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lunedì 16 luglio 2012

SOL NIGER : L'OMBRA DEL MASCHIO






Le violenze maschili sono il sintomo patologico della mancata integrazione tra il lato numinoso del fallo ctonio e il lato ombroso del fallo solare.

L’Ombra, nel pensiero junghiano, coincide con "ciò che non si vorrebbe essere"; l’incontro con se stessi passa per una prima fase molto spiacevole a cui, per quanto si può, si sfugge, proiettando tutto il "negativo" sul mondo circostante. E la prima cosa che l’uomo spesso incontra, accettando d’incontrar se stesso, come responsabile delle sue angosce inconsce, è il suo corpo, meglio la sessualità. E con essa, ovviamente, il proprio sesso ctonio quale elemento fondante la sua identità virile. 
Egli spesso, per primo lo maltratta, lo sbeffeggia con gli altri uomini. Sono forme di esorcismo verso una realtà che mostra il sacro nel suo carattere autonomo. Il fallo si erige quando vuole e con chi vuole. E non si erige quando vuole l’uomo. Vi è numinosità nel fallo fisico che è esso stesso manifestazione e ierofania del sacro. Anche per questo ogni obelisco, ogni grattacielo, ogni cattedrale gotica, affascinano tanto. 



Gli uomini tendono a reprimere questo aspetto del proprio interesse per il fallo, a provarne disagio, a disprezzarlo in sè e negli altri uomini. Essi, dopotutto, sono il fallo. 
Non si osserva nè tanto meno si adora ciò che si è! La conseguenza è l’impossibilità maschile di un rapporto col proprio fallo come manifestazione archetipica. 
Ho parlato del sesso maschile perchè l’uomo lo elude sempre volentieri. E perchè solo se egli integra a sè il vissuto e tutto ciò che riguarda il fallo ctonio, il fallo solare (Logos) saprà essere davvero armonioso e non ombra di se stesso. 
Non può cambiare la vita e farsi più "umana" se l’uomo non integra a sè anche i lati brutali, ma comunque sacri, di se stesso. Le violenze maschili rappresentano in modo patologico la non integrazione alla personalità del lato violento del portatore di Fallo. 
Il processo d’integrazione crescente presuppone il riconoscimento e l’accettazione della propria indole. 



Vi sono uomini "apollinei" (Apollo: dio ordinato, razionale, prudente, regolare) e uomini "dionisiaci" (Dioniso: dio femmineo, pulsionale, estatico) . Più essi analizzano la loro natura peculiare, più potranno guadagnar terreno verso la caratteristica mancante e così in sè armonizzarsi. 
Meno ci proveranno e più il lato presente si farà nell’uomo la caricatura di se stesso. Dioniso è anche femminile. Ma l’uomo che non armonizzi rischierà di esibire i lati peggiori dell’esser Donna. Per l’altro verso, più un uomo se ne sta a distanza dalle radici e dall’oscurità della sua natura apollinea, più rappresenterà il lato peggiore del Logos: razionalismo, alienazione, disumanizzazione, mito del Superuomo. 
A questo proposito Jung così si esprime: "Il Superuomo resiste ad ogni compassione e si erge contro l’’uomo più laido, l’uomo ordinario che è ognuno di noi. L’Ombra non deve essere scorta, ma va negata, rimossa o trasformata in qualcosa di straordinario. Il sole splende ognora radioso, e tutto riflette la sua luce. Non v’è posto per debolezze che sminuiscano il proprio prestigio. 





Il Sol Niger non si vede in nessun luogo. Soltanto nelle ore di solitudine se ne paventa la presenza. Le cose vanno assai diversamente con la luna: ogni mese essa si oscura fino a divenire indistinguibile, come ognuno può notare, ed essa non può dissimulare il proprio stato a nessuno, neppure a se stessa. 
Chi, invece ha mai sentito parlare di un sole oscuro? Chiamiamo questa proprietà della luna "vicinanza" della donna alla natura", mentre amiamo ravvisare lo "spirito maschile" nello splendore infocato e nell’aria ardente che circondano la superficie delle cose. Nonostante tutti i tentativi di negare od offuscare questo fatto, esiste un inconscio - ossia un Sol Niger che è responsabile del fenomeno sorprendentemente comune della dissociazione maschile, in cui la mano destra ignora e deve ignorare ciò che fa la sinistra. 
Questa scissione nella psiche maschile, da un lato, e il regolare novilunio nella donna, dall’altro, possono spiegare il fatto significativo per cui la donna viene accusata di essere la causa di ogni oscurità per l’uomo, mentre quest’ultimo si bea nel pensiero di essere un’autentica fonte di vitalità e di chiarezza per il femminile che lo circonda. In realtà egli ha fatto molte volte del suo meglio per trascinare lo splendore del suo spirito nel dubbio più profondo. 


Allo "spirito" (che tra l’altro è un grande imbroglione, come Mercurio) non riesce difficile ammettere una schiera di peccati nella maniera più convincente e associarvi il sentimento falsato di un atteggiamento etico, senza accostarsi minimamente ad una vera intuizione, che non può mai essere raggiunta senza la partecipazione del sentimento. Ma l’intelletto lascia spazio a quest’ultimo soltanto quando gli conviene. 
L’oscurità lunare della donna è, per l’uomo, fonte di continue delusioni, che facilmente sono causa di amarezza, ma che allo stesso tempo assicurano la saggezza, nella misura in cui sono comprese dall’uomo. 


Naturalmente ciò è possibile soltanto se egli è disposto a riconoscere il suo Sol Niger, ossia la sua Ombra." L’uomo finora si è difeso dall’incontro con la sua Ombra attraverso l’istituzionalizzazione del suo ruolo, in essa trovando rassicurazione alla sua identità seppur con l’inevitabile prezzo dell’autoestraneamento. Per fortuna questo meccanismo mostra salutarmente i suoi limiti e l’uomo non pare più poter allontanare da sè la sofferenza che sempre si accompagna al primo gesto introspettivo. Ma da esso soltanto può partire il processo liberatorio che permetterà all’uomo di esistere oltre la sempiterna dinamica edipica, indipentemente dalla società matriarcale (potere della madre di cui deve restar "fallo") e dalla società patriarcale (potere del padre il cui "fallo non accetta altro fallo") .

SHIVA



Signore dell'universo

    Shiva è la divinità più importante nell’induismo. Creatore di vita e distruttore, è un dio virile con anche caratteristiche femminili
    di Gianni Da Re Lombardi illustrazione di Luca Gelosa
    Signore_delluniversoShiva è il dio dello yoga, contraddittorio e affascinante. Le sue origini sono talmente antiche, nella mitologia indiana, che il personaggio rappresentato nel famoso sigillo di Mohenjo-Daro, vecchio di cinquemila anni, potrebbe essere un proto-Shiva, chiamato Pasupati, il signore degli animali. Shiva è una figura molto complessa, ricca di ambivalenze, ambiguità e apparenti contraddizioni. Evoluzione del terribile dio vedico Rudra, Shiva rappresenta il tempo che distrugge l’intero Universo. Ma come avviene con il tempo, la distruzione del vecchio crea i l nuovo, quindi Shiva è contemporaneamente il distruttore e il creatore: la morte e la vita. Shiva è il Tutto e anche il suo complementare, il Nulla.
    Il dio conquistatore (di cuori)
    Shiva è un dio dalla grande virilità, ma è anche il dio androgino. Il suo lato destro è maschile, il lato sinistro femminile, rappresentazione simbolica di una caratteristica fisiologica degli umani e di molti mammiferi: normalmente il lato più forte del corpo è il destro, mentre il cuore è a sinistra. Queste caratteristiche sono amplificate, talvolta anche con asimmetrie visibili, dall’uso di utensili tipico dell’animale uomo. Tale ambivalenza rende Shiva un dio di grande bellezza e grande amatore, che seduce le mogli degli asceti. La sua prodezza sessuale è così grande che l’unione con la sua sposa Parvati scuote l’intero Universo. È anche il dio della danza (in questo caso chiamato Nataraja), una disciplina affascinante e seduttiva, strettamente collegata con il ritmo e il tempo.
    Il controllo dei sensi
    Shiva è anche il più grande e antico yogi dell’Universo, ovvero il più grande cultore della disciplina del controllo del corpo e dei sensi, le cui regole dovevano restare segrete e misteriose. Secondo la leggenda, un giorno Shiva stava insegnando lo yoga alla moglie Parvati, enumerando gli 84 milioni di asana possibili. Matsyendranah, trasformato in pesce, spiò di nascosto la lezione, imparando le 84 posizioni fondamentali che poi ha insegnato all’umanità. Grazie allo yoga l’uomo ha imparato i segreti del controllo sessuale, della longevità e della salute, trionfando sulla morte. Se questo può sembrare esagerato, bisogna osservare che, fuori dalla trasfigurazione simbolica, una disciplina in grado di mantenere in buona salute i praticanti in epoche in cui malattie oggi banali bastavano per far morire, non poteva che guadagnarsi una fama miracolosa.
    Linga e yoni
    Shiva viene rappresentato nei templi a lui dedicati dal famoso linga, un simbolo fallico inserito nella yoni, che a sua volta è il principio femminile. Il linga può essere un semplice cilindro di pietra, dalla cima arrotondata, oppure può avere forme più elaborate e riccamente decorate. Secondo André Van Lysebeth, che ne parla nel libro “Tantra. L’altro sguardo sulla vita e sul sesso” (ed. Mursia), manufatti in pietra molto diffusi nel mondo come cippi stradali, obelischi, colonne commemorative e persino gli antichi menhir sarebbero dei linga, così come campanili e torrioni (non a caso chiamati anche “maschi”, come il famoso Maschio Angioino a Napoli).
    Nulla è quel che sembra
    Le numerose contraddizioni di Shiva sono solo apparenti. Nel mondo occidentale siamo abituati a considerare l’Universo e le persone divise in bene e male, buoni e cattivi, bianco e nero. Nella realtà, le diverse caratteristiche umane sono spesso sfumate, indefinite e complementari. L’asceta è colui che tiene sotto controllo la sessualità, ma proprio perché la controlla, ha molta energia sessuale a sua disposizione. La fondatezza di questa intuizione è confermata dal fatto che anche importantissimi santi cristiani hanno avuto una vita molto attiva, se non addirittura dissoluta, prima di incontrare la conversione religiosa. Shiva è l’emblema del buon padre di famiglia, anche qui in contraddizione con se stesso: pur essendo un grande amante, il suo matrimonio con Parvati è sterile e i due figli Ganesha e Skanda non sono figli naturali di Shiva, che ama i figli di altri come fossero propri. Grande amatore, buon padre di famiglia, seduttore, asceta, distruttore e creatore. La descrizione di Shiva sembra quella dell’uomo eccezionale: grandi qualità, grandi difetti, molte contraddizioni.

    Le contraddizioni di Shiva
    • Androgino, metà uomo (lato destro) e metà donna (lato sinistro).
    • Asceta e simbolo del la fertilità, attraverso la sua rappresentazione simbolica: il linga (simbolo fallico).
    • Grande amatore, ma il suo matrimonio è sterile; infatti è padre di figli adottivi (Ganesha e Skanda).
    • Tempo che divora ogni cosa, ma anche creatore e fautore delle rinascite.
    • Cosparso di ceneri come gli asceti, ma è anche il signore della danza.

    Il politeismo induista
    Un europeo cresciuto con il concetto di monoteismo religioso può restare perplesso di fronte al politeismo induista, una caratteristica che può disorientare cristiani, ebrei e islamici. In realtà il politeismo induista, dal punto di vista filosofico, è più apparente che reale. Da una parte, la filosofia indiana ha sviluppato la nozione che le diverse figure divine sono diverse manifestazioni di un’unica realtà divina (un po’ come il dogma della Trinità, un concetto che comporta a sua volta obiezioni di presunto politeismo da parte dei critici delle principali religioni cristiane ) . Dall’altra, nella tradizione induista il dio di riferimento (Shiva, Visnu, Brahama, Ganesha o altri) viene considerato il dio principale, mentre le altre figure sono figure divine analoghe agli angeli e arcangeli della tradizione cristiana. Come si vede, al di là di quella che è la verità ultima, di cui non abbiamo esperienza, tutto torna, e le diverse tradizioni sono strutturalmente più simili di quel che sembra, fermo restando le differenze di credo, l’eventuale presenza di dogmi inderogabili, e il rispetto dovuto a tutte le religioni.

    mercoledì 11 luglio 2012

    PREMESSA DI REFRAMING : INVERTIRE I PENSIERI CON HALASANA

    < Dovete essere come il contadino .Di giorno egli semina ,ed è soddisfatto non già pensando al raccolto che verrà, ma perchè è consapevole di aver seminato a regola d'arte >



    L’aratro ( Halasana) rimuove la stagnazione sia fisica (soprattutto l’intestino che non funziona) sia mentale. In particolare, agisce sul quinto chakra, Vishuddha, quello della gola, della tiroide, della parte alta dei polmoni e della voce. È una posizione che fa fluire il prana (lo spirito vitale) rimuovendo il veleno della stagnazione e i sentimenti di poca stima verso noi stessi. Quando questo chakra, che è quello della percezione di noi stessi, di come noi ci vediamo e di come ci relazioniamo, è bloccato (il cosiddetto nodo alla gola) abbiamo difficoltà a comunicare e a farci capire per timidezza, ma anche arroganza, orgoglio. Chiudiamo la comunicazione o ci esprimiamo in modo aggressivo. Purificare questo chakra significa connetterci al nostro più profondo sè e liberarci di quei sentimenti e di quelle parole che ci dicono “quanto sono terribile, quanto sono cattivo”. Significa coltivare quell’abilità di dire cose gentili che non deprimono o umiliano gli altri. E significa saper ascoltare. Mentre siete in halasana mormorate parole gentili e incoraggianti verso di voi e verso gli altri » .

    Halasana massaggia e tonifica gli organi interni come : fegato , milza , pancreas.

    Grazie soprattutto al movimento del diaframma che con una corretta respirazione esercita  un vero e proprio massaggio degli organi . C'è anche una buona stimolazione della tiroide, di cui ne viene regolata l'attività ottimizzando tutto il metabolismo del corpo . Tutta la colonna vertebrale viene allungata e sciolta liberando gradulamente gli impedimenti che possono ostacolare un fluido scorrere dell'informazione-energia lungo questo canale fondamentale . In yogaterapia halasana favorisce la cura di asma , bronchiti , costipazione , disturbi del tratto urinario e mestruali . Stimola i meridiani di reni e vescica , interviene dunque in particolare sull'elemento acqua.Il movimento dell'energia è molto ampio e va dal 2° chakra (svadisthana) al 6° chakra (ajina).

    Dal punto di vista psico-simbolico , vediamo che si verifica un ribaltamento delle categorie mediante le quali interpretiamo  solitamente il mondo e cioè : alto/basso ; interno/esterno ; sopra/sotto , ecc I piedi si presentano addirittura sopra la testa e ciò suggerisce che la mente razionale non può essere una guida affidabile se non integra e accoglie tutti gli elementi "inferiori" che la sostengono , anzi in certi momenti deve lasciar andare completamente qualsiasi pretesa di controllo e lasciarsi guidare dall'istinto .


    Il patriarca Abramo quando il Signore lo invitò a lasciare per la sua terra per incamminarsi verso una " nuova terra " che il Signore gli avrebbe mostrato . Abramo non si perse in ragionamenti prolissi di se e di ma fatti di "testa" , ma mosse subito i "piedi" e le "gambe" in quanto obbedì alla coscienza superiore senza frapporre ostacoli della mente egoica inferiore , mostrando così che le vecchie categorie mentali di pregiudizio erano state superate in accordo con il " Dharma" (Legge Divina ) che dice di se :< Le mie vie non sono le vostre vie , i miei pensieri non sono i vostri pensieri > ; < Chi mette mano all'aratro (halasana) e una volta tracciato il "solco" (sita) si volge a guardare indietro , non è degno di me > ; infatti se vogliamo incontrare il divino , dobbiamo variare la qualità e  la natura dei nostri pensieri , imparare a pensare e ad agire  come il Signore pensa ed agisce , aiutati dalla lettura e meditazione dei testi spirituali ( Bibbia , Baghvad Gita , ecc ) , solo così possiamo sapere cosa desidera l'IO SONO , il VERBO !
    Arare nella antica tradizione contadina equivaleva a dissodare il terreno dopo il raccolto estivo , perchè in esso sono rimaste le " erbacce " , le radici non estirpate , tutti elementi che ostacolano la " nuova semina " che deve trovare il campo intonso e ripulito di ogni perniciosa presenza precedente . La lama dell'aratro (maschile) fende la terra (femminile) , la rivolta , la fessura dal profondo , aiutato dalla forza e dalla volontà (icchà) dei due buoi "aggiogati" (dal latino yugum = Yoga = unione ) , che guidati dall'intelletto (manas) del contadino (agricoltore celeste) per gettare nuovi "semi" (samskara) nella mente dopo averla ri-pulita e dissodata attraverso una attenta auto-analisi (studio di se = svadiyaya) rinunciando ai frutti (sannyasa) per dedicarli al divino è quanto invita a fare la Baghvad-Gita .

    Il vecchio karma va "dis-trutto" perchè possa essere fecondato il nuovo . Come dice Buddha : < La fede è il seme , le buone opere sono la pioggia , la saggezza e la mitezza sono le parti dell'aratro >. La crosta dura dell'avidità (aparigraha) , della cecità spirituale ( Avidya ) , della crudeltà , della vendetta , sono le "erbacce" che vanno spazzate vie , per far germogliare i semi dell'amore (prema) , della comprensione , della compassione (karuna) , per godere il frutto del vero " IO " , cioè : un cuore pieno di amore , di devozione , una mente aperta alla Divina Saggezza !

    In Halasana , l'aratro , il nostro corpo rappresenta il punto di contatto con colui che lo conduce ; infatti sono proprio i piedi e le gambe , che si affidano saggiamente ad una guida più consapevole . La nostra testa arando la terra si immerge dentro di essa e ne assorbe l'essenza mentre con la sua intelligenza la rende feconda ; infatti solo ri-trovando la connessione con la terra la nostra mente può divenire un seme pronto a fiorire in una nuova " terra interiore " !


    Yogacharya Eknathananda



    lunedì 9 luglio 2012

    L'INCONTRO CON GESU'.....UN REFRAMING MANCATO !



    Un tale si avvicinò a Gesù e gli disse: «Maestro, che devo fare di buono per avere la vita eterna?» 17 Gesù gli rispose: «Perché m'interroghi intorno a ciò che è buono? Uno solo è il buono. Ma se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». 18 «Quali?» gli chiese. E Gesù rispose: «Questi: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso. 19 Onora tuo padre e tua madre, e ama il tuo prossimo come te stesso». 20 E il giovane a lui: «Tutte queste cose le ho osservate; che mi manca ancora?» 21 Gesù gli disse: «Se vuoi essere perfetto, va', vendi ciò che hai e dàllo ai poveri, e avrai un tesoro nei cieli; poi, vieni e seguimi». 22 Ma il giovane, udita questa parola, se ne andò rattristato, perché aveva molti beni.

    ( (Mr 10:17-27; Lu 18:18-27) Lu 10:25-37; 1Ti 6:9-10, 17-19
16 )


     Un " reframing " ( per il significato di questo termine leggi la locandina nella home page ) , un rinnovamento , una ri-nascita mancata possiamo definire l'occasione d'incontro di questo giovane possidente con Gesù .
    C'è in lui un desiderio di "cambiamento " (  < Cosa mi manca per conseguire la vita eterna ? > ) , ma anche l'incapacità di conseguirlo fino in fondo a causa di una vita spirituale vissuta più in superficie con l'osservanza pedissequa dei comandamenti , che non una reale capacità di vita interiore condotta in profondità e ostacolata da "aparigraha " (attaccamento idolatrico ai beni materiali) . Incontrando Gesù avrebbe potuto fermarsi alla prima domanda (< Maestro che devo fare di buono per meritare la vita eterna ? > ) cui Gesù risponde con l'enunciazione di alcuni dei 10 comandamenti , "non uccidere" ; non rubare ; non dire falsa testimonianza ....ecc....osserva il giovanetto ( giovanetto non solo in senso di età , ma anche spirituale ) che lui tutte queste cose già le osservava . Va ricordato che le pratiche spirituali nel mondo ebraico compendiavano l'osservanza di 365 divieti ( Yama ) quenti erano i giorni dell'anno e di 248 osservanze ( Niyama) quanto si riteneva fosse il numero delle ossa del corpo . 


    Sarebbe andato tutto liscio se il giovanetto, un pò supponente data la sua  elevata condizione sociale , non avesse aggiunto :< Ma cosa mi manca ancora ? > e qui la risposta di Gesù non si è fatta attendere : < Va vendi tutto quello che hai , dallo ai poveri , avrai un tesoro in cielo , poi vieni e seguimi > . La pericope si chiude con il giovanetto che allontana rattristato da Gesù ; infatti l'ultimo ostacolo si è rivelato insormontabile per lui . Quel gesto gli avrebbe aperto le porte alla gioia e ad un "forte" rapporto con Dio , invece la "tristezza" si impossessò di lui . 


    Quando lo sguardo è rivolto all'esterno significa che la mente egoica inferiore è ancora attiva , anche se mascherata da una religiosità "formale ed esteriore " ; infatti solo quando si rivolge all'interno , al mondo soggettivo spirituale l'uomo/donna ritrova la via della "trascendenza" abbandonando ogni attaccamento materiale , che non significa svalutazione toutcourt della ricchezza ( leggi il mio blog su " Prana e denaro " ) ma il suo giusto collocamento nell'ambito di carismi e talenti di cui Dio ci ha dotati per metterli al servizio del prossimo oltre che nostro , evitando di renderle un culto idolatrico come spesso accade vedere in numerosi esempi della storia che trovano il loro paradigma proprio nell'adorazione del "vitello d'oro " da parte degli ebrei davanti agli occhi esterrefatti di Mosè .


    Il giovanetto è radicato fortemente in "muladhara chakra" , il centro energetico collegato all'energia materna terrestre , è sicuro di se , ha forte autostima , una famiglia solida alle spalle , anche il suo "svadisthana chakra" è armonico , è dotato di una armoniosa personalità e così dicasi del suo "manipura chakra" ; infatti non ha dissipato la sua ricchezza , ma sa operare in maniera di conservarla , anche il suo cuore " anahata chakra " è dotato di una certa sensibilità ispirata da una corretta , anche se meccanica , osservanza dei comandamenti ( yama - niyama ) , purtuttavia non riesce a compiere l'ultimo balzo , quello in " Ajina chakra " , il centro della "illuminazione" ( diksa ) , non può perchè è trattenuto nei "piani " (loka) inferiori a causa del suo eccessivo attaccamento per i beni materiali , confinato in un "dualismo " (dvaita) inevitabile , egli non può raggiungere l'UNO , cioè : DIO !
    Un antico proverbio ebraico dice che il numero 100 è così composto : 1 + 0 + 0 . Se togli 1 , rimane 0 + 0 , cioè  0 , cioè niente , se manca Dio , manca tutto  !
    E' proprio questo 0 a procurare la tristezza al giovinetto , che  passato accanto al Signore con una coscienza ancora non perfetta , non matura , manca il suo "reframing " , rimandato ad altra più propizia occasione o esistenza !




                                                       PRATICA MEDITATIVA


    La Parola chiave : COSA MI MANCA ?
    Il Linguaggio del giovane : fare , avere , possedere, …un pò borioso
    Una religiosità tranquilla : Comandamenti , beneficienza , ecc….
    “UNO” solo è buono , l’UNO , cioè Dio…; infatti senza UNO si è “DUE” , non autentico , diviso al proprio interno.
    Osservando I Comandamenti il Paradiso è assicurato…..ma basta ? O Gesù chiede di attuare il Paradiso già qui in terra ?

    Si può amare Dio , senza tenere conto del prossimo ? L’apostolo Giovanni ci risponde di no !
    Il giovane pratica ancora una fede immature , infantile , fatta di conteggi , di osservanze ( 365 divieti , 248 comandi )….ma non è questa la fede che chiede Gesù , che invece chiede un coinvolgimento totale con la Sua Persona , per andare oltre , laddove l’Amore per l’Essere si sostituisce al “ Dovere “ di essere.

    COSA DEVO FARE PER ESSERE  PERFETTO ? Questa è la domanda che mette il giovane in scacco ! Perchè la risposta è : < và vendi tutto quello che hai , dallo ai poveri e poi SEGUIMI >
    Cioè : affidati completamente al Padre……Lui ti REGALA la vita eternal , che certo  non è frutto dei nostri sforzi..ma DONO gratuito.
    Tutti I doni che possediamo ( Carismi , talenti , ricchezze spirituali…) sono la prova che Dio ci ama e ci approva .
    PROGREDIRE O REGREDIRE ! Questa è una alternativa davanti ad ogni esistenza umana .

    Possedere la vita : Quale vita ? Quella biologica o quella Eterna ?
    IL “ GESTO PARADOSSALE “ : abbandonarsi a Dio , riporre in lui ogni sicurezza……siamo consci delle conseguenze ed anche dell’inimicizia che tale atto comporta ?
    SBILANCIARSI : questo Dio ci chiede per avere ciò che ci manca , cioè : l’AUTENTICITA’….l’alternativa è l’INAUTENTICITA’ cioè : una vita corrosa dal tarlo di una tristezza di fondo…appunto come il giovane che si allontanò triste…perchè il giorno dopo tutto sarebbe continuato come il giorno prima….ma niente sarà più come prima ; infatti aveva incontrato Gesù e gli aveva posto delle domande….e la risposta , purtroppo per lui , non si è fatta attendere , perchè Gesù quando è interpellato ci risponde sempre : < Signore cosa mi manca ? >

    giovedì 5 luglio 2012

    IL BOSONE DI HIGGS...L'ELETTRO DI DIO

      Il bosone di Higgs esiste , Cern : dato l'annuncio  a Ginevra




    < C’è chi ha parlato di «un fiocco di neve», chi di una «nebbia che pervade l’universo», chi di una di particella che crea una sorta di «attrito che condensa l’energia in materia». Che lo si chiami bosone di Higgs o «particella di Dio», si tratta in ogni caso della scoperta di uno dei pilastri che sorregge l’intero universo, del meccanismo fondamentale che trasforma l’energia in materia creando tutto ciò che esiste come noi lo conosciamo >






    scienza e le religioni si sono sempre scannate nel corso dei secoli nel vano tentativo di affermare la propria supremazia sull'altro a fini ovviamente di potere personale ( il piccolo ego faraone ci mette sempre il ditino ) e le cronache sono state nutrite di casi eclatanti , processi e condanne , famoso fra tutti il processo a Galileo .
    Ora premesso che gli scienziati si occupano del " mondo fenomenico " fisico e osservano la materia , mentre i mistici ( non uso la parola religiosi , a mio parere deviante ) si occupano del " mondo noumenico " metafisico , e quindi dello spirito , si trovano entrambi a praticare due "sfere" diverse di azione , che purtuttavia si trovano a stretto contatto di gomito ( gli " universi paralleli " ? ) , il visibile e l'invisibile , il grossolano e il sottile sono dunque relegati in due ambiti diversi e impossibilitati a comunicare tra di loro ?

    Quale è il magico momento in cui il VERBO / OM , VAC la parola creatrice , suono divino invisibile fa BIG-BANG e diventa "carne" , visibile nella MATER-IA ?
    Sembra proprio che questo BOSONE DI HIGGS rappresenti il magico istante in cui questa "particella" carismatica sia dotata della "forza aggregante" necessaria in grado di "attrarre " ( Legge Universale di Attrazione) altre particelle atomiche "vaganti" , che poi si organizzano in cellule , in sistemi sempre più complessi fino a dar luogo al mondo manifesto che conosciamo . I "VEDA" , sacre scritture indù , parlano di " BRAHMAN  NIRGUNA " ( Dio Immanifesto / invisibile ) e " BRAHMAN SAGUNA " ( Dio manifesto / visibile ) come facce contrapposte di una unica medaglia . Il passaggio dall'una all'altra è determinato dal pronunciamento dell'OM , la sacra sillaba creatrice , il SACRO LOGOS .

    Per cui i Veda iniziano così : < TUTTO CIO' CHE E' , E' OM >  ; la Bibbia : < All'inizio lo Spirito , aleggiava sulle acque > ; il vangelo di Giovanni : < All'inizio era il Verbo , e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio ....e il Verbo si è fatto carne .....>
    In Alchimia si parla dell'ELETTRO , cioè di quell'elemento "aggregante" che coagula i "metalli" intorno a se attraverso la concentrazione di " Prana " , energia essenziale , " luminosa e nouminosa " ad un tempo. 
    Quindi è presumibile che il " GRANDE ALCHIMISTA MAGO DELL'UNIVERSO " si sia servito di questo bosone come del suo "elettro" , che , badate bene , continua a funzionare ed essere presente tutt'ora , nei nostri corpi come in tutto l'universo visibile ; infatti leggiamo nel vangelo gnostico di Tommaso ( II secolo d.c. , ritrovato nel 1945 ) : < Dio è quiete e movimento , essenza e sostanza  ad un tempo stesso >.

    Noi vediamo il mondo visibile , atomico , manifesto , ma non vediamo quello invisibile , sub-atomico , in cui miliardi di miliardi di particelle , quark , tachioni , fotoni , stringhe , che sono sempre all'opera ogni istante nei nostri corpi come in tutto il creato . Cosa tiene in piedi tutto ciò , cosa fa si che il bosone di Higgs seguiti a consegnarci ogni giorno la creazione ? I Veda ci dicono che " MAHAT " , la Mente Divina cosmica , " provvede " a tutto ciò con il suo " pensiero creativo " che si trasforma in "VAC" , Parola Creatrice " .
    Il Cristo disse un giorno :< SE NON COMPRENDETE LE COSE DELLA TERRA , COME POTRETE COMPRENDERE QUELLE DEL CIELO ? > . Quindi mise come premessa di ogni conoscenza metafisica la condizione di conoscere prima e bene la materia , quindi gli scienziati trovano giustificata presenza quanto i mistici , che hanno parlato delle stesse cose ma con un linguaggio mitico , metaforico ; infatti se il Padreterno avesse dovuto scrivere la bibbia in maniera scientifica , provate a immaginare l'incomprensibile prontuario di formule matematiche che ci avrebbe propinato per parlarci del Bosone "collante" dell'Universo . 

    Lo scienziato e il mistico s'incontrano nel bosone di Higgs , vero "portale" , stargate , di comunicazione tra i due in conflitto da secoli . Ora possono meditare tutti , i credenti su Dio , Shiva , Cristo , Buddha , ecc...ecc... i non-credenti sul bosone di higgs . Nei nostri corpi , come nell'astronave " Enterprise" di Startrek convivono un corpo fisico , uno quantico e uno spirituale . Si cari amici siamo dentro un'astronave , il suo nome è " MERKABA' " , questa deve esse ancora scoperta dagli scienziati , ma è solo questione di tempo , andatevi a leggere sul mio blog (www.lacavernadidonfalcuccio.blogspot.com) l'articolo riguardante la " MERKABA' " ...ci sono anche gliu esercizi per imparare a metterla in moto in qualunque posto vi troviate potrete partire senza spostarvi di un millimetro , come appunto l'astronave di Startrek , l'imporatnte è imparare a " respirare " (pranayama) ! Buon viaggio insieme al bosone , voi abitate una " galleria " simile a quella del CERN di Ginevra e siete pieni di bosoni !

    Happy travel

    Yogacharya Eknathananda




    PS

    Non ho volutamente usato il termine "particella di Dio " , perchè tutte le " cose visibili e invisibili sono state create per mezzo del Verbo " , chi ha orecchi per intendere intenda.......





    martedì 26 giugno 2012

    MA GESU' ERA ....UNO YOGHI ?


    Rispondere a questa domanda sicuramente richiede molto impegno ; infatti i vangeli ci dicono molto poco delle sue abitudini alimentari e tanto meno di una sua personale disciplina psicofisica in senso yogico , del tipo  : asana , pranayama , per citare tra le attività più fisiche . Mentre qualcosa di più affiora in merito a pratiche più interiori come : prathyara , dharana , dhyana , samadhi .
    Di certo si evince dai vangeli che il suo corpo , da lui stesso definito " tempio " < Distruggete questo tempio e lo ricostruirò in tre giorni > , non viene lasciato in disparte dalla sua disciplina ascetica ( tapas = ardore spirituale) ; infatti quando , dopo il battesimo ricevuto dal Battista nel Giordano , si ritira in solitudine nel deserto (prathyara = ritiro dei sensi dal mondo esterno) Egli < digiunò per quaranta giorni>. 

    Sappiamo , e la scienza ce lo conferma , che un corpo può sopravvivere per un mese senza cibo solido , ma di certo non più di tre giorni senza acqua , pertanto è ragionevole pensare che il Cristo ha attinto ad altre energie e conoscenze  per garantirsi la sopravvivenza in una situazione fisica così critica . La scienza spirituale dello Yoga c'informa su determinate tecniche psico-fisiche che permettono l'abbassamento del ritmo cardiaco , dei flussi corporei collegati e di conseguenza il "rallentamento" del metabolismo , il che comporta , come constato in numerosi yogi sottopostisi a prove di verifica , un minore consumo di ossigeno e quindi di lavoro cellulare , come avviene nei corpi degli animali che in inverno vanno in letargo e si ri-svegliano in primavera .
    Il segreto di questa respirazione rallentata , oggi lo sappiamo , sta proprio nella pratica del " Kumbaka" (= sospensione respiratoria) ; infatti tale sospensione abbassa il ritmo cardiaco e crea le premesse di "accesso" ai così detti " stati alterati di coscienza " , in cui si possono esperire visioni , stati di trance o estatici indicati con il nome di samadhi .

    Tra le pratiche sopra citate non ho menzionato gli Yama e i Nyama ( divieti e precetti ) che invitano  praticare la  verità (satya)  , la non violenza (ahimsà) , rifuggire dalla menzogna , non rubare (asteya) , non essere egoisti (aparigraha) , sviluppare la devozione a una divinità ( Ishvara Pranidhana),...ecc...ecc... tutte regole consigli spirituali che in pratica sono rintracciabili all'interno di tutti i dieci comandamenti , che Gesù da pio ebreo sicuramente conosceva e praticava al punto da  dichiarare apertamente : < di non essere venuto ad abolire la Legge , ma per portarla a compimento > . Gli Yama e i Niyama generalmente nell'attuale indirizzo dello yoga occidentale rimangono un pò dimenticati , in disparte , senza contare invece che una corretta pratica di yoga deve partire proprio da essi ; infatti sofisticate tecniche respiratorie (pranayama)  e altrettanto elaborati contorsionismi corporei (asana) non possono sostituire e tanto meno assicurare un equilibrato sviluppo interiore , psichico e da ultimo spirituale . Anzi il non osservarli comporta un aumento delle tossine psichiche e fisiologiche che possono portare a seri problemi e scatenare addirittura malattie di ogni genere .

    Gesù conosceva queste tecniche ? Una risposta certa  non esiste , se non delle ipotesi che parlano di un suo viaggio in India , ipotesi più fantasiosa , e un'altra meno fantasiosa , che lo vuole iniziato presso la cerchia  degli Esseni , che  sicuramente ha frequentato  il Battista , una setta molto ferrea e blindata che aveva rapporti con i " terapeuti" , che avevano appreso tecniche sciamaniche di guarigione nell'ambito della potente magia ammonica di derivazione egiziana .
    Dai vangeli apprendiamo che Gesù si nutriva di frutta (fichi , zuccherini e calorici) ; beveva vino a pasto , che qualche volta produceva Lui stesso  ( Pranzo di Cana) ; mangiava carne (agnello pasquale) , insomma si alimentava secondo le rinomate regole del "kasherut " ebraico . Le scritture non ci parlano di respirazioni particolari , ne tanto meno di esercizi corporei , ma il fatto che non praticasse questi ultimi , non significa che  egli non fosse uno yogi ; infatti solo l'Hatha Yoga , tra i tanti vari tipi di Yoga, propone una disciplina fisica (asana , pranayama,...) . La stessa cosa non è richiesta nell'ambito p.e. del Raja Yoga , o del Jinana Yoga , o del Bakthi Yoga , ecc...ecc.....

    Di sicuro , Egli , leggeva e meditava  le Sacre Scritture  (Svadhyaya) ; praticava "Pratyhara" il ritiro dei sensi dal mondo esterno ritirandosi frequentemente in solitudine sulle montagne  per la meditazione e la preghiera (Dhyana) ; praticava "Dharana" ( = concentrazione , il suo cuore e il suo pensiero erano costantemente "focalizzati" sul Padre , con cui Egli viveva in simbiosi spirituale affermando < Io e il Padre siamo UNO > , esperienza questa di " monismo spirituale " (= Advaita = non duale ) estesa al punto tale di portarlo spesso in stato di " samadhi " , stato unitivo dell'Essere , stato "Verginale"che apre l'accesso all" Ananda Maya kosha " ( = Corpo di Beatitudine) mostrato a Pietro , Giacomo e Giovanni sulla cima del Monte Tabor nell'episodio noto della " Trasfigurazione " , al culmine del suo Bakhti Yoga nei confronti del Padre Celeste .

    Ma come si può parlare di Yoga , se non si parla della Kundalini ? E dove è rintracciabile essa nell'operato di Gesù ? Gesù la conosceva benissimo al punto tale che la cita (la kundalini) parlando della sua prossima passione e crocifissione ; infatti affermò che : < Quando sarò innalzato , attirerò tutti a me > ricordando l'episodio di Mosè che nel deserto aveva posto un "serpente di bronzo " su una " Tau " (croce) e chi avesse guardato verso di esso (il serpente=kundalini) sarebbe stato guarito dal morso dei serpenti e degli scorpioni ( = passioni = veleni dell'anima) .

    Ma si Gesù aveva dimestichezza con il " potere di kundalini " , Egli conosceva come maneggiare il "potere serpentino " , perchè era Lui stesso incarnazione di quel potere . Le guarigioni miracolose che Egli operava , le operava proprio in virtù di quel potere ( Siddha ) , che Egli sapeva come "ri-svegliare" e far sollevare nel corpo degli afflitti che incontrava e quando la Kundalini sale lungo Sushumna (=canale centrale psico-energetico) brucia il "karma negativo" sedimentato nei vari Chakra-coscienza e avviene la guarigione contestualmente alla " illuminazione" ( = Diksa) che apre l'ingresso alla vita eterna in quanto riconduce il miracolato al suo stato unitivo (samadhi) originario , verginale !
    ( leggi mio Blog su Bios e Zoè).

    Si , ora possiamo dirlo a ragione senza tema di essere smentiti : GESU' ERA UNO YOGHI...E CHE YOGHI !

    Om shanti

    Yogacharya Eknathananda


    mercoledì 13 giugno 2012

    LA DEPOSIZIONE DI CRISTO ( di Raffaello ) : UN REFRAMING ABORTITO

    (Pala Baglioni -Raffaello - Galleria Borghese - Roma -particolare )


    Il recente restauro della " pala Baglioni " di Raffaello , conservato alla Galleria Borghese di Roma , mi ha permesso per una serie di circostanze fortunate di "vivere" accanto a questa opera in maniera così  "ravvicinata" , da offrirmi l'opportunità di intense riflessioni legate al tema proposto dall'opera e cioè :  


                       LA DEPOSIZIONE DI CRISTO

    Un tema caro alla tradizione pittorica di ogni tempo e sul quale si sono cimentati i "pennelli" più famosi di ogni tempo , come ad es. Rosso Fiorentino , Michelangelo (Pietà) , Caravaggio , ecc...ecc...
    L'opera è datata al 1507 e fu commissionata a Raffaello dalla famiglia fiorentina dei Baglioni , da cui il suo titolo . Non è mia intenzione  trattenermi  sugli aspetti tecnici ed artistici dell'opera , la cui trattazione tralascio a esperti e storici dell'arte più esperti del sottoscritto in questo ambito , mentre concentrerò il "FOCUS" , mio e vostro , sul tema centrale che l'opera ci propone , la deposizione.


    Partendo proprio dall'etìmo della parola latina , "de-ponere" , "mettere giù" , "mettere via" , " mettere da parte " , "lasciar andare" , perchè è questa l'azione che i personaggi stanno compiendo , dopo aver tolto Cristo dalla croce , si apprestano a de-porlo nella tomba . Nel particolare proposto si possono osservare partendo da destra : Grifonetto Baglioni che trattiene il lenzuolo (personaggio violento e morto prematuramente ucciso e la cui madre per il dolore ha commissionato a Raffaello il dipinto ) , la Maddalena al centro , San Pietro e Giuseppe di Arimatea ( il ricco possidente che ha messo a disposizione la tomba ) che trattengono il lenzuolo all'altro capo , e tra i due Giovanni , il discepolo mistico , che osserva la scena . Non si vedono nel particolare , ma a lato ci sono anche una straziata Maria assistita dalle " pie donne " , tutte in lacrime .


    La scena centrale è occupata dal corpo "luminoso" del Cristo che non presenta la "nigredo" de-compositiva di un cadavere comune ( shava = cadavere = morto al "mondo"= libero dalle pastoie della mente egoica inferiore) , intorno al quale si affannano addolorati tutti gli altri personaggi accomunati e straziati dall'identico dolore , un dolore che si estende ancora a distanza di secoli in ogni anima che perde il suo contatto con Cristo , cioè con la propria natura divina ; infatti la perdita , o meglio l'obnubilamento del " Purusha" (Spirito Divino  , psicologicamente indicato come " Vero Sè ") ,  da parte di " prakriti " (materia) a causa di " Avidya" ( ignoranza spirituale ) , rende la natura umana , qui rappresentata dai personaggi addolorati ,  in particolare la Maddalena , priva di " senso " , in-sensata , in quanto privata come la "Sposa smarrita " dello stupendo biblico " Cantico  Dei  Cantici "del suo Signore/Purusha (raccomando  una approfondita ri-lettura di questo testo biblico ) . Il dan Brown del " Codice da Vinci " ha individuato bene nella Maddalena (prima testimone e aralda della Risurrezione ) un personaggio chiave della vicenda terrena del Cristo   , con l'unico difetto di averlo  proposto in una prospettiva profana di relazione  carnale ( determinante ai fini del successo del libro)  , che trasforma la Maddalena nel " graal " fisico del "seme divino" , che troverà accoglienza nel sangue ( sangre real = sangraal = graal) che darà luogo alla stirpe dei Merovingi , ben lungi dal suo significato metafisico .



    Non si tratta di un evento "biologico" , ma " ontologico" ; infatti la "gravidanza " è "mistica" , ed il tantrismo orientale aiuta a comprenderla molto bene , al di là di ogni "dogma" , inventato per rendere accessibile per fede ciò che non è spiegabile in termini " fisici " . La natura umana rimane orfana, dis-orientata quando perde il suo "focus" , il suo centro , ovvero la sua origine spirituale ; infatti sostengono i "rishi " ( = saggi ) orientali che : < la materia è lo spirito al suo livello più basso , e lo spirito è la materia al suo livello più alto > . La scissione tra queste due "entità" determina di fatto la "caduta " dallo stesso edenico , stato "unitivo"(advaita = non-duale ) , dove il maschile (yang) e il femminile (yin) non sono scissi . La scissione comporta l'ingresso nello stato di coscienza " duale" ( dvaita ) , uno stato "diabolico , questo significano le " due corna " del diavolo , la natura divina ( purusha ) e quella umana (prakriti) non sono più " UNO " ma "DUE" , in conflitto , insomma la natura umana cade in bocca alla mente egoica inferiore , all'ego personale , perdendo il contatto con l'Io trascendentale .


    I personaggi coinvolti nella scena ( a parte Grifonetto ) sono citati nei vangeli canonici , come coloro che accompagnano Gesù Cristo nel sepolcro , portando con se <profumi e balsami per la sepoltura> per cospargerne il corpo del morto . Non sperano nella " Risurrezione" , di cui tante volte aveva loro parlato il maestro in vita . Sono straziati perchè il loro stato di coscienza non è maturato , nonostante tutta la catechesi ricevuta direttamente dal Cristo . Sono "sconfitti " semplicemente perchè sono preda "sottilmente" del loro "ego inferiore" , vedono e piangono non con gli occhi dell'Io Trascendentale , ma con gli occhi di Maya , la grande illusione , che aveva inventato per loro un Cristo "onnipotente " , un Dio invincibile e vittorioso su tutto e su tutti , che avrebbe imposto la sua forza più che la sua debolezza. E quando  quel Cristo è comparso tumefatto al loro sguardo , livido , annichilito nella morte, hanno pensato solo a trovargli una " tomba" e a " imbalsamarlo" con sostanze aromatiche , incenso , mirra...ecc...ecc...
    ( Pietà di Michelangelo )


                                                               ( Roso Fiorentino - deposizione )


    Il loro sguardo era fisso più nel "Muladhara chakra" che non nell' Ajina Chakra, luogo del discernimento (Viveka ) spirituale  , la vista metafisica ancora non era "maturata" in loro , altrimenti non sarebbero rimasti li in lacrime a imbalsamare un corpo che sarebbe risorto . Quegli stessi personaggi di li a tre giorni < avrebbero mutato il loro pianto in gioia > , come aveva loro promesso il maestro durante il commiato dell'Ultima Cena : < Ancora un pò e non mi vedrete , ancora un pò e mi vedrete > . Cosa è successo in quei tre fatidici giorni ? Era successo che quella morte li aveva liberati di tutte le loro " false proiezioni " che avevano effettuato su di Lui ; li aveva "liberati" ( Moksa ) dalla mente egoica e dualista inferiore , riconducendoli all'Unità originaria , ri-unificando il loro maschile e femminile aveva restituito loro la "verginità" iniziale , premessa fondamentale per la nascita e la crescita del Cristo interiore . Lo spirito (purusha) s'incarna in prakriti (Maria) ogni volta che questa risponde "fiat " , cioè allinea la sua volontà umana con quella divina .


                                                        ( Pontormo : Deposizione ) 


    Ma Maya , l'illusione egoica , non molla facilmente la sua presa e quindi spinge al dolore , alla dis-perazione , inventa balsami , essenze , incensetti , liturgie , pur di "cristallizzare" il dolore , ottimo alleato di multinazionali delle religioni , dell'industria sanitaria , medica , cosmetica , ecc...ecc....gli Egiziani sono stati i primi a canonizzare e regolamentare il " processo imbalsamatorio " e quelli che sono venuti dopo hanno imparato bene , fino al punto di voler imbalsamare , mummificare , ingessare  il Cristo  , utilizzando sagrestie , conventi , ashram , processioni , medagliucce e quant'altro ...Ma , ma , il Dio interiore non è un Dio che si fa " rinchiudere " facilmente , anzi " RI-SORGE " sempre dalle sue "CENERI " (Vibbhuti ) , perchè è  : < un Dio dei vivi e non dei morti > e di sicuro non abita nei cimiteri , perchè è un Dio che ama sconcertare , non è un tranquillizzante per depressi psichici , con Lui la vita è una avventura , un viaggio che libera la spiritualità dalle pastoie di inutili e svuotati rituali ridotti a mere e stanche cerimonie . Quel Cristo rimarrà nella tomba , mummificato da coscienze anestetizzate da Maya !


    Quella sepoltura rappresenta il fallimento della spiritualità , la possibilità di un " REFRAMING " (Rinnovamento) , di un appuntamento per molti mancato , quando non ci si libera dai propri pre-giudizi e modi di pensare errati . Con la nostra vita profumiamo un Cristo vivo e risorto , o imbalsamiamo semplicemente un cadavere ?



    ( Caravaggio - Deposizione )