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sabato 9 aprile 2016

QUANDO LO STOMACO NON.....RIESCE A " MANDARLA GIU ' "

Già nel ‘500, il medico naturalista e filosofo Paracelso  paragonava lo stomaco a un laboratorio alchemico: il processo alchemico, detto “Grande Opera”, si proponeva di trarre dagli elementi grezzi della natura la “quintessenza”; tale operazione iniziava con la purificazione da parte del fuoco, che liberava gli elementi grezzi dalla loro sostanza fondamentale. Così fa lo stomaco, che “brucia” il cibo e lo trasforma in elementi essenziali.

Nella pratica dello Yoga tutta l'area addominale ( viscere , plesso solare , epigastrio, esofago , stomaco , fegato , cistifellea , pancreas , milza , intestino tenue e crasso, colon , retto ,ecc..) ricopre un ruolo rilevante nell'ambito della ingestione del cibo e della sua "lavorazione" . Conseguentemente molti Asana ( Pashimottanasana ; Pavamuktanasana ; Sethubandasana ; Uddyanabandha; Nauli ; ecc...) e Pranayama ( Kapalabathi ; Agni Zara ; Bastrika ; ecc...ecc)  sono indirizzati alla stimolazione dei chakra collocati in questa area e degli organi con essi correlati .


Lo stomaco è luogo e strumento di trasformazione anche in molti miti antichi e moderni, in cui l’eroe viene inghiottito da un mostro e rimane nel suo stomaco fino a quando viene restituito al mondo, trasformato.



È quanto accade nel mito biblico di Giona ma anche nella storia di Pinocchio, dove l’essere inghiottito dalla balena è il passaggio-chiave che gli consente di ritrovare il padre e tornare nel mondo per trasformarsi in bambino.



Cioè dalla materia grezza diviene essenza vitale. Lo stomaco si lega così anche a tutti i miti di “discesa agli inferi” (da Ulisse nell’Odissea a Dante nella Divina Commedia), in cui il “ritorno al mondo” è il frutto di un cambiamento interiore che consente una nuova visione del mondo. Una cavità profonda in cui si discende sembra dunque il passaggio obbligato perché si possa verificare una vera trasformazione, un “passaggio di maturità”.  

Lo stomaco quindi si fa carico simbolicamente di tutto ciò che riguarda il nutrimento, come gli affetti, i legami e le emozioni che ci alimentano.

Vediamo infatti, tra l’altro, come il cibo non è mai separato dal contesto in cui viene assunto, caricandosi di significati legati al contesto in cui viene consumato. Ad esempio sappiamo bene come un pasto possa divenire indigesto se consumato insieme a persone sgradevoli o in un’atmosfera di tensione. Gli alimenti veicolano nel nostro stomaco le emozioni e i sentimenti a cui sono associati.


È quindi importante comprendere che, se si ammala lo stomaco, ciò non dipende certo solo dal tipo di cibo ingerito, magari perché ne siamo intolleranti, ma dal cibo simbolico, ovvero al nutrimento emotivo e affettivo. Pertanto, se è bene valutare quali cibi ci risultano indigesti o pesanti, sarà bene anche valutare attentamente di quali emozioni, persone, relazioni è bene liberarsi.


I disturbi dello stomaco (gastriti, ulcere, ecc..) infatti, segnalano l’abitudine e inghiottire anche le cose che non vanno, come se lo stomaco fosse costretto ad una lenta digestione della rabbia.













Già di per sé la nutrizione è caratterizzata da un simbolismo ben preciso, perché nei cibi che l’uomo preferisce o rifiuta già si riconoscono molte motivazioni che precipiteranno nella patologia. cose (dimmi come mangi e ti dirò chi sei!) . La fame stessa se eccessiva è simbolo del voler avere, del voler introdurre, ed è espressione di una certa bramosia, come nel caso dell’ingordigia per le cose dolci in chi ha fame d’amore, o in quei bambini con carenze affettive i cui genitori rimediano a questa carenza riempiendoli di dolciumi, se gli si muove una critica essi diranno che per i loro figli “fanno tutto”. Ma “fare tutto” e “amare” non sono certo la stessa cosa. Nutrirsi vuol dire anche porsi in relazione affettiva con la persona che ci dà da mangiare, e in primo luogo con la figura materna, che nell’esperienza di ogni uomo è stata la prima figura a dare nutrimento.



Nei problemi di appetito eccessivo e sregolato, ad esempio, si possono ritrovare i disagi di colui che tende alla dipendenza affettiva. Ma non solo: lo stomaco e il tubo digerente si caricano anche di altri significati. 

Ogni volta che ognuno di noi mangia si metterà in rapporto con la funzione alimentare, intesa come processo fondamentale attraverso il quale ogni essere vivente fa sue parti del mondo esterno per poterle trasformare e utilizzare allo scopo di costruire le proprie strutture e mantenere le funzioni vitali.



Le numerose metafore, infatti, utilizzate nel linguaggio comune, sottolineano in modo inequivocabile questi concetti e spiegano perfettamente i legami connessi tra funzione gastrica, il mondo dei pensieri e delle emozioni: “Avere qualcosa o qualcuno sullo stomaco”, “Quante ne ho mandate giù”,  “Il solo pensarci mi dà la nausea”, “Non posso proprio digerirlo”, “Non riesco a mandarlo giù”, “Questa cosa mi è rimasta sullo stomaco”. 

Tutti modi di dire che identificano un contenuto che non riusciamo a metabolizzare dentro di noi, ad accogliere, sia esso un legame, un vissuto, un’emozione.

Vediamo che però lo stomaco ha una funzione anche nell’ambito di chi si carica eccessivamente di cose da fare,non sa stare fermo con sé stesso, dato che la produzione di succhi gastrici aumenta al momento in cui vi è una iperattività del sistema nervoso autonomo. Ad esempio la carica continua potrebbe portare a una continua produzione di succhi gastrici nello stomaco, che sono per loro natura di tipo aggressivo.


Se una persona non riesce ad esprimere o a vincere consapevolmente la propria aggressività, ed è costretta ad “inghiottire bocconi amari”, allora lo stomaco potrebbe farsi portavoce di questo vissuto attraverso, ad esempio, gastrite, reflusso, acidità di stomaco. In questo caso il malato di stomaco o non esprime affatto la propria aggressività (inghiotte tutto) o mostra un’aggressività esagerata: entrambi gli estremi sono disfunzionali perché indicano una mancata elaborazione di vissuti.



I problemi di stomaco riguardano quindi, spesso, situazioni che non sono state digerite (indigestione) di idee alimenti o situazioni che rifiutiamo (vomito) situazioni che troviamo ingiuste che fanno male (dolori) o che ci mandano in collera (bruciori. gastrite) una grossa preoccupazione o una ingiustizia o anche una colpa commessa che rimane sullo stomaco, che non si scioglie e che scava è l’ulcera. 

Se le strategie utilizzate per uscire da questa realtà “indigesta” non trova soluzioni, l’apparato viscerale si assume l’onere di esprimere il rifiuto che non si riconosce a livello cosciente: ecco che un divampante fuoco può segnalare un disagio esistenziale. In questo modo lo stomaco mette in atto la sua protesta come può, riversando contro l’ambiente ostile la sua aggressività incontrollabile.

Che tipologia di personalità ha dunque il sofferente di stomaco? Si può ravvisare o una marcata tendenza alla dipendenza, quindi un mancato riconoscimento ed elaborazione dei propri bisogno di attaccarsi morbosamente a qualcuno o a una situazione, un bisogno che spesso viene sublimato in disturbi alimentari come le abbuffate compulsive e l’obesità. 

Si può inoltre avere questi disturbi in soggetti tendenti alla chiusura in sé stessi, ovvero persone che tendono a non mostrarsi autenticamente per quello che sono, che indossano maschere sociali e che quindi spesso sono costretti ad ingoiare i bocconi amari per il quieto vivere o per mancanza di coraggio a dire di no ed esprimersi autenticamente. Ancora, possiamo ravvisare i disturbi di stomaco nei soggetti che tendono vivere di corsa, stressandosi e dando luogo a una iperproduzione di succhi gastrici che aggredisce le pareti dello stomaco.
In tutti questi disagi l’emozione che la fa da padrona è l’aggressività: essa infatti scaturisce proprio dal fatto che, essendo costretti a ingoiare bocconi amari, alla lunga ci carichiamo di rabbia verso quelle situazioni che siamo costretti a buttare giù a forza, o che non sappiamo controllare o  dalle quali non siamo in grado di liberarci.

Quindi cosa deve fare il sofferente  di stomaco per guarire ? Di certo non basta un antiacido o una pillola , uno di quei pompieri bianchi che innaffiano litri di imbibente sulle pareti dello stomaco come ci mostra la pubblicità delle multinazionali del farmaco che hanno nello stomaco uno dei migliori clienti . Il sofferente  di stomaco deve imparare a prendere coscienza dei propri sentimenti, ad elaborare consapevolmente i conflitti e a digerire consapevolmente le proprie emozioni e sensazioni.



Il "bruciore" a livello della fisiologia sottile dello Yoga segnala un accumulo in eccesso di Prana nel Manipura Chakra , il centro energetico che soprassiede alla supervisione di tutte le operazioni biologiche dell'area interessata , in questo caso lo stomaco , area in cui la fa da padrone secondo l'Ayurveda il " Dosha PITTA " , il dosha che regola il " fuoco digestivo" , che in difetto procura una digestione "lenta" e in eccesso invece un "bruciore" che può trasformarsi in un vero e proprio incendio , una "pirosi" gastrica capace di trasformarsi in gastrite e in ulcera vera propria quando viene attaccato il tessuto epiteliale . 

Ovviamente in presenza di queste forme incendiarie di pirosi gastrica è consigliabile non effettuare tipi di Pranayama ( respirazioni) troppo intensivi e prolungati come p.es. : Agni Zara ; Bastrika ; Kapalabathi , ecc .
O Asana che sollecitino eccessivamente la secrezione gastrica come : Sarvangasana , Sirsana , Viparitacaranimudra e posizioni invertite in genere .

Le fiamme vengono alimentate dal "vento" , quindi è consigliabile ricorrere a respirazioni e cicli respiratori molto prolungati , come p.es : Sitcali Pranayama che facilitano la produzione dell'elemento acqua che , come è noto , spegne gli incendi .

Chi soffre di bruciori di stomaco, oltre a segnalare una forma di aggressività più o meno latente, può avere una sensazione di costrizione a fare qualcosa contro la sua volontà, non si sente libero di essere com’è, sta vivendo una situazione in cui si sente invaso, o vuole tenere completamente tutto sotto controllo e, non essendo in grado di farlo, si sente stressato. In questo modo la tensione crea rabbia, quest’ultima  bloccata e trattenuta  dentro “esplode” all’ interno dello stomaco bruciandolo: sintomo di un’emozione inespressa che ribolle e demolisce internamente.

Il tempo che viviamo così eccitato , sopra le righe , frenetico, attivista , convulso , superautomatizzato e tecnologico , esprime una energia decisamente " YANG", Maschile , aggressiva , che ha coinvolto , ahimè , anche il " Femminile" nei ruoli un tempo di pertinenza solo maschile , riducendo al minimo lo " YIN " , energia femminile , così necessaria all'equilibrio psico-somatico.
Insomma c'è troppo FUOCO e poca ACQUA , e in mancanza di questa , si sa , il fuoco arde , infiamma , secca , desertifica, comprime il DNA , il respiro è sempre più affannato come quello di Mosè , un primo storico caso di " Burnout " ante litteram e che lo conduce nel deserto alla guida di greggi , pecore , capre animali , perchè tale diventa la vita , animale , se dedicata al solo raggiungimento di mète puramente materiali , di potere politico , economico aziendale o di semplice arrivistico management aziendale . Il termine ebraico " Satan " ( Satana) trova la sua traduzione nel termine " DIVORATORE " ; infatti (Satan) divora le energie interiori maschili e femminili , le brucia . Anoressia e Bulimia nei tempi antichi li chiamavano sicuramente " DEMONI " , che si alimentano nella gola (Vishuddi chakra ) e incendiano lo stomaco .

 In questo contesto il Femminile viene ridotto solo a una parossistica rappresentazione di marionette , pilotate dalla mente egoica di un " IO " narcistico inflattivo . In queste condizioni per il Femminile , poetico , ricettivo , notturno , silente , depositario dei segreti spirituali più sublimi , non c'è più posto , come la Madonna della notte natalizia , per lo Yin non c'è più posto negli alberghi del cuore , non c'è più posto per la " SHEKINA' " (Volto Femminile di Dio ) da gustare nel giorno di " Shabat" (sabato)  ;  lo Spirito (Purusha) non può più dimorare nel cuore ( Anahata chakra)  e questo organo si "indurisce" come quello del Faraone che non voleva liberare gli schiavi e aumentano a ritmo vertiginoso infarti e ictus . Il fuoco non è più " TEJAS " ovvero " FUOCO SACRO " , Fuoco Celeste , Pentecostale , illuminante , no , è " Fuoco Infero" , fuoco che distrugge , che incenerisce , a partire dal centro del Corpo , lo stomaco , appunto !


È necessario quindi esternare questi vissuti inespressi , magari con l'aiuto di una figura di supporto "tecnico" : di certo non basta sfogare la rabbia prendendo a calci un secchio della spazzatura per strada: questo espediente è ben poco liberatorio se non si comprende da dove questa rabbia scaturisce. Solo rendendosi conto da dove e perché arriva, allora la rabbia potrà essere canalizzata in modo più costruttivo e consapevole, in una sorta i sublimazione cosciente.


Mudra utilizzabile per diminuire il Fuoco nello stomaco

lunedì 21 marzo 2016

ARCOBALENO : DIO COLORA I NOSTRI CHAKRA

La Bibbia narra nel libro della Genesi l'episodio del "DILUVIO UNIVERSALE" durante il quale l'Arca con dentro Noè , i suoi familiari e gli animali di ogni specie , fu squassata da venti (Vaju) e acque (apas) impetuose e solo dopo quaranta giorni finalmente si arenò sulle falde del Monte Ararat mentre le acque si ritiravano permettendo alla terra di emergere di nuovo . Al termine di questa tormentata avventura comparve nel cielo un " ARCOBALENO " che simboleggiava la ritrovata PACE tra la creazione , uomini/donne , piante , animali , ecc...ecc...e il suo Creatore finalmente placato .

L'ARCOBALENO dunque nella tradizione biblica diventa il segno "visibile" della pace ristabilita tra il Cielo e la Terra e forse non c'è simbolo migliore per manifestare la calma climatica che sopravviene dopo una turbinosa tempesta , quell'arco multicolore che si estende tra i campi e il cielo . I colori in particolare sono quelli della "banda" visibile che vanno dal rosso all'indaco viola brillante , colori che , guarda caso, sono anche quelli dei sette chakra ; infatti partendo dal muladhara abbiamo in sequenza il ROSSO; l'ARANCIONE in svadisthana ; il GIALLO in manipura ; il VERDE in anahata ; il BLU' in vishuddi ; l'INDACO in ajina ; e , infine , il VIOLA in sahasrara . 



Ergo , possiamo concludere che l'ARCOBALENO è dentro il nostro corpo e quando congiunge il Sahasrara ( Cielo) con il Muladhara ( Terra) siamo in pace , sempre che i centri energetici non siano inquinati e de-stabilizzati da altri colori  tamasici o rajasici , generati da "VRITTI" ( modificazioni mentali) che a loro volta generano conflitti , passioni , crimini propri dell'area interessata del chakra particolare che presenta un colore alterato . Noè uscendo dall'arca si lascia alle spalle un diluvio esistenziale ; infatti le "acque" (svadisthana chakra ) nei racconti epici o sacri simboleggiano le "emozioni" scatenate da comportamenti passionali o immorali ( vedi la storia di Sodoma e Gomorra ) che degenerano in tempeste esistenziali , le acque allora si agitano , si intorbidano , la mente si offusca e si perde il contatto con Dio ( Cielo ) . Deve tornare a splendere

                             l'ARCOBALENO

che attiva tutti i chakra ricollegandoli alla loro sorgente energetica divina che riprende a fluire come sangue rosso e rigenerato nelle vene dell'Arca(corpo | 

L'osservazione della distribuzione dei colori a livello dei vari chakra permette sicuramente di sviluppare una "DIAGNOSTICA" cromatica che ci dirà molto sullo stato energetico di quel chakra e degli organi ad esso correlati .



Un ROSSO-cupo ad es.nel muladhara potrà segnalare situazioni "cristallizzate" incupite da eccessivi desideri materialisti frustrati interessando organi quali la muscolatura , lo scheletro, prostata , vescica , ecc....al contrario un ROSSO-pupureo , vivace , segnalerà una struttura fisica in piena efficienza e contenta dei lavori svolti e così via dicendo si può proseguire in scala per tutti gli altri chakra in cui una miscelazione più o meno sattvica , rajasica o tamasica be rivelerà lo stato .

In fondo la diagnosi tramite l'esame dell'AURA si basa proprio su questa specifica osservazione energetica.

< Il riso sulla sua bella faccia pareva l'arcobaleno e io la baciai ancora > (Italo Svevo)


Il ROSSO è il primo colore dell'arcobaleno e si ritiene sia anche il primo colore percepito dai bambini, il primo a cui tutti i popoli hanno dato un nome. In latino "rubens" (rosso) è sinonimo di colorato.E' posizionato nel muladhara-chakra

Il rosso è il colore del cuore e dell'amore, del dinamismo e della vitalità, della passione e della sensualità, dell'autorità e della fierezza, della forza e della sicurezza, della fiducia nelle proprie forze e capacità.

E' il colore del fuoco, del sangue, degli slanci vitali e dell'azione. Chi si veste di rosso si fa senza ombra di dubbio notare.



Chi lo ama è ottimista, deciso, impulsivo, combattivo, competitivo, passionale, entusiasta, estroverso, autonomo. Cerca il prestigio e vuole dominare, ha bisogno di affermarsi professionalmente. E' dotato di un'intelligenza pratica e spirito di sacrificio.
Il rosso può essere legato anche ad aggressività o incontinenza sessuale.
Il rosso è il colore che può muoversi più rapidamente trattenendo legato a sé lo sguardo.

E’ stato dimostrato che l'esposizione al rosso accelera i battiti cardiaci, quindi è indicato per problemi circolatori (stasi, geloni, freddolosità, ecc.) e stimola la produzione d’adrenalina. Fa salire di poco la pressione arteriosa. E' molto utile in caso di malinconia e depressione, perché rende loquaci, aperti, premurosi, passionali. 

Molto indicato nelle malattie da raffreddamento, nel mal di gola, nella tosse cronica e nell'asma. Utilissimo per trattare paralisi parziali e totali.
Il rosso è stato abbinato a Marte, il dio della guerra e il pianeta rosso, per la sua natura aggressiva e per la sua associazione al colore del sangue.
Nell'arte paleocristiana si dipingevano di rosso gli arcangeli e i serafini.


L'ARANCIONE è il colore dell'ottimista ad oltranza, della persona sincera e aperta. Per natura è allegro e vivace, il suo atteggiamento è in genere brillante, positivo ed energico. Il modo di ragionare è semplice, chiaro e lineare, molto coerente, affabile, abitualmente loquace, estroverso e socievole. Apprezza in pieno la vita, esprimendo sempre e ovunque coraggio, spontaneità e buonumore, ottimi i rapporti con gli altri. Rispetta tutti ed è dotato di grande umanità, ha sempre bisogno di conoscere ed essere coinvolto da interessi diversi.


Il GIALLO è il colore del sole, dell'oro, dell’allegria, della felicità e della fantasia, caldo, gaio, tonico, dinamico, creativo.
Rappresenta l'ottimismo, l’intelligenza, la saggezza, la parola, la vivacità, l'estroversione, la leggerezza, la crescita.
Rimanda alla radiosità che risveglia e dà calore, all'espansione e al movimento, alla libertà e all'autosviluppo.

Il giallo è il colore dell'illuminazione e della redenzione. Chi preferisce il giallo tende perciò al cambiamento e alla ricerca del nuovo, della liberazione dagli schemi.
Chi lo ama ha un carattere aperto, ottimista, estroverso, divertente e scanzonato, sereno e cordiale. E' entusiasta della vita e s'infiamma facilmente. 

Tiene molto ad affermarsi e a conseguire posizioni di prestigio personale, cerca sempre esperienze nuove. Ha bisogno di una vita piena e intensa, pensa sempre al futuro in modo gioioso. E' molto convincente, ambizioso, vanitoso, coraggioso ma anche generoso, deve sentirsi importante.

E' per luogo comune il colore della gelosia.
Insieme al verde è più facilmente percepito dall'occhio umano, che riesce a distinguere varie gradazioni di verde e di giallo.
Chi indossa giallo si sente bene con se stesso, denota una forte personalità; è infatti il colore associato al senso di identità, all'Io, all'estroversione.


Il giallo stimola la razionalità e l'emisfero sinistro del cervello, migliora le funzioni gastriche, stimolando la digestione e tonifica il sistema linfatico. Stimola l'attenzione e l'apprendimento, acuisce la mente e la concentrazione. Aiuta ad eliminare le tossine attraverso il fegato e l'intestino.


Il VERDE è il colore della vegetazione, della natura, della rinascita primaverile e della vita stessa. E' il colore della natura, specie se associato al blu e al marrone.
Il verde significa forza, perseveranza, equilibrio, stabilità, solidità, costanza ed un comportamento caratterizzato dalla perseveranza.
E' il colore della speranza, di chi vuole crescere, affermarsi, comandare. La scelta del verde indica autostima.

La persona "verde" è calma e tranquilla, amante della stabilità, di una vita senza scosse ed imprevisti. Molta onesta, equa e realista, desidera sicurezza e continuità, è competitiva e un po' arrivista, ha difficoltà a collaborare con gli altri, non disdegna di mirare ad una certa affermazione personale. 

Prefissato un obiettivo, lo segue fino in fondo con decisione, grinta ed agilità mentale. Molto efficiente ed abile sul lavoro, in casa ama l'ordine e la pulizia. Un intellettuale dotato di grande moralità e di buon senso.
Il verde è associato a Venere, dea dell'amore e della fertilità.

Talvolta il verde è anche associato ad una simbologia negativa. È il colore della rabbia e della putrefazione, del veleno e dell'invidia; nel corpo umano il verde è segno di grave malattia e di morte.


Il verde, al livello internazionale, è il simbolo del permesso (passare ai semafori), per cui viene usato nei siti che pubblicizzano prodotti alimentari a base vegetale, prodotti naturali per bellezza, ecc.


Il BLU è il colore del silenzio, della calma e della tranquillità, della tenerezza, della gioia di vivere. È il colore della contemplazione e della spiritualità. Induce alla quiete, alla placida e profonda soddisfazione o adattamento o armonia.

L'azzurro è il colore del mare e del cielo. Per i cinesi il blu è il colore dell'immortalità.
È associato alla forma geometrica del cerchio, simbolo dell'eterno moto dello spirito, un mix di quiete e dinamicità.
In una stanza blu i battiti cardiaci diminuiscono e la sensibilità al freddo aumenta, mentre gli oggetti sembrano più piccoli e leggeri.

Il carattere "blu" è dolce e gentile, tenero, romantico, semplice e sensibile, ama la natura, gli animali e i bambini. Ha grandezza d'animo, buona fede, ingenuità e dedizione, in genere ha un aspetto giovanile, ed emana un forte senso di calma. Apprezza la sincerità e l'onestà, cerca rapporti cordiali e duraturi, ama studiare, riflettere, è attratto dal mistero. Sa comunicare molto bene e si esprime con grande facilità. E' una persona degna di fiducia e fedele. Riesce molto bene in attività intellettuali. Un buon compagno, comprensivo e tollerante, affettuoso e per nulla geloso.

E' un colore ampiamente usato, dal blu scuro al blu marine. E, come tale, significa il classico, il tradizionale. Il turchese però ha un aspetto di modernità e vivacità.
Il blu riflette anche il significato di pulizia perché è il colore dell'acqua, quindi è immediato il suo riferimento al cielo e al mare: indicato per pubblicizzare i viaggi.
Il blu è il colore più importante nella percezione visiva di sicurezza e solidità.

Da solo o associato al bianco è stato molto utilizzato per i marchi di prodotti collegati alla finanza, all'attività bancaria o ai trasporti.

Polizia e Carabinieri vestono divise blu e azzurre, così com'è il colore delle loro macchine, per dare un senso di tranquillità, di pace e quindi di fiducia.

Il VIOLA, che nasce dalla mescolanza di rosso e blu, è il colore della metamorfosi, della transizione, del mistero e della magia, preferito dai bambini, dalle donne incinte e dalle personalità immature.

E' il colore tradizionale della mistica, della spiritualità ma anche della fascinazione erotica.
Indica l'unione degli opposti, la suggestionabilità.

E' il colore dell'arte, della fantasia, del sogno, dell'altruismo e della guarigione.
E' sinonimo di dignità e nobiltà, intelligenza, prudenza, umiltà e saggezza.


Il carattere "viola" è un po' difficile con tendenze opposte e inconciliabili. Ha bisogno di sentirsi libero, vuole affascinare, suscita ovunque simpatia e ammirazione. E’ molto disponibile e comunicativo, possiede grande umanità, coltiva interessi ad alto livello, colto e sensibile. 

Desidera aiutare gli altri in modo significativo, ha inclinazione per l'occulto, il magico e l'arcano. Ha buon gusto e cura molto il suo aspetto fisico. Raffinato cultore della bellezza e dell'arte, di una vita eccitante.



Il MARRONE corrisponde alla sensazione della corporeità. Il forte bisogno, l'indifferenza o il rifiuto verso questa tinta indicano pertanto un preciso atteggiamento verso ciò che è corporeo e materiale e verso i piaceri fisici.

E' il colore della terra, del tronco degli alberi, della sicurezza, dell'amore per le proprie origini, della prudenza, della pazienza e tenacia. Desidera molto la tranquillità della casa, affettivamente ha bisogno di un rapporto stabile e sicuro e cerca un partner che ami le stesse cose.

E' una persona fidata, calma, riflessiva, passiva, integra.
Il carattere è semplice e lineare, con grande forza d'animo, crede nelle tradizioni e non ama troppo le novità, ha concentrazione, perseveranza, logica, ricchezza interiore e capacità lavorativa.

Il GRIGIO è il colore della perfetta neutralità, una terra di nessuno priva di vita. Chi lo sceglie tende alla distanza e al non coinvolgimento.
E' il colore della nebbia, dell'ombra e del crepuscolo, dell'eleganza e della distinzione.

Indica incertezza, purezza, franchezza, sensibilità, superficialità e mancanza d'autostima.
L'intelligenza è notevole, ma ha un carattere inflessibile e tende a giudicare severamente gli altri.

Solitario, cerca di tenersi a distanza dalla confusione, un po' introverso, può sembrare freddo, inavvicinabile e poco cordiale, timido e chiuso, ha paura di affrontare la vita.
Teme l'imprevisto e gli stimoli esterni, detesta il compromesso e non accetta di lasciarsi coinvolgere, ama la verità ed è pieno di speranza.

Il NERO rappresenta la negazione assoluta, il "no" radicale, è la tinta dell'opposizione dietro la quale può esprimersi una rivendicazione di potere.

martedì 15 marzo 2016

I 7 CHAKRA E LE LORO 50 PROPENSIONI ( VRITTI )



ARTHA desiderio di piacere mentale (conoscenza, studio, curiosità intellettuale…)

DHARMA desiderio dell'infinito o desiderio psicospirituale (esperienze mistiche, l'autoconoscenza, la conoscenza del Supremo). 

MOKSA desiderio di liberarsi 
si dei legami della mente e della materia (unione con l'Assoluto, Nirvana, la Vita Eterna, Yoga...)



Il secondo chakra è situato all'altezza degli organi genitali e controlla il fattore liquido e sei vritti :
AVAJINA lo sminuire gli altri

MURCHA la mancanza di buon senso; l'essere mentalmente assenti

PRASHRAYA l'essere indulgenti

AVISHVASA la mancanza di fiducia

SARANASHA la paura di essere annientati

KRURATÀ la crudeltà

Il terzo chakra o plesso igneo (del fuoco)
è posizionato all'altezza dell'ombelico e controlla dieci vritti:

LAJJA la timidezza

PISHUNATÀ la tendenza ad essere sadici

IIRSHA l'invidia

SUSUPTI la staticità, l'inerzia

VISADA la melanconia

KASAYA l'irascibilità, la permalosità

TRISHNA il desiderio di accumulare ricchezze

MOHA l'essere soggetti a folli passioni

GHRINA il provare odio, avversione

BHAYA la paura

Il quarto chakra o plesso aereo (detto anche plesso solare nel Tantra),
situato al centro dello sterno, controlla dodici vrittj :

ASHA la speranza

CINTA la preoccupazione

CESTA lo sforzo per risvegliare le proprie potenzialità latenti

MAMATÀ l'amore e l'attaccamento

DAMBHA la vanità

VIVEVA la capacità di discriminazione

VIKALATÀ il torpore mentale dovuto a paura

AHAM’KARA l'egoismo

LOLATAH l'avarizia

KAPATHATA l'ipocrisia

VITARKA la litigiosità che può arrivare all'esagerazione

ANUTAPA il pentimento


Il quinto chakra o plesso etereo (detto anche plesso siderale o stellare),
si trova al centro della gola, controlla il fattore etereo (suono) e sedici vritti: alcune corrispondono a suoni prodotti da certi animali; altre sono più sottili di quelle dei chakra inferiori:

SADAJA suono del pavone;

RISABHA suono del bue

GANDHARA suono della capra;

MADHYAMA suono del cervo;

PAINCAMA suono del cuculo;

DHAEVATA suono dell'asino;

NISADA suono dell'elefante;

OUM radice acustica della creazione;

HUMMM suono della kulakundalini (l'energia divina serpente arrotolato nel primo chakra, che risvegliata con le pratiche tantriche produce il suono hummm);

PHAT mettere in pratica lo teoria;

VAOSAT l'espressione della conoscenza mondana, terrena;

VASAT benessere nelle sfere sottili;

SVAHA compiere azioni nobili;

NAMAH abbandono al Supremo;

VISA espressione di repulsione;

AMRTA espressione dolce.

Il sesto chakra o plesso lunare,
situato al centro delle due sopracciglia, controlla due vritti:

APARA conoscenza mondana;

PARA conoscenza spirituale.


Il settimo chakra, situato alla sommità del capo, controlla tutte le cinquanta vritti e le loro espressioni sia interne che esterne (50x2) lungo le dieci direzioni principali. È per questa ragione che in alcuni disegni si rappresenta il chakra alla sommità del capo sotto forma di un fiore di loto dai mille petali.

Ogni chakra viene rappresentato da un fiore di loto che ha tanti petali quante sono le vritti corrispondenti.
La biopsicologia è una scienza antica, che trova, ora, nell'era scientifica e tecnologica, le prove analitiche delle intuizioni dei tantrici di qualche migliaio di anni fa.
Essa studia l'influenza delle ghiandole e dei loro ormoni sulle vritti e sulle espressioni fisiologiche, psicologiche e psicospirituali degli esseri umani.