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martedì 27 novembre 2012

NON DI SOLO PANE VIVE L'UOMO...MA DEL PRANAYAMA CHE ESCE DALLA BOCCA DI DIO


Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio 

  (Mt 4,1-11)

Con questa breve e perentoria affermazione il maestro fa riferimento ad un alimento "altro" , diverso da quello solido comunemente indicato come cibo solido , pane quotidiano , una traduzione impropria come ben sanno gli studiosi , mentre il suo significato originario è : pane sub-stanziale , pane sottile , che alimenta i "corpi sottili" della complessa fisiologia spirituale e psico-corporea che nello Yoga è descritta con altri 4 corpi o guaine ( Kosha ) oltre al corpo fisico . Tutti quanti questi cinque corpi vengono alimentati da una energia unica ( Prana) sebbene differenziata secondo diverse modalità che vanno dal cibo "solido" a quello "sottile" .








Ogni civiltà dalla comparsa dell'uomo/donna sulla scena del creato si è confrontata con il mistero dedll'energia , chiamandola a seconda delle culture e delle latitudini con nomi diversi , come : Chi , Prana , Mufktz , Energia vitale , ...ecc...ecc....e ancora tutt'oggi la scienza soprattutto con la Fisica Quantistica non ha smesso di addentrarsi nei meandri sub-atomici per cercare una risposta più esaustiva ai tanti fenomeni di cui ancora non si capisce bene la dinamica .

Gli Yoghi affermarono che il fuoco arde per il Prana ; l'acqua fluisce per il Prana ; il vento soffia per il Prana ; il sole esiste per il Prana ; la vita che abbiamo è Prana . Nulla potrebbe nascere per quanto insignificante senza il Prana . Il Prana informa ogni cosa dal cibo che assumiamo , all'acqua che beviamo , all'aria che respiriamo . Quando l'energia seminale (retas) è sublimata in e trasformata totalmente (ojas) , provvede il sistema nervoso ricchissimo di Prana , il quale si deposita nel cervello come vino "luminoso" , come meravigliosa energia cristica nella ghiandola pineale . Tra mente , Prana e seme esiste una stretta connessione , per cui controllando l'energia seminale con la forza di volontà (icchà) , si raggiunge tutto . Al contrario chi sparge il seme dissennatamente non potrà controllare nè mente nè prana !
Chi raggiunge il controllo sessuale , raggiungerà il controllo della mente e del prana e getta le basi per la sua "liberazione" (Moksa) , e potrà attingere all' Elisir di lunga vita !

                                                COME AVVICINARSI AL  PRANAYAMA

Il Pranayama non deve essere mai praticato dopo i pasti o quando si ha fame . Deve essere praticato in luoghi solitari e liberi da disturbi , con attenzione , perseveranza e fede .
E' sconsigliato il Pranayama a quanti sono dediti a vita sregolata , ad abuso di piacere sensuali , arroganti , disonesti , falsi , calunniatori , dediti a vane controversie , iracondi , frequentatori abituali di Asura ( esseri ottenebrati , demoniaci) crudeli , voraci , ecc...ecc.. Costoro se non cambiano abito mentale non potranno avanzare nel cammino dello Yoga , che può rivelarsi financo dannoso .
E' consigliabile la pratica di affabilità , di amore per il prossimo , di pazienza , misericordia e carità cristiana , esercitando attenzione rigorosa nell'alimentazione e nell'assunzione di bevande alcoliche .

                                                               P R A T I C A 

Mediante il il Pranayama potremo controllare la mente giacchè questa è in stretto legame con il Prana , come il cane con il guinzaglio del suo padrone  e rispettando i seguenti passi :

Il dito indice e medio poggiato sui seni paranasali sulla fronte , il pollice occlude la narice destra , mentre l'anulare sollevato permette l'ingresso della INS. nella narice sinistra . Mentalmente ripetere il mantra " SO " inspirando .

L'anulare occlude la narice sinistra e il pollice si solleva da quella destra permettendo la ESP e mentalmente si vocalizza il mantra " HAM " 

Dopo un ciclo di 5/6 respirazioni si inverte . Si INS dalla narice destra ( pollice sollevato) e si ESP dalla narice sinistra (anulare sollevato ) . Sempre vocalizzando mentalmente SO all'INS e HAM all'ESP .

La pratica non deve mai superare i 5/10 minuti e deve essere condotta con grande calma e concentrazione  (dharana) , in posizione comoda ( sukka) , in loto se possibile e l'esalazione deve essere molto lenta al fine di facilitare una fuoriuscita notevole di anidride carbonica dall'organismo , evitando di praticare la ritenzione (kumbhaka) del respiro , pratica che deve essere sempre eseguito in presenza di una guida esperta .

Con il Pranayama vengono dissipati pigrizia e lentezza , vengono purificate le "Nadi" , canali psicoenergetici di circolazione energetica , la pelle diviene più brillante , gli occhi più scintillanti , aumentano i succhi gastrici , diminuiscono catarro e problemi respiratori . Il cervello e il sangue si purificano , migliorano i sistemi digestivi e l'apparato nervoso e circolatorio . 



Tutto vibra, e vibrando si modifica: cambia la forma delle strutture, cambia la natura delle strutture. Attraverso l'opera dei mantra, delle visualizzazioni, e del radicamento portiamo, pratica dopo pratica, ad impercettibili mutamenti nella composizione bio-chimica del nostro corpo, e nella nostra percezione di noi stessi e del mondo, e delle relazioni che tutto governano. Il Mantra è una parola sacra, che unita all'altro potere dell'adepto, l'immaginazione, ( la prima è il suono: la voce ), determina la delimitazione di una sfera di diretta influenza: uno spazio dove tutto è possibile.




Oltre alla consapevolezza, e all'erudizione sull'uso degli strumenti, il terzo fattore necessario per svolgere l'Opera è inerente al livello di energia: il cuore pulsante di ogni manifestazione. In verità i primi atti di colui che si inoltra nella via Esoterica devono essere dettati da un lato a limitare il dispendio di energia, e dall'altro ad accumularne in crescente quantità. Quanto detto è dato dalla necessità di indirizzare l'energia alla ricostruzione dell'anima ( veicolo ), e agli altri scopi di conoscenza.
Indubbiamente il metodo regale è quello che si attua durante il rapporto alchemico, ma tale evidenza si deve scontare spesso sulla constatazione dell'impossibilità, e quindi la Tradizione Universale e Perenne, nella sua saggezza, ci fornisce utili strumenti per un valido ripiego. Inoltre è opportuno ricordare che la pratica ad un vaso ( operatore singolo, che si differenzia dalla pratica alchemica che è a due vasi ) è utile anche nel caso di coppia, in quanto provvede alla pulizia e apertura dei canali interni, in modo tale che l'energia sessuale trasmutata non incontri ostacoli o impurità durante l'ascesa nell'atto sacro. Quando i canali psicoenergetici ( Nada) IDA (luna) e PINGALA (sole)  si uniscono (tantra) allora Kundalini - SHAKTI (coscienza cosmica - pricipio materno) ) entra in SUSHUMNA (canale psicoenergetico centrale) e salendo raggiunge AJINA CHAKRA unendosi  con SHIVA (principio paterno) , tutto lo schema psico-corporeo è coinvolto con questa "trascendenza" ed inevitabilmente ne subisce una trasmutazione a livello atomico e molecolare .
La pratica che si propone in questo articolo è rivolta ad accumulare, nel plesso solare ( il deposito interno di energia ) il PRANA ( dal sanscrito: soffio vitale ). Questa è l'energia che tutto anima nell'Universo, è la fonte primaria di vita, essa deve essere immaginata come un oceano vastissimo, che lambisce le coste arrecandone benefici. Noi uomini possiamo essere consapevoli o meno della presenza del Prana, ma ciò non inficia l'opera vitale che esso compie. La differenza fra colui che è consapevole, e colui che dorme il sonno dell'ignoranza avvolto nell'illusione, risiede nei maggiori benefici che trarrà da quest'energia, e dalla pratica stessa che agisce sulla composizione occulta dell'adepto. Infatti attraverso il Pranayama della trasmutazione , andremo ad accumulare, e radicare, in noi questa importantissima energia, acquisendo consapevolezza del nostro essere, e operando una pulizia interiore.
La pratica richiede un orientamento verso EST, Sole nascente, in modo tale che attraverso la posizione nello spazio invochiamo prima, ed evochiamo poi, in noi la presenza di questa energia, guidati dall'Essenza benigna del Sole. Una pratica di rilassamento iniziale concluderà la necessaria preparazione.
Om shanti



PANTHEON O PANDEMONIUM ? TUTTI GLI DEI O TUTTI I DEMONI ?







I filosofi rinascimentali amavano confrontare i testi di Platone e Aristotele con l'Astrologia araba con il preciso scopo di indagare su se stessi il significato spirituale del Daimon di nascita, forza misteriosa da cui ha origine carattere, vocazione e fortuna. Interpretare il Mercurio, il Sole o Marte sull'ascendente di nascita significava infatti essere predisposti ad esercitare alcuni talenti corporei rispetto ad altri, oppure certe abilità mentali rispetto ad altre. Chi invece aveva i pianeti femminili sul punto dello zodiaco dove ascendeva il sole poteva invece espandere le qualità dell'anima, ovvero percezione, intuizione e consapevolezza sensoriale, doti essenziali per diventare artisti, poeti e giullari di corte......

Giungere a una maggiore conoscenza e possibile frequentazione con il proprio archetipo personale ( Genio ? Spirito Guida ? Mentòre ? ) non è cosa di poco conto sul piano della realizzazione dello scopo della nostra esistenza ( dharma personale) . Lo sa bene il piccolo Aladino che "spolvera" la sua lampada "fregandovi" le mani sopra per farne uscire il Genio , cosa che in termini di yoga significa "pranayama" (fregare le mani = produrre calore/tapas con il respiro)  al fine di far "ri-splendere" l'immagine divina ( oro dell'Io Trascendentale) sepolta sotto il "piombo" dell'io empirico (piccolo/ego/faraone) istintuale .

Il genio è identico per tutti ma la sua esoressione varia a seconda del "carisma" personale di ognuno/a , ragion per cui assumerà le sembianze dell'archetipo più confacente alla personalità di questo o quell'individuo . Insomma potrà essere Ercole in uno ( sportivo , militare , leader...ecc....) , Giove in un'altro ( giudice , magistrato , arbitro , ecc) , Venere ( bellezza , estetismo , eleganza , leggiadria , ecc) , Atena ( professoressa , insegnante , intellettuale , ecc) . Diciamocela tutta ognuno/a di noi è un vero "PANTHEON" ( luogo in cui abitano tutti -Pan- gli Dei -Theon- = daimon) ) ambulante.

 Entrate nel Pantheon , ve ne consiglio caldamente la visita , portatevi al "centro" e sollevate lo sguardo verso il "foro" della cupola , si tratta della "fontanella" che corrisponde al "sahasrara chakra" , luogo di comunicazione tra l'atman (anima individuale)  e il Brahman (Anima Mundi) , quando il raggio di "luce divina" penetra in "sushumna" (canale psicoenergetico centrale) avviene il "samadhi" quello stato unitivo dell'Essere che sfocia nell'illuminazione (bodhi sattva) e un archetipo tra tutti gli altri viene illuminato e prende vita dentro di noi , che siamo chiamati a far "ri-fulgere" quell'archetipo e quello soltanto ; infatti se tentassimo , non sia mai , di esprimerli tutti insieme significherebbe rischiare una pericolosa (junghiana) " inflazione dell'ego" per cui gli archetipi nel tentativo di esprimersi tutti insieme creano un "PANDEMONIO" (= tutti i demoni) e tutte le sub-personalità tentano di coprire la "voce" dell'altro con il risultato di un "infernale baccano" , questo è il significato di pandemonio e i demoni così scatenati diventano "LEGIONE" , come nel caso dell'indemoniato di Gerasa  << 30 Gesù gli domandò: «Qual è il tuo nome?» Ed egli rispose: «Legione»; perché molti demòni erano entrati in lui. >> , che esorcizzato da Gesù vide tutti demoni che portava dentro uscire per andare a incarnarsi in una mandria di maiali che di li a poco si gettò nel mare ! Nel povero ex-indemoniato rimase un unico archetipo , quello del Cristo; infatti prese subito a seguire il maestro !




Om shanti e....buona meditazione

Yogacharya Eknathananda

domenica 25 novembre 2012

LA PIGNA PINEALE : IL TALAMO NUZIALE DEL VERBO



                                               LA GHIANDOLA PINEALE







La ghiandola pineale, situata nel cervello, è la manifestazione fisica del cosiddetto "terzo occhio".
La pineale produce durante il sonno triptamina endogena allucinogena , o tramite pratiche di meditazione profonda.
A quanto pare, gli antichi egizi ne conoscevano benissimo il significato. Osservate l'immagine: a sinistra una rappresentazione dell'occhio di RA, a destra una sezione del cervello che mostra la sede della ghiandola pineale o epifisi.




Uno degli effetti della meditazione è quello di riattivare la ghiandola pineale.
                         L'occhio che vede tutto, il TERZO OCCHIO ONNISCIENTE.

La Ghiandola pineale produce ciò che e' comunque conosciuto come DMT, sostanza in grado di portare l'individuo ad avere viaggi extradimensionali, e extratemporali. 
Ciò accade di notte durante i sogni, quando la Ghiandola pineale e' maggiormente attiva. Apparentemente, ad oggi non si da' molta importanza al terzo occhio come in passato ciò ha portato ad una atrofia graduale di tale organo ed alla perdita di valori "obsoleti" quali la spiritualità, l'amore per il prossimo, ma ciò coincide "incredibilmente" anche con un rimbambimento delle masse.
Nella disciplina Yoga numerose sono le modalità per sollecitare sollecitazione ed attivare questa ghiandola così importante in tutta l'economia spirituale e psichica del corpo e della mente . Tra queste (modalità) vanno  soprattutto le seguenti : meditazione (Dhyana); ritiro dei sensi (Pratyhara) ; controllo della respirazione (pranayama) ; preghiera (Bhakti); e soprattutto i Mantra ; infatti la qualità "vibratoria" di questi fonemi ha un grande impatto su questo minuscolo organo addetto alla produzione ed al bilanciamento di tutto il processo ormonale .









Il mantra nella tradizione Vedica


Il termine Mantra nasce dall’unione tra le parole sanscrite manas ovvero mente e trayati che vuol dire liberare. Il Mantra in sostanza è un suono che permette alla mente di liberarsi dei pensieri e degli attaccamenti con esso correlati . In particolare si tratta di una formula espressa con una o più sillabe, o lettere o frasi, generalmente in sanscrito, che vengono ripetute per un certo numero di volte (Namasmaranain modo da ottenere uno specifico effetto che si manifesta al livello mentale oltre che fisico ed energetico seppur con conseguenze limitate. Il numero di Mantra esistenti sono numerosi e usati per svariati scopi; il più conosciuto è il Mantra Om” (AUM). L’origine dei Mantra è rintracciabile all’interno dei sacri testi  Indù, in particolare nei Veda. In questi testi, considerati delle vere opere d'arte, la tecnica di scrittura si sviluppa su due righe, dette "slokas". Molti Mantra però vengono eseguiti su una riga singola o addirittura usando varie combinazione con singole parole. Per gli scrittori Indù che diedero vita alle Upanishad, la sillaba “Aum” stessa rappresenta un mantra, ed è un’emanazione di Brahman, il Creatore di ogni cosa nell’universo.




Il suo potere è così grande che la pronuncia esatta di questa sillaba consente di giungere all’illuminazione, sperimentando così il divino. I suoni emessi dai Mantra possono essere anche considerati come una sorta di archetipi. Ciò che simboleggiano è dipendente al contesto e alla mente di chi li emette. Particolari analisi sul simbolismo dei suoni hanno dimostrato che questi ultimi hanno un significato intrinseco indipendentemente se siamo consapevoli di loro o meno. Alla luce di questo non  possiamo ritenere i Mantra solo un’espressione fonetica senza alcun significato ma un insieme di precise vibrazione che se ripetute adeguatamente potranno avere effetti positivi su spirito, mente e corpo. I Mantra possono essere associati alle formule magiche avendo con esse vari punti in comune. Essi avrebbe la capacità di trasformare in azione ogni desiderio o volontà umana. In molti casi i suoni orali vengono considerati come una manifestazione vocale del Divino. 


I Mantra possono essere associati a dei veri e propri suoni che emettono vibrazioni, poiché la corretta pronuncia assume grande un’importanza (grazie allo sviluppo della scienza fonetica, in India, migliaia di anni fa). Il fine ultimo è quello di liberare la mente dalla realtà illusoria e dalle inclinazioni materiali. La continua ripetizione di un Mantra è definita cantilena. Lo schema generale di un Mantra è composto dal nome di una entità divina che viene salutata con questa formula: “Aum namah ------“, “Aum namo ------“, oppure, “Aum Jai (Gloria) -----“ o con altre combinazioni diverse. In Tibet, molti buddhisti scolpiscono i Mantra nella roccia come forma di devozione e il loro uso differisce in relazione alle varie scuole spirituali o filosofiche. Il loro scopo principale è quello di amplificatori spirituali. Un insieme di parole e vibrazioni che inducono nei devoti una concentrazione sempre più intensa. Ma il Mantra viene utilizzato anche per arricchirsi, sbarazzarsi dei nemici o evitare i pericoli. 


L’origine dei Mantra è da ricercarsi in India all'interno dell'Induismo Vedico e nel Jainismo. Al giorno d’oggi sono abbastanza conosciute tra le attuali e variegate pratiche spirituali, che si rifanno, non sempre con le modalità corrette, alle antiche pratiche delle religioni Orientali. Un Mantra ha due aspetti: il primo è chiamato “manana”, e sta a significare che tutto ciò che si è ascoltato deve entrare profondamente nella mente; il secondo aspetto viene detto “trānia”, e vuol dire che ciò che è entrato nella mente, in essa deve essere fissata e conservata. I Mantra possono essere considerati strumenti per pregare, adorare oppure come sistema terapeutico e di sviluppo interiore e spirituale.




OM AUM

Nei Veda il mantra (suono) è la fonte primaria da cui è scaturito l'universo (nella Bibbia: "all'inizio era il Verbo"), è la vibrazione primordiale presente in ogni cosa, il motore dell'universo. Attraverso lo studio e la ricerca sui mantra gli antichi saggi hanno scoperto come possiamo entrare in armonia con il cosmo e con noi stessi.

L'(Om) è il suono primordiale, è la matrice di tutto ciò che esiste nell'universo. Non ha un significato ben preciso, è piuttosto una sillaba sacra che rappresenta l'essenza dell'energia vitale dalla quale è scaturita la creazione. L'(Om) è la combinazione di tre suoni: A - U - M. La A rappresenta Brahma il creatore, la coscienza, lo stato di veglia. La U rappresenta Vishnu il preservatore, il subconscio, lo stato di sogno. La  M rappresenta Shiva il distruttore, l'inconscio, lo stato di sonno profondo. Si può notare come queste tre lettere siano strettamente correlate con l'infinito respiro dell'universo, in cui le tre forze di creazione, preservazione e distruzione si susseguono continuamente e di come siano correlate con le tre dimensioni della coscienza umana.
L'utilizzo dei suoni a scopo spirituale è usato universalmente. In molte religioni il ripetere continuo di una frase o di un suono sacro con l'aiuto di un rosario (japa mala) rappresenta la più alta forma di meditazione. I mantra sono il miglior veicolo nella meditazione poiché attraverso di essi la mente acquieta l'incessante flusso di pensieri e si assesta in uno stato di profonda concentrazione. In uno di questi "stati" , il " VERBO OM " si assesta nel seno della vergine Maria (Prakriti) e si fa carne nel "Figlio" , il suono che si riverbera nella coscienza di ogni uomo ri-svegliando così la sua parte divina . In molte icone cristiane la "colomba" dello Spirito Santo è posizionata all'altezza dell'orecchio , il ricettore del suono che viene inviato tramite la "coclea" (organo interno dell'orecchio a forma di conchiglia = shankara ) alla ghiandola pineale , favorendo l'apertura del terzo occhio o vista metafisica .

Nella filosofia Tantrica il Mantra è una forza che può essere usata per il risveglio della nostra coscienza spirituale. 
La base del Mantra è il suono che varia da grossolano a sottile. Nel cosmo ci sono onde sonore lente, medie e veloci. 
Le onde medie sono percettibili per noi, ma non le lente e le veloci. Quando il suono del Mantra è pronunciato, esso ha una portata media di frequenza che è conosciuta come suono percettibile o grossolano. Ma quando il Mantra è intonato silenziosamente ha una frequenza più veloce e diviene impercettibile o suono sottile. Perciò il Mantra lavora sia sul piano grossolano che anche su piani più alti. Quando producete un suono ed accelerate la frequenza, esso colpisce il piano interiore della coscienza. Così come raccogliete un sassolino e lo buttate in un lago calmo e tranquillo l’impatto crea delle onde e le onde creano dei cerchi che si espandono sempre secondo la forza ed il peso del sasso. Allo stesso modo quando ripetete il Mantra, il suono colpisce l’omogeneità della coscienza e crea delle onde che aiutano ad espandere la mente.

La mente ha due livelli: individuale e universale. Infatti, nell’universo esiste solo una mente, ma questa mente si individualizza secondo ciascun circuito separato. Per esempio: le nostre menti sono differenti circuiti di una mente. 
Così la verità è che la mente individuale è parte della omogenea mente universale. Perciò la mente individuale può essere sempre connessa alla mente universale se sappiamo come fare. Dobbiamo ricordare questo come una legge, perché è di grande importanza nella vita spirituale. Quando noi cominciamo a praticare il Mantra noi creiamo delle vibrazioni nella mente esterna. Quando la mente diviene calma, tranquilla e concentrata, queste vibrazioni sono trasferite nell’aria della mente universale. Allora le barriere fra la mente individuale e la mente universale è spezzata. A causa di queste barriere le nostre menti sono tagliate fuori l’una dall’altra: voi non sapete cosa penso io ed io non so cosa pensate voi. Ma quando questa barriera è spezzata, la vostra mente e la mia diventano una sola mente. La mente è la madre universale e la natura è quella delle tre “Gunas”: Sattwas, Rajas e Tamas. Secondo la manifestazione della realtà, la mente è conosciuta come “Buddhi”(intelletto discriminativi) “Chitta” (contenuti della mente) e “Ahamkara” (ego).

Il mantra “Om Shanti”, un suono per pacificare l’anima

Il sanscrito è una di quelle lingue come l’aramaico dove le parole sono formate da vibrazioni specifiche; dove il suono e la forma sono la stessa cosa, il suono e la sensazione sono la stessa cosa, il ripetere un suono permette il manifestarsi di quella forma.

Ad esempio la vibrazione della parola pace è il suono Sh. Pace in sanscrito si dice infatti Shanti (si pronuncia scianti). Pronunciando queste due parole, pace e shanti, avremo lo stesso effetto culturale ma un diverso effetto sensoriale e vibratorio.







Viene spontaneo per dire a qualcuno di tacere , o per calmare qualcuno che soffre o un bambino piccolo che piange, pronunciare a lungo il suono sccc come in sci, proprio per portare calma, pace. Questo è un esempio conosciuto e sperimentato da tutti di come l’effetto vibratorio di una ripetizione per diversi minuti, con o senza accompagnamento musicale, del suono Scc (shanti) produca un effetto rilassante sui sensi e il sistema nervoso di chiunque anche di chi non conosce il significato della parola.


Anche in natura l’onda emette lo stesso suono e questa ha la capacità di mettere pace all’interno di noi stessi, perché questo suono vibra come il pensiero di pace.

In ebraico antico pace si dice Shalom, in sanscrito Shanti, in aramaico Heshusha, e hanno la stessa radice di: Yeshua, Shiva, Krishna, Krishtos, Sciamano, tutto ciò che porta quiete nella mente ha questo suono.

Il Mantra Om Shanti significa pace nella mente, nella parola e nel corpo; credo che se tutti potessimo essere davvero in pace e portare la pace nelle nostra vite, la nostra energia potrebbe viaggiare così anche verso gli altri , senza parole, diventando contagiosa . Non abbiamo dunque timore ad usare questo suono, a mettere in questo suono tutto il nostro amore, la nostra compassione, il nostro desiderio di provare o di sollecitare quiete, il nostro potere di volontà di comunicare pace.

Nel ripetere questo mantra Om Shanti possiamno seguire questa sequenza, (il trattino indica la pausa): Om-Shanti Om- Shanti Shanti Shanti Om- e poi continuate Om-Shanti Om-Shanti Shanti Shanti Om…. Ripetendolo per qualche minuto di seguito.

   
    MANTRA OM MANI PADME HUM
Recitare il mantra Om Mani Padme Hum è un'ottima cosa, ma mentre lo si sta facendo, si dovrebbe pensare al suo significato, in quanto il senso delle sei sillabe è vasto e complesso.

La prima, Om, è composta da tre lettere, A, U, e M. Queste simbolizzano il corpo impuro, la parola,e la mente del praticante; allo stesso tempo simboleggiano anche il corpo puro esaltato, la parola e la mente di un Buddha. 

Corpo, parola e mente impuri, possono trasformarsi in corpo, parola e mente puri o si tratta di due stati assolutamente separati ?
Tutti i Buddha erano esseri come noi, poi seguendo il sentiero della conoscenza hanno conseguito l'Illuminazione. Il Buddismo non afferma che non ci possa essere qualcuno che, fin dall'inizio, sia esente da difetti e possegga quindi tutte le buone qualità. Lo sviluppo di corpo, parola e mente puri deriva dall'abbandono graduale dell'arido stato impuro, trasformando così il loro essere in puro.

Come si fa? Il percorso è indicato dalle quattro sillabe successive: Mani, significa gioiello, simbolizza l'intenzione altruistica di diventare illuminato, la compassione e l'amore. Proprio come un gioiello è in grado di rimuovere la povertà, così la mente altruistica dell'illuminazione è in grado di eliminare la povertà, o la difficoltà dell'esistenza ciclica. 
Allo stesso modo, proprio come un gioiello soddisfa i desideri degli esseri senzienti, anche l'intenzione altruistica di diventare illuminato soddisfa i desideri degli esseri senzienti. 

Le due sillabe, padme, nel senso di loto, sono simbolo di saggezza. Proprio come un loto cresce dal fango, ma non è macchiato dalle colpe del fango, così la saggezza è in grado di mettere in una situazione di non contraddizione, considerando che ci sarebbe contraddizione se non si avesse la saggezza. Vi è la saggezza realizzazione di impermanenza, la saggezza del rendersi conto che le persone sono vuote, di essere autosufficienti o sostanzialmente esistenti, saggezza che realizza la vacuità della dualità, vale a dire, della differenza di entità tra soggetto-oggetto e la saggezza che realizza la vacuità dell'esistenza inerente. Sebbene ci siano molti tipi diversi di saggezza, la principale di tutte è la saggezza che realizza il vuoto. 

La purezza deve essere conseguita da un'unità indivisibile di metodo e saggezza, simboleggiate dalla sillaba finale hum, che indica indivisibilità. Secondo il sistema sutra, questo indivisibilità di metodo e saggezza si riferisce alla saggezza conseguente al metodo e al metodo conseguente alla saggezza. Nel mantra, o veicolo tantrico, si riferisce ad una coscienza in cui vi è la forma piena di saggezza e metodo, come entità indifferenziata. 

In termini di sillabe "seme" dei Buddha Conquistatori, hum è la sillaba seme di Akshobhya - l'immobile, l'imperturbabile, colui che non può essere disturbato da nulla.

domenica 18 novembre 2012

TROPPO YANG O TROPPO YIN : RELIGIONI RAJASICHE E TAMASICHE SENZA REFRAMING

Le cronache quotidiane che i media ci propongono , a parte i casi di violenze e crmini individuali , ci parlano frequentemente di guerre , di liti tribali , che scoppiano repentine tra gruppi di diversa estrazione etnica e religiosa , cosa che inevitabilmente suscita perplessità e inevitabili interrogativi da parte di chi è spettatore esterno di questa violenza sciorinata sulle nostre tavole imbandite dai telegiornali di mezzogiorno e della sera con folle esagitate ed ululanti , sirene , ambulanze , cadaveri sulle strade in pozze di sangue , donne e bambini disperati in lacrime . I protagonisti di queste battaglie sono per lo più appartenenti a religioni da anni , se non da millenni ,  in lotta tra loro per la supremazia sul territorio . Il caso più emblematico è l'infinita guerra tra israeliani e palestinesi . Quest'ultimo nome (palestinesi) in antica lingua araba suona "falestain" , cioè : Filistei ! 

Si proprio loro i famosi filistei con i quali Israele si combatte da sempre fin dai tempi di Davide e Golia : Sassi si tiravano allora , sassi continuano a tirarsi adesso magari sostituiti da più micidiali missili , bombe e quant'altro di meglio la tecnologia mette a disposizione  , seguitando a nutrire l'antico odio . Un odio karmico che non fa altro che aumentare l'accumulo "quantistico" che seguiterà a precipitare e collassare nel futuro mantenedo in piedi una guerra infinita ; infatti  l'accumulo karmico non si riflette solo sulla vita individuale , ma anche e soprattutto nelle vicende collettive delle famiglie come dei popoli , altrimenti come si spiegherebbero le infinite ed interminabili faide che si svolgono tra famiglie , clan , e gruppi sociali di diversa appartenenza ? Come si spiega che dopo millenni di storia sopravvivano queste primitive espressioni di bestialità sub-umana che si chiamano religioni che per giunta si rifanno tutte al medesimo Dio come p.e. gli ebrei , i musulmani , e i cristiani ? Perchè anche questi ultimi ( i cristiani) hanno dato il loro contributo a suo tempo con le crociate e le  colonizzazioni selvagge e poi fortunatamente con i concili e qualche reframing hanno un pò raddrizzato la mira rendendosi meno aggressivi almeno sul piano armato .

Un'antica scienza spirituale nota come  " ALCHIMIA " , è basata sulla ricerca dell'equilibrio individuale attraverso la giusta "miscelazione" di maschile e femminile , rispettivamente Yang e Yin della tradizione taoista ; infatti quando una delle due componenti è in eccesso si verifica un dis-quilibrio nella personalità , per cui se troppo in eccesso lo Yang (maschile) prevarrà una personalità aggressiva , "rajasica"(vedi mio blog sui "guna") , maschile , guerriera , super-attiva ; mentre se in eccesso è Yin (femminile) prevarrà una personalità quiescente , passiva , remissiva , ai limiti dell'indolenza , "tamasica" . Lo stesso meccanismo riguarda interi gruppi gruppi , o clan religiosi , in cui la prevalenza di Yang o di Yin ne determina eccessiva aggressività o remissività . Per lo più l'aggressività è caratteristica delle religioni patriarcali formatesi , nel bacino mediorentale e in quello indo-iranico a seguito delle invasioni dei popoli nordici nomadi e razziatori cosìdetti di razza "ariana" , portatori di culti "solari" Yang aggressivi; mentre  religioni di matrice più femminile , tipica dei culti "lunari" e matriarcali dell'area orientale stanziali e legati alla coltivazione della terra e all'agricultura , presentano caratteristiche totalmente opposte alle prime soprattutto in riferimento alla sessualità , aggressiva ai limiti della violenza nei culti patriarcale  ed estesa e accogliente in quelli matriarcali (tantra yoga) , nei primi la donna è un "oggetto" sottoposto , nei secondi (tantra) un soggetto coinvolto in un amplesso paritario per aprire insieme all'uomo il "portale" della dimensione divina .

Queste due componenti  ( yang / yin ) sono l'espressione di due " vie iniziatiche " da sempre note come: la "via del latte" e la " via del vino ; la via femminile ( latte ) e quella maschile  (vino ) ; la via del mistico la prima e la via del mago  la seconda ; la "via secca" del fuoco (mago) e la "via umida" dell'acqua (mistico) ; il canale psico energetico di IDA (luna) e quello di PINGALA ( sole ) , che si avvolgono a spirale serpentina  come nel caduceo di Mercurio , raramente sono in equilibrio tra di loro  ; infatti quando lo sono , Kundalini la coscienza cosmica può ri-salire attraverso "sushumna" ( canale psico energetico centrale) , insediarsi in Ajina chakra (terzo occhio) con la conseguente sua apertura . Quando accade ciò si tratta dell'accesso al " samadhi" , stato coscienziale unitivo , che è prodotto dalla  perfetta fusione di maschile e femminile , di fatto si tratta del recupero della originaria condizione androgina assaporata da Adamo ed Eva nel giardino di Eden  . Due vie quindi danno l'accesso a questo stato anche note come Tantra Bianco o Tantra Rosso , Tantra della Mano Destra ( vama marga ) o della Mano Sinistra (daksina marga) ; il primo (bianco) raggiungibile attraverso Bhakti Yoga , karma Yoga , Mantra Yoga , ecc....via mistica , devozionale , femminile ; il secondo (rosso) attraverso Tantra Yoga , Kundalini Yoga , Kriya Yoga , Mantra Yoga , ecc...ecc...; il primo (bianco) attraverso la sublimazione della sessualità giocata in una alchimia esclusivamente interiore e individualmente ; il secondo (rosso) attraverso un esercizio "rituale" della sessualità di coppia , ma entrambi comunque con la stessa meta , cioè raggiungere la "ri-unificazione" del sole (Ha) e della luna (Tha ) , ovvero Hatha Yoga , unione (Yoga) delle due qualità nel corpo che realizza in tal maniera la sua dimensione divina , quella che gli spetta dalle origini : il corpo è un tempio !

Se una delle due qualità rimane isolata rispetto all'altra , accade che la parte più espressa patologizza l'altra relegandola nell'oscurità e facendola diventare di fatto la sua "OMBRA " . L'ombra è la parte non integrata della personalità e quando si patologizza inevitabilmente lo fa nel corpo o nella psiche scatenando una malattia , che si presenta come un precipitato dell'aggressività negata e irrisolta . Una realtà separata schizoide che alimenta le proiezioni negative schizzofreniche , sia a livello individuale generando conflitti che sfociano in malattie o a livello collettivo di popoli che scatenano guerre per uccidere nell'altro ciò che portano in se non ri-conosciuto che inevitabilmente sfocia nella sindrome di " Dottor Jekyll e Mr. Hide ( vedi mio blog in proposito).

Le guerre di religione nascono dall'ignoranza (Avidya) religiosa che alligna soprattutto negli strati sociali più "tamasici" , grezzi , e massimamente manipolabili , da quelli che preferiscono < Cesare/piccolo/ego/faraone  al Vero  SE'> e praticano un fariseismo che compare in ogni epoca e mascherato magari da grandi sacerdoti  sempre pronti a <filtrare il moscerino , per ingoiare il rospo > . Guerre e conflitti a cui sono più soggette quelle fasce religiose che negano il femminile , lo nascondono sotto mantelloni che coprono financo il volto , oppure lo relegano dietro le grate del tempio . 

Il cristianesimo , ad onor del vero , seppure non è stato e tutt'ora non è alieno da una pronunciata vena misogina ben rintracciabile in molte lettere dell'apostolo Paolo , purtuttavia si è salvato perchè è stata recuperato il livello femminile grazie all'arrivo sulla scena di Maria , la Madonna , il cui Magnificat ha venato di dolcezza il rude Dio biblico delle condanne e degli anatemi . E grazie anche all'arrivo del Cristo che ha ri-congiunto in se il maschile e il femminile in una storia intessuta di forza paterna e materna ad un tempo , di azione maschile e di ricettività femminile . Si in questo si può cogliere la grande novità cristiana rispetto alle altre . L'amore nato dalla croce è uno stupendo mix di maschile e di femminile di forza e di arresa . Il piccolo ego faraone è fatto fuori , la sua maschilità aggressiva e la sua femminilità prostituita si liberano di quelle scorie e sono restituite al Regno dei cieli !
Per AMORE solo per AMORE è la matrice di ogni vera religiosità !

Om shanti

Yogacharya Eknathananda

venerdì 16 novembre 2012

I 12 AVVENTUROSI REFRAMING DI ERCOLE

La storia di questo antico "Figlio di Dio " è la metafora  di chi si pone e sottopone alle prove (fatiche) che s'incontrano percorrendo il " Sentiero " iniziatico . Ercole è realtà paradigmatica di chiunque affronta con coraggio ( dal latini cor agere = agire con il cuore ) i problemi della vita , i compiti del proprio destino  , sopportando pene e tribolazioni . La vita dell'uomo avanza nella Grande Ruota della Zodiaco ( sentiero) passando per i dodici archetipi che costituiscono appunto le dodici prove . La storia di Ercole ci parla degli "ostacoli" che incontra e che superati porteranno all'integrazione delle qualità psichiche proprie dell'archetipo ; infatti l'eroe , come tanti altri eroi delle storie iniziatiche ( Ulisse , Parsifal , ecc ) rappresenta l'uomo incarnato e le dodici fatiche che incontra raffigurano le difficoltà affrontate per liberare la componente spirituale dalle catene della "materialità". Il "viandante " , il "non ancora perfetto Figlio di Dio " che prende in mano la propria vita , il proprio "karma" al fine di assoggettare la "mente egoica inferiore" alla sua "fonte divina" primigenia , che ne costituisce il "nucleo  originario essenziale " . < Uomo conosci te stesso > è per il viandante divino la realizzazione della sua vera identità di matrice divina .







Il sentiero iniziatico è l"arena evolutiva" in cui l'eroe affronta un percorso di "autocoscienza" profonda le cui radici traggono linfa dalla volontà divina ; infatti vincere le pulsioni della natura egoica inferiore significa accelerare il processo di trasmutazione permettendo al fiore dell'anima di schiudersi più velocemente secondo il vecchio adagio iniziatico : < SOLVE ET COAGULA > ! Cioè : dissolvi gli stati di coscienza legati alla natura inferiore e raggiungi più alti stadi evolutivi legati ai nuovi livelli di autocoscienza conseguiti attraverso progressivi passi evolutivi . Tale processo di crescita per tappe successive può avvenire attraverso numerosi cicli di vita per sviluppare le potenzialità interiori ; oppure in tempi più rapidi utilizzando la spinta di una volontà (icchà in sanscrito) sistematica e disciplinata , capace di ri-svegliare repentinamente la coscienza dell'anima . La volontà (icchà) è il "solvente psichico che elimina tutte le scorie " nell'ambito di un processo alchemico di raffinazione , sublimazione , e trasmutazione interiore .
Le forze dei misteri umani sono riflessi d’energia spirituale i cui poteri, facendoci entrare in rapporto con i poteri universali, sono l’unico mezzo per apprendere il proposito divino , l'eroe iniziatico non può mai "by-passare" la "terrestrità" a cui è collegata la "corporeità" e la "psichicità" , realtà questa ricordata anche dal Cristo , anche Lui al centro dello Zodiaco cristiano ( i 12 apostoli) , quando dice ai suoi discepoli : < Se non conoscete le cose  della terra , come pretendete di conoscere quelle del cielo ? > ; infatti l'iniziato è chiamato a diventare un "cooperatore" del piano evolutivo attraverso cui la Vita guida la sua creazione . Questa è la meta di Ercole e di ogni membro avanzato dell'umanità .Ercole non è solo una rappresentazione della forza e della volontà dell’uomo. È colui che attraversando i segni dello zodiaco ne assimila le facoltà, acquisendo i doni che ognuno di loro conferisce, e diventare capace, infine, di esprimerne le caratteristiche. Ciò gli permise non solo di conoscersi, ma di governare le forze del proprio destino. Forze che le stelle non controllano ma che possono influenzare offrendo una visione di realizzazioni più ampie.    

Un celebre detto di S. Tommaso d'Aquino recita così : < Astra inclinant sed non necessitant > < Gli astri inclinano ma non determinano > ; come a dire che le stelle inclinano l'anima imprimendole le loro energie , però non ne determinano il destino che è comunque il risultato di libere scelte della persona  . Anche l'aquinate , come molti sapienti del suo tempo , s'interessò all'astrologia , da non confondere però con quella de-generazione profana di essa che compare sulle pagine dei giornali sotto forma di arte divinatoria del futuro , trattandosi questa di opera per lo più di ciarlatani in cerca di facili guadagni . No , si trattava di una astrologia esoterica , che compare negli affreschi di numerosi pontefici e cardinali delle epoche remote , quasi  una geografia cosmica  dell'anima , non  basata su calcoli matematici , ma mirata a interpretare l'interazione tra i dodici tipi di energie cosmiche e l'essenza umana .Le fatiche di Ercole formano il sentiero ascendente dell'iniziazione , una via che "ruota nello Zodiaco " disseminata di "prove" da superare , basate sul dominio progressivo della natura egoica inferiore e che attraverso molteplici mutamenti interiori producono il cambiamento definitivo della natura umana .
M a ora avviciniamoci un pochino di più al nostro archetipo , dico nostro perchè Ercole fa parte della costellazione di archetipi che costitituiscono l'immenso popolo junghiano che ci portiamo dentro tutti fin dalla nascita e con i quali prima o poi ci troveremo a confrontarci . Eracle per i Greci , Ercole per i Romani , nasce da una relazione tra la mortale Alcmena , unitasi senza saperlo al divino Giove , che lo sappiamo amava travestrirsi in tutte le "forme" pur di raggiungere i suoi scopi amatori . Dunque appena nato il bimbo nasce per metà umano , mentre l'altra parte divina , seppur nascosta , dovrà conquistarsela a fatica , come tutti noi del resto , ma già in fasce  da un saggio della sua forza poderosa strozzando due serpentelli che si erano avventurati nella sua culla . La Kundalini è avvisata con chi avrà a che fare , visto che da adulto Ercole girerà sempre con poderosa mazza ( Sushumna)  stretta fra le sue mani e con la quale sistemerà diverse cose . Ercole inizia così il suo viaggio incontrando progressivamente :






ARIETE  ( Aries 21 marzo - 20 aprile ) Ercole  affronta e cattura delle giumenta antropofaghe , davanti alle quali reagisce con impulso , come molti arieti ben sanno , ma imprando il controllo della mente . L'Ariete ha il suo corrispondente fisico nella testa , nella ghiandola ipofisaria precisamente . Il cammino verso il cambiamento comincia da una indistinta e primaverile spinta spirituale che si esprime come senso di giustizia che lo spinge a salvare altri .









TORO ( Taurus 21 aprile - 20 maggio ) Ercole cattura il toro di Creta , cioè , impara che il desiderio va trasformato in aspirazione genuina dominando l'energia sessuale . Non sopprimendola ma indirizzandone le forze verso il giusto traguardo , come lo Yoghi che trasforma "Retas" ( sperma fisologico ) in "Ojas" ( sperma sublimato in Luce ) ; infatti la spinta sessuale e la potenza dell'attrazione sono i fondamenti della grande illusione ma , allaa fine , è la stessa energia a diventare causa d'illuminazione .








GEMELLI ( Gemini 21 maggio - 20 giugno ) Ercole cogliendo le mele d'oro della conoscenza nel giardino delle Esperidi , arriva a conoscere se stesso subordinando i tre aspetti della natura inferiore : il corpo fisico , il desiderio e la ragione . Il progresso finora soggettivo e caratterizzato dal desiderio comincia a trasformarsi in potenza mentale .







CANCRO  ( 21 giugno - 21 luglio ) Ercole con la cattura della sfuggente Diana , Cerva sensibile e difficile da trovare , simboleggia la messa in giuoco della sfuggente intuizione , facoltà intellettuale superiore . Nei cicli precedenti l'esperienza ha trasmutato l'istinto in intelletto , ora l'iniziato deve trasmutare l'intelletto in facoltà intuitiva dove tutti i poteri inferiori devono essere sviluppati e sublimati.






LEONE ( 22 luglio - 21 agosto ) Ercole uccide il leone Nemea . Con questa prova Ercole dimostra ad Euristeo , il maestro che l'osserva , di essere capace di uccidere la personalità anche se contraddistinta dal coraggio del segno . Fuor di metafora l'iniziato dimostra di essere in grado di subordinare ai propositi della volontà superiore anche la più coraggiosa delle nature inferiori , come quella simboleggiata dal leone , dando così garanzia della forza del suo proposito .
L'uccisione del leone Nemea conclude l'arco delle prime cinque fatiche del sentiero Probatorio e ne rappresenta il culmine .






VERGINE ( Virgo 22 agosto - 21 settembre ) Ercole compie la su sesta fatica strappando il cinto ad Ippolita , regina delle Amazzoni . Ricordiamo che in Ariete , all'inizio , E. iniziò il Sentiero probatorio con un parziale fallimento . Anche la prima fatica di questo nuovo percorso "viene compiuta , ma compiuta male " . La morale di entrambe è che ad ogni nuovo inizio è più facile sbagliare . Per cui l'iniziando non deve mai abbassare la guardia perchè c'è sempre un pericolo di cadere in errore . A volte le virtù possono diventare un problema ed anche un alto iniziato può uscire dal Sentiero . L'insuccesso tuttavia è solo temporaneo . ma anche se ci saranno altre opportunità , val la pena di ricordare che c'è sempre una conseguenza dell'errore ed un ritardo , anche di cicli , è sempre un grave danno .

BILANCIA ( Libra 22 settembre - 21 ottobre ) E. cattura il cinghiale , animale impulsivo , che rappresenta la mobilità della mente emotiva . La cattura  dell'emotività da parte della forza di volontà bilancia le paia degli opposti , dando prova che l 'equilibrio interiore è conseguito e l'iniziato è pronto ad entrare nel segno seguente .











SCORPIONE ( Scorpio 23 ottobre - 22 novembre ) E. entra in quella che è la prova suprema anche per l'umanità attuale . Il problema è l'emanciparsi dall'illusione , liberandosi dalle nebbie e dai miasmi mentali che nascondono la realtà dietro i teatri delle apparenze. In questo segno E. con la distruzione dell' idra di Lerna , supera con succeso la prova più grande . Dopo aver dimostraato di saper domare il desiderio ristabilendo l'equilibrio della sua mente , ora , non essendo più catturata dalle apparenze , la direzione della sua volontà è univoca .







SAGITTARIO ( Sagittarius 23 novembre - 22 dicembre ) ; E. accentua la sua "uni-direzionalità" . Come in Ariete cattura le giumente antropofaghe e le piega al suo uso , ora uccide gli uccelli di Stinfalo , mettendo fine a tutte le tendenze di usare il pensiero in maniera distruttiva .














CAPRICORNO ( Capricornus 23 dicembre - 20 gennaio ) ; E. con l'uccisione di Cerbero diventa un iniziato , un semidio , uomo e Figlio di Dio capace di lavorare negli Inferi , in Terra e in Cielo . Nel simbolismo del cane a tre teste , viene descritta la definitiva trasfigurazione della personalità terrena . E la trasfigurazione è la prima delle Iniziazioni maggiori .












ACQUARIO ( Acquarius 21 gennaio - 19 febbraio ); E. deviando il fiume ripulisce le stalle di Augia . Così mette le acque purificatrici al servizio dell'uomo . L'acqua della comprensione purifica l'animo dell'iniziato . Questo è il significato del segno dell'Acquario , nel quale siamo entrati da pochi anni . Simboleggiato dall' Uomo che reca una brocca d'acqua sulla spalla . Questo è il simbolo dei servitori dell'umanità che per i mistici è anche il segno del Salvatore del mondo .










PESCI ( Pisces 20 febbraio - 20 marzo ) ; E. cattura il Bestiame Rosso , ponendolo in una ciotola d'oro e scuoiandolo nel Tempio . Tale è la bellezza del segno in cui l'uomo diventa un salvatore del mondo dopo aver trasceso tutto ciò che nell'umanità è di essenza animale .















Sul sentiero dell'auto-coscienza il carattere e la natura di E. vengono messi alla prova finchè le qualità inerenti alla sua materialità vengono trasmutate svelando l'anima , cosa che fa di lui come di ogni iniziato un semidio .
Questo è il cammino di ogni Ercole che  raggiunge con forza di volontà ed intelligenza la realizzazione accettando la sofferenza che è la più grande forza purificatrice .

Seguendo le gesta di Ercole , le prove sul sentiero dello zodiaco dell'iniziato possono essere sintetizzate : nel dovere di apprendere l'altruismo ; nel domare gli impeti della natura egoica inferiore . Il dolore nasce dalla competizione tra l'altruismo dell'anima e l'avidità della coscienza materiale . L'equilibrio , infine , nasce dalla vittoria sulle pulsioni inferiori che rendono l'iniziato capace di sacrificarsi al bene comune , attraverso l'uso intelligente della propria volontà . Ciò lo rende un servitore benefico ed una  fonte inesauribile di creatività !

Ercole docet !




Yogacharya Eknathananda