trasformato da una forma terrena in una sovrannaturale!
Alla trasfigurazione, il corpo di Gesù fu trasformato in splendore glorioso, quello splendore che aveva prima di venire sulla terra (Giovanni 17:5; Filippesi 2:6-7); e che avrà al suo ritorno nella gloria per stabilire il suo regno ( Matteo 16:27; Apocalisse 1:14-15).
La gloria della divinità di Gesù era in lui perché era divino, è la gloria dell’Unigenito Dio (Giovanni 1:14-18). La Sua faccia risplendette (lámpō) come il sole e i Suoi vestiti divennero candidi come la luce! Questa è la visione che Giovanni avrà ancora del Cristo glorificato (Apocalisse 1:16). 
I vestiti candidi (leukós) non erano di questa terra: erano un bianco che nessun essere umano aveva mai visto e che nessun lavandaio sulla terra può dare (Marco 9:3). Queste erano le vesti splendenti di Dio (Daniele 7:9). 
 
La tradizione orientale , in particolare quella tibetana  dello " Zhang Zhung nyen gyu " ci parla della co-presenza di tre differenti tipi di corpo e cioè :
 
CORPO KARMICO CONCETTUALE ; CORPO ILLUSORIO DI SAGGEZZA ; CORPO PREZIOSO IMMUTABILE .
Va detto che dei tre elencati quello che più abitualmente incarniamo è il primo cioè : il Corpo karmico Concettuale . Si tratta dell'abito che l'uomo comune di tutti i giorni indossa muovendosi nel traffico caotico delle città , delle metropolitane , del posto di lavoro . Si tratta della " macchina biologica " all'interno della quale viviamo esperienze di piacere o di dolore , gustiamo il caffè oascoltiamola musica rock o classica , completamente identificati con esso , prendiamo il bagno , passeggiamo sulla spiaggia . In esso conduciamo le nostre esperienze di vita , che non vuol dire che siano recepite nella stessa identica maniera da due esseri umani che vivono nella stessa casa , frequentano la stessa scuola ,o fanno lo stesso lavoro ; infatti a uno può sembrare l'inferno e all'altro il paradiso . Il motivo risiede nel fatto che quasi tutto ciò che sappiamo su cosa è giusto o cosa è sbagliato , piacevole o spiacevole lo abbiamo appreso dopo la nascita in base alle nostre esperienze personali , dalla cultura familiare , dalla scuola , dalle esperienze personali fisiche e mentali , che tutte insieme formano il nostro bagaglio di speranze , paure , punti di vista e senso di identità .
Per giungere quindi ad una autorealizzazione autentica ci dobbiamo "liberare" (Moksa)dallavisione concettuale e dualistica ( Dvaita) che abbiamo sviluppato nell'arco della vita . Finchè non siamo in grato di sgomberare il campo energetico intasato da tutti questi ostacoli il nostro accesso ad una diversa "visione" di vita è inibito . Purtuttavia il Corpo Karmico Concettuale costituisce una "chiave" di accesso insostituibile per accedere agli altri due corpi .
 
Attraverso la progressiva de-costruzione e dissoluzione ( Solve et Coagula ) del corpo karmico concettuale , sotto la guida esperta di un maestro , si creano le premesse per l'ingresso nel Corpo Illusorio della  Saggezza . Questo secondo corpo è caratterizzato dalla saggezza ovvero dalla comprensione della verità ( Satya ) e da un senso positivo della illusorietà delle cose . Chi ottiene questo corpo prende coscienza della illusorietà delle cose , cioè che nulla ha una esistenza in se e per se . E' come trovarsi davanti a un gioco di prestigio , in cui gli astanti vengono "incantati" dall'illusionista e prendono per vero quanto accade davanti ai loro occhi . Chi sperimenta questo corpo entra come gli eroi del famoso film , " IL MAGO DI OZ " , dentro il "laboratorio segreto del Mago e ne scopre i trucchi . Ma ciò non lo incattivisce , non lo irrita , al contrario aumentano in lui/lei la spontaneità , l'umorismo , la gioia . La nostra felicità dipende meno da quello che abbiamo
e più da ciò che siamo . Ciò che abbiamo possiamo perderlo in un istante , ma se la gioia nasce invece dal contatto con il " Sé immutabile" , lo possiamo chiamare : REALIZZAZIONE !
Non neghiamo quindi l'esperienza convenzionale della realtà , ma nemmeno ne dipendiamo ciecamente . Tutto ciò che possediamo non ci appartiene , prima o o poi ogni rapporto si dissolverà . Le persone più aperte intuiscono questa impermanenza ,  e non ne sono atterrite , al contrario di quelle più chiuse che si affannano in una vana lotta tesa a conservare avidamente i loro attaccamenti relazionali come l'Avaro di Moliere .
 
Quando si è instaurata una fiducia incrollabile nella comprensione del secondo corpo , si ottiene il terzo corpo : Corpo  Prezioso  e Immutabile !
A differenza del corpo karmico concettuale e del corpo illusorio di saggezza , questo corpo non un processo ma un risultato . E' lo stato inseparabile della   essenza ( rex cogitans ) e della natura ( rex extensa ) ; dello Spirito ( Purusha ) e della Materia ( Prakriti ) . Il corpoultimo è comprendere la verità e fidarsene totalmente .. Con il terzo corpo ciò che abbiamo ottenuto è immutabile , tutte le esperienze , le emozioni , i pensieri vengono "liberati" ( Moksa) da ogni attaccamwnto o avversione , si auto liberano come fiochi di neve che cadono nell'oceano .
Quando lasciamo andare ogni sforzo , emozione o pensiero , si può aprire una porta che immette in un'altra dimensione , un altro spazio ed altre qualità e provare una sensazione di libertà , leggerezza , gioia interiore in cui percepiamo l'immutabilità , una esperienza che diviene stabile grazie alla pratica , il che non significa che non saremo più soggetti a momenti di smarrimento o di cambiamento di situazione , con la variente però che avremo acquisito l'impavidità , cioè la virtu di non rimanere più spaventati davanti a qualsiasi evento per drammatico che possa essere , dal momento che la convinzione di non poter più perdere se stessi ci rende immuni dalla aura di peredere alcunché .

Questi tre corpi sono mirabilmente presenti nella immagine raffaellesca della "TRASFIGURAZIONE" ; infatti nel riquadro in basso è possibile scorgere il corpo karmico concettuale rappresentato da una umanità immersa nel dolore del corpo "samsarico" soggetto alla volontà della mente egoica inferiore e pertanto "cattivo" ( dal latini captivus = prigioniero / schiavo) , quindi sottomesso la "fato" e incapace di fare e dirigere il proprio "destino" in quanto "ASURA " ( essere ottenebrato ...vedi mio blog su " SURA e ASURA ) . Nel corpo karmico concettuale il piccolo sé è completamente identificato con la "macchina biologica" e questa è completamente identificata con i ruoli sociali , familiari , economici , politici imposti dalla personalità , in cui l'ego si è perso nella molteplicità delle maschere che ha incarnato .

Si tratta dei corpi irredenti e quindi soggetti alla malattia , corpi contorti , di dolore , urlanti , gementi < in attesa della liberazione da parte dei figli di Dio > ( S. Paolo ) , schiavi delle passioni , preda degli istinti , risiedono nel "LOKA" ( Regno = stato di coscienza ) delle guerre e dei conflitti , il regno infernale contraddistinto dalle " bolge" di dantesca memoria . Insomma chi si trova in quel loka non conduce la migliore delle esistenze , è ancora avvolta nel "piombo" di Avidya ( = ignoranza spirituale ) non conducefr la macchina , ma ne è condotto , il suo soma , la sua psiche , la sua anima sono a rischio . La teologia paolina distingue gli uomini/donne secondo tre categorie : ILICI ; PSICHICI ; PNEUMATICI .

Cioè : uomini/donne materiali ( ilici , dal greco ilè = materia ) , costoro giacciono in una macchina biologica addormentata , oscurata dall'ignoranza , non vedono la realtà , in quanto chiusi , blindati in una "bolla di percezione " , come la "bara di cristallo" in cui giace addormentata la " Bella Addormentata " ( = Kundalini ) , piuttosto sognano la realtà secondo i propri stati di coscienza (chakra) , vedono attraverso le travi poste nei loro occhi , soggetti ai "venti" (=Vaju....vedi mio blog su Eolo , re dei venti ) delle passioni che scatenano il "prana infero" , il drago fiammeggiante che impedisce l'accesso alla porta della conoscenza e l'ascesa ai piani superiori e quindi al ri-sveglio dello Jagaritasthana ( Stato di veglia ) stato "percettivo" in cui si inizia a uscire da Matrix/Maya e vedere le cose per quello che realmente sono .
Questi uomini/donne vivono nel mondo "intossicato" dei pensieri iniqui avvelanati dall'ingordigia , dalla lussuria , dall'invidia , dalla rabbia , dalla violenza , dall'avidità . E' un mondo irredento , sub-umano . Sono manipolati senza sapere di esserlo da Matrix/Maya.

Il  secondo riquadro riguarda il corpo illusorio di saggezza , ci mostra Pietro , Giacomo e Giovanni , i tre discepoli che accompagnarono il Signore sul Tabor , sdraiati in terra , <caddero in un sonno profondo > dicono i testi sacri , cioè : entrarono nel corpo di sogno (= Svapnasthana  , sonno con sogni ) , "loka" , regno degli psichici , cioè di coloro che percepiscono una "realtà" che pur non essendo più quella degli ilici , non è ancora del tutto spirituale . Si devono perfezionare . Il quadro ce li mostra stesi a terra dantescamnte < caddi come corpo morto cade>. Il loro ego mayico e illusorio ha subito una battuta d'arresto , le loro onde cerebrali sono passate in un'altra frequenza , onde tetha , quelle tipiche del terzo stato di coscienza , Prajnasthana , sonno senza sogni , stato di coscienza divina  ( stato della saggezza , Prajna) . Sono scesi in Samadhi , in estasi , sperimentano una "peak experience" ; " esperienza di picco " , il loro stato percettivo giunge ai confini del mondo divino , il loro piccolo sé cade morto per fare spazio   al Vero Sé divino . Solo morendo al "mondo Matrix/maya" si può ri-nascere e vedere un altro "loka" superiore , quello del mondo degli Dei , solo rinunciando ai piani inferiori si sale in quelli superiori e vi si entra , a condizione che si diventi "sannyasin" (= rinunciatari) , che si abbandoni ogni avversione o attaccamento , cos' si diventa pneumatici , esseri spirituali  ( Sura) cioè : santi !

Al culmine della loro esperienza essi ( i tre ) udirono la voce del Padre dire : < Questi è il figlio mio prediletto , ascoltatelo > , cioè : ascoltate la "voce" , il" VERBO " , la "PAROLA" che soffia il prana della purificazione , mettetela in pratica , allineando la vostra volontà (=Icchà) alla mia VOLONTA' , questo sia il vostro sankalpa giornaliero : < SIA FATTA LA TUA VOLONTA'>. E allora i chakra (= cieli interiori dell'anima) si apriranno , ri-acquisterete la vostra immagine originaria (= in mago agere ) , allora la vostra macchina biologica  alienata si trasformerà , TRANS-FIGURERA' nella " macchina ontologica " , la macchina divina , la MERKABA' ( vedi mio blog su merkabà) , abiterete nell'IO SONO e sarete vestiti di un nuovo corpo , il CORPO DI LUCE , quello che da sempre è dentro di noi , nascosto sotto la polvere della ignoranza e avvolto nella luce " TABORICA " !
Pietro è ormai "libero" , la "crisalide" della sua macchina biologica giace addormentata sul monte , se ne è liberato , è entrato nella macchina ontologica , si è liberato dei faraoni dell'economia , dell'industria schiavizzante , delle banche , dei Signori della Farmaceutica , della cosmesi , dell'auto , della politica . Non ha più bisogno il suo pranayama ora è un respiro divino !

Tutto questo ha preparato il Padre per i figli che lo amano !
lodiamolo , amiamolo , adoriamolo , Amen , Amen , Amen

< In monte tota Trinitas apparuit , Deus in voce , Filius in corpore , Spiritus in nube praeclara> ( S. Agostino )

Yogcharya Eknathananda
 

martedì 14 maggio 2013

PINOCCHIO : UN CORPO RISVEGLIATO O UN CORPO DI LEGNO ?

< Come ero buffo quando ero burattino  > mormora Pinocchio al termine della sua avventura ; finalmente si è liberato del suo corpo di "legno" e ha indossato un nuovo corpo , di "carne" questa volta ,un corpo diverso , nel quale si prepara a vivere una "nuova" vita , una vita soggetta ad altre leggi rispetto a quelle che governavano il corpo-ligneo precedente , un corpo che si muoveva a scatti , meccanicamente , governato , al modo di una marionetta , dai fili di un invisibile " burattinaio . Pinocchio è nato in un corpo "addormentato" , non ris-vegliato . Le sue emozioni , i suoi pensieri , sono il prodotto di una mente "aliena" , "rettiliana" ( vedi mio blog su cervello rettiliano) , il suo corpo , il suo "hardware" è schiavo , "captivus" ( prigioniero) della volontà delle sue emozioni e dei suoi desideri sfrenati in cerca  sempre di una "libertà" , che invece di liberarlo lo spinge verso la prigione , una gabbia mentale , prima che fisica , un "composito alchemico" ( = blocco mentale) che , da ultimo , lo getterà nel baratro di una trasformazione animalesca costringendolo in un corpo di "soma-rello" ; infatti il suo "soma" viene trasfigurato , ma in maniera "infera" . Presso gli antichi Egizi , il processo di "somarizzazione" identificava il fallimento della "iniziazione" . L'iniziato non aveva superato le prove per diventare un " Figlio di Uomo " , cioè un : Figlio Di Ra , di Dio !

Gesù avviandosi verso la sua " Passione " , entra in Gerusalemme cavalcando un asinello , appunto ; infatti la notte precedente (nigredo) nell'orto del Getsemani ( = Luogo del frantoio ) ha messo a tacere le  "forze oscure" della personalità , le ha dominate con la " VOLONTA' " e con l"AMORE" , uscito vittorioso ha cavalcato il "FUOCO INFERO" (= Prana della mente egoica inferiore) ed è entrato in Gerusalemme (= Città della Pace ) . Ha conquistato quella Pace ( = Shanty) interiore che gli avrebbe fatto sopportare il peso della Croce , che ricordiamolo è una terapia  insostituibile per la personalità abbarbicata com'è agli attaccamenti e alle passioni delle sue false identificazioni egoiche .

Inevitabilmente l'iniziato cade negli inferi della sua "personalità" non risolta ; infatti il processo iniziatico/alchemico prevede la progressiva dis-identificazione dell'io empirico , quell'ego che all'inizio della vita è necessario per vincere le dure prove che aspettano l'uomo/donna all'uscita della caverna/utero e all'ingresso nel mondo manifesto , ma del quale poi bisogna liberarsi (moksa) , pena l'eterna schiavitù nelle maglie della illusoria mente-egoica ( Maya / Matrix ) cioè la : Personalità !
La quale  finisce per costituire quella " BOLLA DI PERCEZIONE " di cui tante fiabe parlano , quella bara di cristallo trasparente in cui giaccio Biancaneve o la Bella Addormentata ( Kundalini ) , i cui cristalli e sfaccettature distorcono la percezione del mondo al punto tale di " far scambiare lucciole per lanterne ".
< Questa è la storia di Pinocchio , uno come noi ....> Inizia così il racconto , si , proprio " uno come noi " ; infatti  è la storia di ognuno di noi , un viaggio alchemico , che può concludersi nel fallimento , come Lucignolo , o nel successo come Pinocchio .

Nasciamo dentro una " macchina biologica " , un complesso laboratorio " elettro-chimico " ; infatti in esso è presente l' (el)ettricità , il magnetismo , una estesa rete "neurale" che invia ordini ai muscoli , agli organi , ordini sotto forma di impulsi elettrici , che stimolano le "ghiandole " a trasformarli in sostanze chimiche , ormoni , cortisolo , pepsina , insulina , ecc...una macchina biologica sofisticatissima che si incarica di eseguire milioni di operazioni . Gli atomi sotto l'effetto di questi impulsi  o in mancanza di essi , aumentano o diminuiscono la loro velocità ( = Spin = unità di misurazione di velocità degli atomi ) , aumento o diminuzione che a loro volta producono maggiore o minore energia .
Ma cosa mette in moto questa complessa macchina biologica ? 
Il "pensiero" e la "volontò" ! Ma chi controlla il pensiero e la volontà ? Risposta : Il " Software " che è stato installato dalla nostra educazione familiare , sociale , culturale , ambientale , etnica , ecc...ecc.... un software quindi costituito da un bagaglio di conoscenze e categorie che fintanto che rimangono nella "cattività" in cui sono nate , non possono certo rendere "libere" le nostre scelte , inaugurando di fatto un "determinismo psico-fisico che fornisce solo la "illusione" di una vita "libera" . E' questa la trappola in cui cade Pinocchio e come lui ....< ognuno di noi >.

Questa "macchina biologica " è molto preziosa , non bisogna svalutarla platonicamente come un "piombo" inutile nella cui fitta "coltre atomica " è racchiusa la "luce " ( sattva ) e pertanto giungere alla conclusione di "liberarsi " di essa attraverso la pratica di un " falso spiritualismo ".
No ! Essa ( la macchina) è : PREZIOSA !

Infatti essa costituisce il " laboratorio trans-formazionale " della nostra personalità , il mezzo attraverso il quale si attua e si compie la nostra " ONTOLOGIZZAZION " , cioè la nostra : "ONTOLOGIZZAZIONE" , ovvero la " DIVINIZZAZIONE " , che altro non è che il passaggio dalla "macchina biologica " , racchius negli angusti limiti  dello " Spazio-Tempo " , alla " macchina ontologica " ( = Merkabà , vedi mio blog sull'argomento ) , o " CORPO DI GLORIA", " CORPO RISORTO " , Aspaziale e Atemporale , quando il "piombo " attraverso progressivi "passaggi" , "cotture" e "incenerimento" di tutti i vetusti bagagli psico/emotivo/mentali si trasforma in " ORO POTABILE " , l'io empirico , ( Jivatman) è stato liberato dalla "bestia" ( Jiva) e integrato nell'IO SONO . Allora potremo scrivere sulla porta della nostra "nuova casa" : < Quando in tua domo nigri corvi parturient albas columbas , tunc vocaberis sapiens > . < Quando i neri corvi ( delle tue emozioni negative) partoriranno le bianche colombe ( delle tue emozioni e dei tuoi stati mentali inferioi e...inferi) , allora potrai considerarti saggio > .
Pinocchio alla fine ri-nasce in in un corpo "ris-vegliato " , il somarello precedente è stato assorbito in quello nuovo , un " Corpo di Gloria " appunto ! Nella macchina biologica si "sopravvive" , si lotta , in quella ontologica "si vive" , si gusta l'eternità . Accade un pò come nel racconto di Buddha che parla di due uccellini su un ramo di albero con uno che fissa il sole (surya = sole interiore ) ee si bea , mentre l'altro non fa che saltellare e beccare in cerca di cibo !

Om shanty

Yogacharya Eknathananda

giovedì 9 maggio 2013

I FARISEI : AGENTI DI MATRIX ?



< CHIUNQUE NON SIA STATO LIBERATO DA NOI E' POTENZIALMENTE UN AGENTE , 
           ALL'INTERNO DI MATRIX...LO SONO TUTTI...E NON LO SONO NESSUNO >
                                                                ( dal film Matrix )

« Matrix è ovunque. È intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore. L'avverti quando vai a lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità. » ( dal film matrix )

Matrix / Maya , è il luogo privilegiato della mente egoica inferiore , quella zona che rimane limitata ai primi tre chakra ( muladhara , svadisthana , manipura ) , collocati nell'area pelvico / viscerale , i centri istintuali , collegati con l'area primitiva del cervello , meglio nota come " cervello rettiliano " ( vedi mio blog sull'argomento) , il primo cervello che si è formato , il più antico , impegnato solo nella lotta per la sopravvivenza , funzione certamente importante , necessaria nei momenti di alta criticità , quando un pericolo minaccia da vicino la vita stessa , ma funesta quando , a pericolo cessato ,  invade i centri superiori "avvelenandoli" con le sue richieste aggressive di possesso, di lussuria , di potere , abbandonandosi ad ogni sorta di furfanteria puri di raggiungere i suoi scopi iniqui ; infatti questa area si è formata dopo la "caduta" dallo stato edenico , fa parte ( la mente egoica inferiore) del "mondo irredento" della personalità , che ha preso il posto dell'anima , il Sè essenziale , uscito dalla mano di Dio , di cui è la "scintilla" racchiusa  in quello che potremmo definire la "macchina biologica umana " , cioè : il corpo !

Quindi ogni processo "redentivo" di ritorno all'UNO non può prescindere dal corpo !
E' nel corpo , vero laboratorio elettro-chimico , che tale processo deve attuarsi . Il "corpo  di legno" (macchina biologica) deve trasformarsi in "corpo glorioso di risurrezione" , che altro non è se non un "corpo ri-svegliato" alla sua vera natura di origine divina , che inizia quando si apre il Cuore ( Anahata chakra) , quando l'energia "fegato" , resa rabbiosa dal piccolo/ego/faraone , che si "mangia il fegato" se gli altri non fanno quello che dice lui , lascia il posto all"energia cuore" , che sviluppa l'Amore , la compassione , così permettendo di proseguire il "viaggio iniziatico" verso i "mondi" superiori" ( vishuddi , Ajina , Sahasrara ) che aprono le loro "porte" rendendo possibile l'accesso alla "illuminazione" , la "personalità" che così grandi guai ci ha procurato , si fa da parte e lascia il posto all" IO SONO ".

Detto così sembrerebbe tutto molto facile , se non fosse che sulla via del ritorno , l'uomo/donna decaduti si trovano davanti molti ostacoli pericolosi  e cioè : i guardiani della soglia , le parti oscure della personalità irredenta , che si sono annidati nel corpo emotivo e mentale , come forme-pensiero astrali , che danno volto ai mostri della rabbia , della invidia , della lussuria , ecc, che si sono nutriti delle nostre emozioni e pensieri negativi che hanno generato larve astrali , veri e propri vampiri in cerca sempre , come una legione , di corpi in cui annidarsi per suggerne la vitalità .


Nel bellissimo film " Matrix" vediamo che il mondo delle "macchine" deve succhiare energia agli schiavi delle sue città e i suoi agenti ( potenzialmente lo siamo tutti ) , tutti uguali , vestiti di nero e con gli occhiali scuri ( la mente egoica è sempre la stessa ) vanno in cerca di chi da segni di volersi chiamare " fuori dal gioco" , se a Matrix viene tolta la fonte energetica , è finita . Potremmo definire questi agenti , guardiani della soglia , come dei nuovi e moderni " Farisei" del nostro tempo .


I " farisei" cercavano Gesù ( IO SONO ) per ucciderlo , erano  " gli altri " , opposti all'IO SONO; infatti quando gli "altri " percepiscono la presenza dell'uomo/donna realizzato/a , si mettono in allarme , perche sentono minacciato il loro " Regno" costruito sulla sabbia categorie pre-giudiziali false , retaggio dell'edu-castrazione ricevuta nella scuola , nella famiglia , nella società . L'IO SONO non ha paura , il suo habitat naturale è l'eternità !

Gli " Altri " , invece no , temono la morte e quindi si aggrappano , si attaccano al mondo "oggettuale" , come mondo unico per la loro sopravvivenza , per assicurare la quale inventano di tutto : partiti , politica , finanza , multinazionali dell'alimentazione , della sanità , del divertimento , financo delle religioni pur di irretire la personalità in una "rete neurale" di paure e di angosce , con il deliberato fine di farli attaccare alle loro macchine biologiche , una vera fonte di reddito e di ricchezza per le tasche dei novelli farisei , pronti a strocare il NEO di turno ( l'eletto del film) in grado di minacciare ilo loro potere di Asura ( esseri indemoniati...vedi mio blog) .

Liberarsi dalla "personalita" , dalle sue maschere false ,  assunte per vivere ( o sopravvivere ? ) nel mondo delle "macchine" , questo è il fine di ogni "ritorno" , di ogni "via" iniziatica o religiosa che dir si voglia : raggiungere la " Moksa " , la liberazione dalla mente egoica inferiore , che tiene incatenato l'uomo/donna in una rete illusoria di potere . Diventare un  " Jivan-Mukti " , " liberato in vita " (mukti) dal " Jivan " , la "bestia" rettiliana identificatasi con i ruoli , le maschere che Matrix/Maya le ha imposto  come idoli di pietra da adorare , da servire .

Ri-stabilirsi nell'anima , in comunione con l'UNO , non più dis-spersi nella "MOLTEPLICITA'", legione psichica ,  patologica di Maya , finalmente liberi di abitare in un "tempio" e non più in una "macchina biologica". I , Noi , lo sanno , i farisei , lo sanno , gli Erodi , i Pilati , i Caifa , gli Anna , asserviti al mondo delle "macchine" , della personalità , lo sanno benissimo  : < Che sei venuto a fare fra noi , Cristo figlio di Dio  ? Vuoi rovinarci ? > urlano trafelati gli Asura (ottenebrati) all'IO SONO comparso tra loro , gli "altri" . 

Yogacharya Eknathananda


lunedì 22 aprile 2013

LE MUDRA : UN PONTE CON IL DIVINO


Le mudra, gesti sacri delle mani e del corpo che contraddistinguono il percorso dello yoga, mirano a riconnettere l’energia pranica individuale con quella cosmica, creando un ponte tra umano e divino.

                                        

La sacra gestualità  delle mani e del corpo, i nobili atteggiamenti ricchi di significati simbolici , che respirano la  grazia e la bellezza del divino  , le mudra contraddistinguono il percorso degli yogi e di molte scuole del buddismo. Esse ( le mudra ) accompagnano  le asana  e il pranayama , nonchè le pratiche di concentrazione (dharana)  e di meditazione (dhyana) ; caratterizzano la complessa ritualità religiosa orientale, mentre aggiungono raffinatezza e intensità alle varie forme di danza indiana o danza rasa . Il termine sanscrito “mudra”  è traducibile con “sigillo”, “gesto” o “atteggiamento”; ed è interessante notare che “mud” sta per “gioia”, mentre “ra” è “suscitare”. Le mudra presentano molteplici applicazioni e benefici, suggellando l’integrità e la completezza dello stato meditativo e spirituale, uno stato di gioia e di grazia. Esse mirano a riconnettere l’energia pranica individuale con quella cosmica, creando così un circuito energetico e vibrazionale che è espressione della potenzialità e delle qualità divine, nonché degli elementi della natura insiti nell’essere umano.


I mudra influiscono in maniera profonda sullo stato d’animo, sulle facoltà percettive, sull’approccio del praticante, affinando le qualità connesse alla fisiologia sottile yogica, quali l’intelletto superiore e l’intuizione . Essi rientrano generalmente nelle pratiche intermedie e avanzate e portano al risveglio del prana, dei chakra, della kundalini, aprendo così il cammino ai cosiddetti siddhi, ovvero i poteri psichici .
“La dea dormiente all’ingresso della porta di Brahma dovrebbe essere costantemente svegliata con ogni sforzo, praticando a fondo i mudra”, è scritto nell’Hatha Yoga Pradipika, che ne enumera dieci, i quali arriverebbero a “distruggere la vecchiaia e la morte”. Mentre la Gheranda Samhita ne elenca venticinque, grazie a quali “gli yogi raggiungono il successo in questo mondo”. Alcuni mudra, tra cui diverse posizioni delle mani, sono alla portata di tutti i praticanti sinceri e volenterosi, altri sono di maggiore complessità. In tutti i casi è meglio apprenderli guidati da un insegnante esperto e qualificato. Riteniamo inoltre sia opportuno accostarvisi con devozione e sensibilità, consapevoli della loro sacralità: “Rivelati da Shiva celeste, conferenti gli otto poteri, cari al cuore di tutti gli uomini di potenza, sono difficili da eseguire anche per i saggi” è scritto, ancora, nell’ Hatha Yoga Pradipika.

                                                

"Particolarmente universale è il Chin mudra (il gesto psichico della coscienza), in cui il pollice e l’indice sono a contatto, secondo diverse varianti"
Poiché l’assunzione dei mudra stabilisce un collegamento forte tra il corpo fisico, il corpo energetico e quello mentale – conferendo una maggiore consapevolezza del flusso pranico, trait-d’union tra corpo e mente – l’energia vitale viene convogliata sempre più verso la parte alta del corpo e, quindi, verso i chakra superiori. Il legame tra il pranayama e i mudra , contraddistingue la vera e propria sadhana ( insegnamento spirituale ) . Il significato “circuito”, altresì insito nel termine, implica la canalizzazione del prana (channelling)  all’interno del corpo e in determinati “nodi” vitali, al fine di contrastare la dispersione dell’energia all’esterno. Grazie alle mudra è possibile utilizzare l’energia vitale per il mantenimento e il ripristino della salute psicofisica, come per il raggiungimento di stati di coscienza elevati, e ciò comporta spesso, con il tempo, un andare oltre i modelli comportamentali istintivi e abituali.

Gli Hasta sono i mudra delle mani. Da sempre la gestualità accompagna la vita quotidiana dell’essere umano e il suo relazionarsi all’esterno. Se la gestualità rispecchia il nostro stato d’animo, di converso, attraverso le mudra possiamo influenzare e disciplinare la nostra condizione generale. Le estremità del corpo sono il nostro primo contatto con il mondo esterno e attraverso le mani – importantissima parte del nostro corpo, in grado di compiere centinaia di movimenti diversificati – non solo assorbiamo e riceviamo il prana, ma doniamo forza, energia e amore. Tramite le mani possiamo dunque donare e ricevere o, meglio ancora, condividere. Nella danza indiana, nelle sinuose sculture indiane o nei maestosi budda tibetani, le mani impegnate nei mudra più vari rivestono un fondamentale ruolo espressivo, estetico, religioso.

Le mudra rappresentano una vera arte "statuaria" del corpo , che abbinate a tecniche di pranayama e meditative, nonché a complessi rituali del buddhismo ; infatti  gli Hasta coinvolgono le dita attraverso diverse possibilità di combinazione, sortendo effetti a seconda delle parti interessate. Le dita sono infatti collegate alla corteccia cerebrale, e attraverso le mudra poniamo in collegamento profondo le mani con il cervello. Inoltre, vi sono valenze simboliche specifiche: se l’indice rappresenta la coscienza individuale, il pollice corrisponde alla coscienza universale. Mentre il mignolo, il medio e l’anulare corrispondono ai tre guna, ovvero le tre qualità della natura, rispettivamente tamas (inerzia), sattva (equilibrio) e rajas  (azione) . Va detto poi, che la mano destra è collegata all’aspetto attivo, maschile, solare, mentre la sinistra all’aspetto ricettivo, femminile, lunare.


Particolarmente universale è il Chin mudra (il gesto psichico della coscienza), in cui il pollice e l’indice sono a contatto, secondo diverse varianti. Le terminazioni nervose di pollice e indice creano un circuito energetico che dalla mano risale al cervello e da qui riscende, e così via. Si tratta di un preziosissimo circuito di vitalità interiore, la cui percezione si accompagna spesso a sensazioni quali serenità, contenimento, pacatezza, introspezione. In Gyana mudra, il gesto psichico della conoscenza, simile a chin mudra, le mani sono rivolte verso il basso. In entrambe le mudra l’individuo (l’indice) si riconnette alla coscienza universale (il pollice), ritrovando la primaria unione cosmica.

   
                                             

"Ideale per la meditazione è Bhairava Mudra, in cui la mano destra è poggiata sulla sinistra, con i palmi rivolti verso l’alto, sul grembo". Bhairava Mudra (che in sanscrito significa “atteggiamento terrificante”, probabilmente per la dignità e maestosità che richiama), in cui la mano destra è poggiata sulla sinistra, con i palmi rivolti verso l’alto, sul grembo. Le mani rappresentano le nadi  ida e pingala, qui riunite all’Assoluto sotto l’egida di Shiva, signore della dissoluzione dell’universo. Se poggiamo la mano sinistra sopra la destra, facciamo allora riferimento alla controparte femminile di Shiva, Shakti.

Il sottogruppo dei Mana, invece, coinvolge la testa: occhi, naso, labbra, lingua e orecchie. Shambhavi mudra  (il cui nome deriva da Shambu, un aspetto di Shiva), ad esempio, ha la finalità di risvegliare la coscienza suprema, stimolando ajna chakra, l’occhio interiore in cui intelletto superiore e intuizione sono un tutt’uno, arrivando così ad una sorta di chiaroveggenza. Esistono poi dei Mana, quali Khechari e Yoni mudra, che raccomandiamo nuovamente di eseguire sotto la guida di un maestro esperto e che inducono uno stato di pratyahara nonché una profonda calma. Se questi e altri mudra aiutano a mitigare l’ansia e i temperamenti accesi, coloro che soffrono di depressione o che sono molto introversi dovrebbero praticare con cautela.


All’interno del sottogruppo dei Kaya –ovvero i mudra posturali – Viparita Karani Mudra è uno dei più praticati. Si tratta di una fase successiva della posizione capovolta dell’aratro. Oltre ai benefici propri di quest’ultima postura (il riequilibro tiroideo; la stimolazione della digestione e il tonificare il sistema cardiocircolatorio), l’energia viene qui convogliata verso il cervello, invertendo il suo flusso abituale, che tende ad andare all’esterno e verso il basso. In Yoga Mudra (il sigillo dello yoga), invece, ci arrendendiamo alla Coscienza onnipervadente. Questo mudra crea un circuito energetico tra muladhara  e ajna chakra, rigenerando in profondità il corpo fisico, eterico e mentale. Gli effetti sono ancora più forti se pratichiamo a contatto con la Madre Terra. Shanti mudra, particolarmente potente e suggestivo, è fortemente legato al Sole, astro fonte di vita non solo fisica, ma anche spirituale. Mudra siffatte risvegliano l’energia vitale sopita, ridistribuendola armoniosamente a tutto il corpo, aumentando la salute, la vitalità, la fiducia. La simbologia dell’offerta e insieme della ricezione dell’energia vitale solare sviluppa un atteggiamento equanime e coraggioso .

Un centinaio nella danza indiana, i mudra rispecchiano e raccontano in questo caso, certamente, un’affascinante complessità storica e culturale: anzitutto esse strutturano il racconto, attraverso una codificazione simbolica, rappresentando aspetti emozionali e caratteriali dei personaggi e della vicenda illustrati ; in secondo luogo, allineano vibrazionalmente il danzatore alla trama. Infine, suscitano una sorta di contatto, di “risposta” subliminale nell’osservatore.
Valido ausilio per affinare e approfondire la dimensione sacrale della pratica, nonché parte integrante della ritualità religiosa e della rappresentazione artistica (dalla danza alle arti figurative), appaiono dunque le mudra. Dato il loro potere di intensificare i processi già in atto, i mudra si rivelano quale agente e insieme specchio di uno stato sottile e insieme profondo, in equilibrio tra percezione, dono e offerta sublime al divino.

venerdì 19 aprile 2013

YOGA E POLITICA : LA BATTAGLIA DI ARJUNA


                                         Da Krisnha....Bagavad Ghita


Ora ti rivelerò in modo completo questa conoscenza del fenomeno e del noumeno, al di là della quale nient'altro ti resta da conoscere.


Tra migliaia di uomini forse uno cercherà la perfezione, e tra coloro che la raggiungono, raro è colui che Mi conosce veramente.

"Nessuno, con i rozzi sensi materiali, può conoscere Krishna così com'è. Egli si rivela solo ai Suoi devoti, soddisfatto dell'amore e della devozione che Gli mostrano nel servirLo."

Terra, acqua, fuoco, aria, etere, mente, intelligenza e falso ego - questi otto elementi, distinti da me, costituiscono la Mia energia materiale.

O Arjuna dalle braccia potenti, oltre a questa energia ne esiste un'altra, la Mia energia superiore, costituita dagli esseri viventi che sfruttano le risorse dell'energia inferiore, la natura materiale.

Tutti gli esseri creati hanno origine da queste due nature. Sappi per certo che di tutto ciò che è materiale e di tutto ciò che è spirituale in questo mondo Io sono l'origine e la fine.




La Baghvad-Gita è la bibbia dell'induismo , un testo particolarmente caro a tutta la tradizione Yoga ; infatti in essa sono narrate le gesta del nobile cavaliere Arjuna (= il puro)  , capo dei Pandava che si accinge a combattere l'esercito avversario , i Kurava , capitanati dal feroce usurpatore Duryodhana ,  nelle cui fila militano tanti suoi parenti ai quali egli non vorrebbe recare danno e tanto meno morte . Ma , ma ... Krishna ( Coscienza Cristica ) è accanto a lui , sul suo carro (= corpo) e gli fa comprendere che non può chiamarsi fuori da questa battaglia , che in termini epici ri-propone un tema caro a tutta la tradizione epica di ogni religione sotto ogni latitudine e cioè : la battaglia tra i " figli della Luce " e i  " figli delle tenebre " ; tra i " SURA " (= Pandava , esseri illuminati ) e gli " ASURA " (= Kurava ,  esseri ottenebrati ) ; insomma Angeli e Demoni sono sempre a confronto , protagonisti di una lotta perenne all'interno della psiche di ogni individuo e gruppo sociale .

Arjuna è interdetto all'inizio , titubante , dubbioso , amletico , sostanzialemente "depresso" !
Si può dire che questo grande stupendo libro inizia con la "depressione" di Arjuna . Quanti cammini spirituali e iniziatici sono iniziati con la "depressione" dell'eroe , stanco , avvolto nelle spire di un mondo esistenziale in cui , come l'Amleto shakespiriano non trova risposta , se non non fosse che a differenza di Amleto è affiancato dalla presenza luminosa e noumenica della coscienza cristica , Krishna appunto ; infatti sarà Krishna a convincerlo della necessità di questa battaglia , in cui è chiamato a sconfiggere i suoi nemici , che altro non sono che i suoi "nemici interiori" , così  come i Proci lo sono per Ulisse ( vedi mio blog sui Proci) , perchè fintanto che non ci si sbarazza di questi " ASURA" interiori , l'IO SONO , l'IO trascendentale non può "emergere" rimanendo relegato sotto la coltre "plumbea" di pensieri , desideri , emozioni , ispirati dai piani coscienziali (chakra) inferiori della mente egoica. L'eroe , alla fine convinto dalle motivazioni di Krishna , si deciderà a combattere e ad operare quel "passaggio alchemico" ben noto come il " descensus ad inferos" , la " discesa agli inferi" in cui andrà a "riscattare" e "redimere" le sue parti asuriche , oscure , irredente .

E una battaglia , il confronto con la propria "ombra" , cui prima o poi ogni uomo/donna è chiamato/a ..
La battaglia tra le due fazioni ; Sura e Asura , si svolge sul "Kurushestra " , il "campo della Legge Divina , sul quale approdiamo appena nati , esseri divini dimentichi della propria origine , come Arjuna , figlio di un semidio , che deve combattere per ri-conquistare la sua eredità divina .
Tutti i campi che incontreremo nella nostra vita come il : campo politico , campo sociale , campo finanziario , campo familiare , campo sportivo , campo affaristico , campo universitario , altro non sono che i "campi" riflessi riflessi del Kurushestra  e sui quali siamo chiamati a combattere a confrontarci con il proprio nemico , Duryodhana , capitano di una " Legione " di demoni .


La POLITICA rientra nel novèro di questi campi e rappresenta in un certo senso quello dove le "passioni" sono più sfrenate ,perchè più soggette alla schiavitù di "vizi" legati al desiderio del possesso, del potere , del sesso , della manipolazione , vizi che , a volte , si mascherano anche di "religione" per darsi una parvenza di credibilità , e di umanità acquisite a buon mercato , ma in ogni caso sempre radicate in quella parte "rettiliana" ( cervello rettiliano = cervello primitivo = sopravvivenza ) che si nasconde proditoriamente per " fare gli interessi del popolo " , dice lei , ma non è vero !
Gesù chiamò questa razza (rettiliana) con l'appellativo (guarda caso) di : RAZZA DI VIPERE !
Rettili appunto !

La politica relegata ai primi tre chakra ( muladhara , svadisthana , manipura ) infestati da demoni tamasici e rajasici delle passioni e dei desideri insani , raramente raggiunge il piano del cuore ( Anahata chakra ) e quindi il panorama di questa aerea è affollato per lo più da uomini/donne mediocri che si dilaniano in estenuanti lotte di potere , infarcite di violenza verbale e , a volte ,  tragicamente fisica . La storia è piena di esempi brutali come : desaparicidos in Argentina ; i campi di concentramento Hitleriani ; gli scontri tribali tra Tutsi e Hutu in Africa...ecc...ecc....
Nella politica si " semina " facilmente vento , e il raccolto karmico non può che essere "tempesta" .

Anche i racconti biblici ci narrano sovente di battaglie tra questa e quella fazione , tra un regno e l'altro con coinvolgimento nella faida di intere popolazioni e tribù , guerre e conflitti ereditati dai nostri tempi moderni , che vedono ancora Israeliani e Palestinesi fronteggiarsi in un conflitto che potremmo definire senza fine . Il cervello rettiliano sembra ancora possedere la prima posizione , ancora non ha ceduto il posto nemmeno a quello seguente , il cervello mammifero , non parliamo poi della "dura madre " nuovo di appena quindicimilioni di anni fa ,  quello civilizzato per intenderci , è ancora di là da venire .
Per questo la potenza della Kundalini-Shakti rimane relegata alla terra dei piani inferiori , vi striscia sopra e costringe i suoi posseduti a una dimesione "dualista" , separativa , quindi "diabolica" !

Quando essa (kundalini-Shakti ) s'innalza oltre il manipura e raggiunge i chakra superiori (Anahata , Vishuddi , Ajina ) allora possono presentarsi alla ribalta uomini come Gandhi , Martin Luther King , Salomone , ....Sura , uomini illuminati che sono passati all'utilizzo del terzo cervello e umanizzano le strutture sociali con la loro presenza . Ma gli Asura , i rettiliani , possono solo dar luogo a governi iniqui , espressioni di lobbies , di multinazionali fammeliche che non esitano a propinare il peggio del peggio pur di arricchire le loro tasche e salvare i propri interessi . In questo contesto " irredento " anche quanti si oppongono con altrettanta violenza a questa violenza , opponendovi il loro ego altrettanto rettiliano , una volta giunti al potere finiscono per riproporre gli stessi schemi repressivi dei predecessori , inevitabilmente una nomenklatura ne sostituisce un'altra , perchè il problema di fondo rimane irrisolto ; infatti  ai primi "tre piani" della mente egoica , il pensiero dell'Altro è relegato all'ultimo posto . Anzi non c'è proprio posto . Pertanto il regnante o il primo ministro la cui kundalini-Shakti ( coscienza cosmica ) rimane ancorata in questi primi tre piani e non abbia raggiunto Ajina-chakra ( terzo occhio o vista spirituale ) per cui sia in grado di esercitare il " giusto discernimento " ( = Viveka), costui o costei , rimane imbrigliato nelle maglie di Maya , delle sue proiezioni illusorie , immerso nella Matrix "irredenta" . Quindi ogni governo caratterizzato da questi elementi , sarà sempre una realtà "irredenta" e soggetta agli egoismi di parte .

E' di questa realtà che Krishna parla ad Arjuna per convincerlo a uccidere le sue "false proiezioni " che imprigionano il suo IO SONO trascendentale !
La politica può essere redento solo da chi sia stato già redento . Per insegnarci questo sono comparsi nella storia i grandi Avatar , manifestazioni plenarie di Dio ( Cristo , Buddha , Mahavira ) , ma invero sono stati rari gli Arjuna , e molti i Duryodhana !

Eknathananda