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mercoledì 13 marzo 2013

SE LA COLONNA VERTEBRALE DIVENTA UN " SOLENOIDE "


Dicesi SOLENOIDE una bobina , solitamente di rame ( metallo ad alta conducibilità elettrica )  ,  che attraversata da corrente si eccita magnetizzandosi in maniera non permanente . Il MAGNETISMO ha sempre suscitato l'interesse dell'uomo , forse perchè tra tutti gli effetti in natura risulta essere il più affascinante , il più " ATTRAENTE " , proprio per quella sua capacità di "attrarre" . Chi di noi da bambino non si è divertito a strofinare la penna di plastica sulla lana della manica del maglioncino e poi ad avvicinarla a dei pezzettini di carta per vedere come questi venivano attratti per un breve tempo dalla penna momentaneamente magnetizzata ? 

Se non esistesse questo magnetismo di attrazione terrestre verremmo tutti schizzati nello spazio in breve tempo a velocità supersonica ; infatti gli scienziati ipotizzano un enorme nucleo ( magnete ? ) ferroso al centro della terra che ci trattiene tutti da quella orrenda fine .

Magnetismo dunque , parola che si usa anche per indicare una personalità fascinosa , attraente , magnetica appunto, riscontrabile in tante persone di successo che vanno dal campo artistico , a quello politico , finanziario ,ecc...ecc.... Ma cosa accumulano questi individui in maniera più copiosa degli altri , che li rende così magnetici . Da quale "corrente" sono traversati , che li rende così magnetici , dove è nascosto il loro solenoide "segreto" , che li magnetizza ? Quali sono le segrete tecniche che li rendono tali ? Molte sono le domande che richiedono una risposta , quanto meno una ipotesi .

Il secolo dei "lumi" inaugurato dalla rivoluzione francese apre una nuova stagione nell'ambito della ricerca scientifica nel cui panorama si formano nuove scienze , come la fisica ad esempio per opera di Isacco Newton , che , guarda caso , però non disdegnava interessi alchemici . Affiorano nuove  personalità che desiderano lasciarsi alle spalle metodi  ormai ritenuti  obsoleti , se non al limite della stregoneria . L'emisfero destro analogico cerebrale , lascia il posto all'emisfero analitico sinistro , più propenso a prove di laboratorio . 

Si fanno strada nuove figure di scienziati , che prendono il posto di Merlino , mago ormai fuori moda con i suoi alambicchi alchemici e la sua bacchetta , che non dimentichiamolo , è un "accumulatore" , nonchè " direzionatore " di energia , che gli alchimisti chiamavano : Fluido vitale ; i taosti  : " Ki " (Chi) ; gli Yoghi : " Prana " e gli scienziati moderni semplicemente : Energia ( elettrica , magnetica , nucleare , solare , ...ecc...ecc...) ; infatti tutte le energie che conosciamo a partire da quella elettrica come : elettromagnetica , nucleare , eolica , solare , ecc..sono tutte manifestazione di una sola energia , che i  maghi alchimisti chiamavano appunto : fluido vitale !

Tra queste personalità che si vanno affermando nel campo scientifico della nuova stagione storica , emerge l'austriaco Anton MESMER ( 1734 - 1815 ) , che che riallaccia alla visione olistica del medico / alchimista  Teofrasto Paracelso ( 1492 ) , fondatore della " iatrochimica " ( cura di alcune malattie attraverso l'uso di minerali ) e sostenitore della cura attraverso l'uso dello stesso principio che ha prodotto la malattia, " similia similibus curantur " , cioè : l'omeopatia !



Mesmer mise a punto un tecnica terapeutica basata sull'applicazione di calamite distribuite sul corpo al fine di "magnetizzare" il corpo del malato , per favorire l'accumulo del "fluido vitale" in quantità tale da espellere il "nucleo" energetico di ciò che causava la malattia . In seguito , pur avendo ottenuto qualche successo , M. eliminò questa fase ( l'applicazione delle calamite ) per passare direttamente alla "imposizione delle mani" ( Reiki ? Channeling ? )  ; infatti si era reso conto che in qualche maniera che queste guarigioni erano favorite molto dalla auto-suggestione (effetto placebo ? ) ;  dall'approccio verbale-affettivo del terapeuta ( Psicoterapia ? ) ; nonchè da una sorta di un indotto stato di trance ( Autipnosi ? Training Autogeno ? ) favorito dalla ripetizione mantrica del messaggio terapeutico , una sorta di PNL (Programmazione Neuro Linguistica ) ante-litteram !

Il " MESMERISMO " , magnetizzazione , prese così il nome dal suo fondatore , che intuì la correlazione esistente tra pensiero e materia , correlazione che in qualche maniera influiva sull'elettricità presente nel corpo umano .
Mesmer fu presto messo al bando dalla medicina accademica ed anche irriso per queste sue stravaganze " border-line " , che un secolo dopo verranno riprese  da un ebreo austriaco , allievo di Sigmund Freud , rispondente al nome di Wilhelm REICH (1897-1957) , che fornì una copiosa documentazione scientifica a sostegno della sua teoria che sostiene l'esistenza della cosìdetta : ENERGIA ORGONICA  !



Nel corpo , sostiene Reich , esiste una attività elettrica ( Agopuntura ? ) veicolata attraverso una particella da lui chiamata " ORGONE " , quando la circuitazione di queste particelle è ostacolata , il "gradiente" basso della elettricità favorisce la malattia quando è alto , al contrario favorisce la salute . Fin qui poteva essere una ipotesi più o meno plausibile , ma quando Reich aggiunse che l' ORGASMO favoriva al massimo la salute e la sua mancanza  la malattia , per cui si rendeva necessaria una salutare libertà sessuale , apriti cielo , istituzioni scientifiche , religiose e quant'altro balzarono in piedi inorridite e il povero Reich finì drammaticamente i suoi giorni in una clinica psichiatrica statunitense , era sfuggito ai campi di concentramento hitleriani ma non sfuggì a quelli psichiatrici americani di " Qualcuno volò sul nido del cuculo " , ma sempre di campo di concentramento si trattava .




Oggi la scienza , soprattutto la Fisica Quantistica , sembra , per certe quote , riallacciarsi alle intuizioni di certe medicine impropriamente chiamate " Alternative " , come l'Ayurveda , p.e. , o l'Agopuntura , ecc...che per giunta nascono molti , ma molti secoli prima dell'attuale medicina allopatica , o antipatica ?
L'elettricità è un dato acquisito e la sua presenza non figura solo all'interna della comune lampadina ( vedi mio blog sulla "Lampada di Dendera ) , ma ovunque , compreso il corpo umano ; infatti questi , alla stregua di tutta la creazione visibile , è composto di atomi , e dove ci sono gli atomi c'è attività nucleare , energia , e quindi elettricità e quindi magnetismo !

Nel corpo umano quindi si nasconde un : SOLENOIDE !


Un solenoide capace di "eccitarsi" e quindi magnetizzarsi , di emettere energia , calore, di attrarre , di fascinare , a seconda della maggiore o minore intensità del suo potenziale accumulato , alla stregua di una  vera e propria pila elettrica o della pentola di un " BAGNO GALVANICO " , in cui l' ELETTROLISI ( procedimento chimico ) è assicurata dalla immersione nella soluzione (elettrolitica) di un barra che funziona da polo positivo ( Anodo + ) e una che funziona da polo negativo ( Catodo - ). 

I due poli , eccitati dall'elettricità permettono l'Elettrolisi o Galvanostegia , la " forte differenza " di potenziale fa si che su un  metallo basso ( p.e. ottone  ) si depositino , per attrazione , i sali di un metallo più nobile (p.e. argento ) e si abbia la cosìdetta "argentatura" . Per trasposizione analogica , l' IO AUREO , Trascendentale , dell'alchimista realizzato , chiama a se i discepoli (= metalli meno nobili = non illuminati = Asura , esseri ottenebrati ...vedi mio blog su Sura e Asura ) , li immerge nel suo corpo/Athanor (= forno alchemico , bagno galvanico ) e li trasforma in Apostoli  (= metalli nobili , Sura = eseri illuminati ).




Gli Yoghi , i Rishi (=saggi = profeti ) chiamavano questa energia : PRANA e PRANAYAMA il suo controllo all'interno del corpo ; i suoi catodi (-) e i suoi anodi(+) rispettivamente IDA ( luna) e PINGALA (sole) le "nadi" (canali psicoenergetici sottili) che intrecciandosi intorno a " Sushumna" (=canale psicoenergetico centrale parallelo alla colonna vertebrale) formano una figura  " ELICOIDALE " , che ricorda insieme a quella di un Solenoide anche le struttura energetica del DNA !



Va da se allora che il Pranayama correttamente eseguito comporta una magnetizzazione esponenziale degli organi e di tutte le componenti del corpo , magnetizzazione che sarà tanto più forte quanto maggiore sarà la capacità di concentrazione ( = Dharana) ottnuta quest'ultima attraverso la "fissazione" (=Trataka) dell'attenzione su un solo punto , perchè ciò evita la perdita di Prana dalla parte della mente distratta dalla mente egoica inferiore , sempre "attratta" da ciò che è all'esterno e ciò si ottine mediante " PRATYHARA " (=ritiro dei sensi dal "mondo esterno) ottenuto attraverso il controllo (=yama) delle passioni corporali (=acidi dell'Alchimia) .

Nell'ambito di questa operazione di "galvanotecnica" alchemica (Pranayama) la funzione della "eccitazione" , è il caso di dirlo, dei due poli elettrici (ida e pingala , catodo e anodo) è di dominio assoluto dell' EROS , l'orgone reichiano ; infatti la sessualità è il massimo attivatore del "fluido vitale" , e non a caso quando una coppia si innamora  si parla di " colpo di fulmine " , determinato appunto dal massimo gradiente di elettricità , e il suo punto culmine indicato come : ILLUMINAZIONE . Tutto il " TANTRA YOGA " è traversato da questa consapevolezza . Solo le religioni istituzionalizzate e "cristallizzate" in astrusi dogmi sono riuscite nell'intento di "reprimere" queste correnti vitali , bloccandone il "fluido vitale" e tacciandole di peccato.

I danni procurati si sono visti , gli "acidi" sono diventati più corrosivi e le conseguenze patologiche come : nevrosi , pisicosi , violenza individuale e sociale , pedofilia , molestie sessuali , depressioni , guerre , conflitti sociali , ecc...ecc....non si contano più  . Se la " differenza di potenziale " tra i due poli aumenta ma non si conosce come indirizzarla e trasmutarla in "piacere spirituale " ( = Bhukta) , allora il "fulmine" scocca comunque ma il suo effetto è devastante e può assumere la forma di un ictus cerebrale, di una paralisi , di colpo apoplettico o infarto , di una depressione ansiogena, di un cancro o quant'altro , comunque l'installazione di un ostacolo che non permette il passaggio delle "endorfine" (vedi mio blog in merito) con il conseguente arresto del prana , del Chi , dell'orgone , del fluido vitale che segnalano che il nostro solenoide o ha funzionato poco o è definitivamente "fuori uso" , ameno di....un miracolo che riporti la salute nel corpo e nella psiche con la ri-attivazione dell'energia pranica !

Ultime osservazioni fatte tramite microscopi ad alta definizione dimostrano che la struttura elicoidale del DNA sotto stress si accorcia , si comprime , mentre in condizioni di rilassamento si allunga , a dimostrazione che il pensiero e la materia sono in costante dialogo fra loro , i "rishi" , i mistici , lo hanno sempre saputo e ce lo hanno pure detto , ma il nostro cervello sinistro non li ha presi sul serio .



Om Shanti

Yogacharya Eknathananda 









domenica 10 marzo 2013

IL FIGLIOL PRODIGO : IL REFRAMING DOLOROSO DI UN ASURA CHE DIVENTA SURA

11 Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. 12 Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. 13 Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto. 14 Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. 15 Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci. 16 Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava. 17 Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! 18 Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; 19 non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni. 20 Partì e si incamminò verso suo padre. 

Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. 21 Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. 22 Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l'anello al dito e i calzari ai piedi. 23 Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, 24 perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa. 25 Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; 26 chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò. 

27 Il servo gli rispose: È tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo. 28 Egli si arrabbiò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo. 29 Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici. 30 Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso. 31 Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; 32 ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato». (Lc 15,1-32)

Una storia , quella del " Figliol Prodigo ", o anche del Padre Misericordioso , che riamne tra le più intense nel panorama delle parabole cristiane , perchè ci parla di un rapporto sofferto , difficile , una storia di tutti i tempi , perchè generazionale , in quanto ci parla di una sofferenza / insofferenza filiale , i cui protagonisti si disegnano su più piani , che vanno da quelli più "grossolani" , materiali ( < dammi il denaro .......>) , a quelli più "sottili" ( < padre peccato conro il cielo e contro di te > ) , la storia che ci parla di un " ritorno " ( teshuvà in ebraico) , ritrovare il "centro" , la "fonte" della vita , della vita ontologica , divina ( Zoè , vedi il mio blog su : Bios e Zoè) , senza la quale nessuna vita può chiamarsi veramente vita , in quanto vissuta lontano dal " Vero Sè ", da cui proveniamo e a cui tutto ritorna .

Ogni epoca storica è piena zeppa di " Figlioli Prodighi " , che si sono persi nelle maglie di Matrix / Maya , nelle proiezioni illusorie delle mente egoica inferiore . Giovani che girano errabondi nelle piazze , nelle " Campo De' fiori " di tutto il mondo con le " bottigliette " in mano , in preda a "fumi" di ogni genere , che obnubilano le loro coscienze e spesso finiscono sulle liste di trasmissioni come " Chi l'ha visto " , ricercati da Geppetti in preda all'ansia e all'angoscia .
Qualcuno/a ri-torna , qualche altro/a no , rimane impigliato/a nella "rete" di Maya / Matrix , nel "paese dei balocchi" , animalizzati come i compagni di Ulisse , trasformati in "porci" o in somarelli come Pinocchio . La posta in gioco della nostra evoluzione oscilla tra queste due possibilità , < finire nei campi coi porci > o < tornare alla casa del Padre > , oppure rimanere cristallizzati nella " normopatia " ( vedi mio blog sulla normopatia ) del fratello che invece era rimasto a casa con il padre , metafòra di una vita senza eros , amorfa , routinaria , senza amore come una religiosità di facciata , senza entusiasmo , e farisaicamente impregnata di solo dovere formalistico .

La storia che conosciamo, il figlio che va via dal padre…

Ricordiamo i punti salienti della parabola del figliol prodigo raccontata da Gesù.
Un figlio immaturo ed egoista chiede in anticipo l’eredità dal padre, il padre gliela concede, lui va via di casa e spende tutto ciò che ha in sesso, gioco e qualsivoglia altra cosa contro la morale, ormai terminato il patrimonio il figlio si trova costretto a tornare a casa dal padre, il padre anziché arrabbiarsi con lui e lasciarlo fuori di casa come ci si aspetterebbe, lo riaccoglie e fa addirittura ammazzare il vitello grasso per festeggiarne il ritorno.

Gesù in realtà cosa tratta? Una semplice storia di un figlio e di un padre con una morale?

Ci è stato insegnata la bontà e la comprensione da questa storia e il perdono e questo è il lato materiale della storia, il lato che si rispecchia sul piano fisico di conseguenza…
Ma ti è mai venuto in mente che Gesù potrebbe parlare unicamente di stati mentali ? Forse no…
Bene, sappi una cosa che si può agire sul corpo per approdare nella consapevolezza pura e rientra in questo anche un discorso, in pratica essere ricondotto a quello stato tramite delle parole.
Resta comunque il punto finale cioè capire che i pensieri e il corpo sono un’illusione ( Maya) , ed è così facile arrivarci quando inizi ad entrare in uno stato senza pensieri di alcun tipo , tipici dell'ingresso nei primi stadi del samadhi ( stati unitivi della coscienza ) , favoriti dalla meditazione ( Dhyana ) .

La giusta lettura di questa parabola è fondamentale invece…

Allora per ristabilire un ordine procederemo così , attenzione :

Il figliol prodigo ( “ la mente non osservata ” ) chiede l’eredità (“ energia vitale ”) al padre (“consapevolezza pura”), il figlio spende tutto in bagordi (“fa tutto ciò che una mente non osservata fa, si limita a utilizzare il momento presente per formulare pensieri inutili e dannosi per sé e per gli altri”) ormai esaurito il patrimonio, il figlio (“La mente finisce il carburante e si trova stremata perché senza la fonte dell’energia non può nulla”) ritorna a casa del padre (“La mente sa intuitivamente dove si trova il padre, che è consapevolezza pura, ovvero il luogo senza pensieri”). Le cronache sanitarie ci parlano sempre più spesso di malattie generate dalla " sindrome di Burn-out " , innescata dall'eccessivo stress , che esaurisce l'energia vitale (prana) , lasciando gli uomini/donne , che non si dedicano alla meditazione , completamente esausti e con il sistema immunitario indebolito al massimo .
Il padre lo riabbraccia il "figliolo ) quando questi " ri-entra" , " ri-torna " alla meditazione ,  e mostra grandi festeggiamenti ammazzando il vitello grasso (“La consapevolezza pura non giudica, è assenza di pensiero, abbraccia amorevolmente ogni cosa e quando le si lascia spazio rende la vita piena di gioia).

Può essere difficile cambiare convinzioni e credenze su qualcosa, ma farlo, mette in moto nuove strade nella nostra mente, in quanto riportano alla consapevolezza pura giungendo al paradosso inevitabile e allora lì ritornereme nel luogo più pacifico da sperimentare, ciò che è dietro le credenze “il padre del figliol prodigo”…

Il Padre , Ajina chakra , è il luogo della pura consapevolezza , la mente divina da cui nasciamo . Noi siamo il suo " OM " , Verbo , la " goccia divina " , Atman , (Anima individuale)  incarnata , siamo emanazione parcellizzata del Brahman ( <Io e il Padre siamo Uno > ) in un corpo di carne. Il " Figliol prodigo " simboleggia l'oscuramento dell'Atman da parte di " Avidya " (=Ignoranza spirituale) , la sua "Kundalini" (= Coscienza cosmica ) giace addormentata nel muladhara chakra , il primo chakra , nella base pelvica , collegata alla pura materialità , al Regno materiale ( = il Malkut della Cabalà) , qui tutto è legato alla materialità , qui si gioca la battaglia per la sopravvivenza , che dura fino al secondo  chakra ( Svadisthana  ) e terzo chakra (Manipura) . In questa area "istintuale" del corpo è molto facile perdere il contatto con la "spiritualità" , ed in certo senso è anche necessario . Il "figliol prodigo " prodigo nato come " Sura " ( vedi mio blog su Sura e Asura ) " essere illuminato" , Re , ne perde la coscienza e si trasforma in  " Asura " , "essere ottenebrato" , incapace di operare " Viveka" , discriminazione tra bene e male . 

Il " Figlio prodigo " finisce nei campi (terra = muladhara) a far compagnia ai porci e a cibarsi delle loro ghiande , assicurando solo la sopravvivenza della sua anima/animale (= nefesh . Vedi mio blog su nefesh , ruah , neshama) . A un certo momento il dolore di quella condizione lo fa alzare dal "muladhara" , il giovane si "leva" in piedi , si verticalizza , la Kundalini si sveglia in lui , prende a salire lungo "sushumna" (vedi mio blog su kundalini) , si dirige verso la casa paterna , prende a camminare , azione , si attiva il suo centro del fuoco (= Manipura chakra) , sviluppa "Tapas" ( = ardore spirituale , volontà , ascesi .....) , si " ri-corda" ( re-cordare dal latino = ritrovare la memoria del cuore , dell'amore , dei sentimenti ) , raggiunge " Anahata chakra" , centro della vita spirituale , luogo di riposo della divinità nell'uomo/donna .

Giunge alla casa paterna " Ajina chakra " e ri-trova la "comunicazione " ( Vishuddi chakra = centro della gola = luogo del Verbo = della ri-sonanza ) ; infatti dice al Padre : < Padre ho peccato contro il cielo e contro te >. La "Teshuvà" si è compiuta , si è svuotato (= Kenosis in greco) del suo io empirico e lascia lo spazio all'abbraccio dell'IO SONO che da sempre lo attende a braccia aperte , non più una croce di dolore ma di Resurrezione : < Colui che credevamo morto è tornato in vita , vestitelo degli abiti più belli , mettetegli l'anello...> . E' l'estasi , il samadhi, il satori , questa è la gioia che attende i " figli di Dio " , che ri-tornano dopo un lungo viaggio . Il loto di sahasrara chakra si apre e li accoglie in un abbraccio tantrico che dona loro la coscienza di conoscere quello che da sempre sono stati e cioè : FIGLI DI DIO !!

Om shanti 

Yogacharya Eknathananda


giovedì 7 marzo 2013

IL PRANAYAMA DI ULISSE PER RISTABILIRE IL DHARMA








 L'Odissea è il racconto di una grande vicenda iniziatica , il racconto di un avventuroso viaggio nel corso del quale l'eroe ( Virat ) affronta situazioni e combattimenti drammatici di ogni sorta . L'ultima "fatica" il Virat-Ulisse dovrà affrontarla proprio nella sua casa , dove era giunto nascosto sotto le sembianze di un debole vecchio , reso curvo dagli anni e cerca di farsi ri-conoscere da Penelope ( la sua Shakti) , che però non vuole saperne , in quanto per lei è un semplice mendicante e quindi al fine di appurare la sua vera identità , essa proporrà ai Proci una gara , in  cui essi sono chiamati a "tendere" l'arco appartenuto ad Ulisse e che solo suo marito sapeva usare , e quindi centrare con una freccia gli  anelli di "dodici" scuri piantate sul muro.

 I contendenti accettano ma nessuno riesce a tendere l'arco. Interviene allora Ulisse , che riesce ad ottenere da Penelope il permesso di cimentarsi ; quindi "ri-scalda" l'arco su una fiamma , tende l'arco e senza fatica scaglia la freccia che attraversa in sequenza tutti e dodici gli anelli . Le spogli del vecchio mendicante cadono e si rivela che ci stava sotto , Ulisse , il Virat o " VERO SE' " , che è venuto a ri-stabilire l'ordine e la legge ( = Dharma) nella sua casa .

Qui l’arco flessibile stava, e la faretra riserva di frecce causa di gemiti; doni che un ospite, trovato a Sparta, gli fece Ifito Euritide simile agli immortali…” ( Odissea )

L'arma che Ulisse usa non era molto presente nell'armamentario bellico dei Proci , costituito invece da scudi , lance , e altro , in quanto gli archi da quelle parti non erano fatti propriamente di legno come si può comunemente pensare , ma di ossa di corno di corno di animale  e legno trattati a fuoco per ottenerne la giusta curvatura e quindi risultavano abbastanza complessi da usare in quanto richiedevano molta maèstria ; infatti la corda veniva tesa tra le due estremità attraverso un movimento complicato , che consisteva nel tendere con forza , aiutandosi col ginocchio per fare leva , l'arco stesso in senso "inverso" rispetto alla sua curvatura , naturale nella posizione di riposo.

A quel punto l'arciere infilava la corda , già preparata con due cappi all'estremità , in due scanalature presenti all'estremità dell'arco stesso , ottenendo così un'arma dalla tensione e dalla portata notevole . Ovviamente una simile operazione poteva essere espletata correttamente solo da un individuo ben addestrato e non da dei ragazzotti , è il caso di dirlo , alle "prime armi". Oltretutto tale tipo di arco non poteva essere tenuto in tensione, dato che nel giro di pochi giorni avrebbe perso gran parte della sua elasticità e potenza . 

controlla prima se questo è integro, indi sul fuoco attento lo passa e infine lo tende…” ( Odissea )

Se poi davvero si fosse tratta dell'arco di Ulisse , rimasto lì ad ammuffire per vent'anni , avrebbe potuto spezzarsi dopo pochi tiri : un rischio ovviamente da evitare . L'autore (Omero) lo sa bene e racconta accuratamente in ogni dettaglio la meticolosa serie di operazioni con cui il protagonista tratta l'arco verificando che la struttura non sia intaccata dai tarli, la cui presenza insieme al pericolo di vederla sfarinata in segatura avrebbe fatto sprofondare la "vendetta" nel ridicolo , cosa ben lontana dall'intenzione dell'eroe .

Fin qui gli ingredienti per una sceneggiatura cinematografica incentrata sulla muscolare vendetta attuata con il ritorno dell'eroe-rambo utilizzando un poderoso palestrato  con la faccia di un Sylvester Stallone o di Schwarzeneger , i cattivi , i buoni , il caos , il disordine , la corruzione , la fedeltà muliebre , ecc..ecc.. , ma , ma , la storia in profondità ha una connotazione esoterica molto , molto , più profonda ; infatti è coinvolta la "colonna vertebrale " , di cui l'arco è una metafora . 


(Dhanurasana = posizione dell'arco)

La colonna vertebrale nella fisiologia "sottile " alchemica dello Yoga è l "asse " ( Axis Mundi = Asse del Mondo ) , lungo la quale scorre il canale (=Nadi) psico-spirituale noto con il nome di " Sushumna ", l'asse che permette la comunicazione tra il Cielo e la Terra , comunicazione assicurata dalla perfetta osservanza del " Dharma " (= Legge Divina ) attuata tramite un'altra osservanza e cioè di : Yama ( divieti ) e Niyama ( precetti ) ( i Dieci Comandamenti dello Yoga ) che assicurano il controllo delle "passioni" ( = Proci ) .

La colonna vertebrale con le sue "lordosi" e "scifosi" ben ricorda la forma di un arco . Una  colonna troppo "tesa" denota una personalità molto rigida , impettita , militaresca ; all'opposto una (colonna) troppo allentata denota una personalità "afflosciata" , ripiegata su stessa , debole , viziata . Anche il linguaggio usa termini adeguati come : avere spina dorsale , raddrizzare la schiena , ecc...ecc...per indicare somatizzazioni dello stato psichico della personalità .


Ulisse ( = il Dharma ) ritorna per raddrizzare la schiena dei debosciati Proci che ormai stanno divorando le sue sostanze .Ulisse è il " Virat " ( eroe ) che si forgia nella cultura greca che annovera tra i suoi archetipi divini quello di Heracle , l'Ercole dei Romani , l'eroe per antonomasia che superando le fatidiche " dodici prove " si divinizza . L'immaginario di Ulisse è imbevuto di questo archetipo e incarnandolo anche lui dovrà superare le dodici prove rappresentate dai dodici anelli delle scuri , anelli che ricordano i "dischi intervertebrali " della colonna . Quindi il Virat per completare la sua opera necessita di una colonna vertebrale in asse con il Dharma e il Dharma quando giunge non perdona , lo sanno bene i Proci che ne fanno le spese . 

Il Dharma è inesorabile nei confronti della mente egoica inferiore o piccolo/ego/faraone quando è andato troppo fuori asse , vedi esempi eclatanti come la distruzione di Sodoma e Gomorra , le città / simbolo della corruzione . Il Dharma prima invia dei profeti ( manifestazioni parziali di Dio ) , poi scende in persona ( Avatar ) oppure nei panni di un archetipo divino , come l'arcangelo Michele , impropriamente chiamato "distruttore" perchè la distruzione riguarda solo il mondo illusorio ( Maya) del piccolo/ego/faraone , mentre vengono risparmiati quanti sono in asse con esso .

Ulisse è uno strumento nelle mani del Dharma , alla stregua di un Arcangelo , distrugge il mondo delle passioni insane in uno scenario apocalittico , che ricorda da vicino il passaggio dell"angelo sterminatore" di biblica memoria .

La colonna vertebrale è la strada  su cui si snoda l'iniziazione che parte dall'osso sacro ( guarda un pò = sede della Kundalini = coscienza cosmica dormiente  ) attraverso un percorso di trentatre vertebre  ( numero iniziatico per eccellenza , i trentatre anni di Cristo , il 33° grado massonico , ecc...ecc...) costituite da 4 vertebre sacrali , 10 lombo-sacrali , 12 dorsali e 7 cervicali , per un totale di 33 appunto .

Lungo questo percorso si incontrano prove di ogni genere nel momento in cui la Kundalini viene ris-svegliata e prende ad ascendere , i centri ( Chakra) vengono purificati dal suo passaggio ( in ebraico pesach = passare  = pasquale) non senza dolori , cito , tanto per ri-cordare , le 10 " piaghe di Egitto " , assimilabili in percorso individuale a : perdite dolorose , incidenti , malattie , separazioni , ecc...ecc... e a livello collettivo di popoli : guerre , conflitti , disastri ecologici , terremoti , tsunami , carestie , ecc...ecc....

Le seguenti 12 vertebre riguardano le " prove iniziatiche " , dodici quanto i segni zodiacali , che rappresentano gli archetipi "divini" che dobbiamo incarnare al fine di raggiungere il "SOLE " , cioè : il VERO SE' , l'IO SONO TRASCENDENTALE , che prende il posto del piccolo/ego/faraone empirico , causa di ogni danno .



Le ultime 7 (vertebre) , le cervicali , rappresentano la " scala finale " , la scala che Giacobbe vede in "sogno" ( = Svapnasthana = stato di sogno con sogni) e sulla quale salgono e discendono gli angeli , cioè : la scala che unisce il Cielo alla Terra . Il Viaggio è terminato !


Per fare questo viaggio è necessario sviluppare " TAPAS " , cioè : ARDORE SPIRITUALE , ASCESI INTERIORE !
Ardore attizzato con la forza riscaldante di PRANA . E' questa la forza che Ulisse si porta addosso e con la quale ( PRANAYAMA ) riscalda il suo arco che diventa flessibile , malleabile e in grado di far scoccare le frecce mortali che raggiungeranno inesorabilmente raggiungeranno Alcinoo e compagni , i suoi " lati ombra " definitivamente sconfitti perchè raggiunti dal "SATTVA" (Luce) del Dharma .

Liberato dai suoi " lati ombra " Ulisse finalmente può ri-congiungersi con Penelope , HA ( sole ) si ri-unisce con THA ( luna ) , il suo HATHA-YOGA ora è completo , si è trasformato in TANTRA puro , il "piombo" del piccolo/ego/faraone si è trasformato nell'" ORO POTABILE " degli alchimisti , Adamo ed Eva ri-trovano il Paradiso Perduto , perchè nell'Eden si entra interi , una parte sola non basta , i Proci lì non ci entreranno mai !

< L'arciere , la freccia e il bersaglio diventano UNO > ( tao ) 

Om Shanti

Yogacharya Eknathananda






              








lunedì 18 febbraio 2013

LA DECOLLAZIONE INIZIATICA : DAVIDE E GOLIA DI CARAVAGGIO

< Cerca l'OMBRA tu per primo , prima che sia lei a trovarti > ( C.G. Jung)

Una vita violenta quella del grande Caravaggio , una vita pasoliniana , vero genio pittorico che apre il suo secolo , il 1600 , facendolo uscire dalle secche del manierismo michelangiolesco , lasciandosi alle spalle la tranquillità del Rinascimento con le sue tele totalmente in luce a prospettiva centrale focalizzata su volti trasparenti di madonne raffaellite e le muscolosità titaniche michelangiolesche . Michelangelo Merisi inaugura un nuovo genere , qualità che che distingue l'artista dall'artigiano , l'artista crea  l'artigiano imita , in qualche maniera l'artista diventa riflesso del divino creatore e Caravaggio indubbiamente artista lo è , per quella capacità propria degli artisti di scendere nel profondo , di immergersi in un sogno sciamanico (svapnasthana = stato di sogno con sogni ) è lì cogliervi le immagini ( dal latino = imum agere = venire (agere) dal profondo = imum ) che in superficie vengono  poi "fissate" sulla tela . Se il Rinascimento era stata la stagione della "luce" in ogni parte della tela , la stagione caravaggesca che introduce al Barocco apre le porte all'OMBRA , che si alterna alla luce . Con l'OMBRA affiora il male esistenziale , un male di vivere , che ha corroso violentemente Caravaggio inducendolo ad una vita errabonda , culminata nell'omicidio di un suo collega , crimine che lo costringerà ad una   continua latitanza e che si terminerà fatidicamente sulla spiaggia laziale compresa tra Civitavecchia e Porto Ercole in circostanze ancora non ben chiarite . Una condanna a morte , emessa a Roma , pesava su di lui e il terrore di questa prospettiva figurò in molte sue opere postume con particolare riferimento alla morte per "decollazione" o decapitazione che dir si voglia .

Nel suo ultimo viaggio verso la costa laziale ( era partito dalla Sicilia ) C. portava con se tre dipinti e uno di questi era il celebre " Davide e Golia " , recentemente restaurato , e visibile nella Galleria Borghese di Roma . La critica d'arte più recente ipotizza che  entrambi i volti raffigurati ( il giovane Davide e il decapitato Golia ) siano entrambi auto-ritratti dell'autore stesso che a memoria ha ritratto se stesso giovane (Davide) e maturo e reduce da una aggressione fisica che lo ha lasciato tumefatto e sanguinante ( Golia ) . Fuggiva da Malta C. dove aveva dipinto un'altra decollazione di più vaste proporzioni , San Giovanni decollato , su ordinazione dei Cavalieri di Malta . Ormai la "decapitazione " era diventata la sua ossessione e i testi biblici gli offrivano molto materiale di ispirazione ; si pensi alla de-capitazione di Giovanni il Battista su ordine di Erode su richiesta della danzatrice Salomè ; alla decapitazione del generale Oloferne da parte dell'eroina ebrea Giuditta ; e così molti altri episodi di esecuzioni violente che farebbero pensare ad un Dio sadico e vendicativo piùttosto che a un Dio di misericordia accreditato per lo più dalla teologia moderna e post-conciliare .

< Tagliare la testa al toro > nel linguaggio comune prosaico significa eliminare il problema alla fonte , estirparlo definitivamente . Un castrazione chirurgica operata al livello del cervello notoriamente strumento meccanico della mente . Togliere la testa al corpo significa inibire la sua capacità di pensare e di agire . La moderna scienza neurologica ci parla di " SINAPSI " , ovvero di neuroni che acquisiscono nuove conoscenze e le trasmettono ad altri neuroni , tramite sinapsi appunto , costituendo così una vera e propria " rete neurale " che costituisce il bagaglio conoscitivo e comportamentale di ogni individuo . In questa " rete " sono archiviate tutte le nozioni culturali , sociali , educative , frutto del nostro processo evolutivo attuato attraverso la famiglia , la società , il lavoro , ecc..ecc...insomma quello che potremmo chiamare in una parola : SOFTWARE , di cui fanno parte tutte le nostre " categorie " di pensiero .

Le decapitazioni bibliche però non sono o almeno non vogliono essere dei racconti "granguignoleschi" di terrifiche storie di sangue , anche se apparentemente lo sono , ma in realtà esse contengono insegnamenti "sottili" rivelati attraverso lo studio cabalistico delle lettere e delle parole che li raccontano ; infatti il "perdere la testa " a seguito della de-capitazione , in senso biblico vuole dire il "cambiare" consapevolezza , l'acquisire una nuova "visione" delle cose , perdere le vecchie ed obsolete "categorie" di giudizio del " mondo profano " al fine di introdurre nuovi schemi e modi di vedere , creare nuove sinapsi , che permettono di vedere i < nuovi cieli e le nuove terre > dell'Apocalisse . Vedere le stesse cose , ma con occhi diversi , è cambiato lo sguardo interiore , si è aperto Ajina chakra , la vista metafisica , il Terzo Occhio , è stato sostituito il vecchio software con un o di nuova generazione . In sostanza la de-capitazione fa fuori il "vecchio" e ormai inutile " io empirico " ( piccolo/ego/faraone) che tanti guai ha procurato e procura nelle vesti di Golia , Oloferne , ecc..per far posto all' IO TRASCENDENTALE fonte di pace interiore , Shalom , Shanti , Grazia .


La sanguinaria e terrifica dea Kali che brandisce la testa vivisezionata simboleggia proprio questo , è una sacerdotessa e come tale nella sua funzione sacerdotale deve re-cidere tutte le illusioni di Maya che albergano nella mente del piccolo e limitato io empirico per farlo accedere a " Satya " , alla " Verità " , l'uomo disteso a terra , è divenuto Shiva , ha il viso blù , come la dea , è divinizzato , la vecchia testa è nelle mani della dea . L'ultima testa a cadere nella sequela biblica è quella dell'ultimo profeta , Giovanni il Battista , il suo profetismo ancora era intriso di categorie che limitavano la conoscenza del divino , appena il Battista muore , sulla scena compare il " VERBO " , il " FIGLIO DI DIO ", il Cristo ,  che ogni uomo è chiamato a essere ....ovviamente a patto che sia disposto a perdere la testa .
Caravaggio invece la conservò , non la perse , ma il suo io empirico divenne preda dell'OMBRA e questa lo divorò ingurgitandolo in una vita dis-perata , che diventò il suo tormento esistenziale . < Chi vorrà salvare la propria vita la perderà > . Chia ha orecchi per intendere intenda !

Eknathananda